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domenica 30 marzo 2014

Biker e altro.....

(foto di Garimar)
Dalla V-Strom alla signora del deserto...

Posseggo un modello Enduro stradale , V-Strom , che è un tipo di moto che possiamo chiamare Stradale da turismo. Una tuttofare per viaggi  anche in coppia.
La V-Strom è un ottima moto , ed ha un alto coefficiente prezzo prestazioni . Ad un costo relativamente basso , offre una serie di prestazioni niente male, con un economia del mantenimento che ne fanno una regina della categoria. Naturalmente come tutte le moto che esistono su questa terra , non è perfetta. Ma i difetti sono trascurabili rispetto ai pregi .
La V-Strom è una moto che esiste sul mercato dal 2001 (nella versione KLV-1000) e nella versione 650 dal  2003, e  nelle vendite ha soppiantato la versione 1000.  La V-Strom 650 è stata rivatilizzata con la versione comparsa nel 2012  che ne ha ammodernato le linee , a scapito però di una perdita di protezione che la versione originale offriva. Poi oggi nel 2014 è apparsa il nuovo V-Strom 1000 che si preannuncia come una ottima moto , 101 Cv di puro motore godibile già  bassi regimi e una coppia possente.

Cio' detto io sono uno degli antichi , in me esistono nomi quale il Gilera Arcore,  e poi piu' avanti le Honda Transalp e sempre l'ineguagliabile Africa Twin che è rimasta nei cuori di tutti noi.
In questo ambito è anche noto il nome Ténéré della Yamaha.
Bene  come si suol dire il nome ha sempre il suo valore, per cui sono andato a provare la Super Ténéré XT1200ZE versione 2014 .

Lo dico subito , non sono un esperto , un pilota,  sono solo un Biker da anni e anni , che ha sempre viaggiato per il godimento del viaggio e non per la ricerca delle esasperazioni.
Il mio pensiero è sempre stato , ok la mia V-Strom per essere una 650 è bella e pesante,  e da fermi ci vuole il proprio impegno per non fare mosse false, per cui questi bestioni  da 1200 mi danno un certo timore.
Questo era il mio pensiero base, e con questo mi sono presentato alla prova su strada.

Prima impressione
A prima impressione la moto è splendida, dà un immagine di solidità e bellezza che a mio giudizio surclassano ogni altro modello del settore in commercio . Niente becchi (originali o meno ) , niente tralicci in bella vista , niente saldature del pedalini passeggero. Impressione ottima,  vedere il davanti fianco dietro è una goduria degli occhi. Le linee si fanno seguire molto , gli occhi si posano sui particolari , le finiture sono e al tatto sembrano di ottimo livello. Nessun filo fuori posto .
Voto alto , promossa

Difetto
Lo dico subito  il difetto che ho trovato , se difetto possiamo dire, è il sound di questo motore, diciamo non è di quelli  rombanti che ti fanno saltare il cuore. Posso dire  che non sembra un 1200 dal suono. Ma per me non è un difetto dato che non mi attira la moto rombante, anzi mi piacciono le silenziose. In ogni caso per i piu' smaliziati  (pagando!) è disponibile lo scarico Akrapovic che migliora sensibilmente il sound.
Voto non espresso , neutro. 

Primi passi
Salgo sulla moto , la seduta è comoda , anzi direi ottima, la postura (si dice così ? ) è naturale . raggiungo bene manopole e comandi mi sento a casa e ancora non mi sono mosso . La "calzata" è naturale , quasi ancor piu' semplice della mia V-Strom , e questo sfata una mia paura . Tocco terra anche meglio della mia.
Suppongo sia la conformazione della sella (840 altezza regolabile fino a 870) e della rastremazione serbatoio. Magia : è leggerissima. Non posso crederci, sembra molto piu' leggera della mia, mi muovo con i piedi in pieno controllo , il peso non si avverte, oppure è solo la mia emozione ? Bilanciatissima.
Voto alto,  senza dubbio promossa

Marcia
Innesto marcia , clang e vai.
Diciamo che il cambio l'ho percepito abbastanza rozzo , preciso , ma rozzo , probabilmente si potrebbe fare di piu' nel leveraggi , il clang della prima è anche godibile. Il resto scorre con naturalezza, il motore (abituandosi al suono) sale e risponde con prontezza, non posso credere di esser in sella ad una SuperTénéré. Naturalmente i puristi si scateneranno tra le mappature "S" e "T" riviste in questa versione, ma sinceramente per la mia guida  sono finezze che lasciano il tempo che trova, in ogni caso le mappature per me danno un senso alla guida che ognuno di noi vuol dare.
Seconda magia , il cardano non si sente, devo dire silenziosissimo , sembra esserci del  burro.
Terza magia , provo un accelerata, le sospensioni rispondono , copiono l'asfalto come non mai , e qui è ben diverso dalla osannata GS che offre il cuscino d'aria all'anteriore che toglie ogni sensibilità di ruota.
Qui sento la moto , va dove dico , copia le buche , vado su un pezzo di terreno , davvero (per il poco che posso dire io ) eccellente,  in altre parole tramette la sensibilità, ma copia le asperità e le linee. Suppongo che con l'esperienza si possano fare gran cose.
Voto altissimo , promossa

Libidine
Le cose libidinose che trovo sono  il display interamente digitale , senza eguali sul mercato , direi che è da vera nave del deserto compresa la traversina per il montaggio di optional  ...seppur nel deserto non andrò mai....ma chi puo' dirlo...se hai la nave potresti permettertelo!!!!
I comandi sono al posto giusto e rispondono . Che dire se una pecca voglio trovare posso dire che l'interruttore dei faretti supplementari si poteva integrare meglio. Il Cruise Control non l'ho potuto provare perchè non ho percorso una lunga percorrenza su strada scorrevole.
Manubrio libidinoso senza dubbio , lo sento bene, ci arrivo benissimo senza aggiunta di Riser come sul V-Strom.  Ergo la seduta è davvero azzeccata.
Sella comoda, non posso dire sulle lunghe percorrenze, ma se il buongiorno si vede dal mattino ....!
Voto alto , promossa

Da terra
Riconsegnata a malincuore , la signora ,  rimane solo da osservare i particolari , le valigie seppur non quelle extraterrestri del BMW, sono belle, anzi bellissime, molto bel rifinite, io le trovo piu' "in" di quelle GS.
Frecce a led e fanale posteriore a led molto ok, sospensioni elettroniche che permettono una serie di aggiustamenti in moto  . Come si suol dire  se ce l'hai le usi ...se non ce l'hai   dici che è inutile!
Il paramotore aggiunge quel di piu' che su ogni signora non guasta...bello.
Particolare da notare , cavalletto centrale , piedistallo laterale ridisegnato ( quello della versione Z era osceno diciamo la verità) , paramani stilizzati , manopole riscaldate , cruise control, display LCD, frecce a led , parabbrezza maggiorato , sospensioni elettroniche , maniglie passeggero (davvero belle) tutto di serie
Altri particolari dischi freni margherita, forcelle a steli rovesciati , sella scamosciata ; Cerchi a raggi bellissimi .
Volto altissimo, promossa. 

Prezzo
il prezzo di vendita  15.390 di questa nuova versione ZE  mi sembra allineato per la componentistica di serie offerta
Anche in questo caso il paragone con altre sia dello stesso segmento che di segmenti piu' bassi non regge. Considerando l'allestimento di serie compreso nel prezzo  i conti son presto fatti.
Voto alto , promossa


Una giornata godibile con il sorriso a 32 denti.
Il mio pensiero è : esser Biker vuol dire sognare sempre.

Buona strada a tutti






giovedì 14 giugno 2012

Cul de Sac

(Alex Maclean)

Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

Qualcosa di anomalo , in questa folla di proposte e ipotesi per l'uscita dalla crisi. Ci sono proclami, programmi, enunciati di soluzioni , e poco velate minacce di possibili ripercussioni catastrofiche. E per altri versi , esplicite richieste di rinunce alla sovranità nazionale acquistata a caro prezzo nei secoli scorsi. 
Ai semplici , a coloro che sono lontani anni luce dai meandri finanziari, e dai calcoli amministrativi , però il tutto appare  illogico, e le strade segnalate da seguire  , si scoprono dei veri meandri inestricabili.
I professori saranno pure bravi, e tecnici, ma il contadino ha sempre avuto il cervello fino, dovrebbe essere una lezione universale. 
Un colossale e inevitabile Cul de Sac.


martedì 5 aprile 2011

Fogli di carta

Soldi facili

Quale può essere la ragione per cui noi umani abbiamo ceduto la nostra vita a dei fogli di carta senza valore alcuno ?
Pensiamoci bene, passiamo il 90% del tempo della nostra miserabile vita , alla ricerca spasmodica di quei fogli di carta che ci possano permettere di andare dal macellaio e comprarci un bel tocco di carne, oppure ci possano permettere di prendere l'auto dei nostri sogni, o ci possano permettere di vestirci alla moda, o semplicemente indossare del vestiario.
Quale è la ragione recondita (per la stragrande maggioranza delle comune persone) per la quale siamo mani e piedi legati a tale sistema ?
Facciamo un lavoro , specifichiamo meglio - forniamo una prestazione - e  come corrispettivo di tale prestazione riceviamo dei comuni fogli di carta in quantità variabile a seconda del nostro contratto o contrattazione. Con più o meno fogli possiamo permetterci di entrare in possesso di beni voluttuari e/o risolvere necessità base (mangiare, vestire, viaggiare).
Il ragionamento potrebbe avere un senso  senon che  questi benedetti fogli di carta non hanno valore intrinseco, come potrebbe essere ad esempio un pezzo di oro o di argento, che poi se vogliamo sempre valore assegnato è,  data la non abbondanza di questi metalli su questo pianeta.
Questo vuol dire che questo stesso foglio di carta che oggi mi permette di andare in un negozio e comprare un oggetto o del cibo, domani  nello stesso negozio  con lo stesso foglio potrei comprare molto meno (meno oggetti, meno cibo). Tradotto in altri termini, i tecnici affermano che il foglio di carta si è svalutato . Cioè con un colpo di magia quel pezzo di carta che fino a ieri prima rappresentava un valore (X) , oggi di colpo rappresenta un valore (X-Y) .
Il bello di questo gioco è che questa diminuzione costante e fluttuante è decisa in base a parametri e manovre finanziarie più o meno occulte, più o meno note. 
Per assurdo , il sistema in essere è autoprotettivo, nel senso che se io decidessi di rompere tale catena, ad esempio coniando una moneta di puro argento, e quindi con un valore intrinseco "reale" e la usassi come moneta di scambio , sarei di colpo indagato e indicato come un truffatore.
Questo è quanto viene denominato "battere moneta" . Peccato che tutte le monete attuali legalmente in circolazione sono un prodotto truffaldino per natura, nel senso che i possessori sono sottoposti giornalmente al deprezzamento del valore rappresentato con ingenti danni per la propria economia. 
In sintesi questo è il processo della messa in schiavità di moltitudini di uomini su questo pianeta. Messa in schiavitù a scapito di pochi, pochissimi eletti che sguazzano come si sul dire nella stanza dei bottoni. In effetti non esiste una stanza dei bottoni, ma esiste ed è ben reale il "sistema" in essere che si autosostiene . Chiaramente il ragionamento è molto più complesso e articolato. Ci vorrebbero professori di economia e scenziati del calcolo per spiegarci bene le arti della FINANZA/ECONOMIA/MONETA. Ma a noi comuni esseri mortali basta la considerazione che la mia prestazione, il mio lavoro , il mio sudore oggi vale un tot e appena poche ore dopo vale un altro tot. Cioè il valore della MIA vita è variabile secondo criteri e parametri che sono del tutto estranei al mio IO.
Dobbiamo esssere solo penitenti (come mamma religione insegna) , chinare il capo e sgobbare per un foglio di carta senza valore. Dobbiamo avere notti insonni, litigi furiosi, preoccupazioni eclatanti per un foglio di carta qualunque.
Coloro che fuoriescono da tale giro amletico sono a dir poco considerati pazzi .

Viviamo per un pezzo di carta senza alcun valore, questa è la nostra vita . 

P.S. : i sapientoni  obiettereanno che si vive per tutt'altro, per realizzare il proprio essere, per assolvere ad una precisa missione, per  impegnarsi in un qualche lavoro, per realizzare una famiglia, un affetto, per  costruire qualcosa, per raggiungere la soddisfazione personale.  Sono tutte disquisizioni che nulla tolgono al fatto che quel benedetto foglio di carta non ha valore in se.

domenica 21 novembre 2010

Armi di distrazione di masse


Le farfalle e i sassi


Siamo come in un prato fiorito, in una giornata assolata e tutti corriamo scapestrati a raccoglier farfalle, con la testa in aria ad inseguire questi lepidotteri fantastici.
Corriamo a destra e a manca, distratti, sorridenti, armati del nostro retino e cerchiamo di prendere l'esemplare più bello.
Siamo così distratti e sorridenti che non ci accorgiamo che lo stesso prato è pieno di macigni e pietre che attentano alla salute delle nostre gambe, e lo stesso spazio aperto costeggia un baratro profondissimo nascosto ai nostri occhi dall'erba alta.
Così accade della nostra situazione attuale, siamo sotto il fuoco di armi di distrazione di massa, portati a pensare a falsi problemi, a questioni talmente lontane dalla realtà quotidiana di tutti noi.
Rimangano sul tappeto questioni fondamentali, che sono sottaciute a proposito. El Pais ha pubblicato ultimamente una classifica dei paesi secondo la crescita economica riscontrata negli ultimi 10 anni  (dicasi 10 anni !!!) . Ebbene l'Italia è penultima su 180 paesi per crescita economica, siamo penultimi perché ultima è Haiti, avendo subito una caduta catastrofica per il terremoto.
Praticamente ultimi a livello mondiale, ma gli italiani sommersi da notizie di inciuci, compravendita di parlamentari, di dimissioni annunciate richieste, poi ritirate, di primarie sconvolgenti, di scandali pseudo porno, di trasmissioni pseudo dirompenti,  si son lasciati scappare questo piccolo dettaglio.
Ma parliamoci francamente , siamo forse un popolo che si indigna a una simil notizia quand'anche fosse portata alla giusta evidenza ?
Ci potremmo forse indignare se arriviamo ultimi ad un campionato di calcio (e neanche !!!) , ma non certo perchè il fondo monetario internazionale ci sbatte in faccia i dati poco eclatanti del nostra economia.
Parliamoci francamente , saremo anche ultimi in classifica, ma vuoi mettere che noi italiani sappiamo valorizzare la nostra vita come non mai ?, siamo i primi per telefonini di ultima generazione, per crescita di vendita di macchinoni super accessoriati, siamo i primi a seguire le mode trend del momento , vuoi mettere ?  altro che classifiche, noi italiani  ce ne fottiamo.
La nostra particolarità di essere italiani è quella di fottercene di tutto e di tutti, pensando molto individualmente : tanto io me la cavo.
Chi non crede e abbia voglia di documentarsi sullo stato Italia, puo' far riferimento a :




Ammesso che si abbia la pazienza di leggere questi dati , invece che leggere di escort e prostituti della politica (compravendita dei parlamentari) , ci sorge spontanea una domanda :
perchè una rapida ricerca con google sull'argomento ci restituisce in stragrande maggioranza solo articoli di autori di sinistra e vicini all'area della sinistra ?
Cosa ci viene nascosto ?  cosa le autorità governative non vogliono che si sappia ?
Oggi la repubblica.it  pubblica un articolo a firma Eugenio Scalfari, tra le altre cose si legge :

Questa delibera della Commissione dovrà essere approvata dal Parlamento di Strasburgo.
Potrà forse essere attenuata ma non di molto.
Se fosse integralmente ratificata comporterebbe per noi una manovra nel 2012 di 45 miliardi
solo per ottemperare a quell'obbligo e altrettanti per l'anno successivo.
Se sarà attenuata dal Parlamento europeo potrebbe scendere a 30 miliardi, 60 nei due anni,
ma non certo al di sotto. Credo di non dover spiegare che cosa rappresentino manovre di queste dimensioni per un paese già stremato da una stasi nella crescita che dura da vent'anni.
In questi due casi specifici noi siamo il problema dell'Europa,
ma il governo si è finora guardato bene dall'informarne il Parlamento e il paese.

Si puo' non essere daccordo in generale con la linea editoriale del giornale, ma qui si parla di dati non di gossip, una maggiore informazione gli italiani avrebbero diritto di averla e il dovere di pretenderla.
Appunto gli Italiani, ma è anche risaputo che questa razza è scomparsa da tempo .

domenica 16 maggio 2010

Gli uomini del fare


Paura....

Periodo travagliato .
Vicende note, lavoro compromesso, futuro incerto, sacrifici inutili , orizzonte familiare nero.
Nell'aria in questi giorni di maggio , accompagnati non ultimo anche dalle condizioni meteo lontane da quelle che sono le medie stagionali, la rabbia .
Questa compagna ha intriso i nostri cuori di fronte a comunicati stampa , discussioni e osservazioni, blog, giornali e mail di comunicazione sociale. Allarme, chiamata alle armi, e aiuti di personaggi più o meno noti sono stati invocati dalla folla. Insomma un mare in tempesta, le cui acque sferzate dal vento dell'incertezza , vento che man mano è cresciuto fino a scompigliare i nostri capelli e i nostri pensieri. Sempre più palpabile, infine , si è reso evidente l'arrendevolezza del cuore, di fronte al maglio pesante dell' ineluttabile realtà.
Si continuano a leggere negli occhi delle persone incertezza e pregiudizio. In generale si legge paura, paura verso ogni cosa , paura verso la più semplice azione.
Riunioni e dibattiti sono stati pervasi da questo senso comune di paura per l'azione, e per il futuro da dover subire in ogni caso .
In buona sostanza, quello che emerge evidente , più in generale in ognuno di noi abitanti del mondo occidentale , è il senso di impotenza e il senso di disastrosa paura verso il domani.
Se da un lato quando la rabbia prende il sopravvento si è avuto un guizzo di vivacità, di affermazione del proprio io , dell'affermazione della "persona" e non dello schiavo, dall'altro lato tale guizzo è pur sempre stato di breve durata , o dirottato esclusivamente verso azioni di facciata , da palco, che poco hanno a che fare con la vera tattica di battaglia.
Il concetto è molto semplice, per quanto si cerchi di non diffondere allarmismo, per quanto a livello generale giornali, televisioni e perfino trasmissioni dichiaratamente non "politicamente corrette" cerchino di avere un atteggiamento soft verso il disastro sociale che ci stà avvolgendo, occorre rendersi conto che siamo sulle barricate, siamo in guerra e ci saranno morti e feriti.
Non dobbiamo illuderci che siamo fuori pericolo, che il peggio sia alle nostre spalle, che in qualche modo ce la faremo.
Si vede lampante l'atteggiamento della persona media, quale noi tutti siamo.
Un grande parlava di uomini, ominicchi e quaquaraquà e dipingeva con acume profondo l'essere civile moderno. Appunto ora viene da chiedersi , senza al solito additare gli altri, io cosa sono ?
Un uomo , un ominicchio o un quaquaraquà?.
Sull'esser quaquaraquà abbiamo avuto evidenza di come tutti siamo pronti a declamare, a fare annunci e anche a infervorarci accusando col dito indice puntato , come un arma, l'altro. Siamo i più bravi a declamare e leggere grandi affermazioni di civiltà e di principio. Poi siamo anche ominicchi nel vero senso del termine, perché dietro le scene, intraprendiamo azioni di accomodamento e di ricerca personale del proprio vantaggio, avulse dal contesto generale.
Spesso indichiamo i politici come maestri del proprio interesse personale, dimenticandoci che noi stessi , siamo pronti , prontissimi a intessere personalissime ragnatele per il solito e vecchio detto: "mi coltivo il mio orticello personale".
Quindi delle tre categorie possiamo ambire al massimo a esser catalogati nelle due basse. In quanto alla categoria degli uomini , quella la dobbiamo proprio dimenticare. L'uomo moderno è incapace di essere e affermare la propria umanità. Siamo lontani anni luce dal seguire un dettame universale : "beati coloro che hanno affermato ciò che avrebbero fatto , e poi l'hanno fatto davvero".
Dopo il tempo degli annunci e delle grida viene sempre il tempo del silenzio, ed è il tempo in cui gli uomini agiscono. Il tempo in cui gli ominicchi e i quaquaraquà si eclissano. Agli uomini rimane di "fare" e non parlare.
A coloro che si impegnano per la propria vita e per il proprio valore di "persona" rimane solo questo , il resto sono solo facciate che crollano col tempo , lasciando a nudo il vero essere presente in tutti noi : l'essere pieno di paura.
Avere paura non è un male in senso lato, non è mai stato un elemento negativo la paura, tutti sappiamo bene che i supereroi esistono solo nei fumetti; il problema è decidere se la paura debba o meno diventare la signora della nostra vita. Il problema è solo questo.
Il problema è guardare negli occhi i propri figli e dire : ho fatto ciò che ritengo giusto per voi e per me!

mercoledì 31 marzo 2010

CUI PRODEST


OK Panico!

Riportiamo una serie di "amenità" che hanno portato all'attuale confusione di intenti e di strategie , in quella che "era" una delle più grandi realtà aziendali italiane, e che manager e finanzieri di indubbio valore , hanno ridotto nell'arco di neanche un decennio (o poco più) in una baracca cadente e pure sporca.

Di seguito dei link su ciò che si è scritto e/o affermato in merito alla vicenda TELECOM in questi ultimi giorni.
Un veloce escursus nel blog può riportare all'attenzione vecchi articoli per memoria di questa vicenda che ha antiche origini.

29 marzo 2010 su Repubblica.it compare l'articolo "IL TENENTE DROGO NELLA FORTEZZA TELECOMITALIA" da cui estraiamo la conclusione di Massimo Giannini "A chi conviene lasciarla deperire così?" riferita alla situazione attuale dell'azienda.

La risposta non si è lasciata attendere, evidenziando che lo scritto di Giannini ha posto una domanda di innegabile valenza, probabilmente mettendo a nudo nervi scoperti.
Dalla risposta dell'AD di TELECOMITALIA, la stampa a vario titolo ha riportato stralci e considerazioni.
Un simpatico passatempo è leggere quanto è comparso su internet in ordine sparso

"Che ne sarà di telecomitalia ? " da key4biz a firma Alessandra Talarico

"Non perde nè valore nè rilevanza strategica" affermazione di F. Bernabè riportata da Primaonline Comunicazione

"Non scorporeremo la rete" altra affermazione messa in evidenza da TeleComunicazioni

"Telecomitalia, partono le giornate di controinformazione" l'iniziativa dei lavoratori e sindacati messa in evidenza da Rassegna.it

Bene sono tutte letture interessanti e ci fanno rendere conto come in Italia attualmente vengano affrontati problemi rilevanti , al di là di spot televisivi e proclami di trionfi sociali.

Ora è pur vero che la situazione è drammatica a causa della situazione debitoria ( ma anche questa magari...voluta ? ) , è pur vero che occorre far fronte all'evasione fiscale emersa con le indagini su Sparkle, per cui occorre raccattare un pò di liquidità, ("La Fortezza TELECOM" da Repubblica.it), si parla di circa 600 mln di € da raccattare magari vendendo TELECOM ARGENTINA .
Ma è pur vero che occorrerebbe chiedere ragione di particolari manovre.
Perchè non chiedere alle passate gestioni conto di malefatte accertate ? in fondo quei manager non hanno forse intascato laute ricompense per successi tanto decantanti quanto fraudolenti ?
E perchè non chieder ancor piu' a ragione all'attuale management come mai si son svenduti pezzi pregiati a prezzo scontatissimo senza alcuna apparente ragione ? vedi la vendita di HANSENET a 900 mln di € a fronte di un valore di 1,45 mld di €. Non è questo un massimo punto di attenzione ?

Sig. AD cosa ha da dichiarare in proposito ? CUI PRODEST egregio Sig. AD ?

sabato 20 marzo 2010

Per capire il meccanismo delle esternalizzazioni

Delinquenti

Non ci sono altre parole per definire le scelte tattiche e strategighe aziendali del mondo moderno.
Sono solo delinquenti rassicurati dalle loro grandi parole, confortati dalle roboanti sigle inglesi , inbellettati dai loro documenti pieni di grafici e percentuali e previsioni .
Delinquenti , nessun altra parola può definire simili personaggi , e se ognuno di noi crede in qualcosa, ebbene anche per tali personaggi verrà il giorno in cui sarà chiesto il fio.

Per i normali cittadini che non vogliono addormentarsi al sonnifero proposto da istituzioni e giornali ( tutti asserviti) e tv (tutte facenti capo agli stessi capi) , rimane solo una speranza di informazione.
Informazione per capire il perchè delle cose e come considerare ciò che accade.

Una chiara e illuminante esposizione delle attuali manovre aziendali italiane, proposte da LIDIA UNDIEMI

domenica 14 marzo 2010

Lettera aperta al Dott. Franco Bernabè AD di TELECOMITALIA

Lettera aperta dei lavoratori e lavoratrici di IT OPERATION di Telecom Italia intendono inviare all' AD Franco Bernabè, in occasione della comunicazione per la cessione del ramo d'azienda ad SSC. Comunicazione ricevuta via raccomandata, con data 4 marzo, che comunica che "non prima del 31 marzo" questa cessione sarà operativa. Soltanto il giorno prima, il 3 marzo, l'Amministratore Delegato aveva inviato un'altra lettera ai dipendenti Telecom Italia S.p.a. per informarli delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Telecom Sparkle ....

Egr.Dott. Franco Bernabè,

siamo un gruppo di lavoratori e lavoratrici appartenenti ad IT Operations di Telecom Italia S.p.A.

Ci rivolgiamo a Lei con questa lettera aperta per esternarLe tutta la nostra incredulità, i nostri dubbi ed i timori per il futuro che attende noi, le nostre famiglie e, se permette, la stessa Telecom Italia S.p.A.

Prendendo spunto dalle ben note vicende giudiziarie che hanno coinvolto Telecom Sparkle – e verso le quali, sia ben chiaro, nessuno di noi ha la benché minima responsabilità – Lei, in qualità di AD, ha sentito il dovere di inviare a tutti i dipendenti in data 3 marzo 2010 un'apprezzabile lettera in cui ribadiva l'impegno profuso nell'ultimo biennio per fare pulizia interna e predisporre gli strumenti idonei affinché non abbiano più a ripetersi episodi come quelli verificatisi nel passato e che tanto hanno nuociuto alla reputazione della nostra Azienda.

Nella medesima lettera Lei ha richiamato più volte concetti condivisibilissimi quali:

  • la priorità della tutela dei dipendenti e degli azionisti;
  • il costruire con il lavoro di tutti i giorni la fiducia dei nostri clienti;
  • lo svolgere il proprio lavoro seriamente e responsabilmente non solo raggiungendo gli obiettivi, ma anche riconoscendo e operando nel rispetto dei valori etici del nostro Gruppo;
  • l'impegno verso i clienti nella fornitura di un servizio di più alta qualità, con migliori assistenza e trasparenza;
  • l'impegno verso l'Autorità di regolamentazione della concorrenza del nostro contributo allo sviluppo di un mercato delle telecomunicazioni efficiente, competitivo ed equo;
  • il puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze.


La lettera si concludeva con un invito - che noi riportiamo con le Sue testuali parole - “a continuare ad impegnarvi nella consapevolezza che l'azienda di cui fate parte, di cui facciamo parte, è un'azienda solida, seria e i cui comportamenti sono e continueranno ad essere allineati con gli ambiziosi risultati che ci siamo prefissati...... Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per continuare a salvaguardarne le competenze e per garantirle un futuro prospero”.

Belle parole, indubitabilmente, Dott. Bernabè.

Peccato però che il giorno successivo, 4 marzo 2010, sia pervenuta comunicazione formale alle organizzazioni sindacali della decisione di Telecom Italia di cedere il ramo d'azienda rappresentato dalla Funzione “IT Operations” a Shared Service Center S.r.l. (SSC), controllata da Telecom Italia S.p.A. che ne è pure, di fatto, l'unico committente.

L'intento espressamente dichiarato è quello di mantenere in Telecom Italia le attività di indirizzo e progettazione informatica e di lasciare ad SSC quelle operative (sostanzialmente sviluppo sw, ma non solo). Chiaramente SSC dovrà “progressivamente offrire i propri servizi end to end allineandosi ai best performer del mercato in termini di costi e qualità”. A tale scopo la medesima SSC “dovrà avviare tutte le iniziative di razionalizzazione dei propri costi industriali, compreso l'efficientamento dell'organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari”.

Comprenderà Dott. Bernabè, che il razionarizzare i costi efficientando l'organico comporta in noi, comuni lavoratori (e nelle nostre famiglie) che qui operiamo da 10, 20 o 30 anni qualche discreta preoccupazione.

Francamente non ci eravamo resi conto di essere i responsabili dell'impoverimento dell'Azienda, la causa principale dei suoi debiti e delle sue inefficienze.

Veda Dottore, quando sugli organi di stampa (L'Espresso n.10 dell'11/03/2010) si legge che un suo illustre predecessore, Riccardo Ruggiero, dal 2003 al 2006 ha percepito una retribuzione dai 3 ai 6 milioni di euro annui per poi uscire dall'azienda nel 2007 con un incentivo di 17,2 milioni, qualche piccolo sospetto sulle origini della situazione attuale a noi viene e a Lei?

Veda Dottore, quando si legge (sempre da l'Espresso n.10 dell'11/03/2010), che Telecom Italia paga circa 400 milioni di euro l'anno per l'affitto di immobili che prima erano di sua proprietà e poi sono passati a Pirelli Real Estate (nb sotto la presidenza di Marco Tronchetti Provera), qualche altro leggerissimo dubbio sulle cause delle difficoltà aziendali a noi viene ed a Lei?

Veda Dottore, il ramo d'azienda che Telecom Italia ha intenzione di cedere è composto da 2200 persone con alte professionalità e qualifiche tecniche; nondimeno esistono tra noi figure con le competenze in grado di valutare - aldilà dei propositi formali e delle rassicurazioni circa la solidità dell'azienda - i dati dell'ultimo bilancio non appena questo verrà approvato e reso pubblico.

Crediamo sia un nostro diritto sapere come stanno realmente le cose, per capire quali sono le prospettive future di Telecom Italia e di SSC, auspicando che nel contempo qualcuno ci spieghi come queste s'incardinano nel piano industriale.

Veda Dottore, citando il piano industriale le nostre menti corrono indietro ad anni neppure troppo lontani. Lei nel 2003 non c'era: in quell'anno le maggiori società che realizzavano sw per Telecom Italia, ossia Telesoft, Sodalia, Saritel, Netsiel (tutte S.p.A.) vennero incorporate in IT Telecom S.p.A. in modo da realizzare le sinergie operative, le razionalizzazioni e le ottimizzazioni che un unico polo informatico poteva garantire in un'attività definita “core” aziendale.

Nel 2005 tale comparto era ritenuto talmente vitale che la stessa IT Telecom veniva incorporata in Telecom Italia S.p.A.

Quello che sta avvenendo oggi è una drastica inversione di strategia, ma a questo punto abbiamo un quesito da sottoporLe: esiste in questa Azienda un coerente disegno strategico di medio-lungo periodo, svincolato dalle contingenze dell'immediato?

In tutta sincerità, Dottore, nel corso di questi anni abbiamo maturato qualche perplessità sulla conduzione manageriale, a vari livelli.

Non è questa la sede per trattare di argomenti quali la definizione degli obiettivi da raggiungere, le metodologie di misura adottate per quantificare la produttività o quelle per il riconoscimento dei meriti individuali.

Qui si intende sottolineare che nonostante tutti gli strumenti posti in essere i conti non tornano, e non ci sembra corretto che gli unici a pagare siano i soliti, cioè noi lavoratori.

Per inciso, abbiamo constatato come i due maggiori responsabili – in termini di gerarchia aziendale, beninteso - della nostra funzione (IT Operations/Software Factory) non siano stati interessati dalla cessione: evidentemente le loro indubbie capacità continueranno ad essere più proficuamente impiegate in Telecom Italia S.p.A. piuttosto che in Shared Service Center S.r.l., o magari potremo ritrovarli nel CDA di quest'ultima.

Le porgiamo i nostri saluti Dottore, con la speranza che si possa fare chiarezza e superare insieme questo momento difficoltà.

Sappia però fin da ora che saremo inflessibili e determinati nella difesa dei nostri diritti e del nostro lavoro.

I lavoratori e le lavoratrici di IT Operations.

giovedì 11 marzo 2010

Il mio parere personale

La presa di coscienza degli italiani

In questo periodo , meglio dire nel corso dell'ultimo anno, alterne vicende hanno attratto l'attenzione degli italiani , sui media comunicativi man mano abbiamo assistito a discussioni e dibattiti su questo o quel provvedimento, su questa o quella inchiesta, su questo o quello scandalo rivelato.
Tutti noi italiani abbiamo disquisito a torto o a ragione , su vicende italiche poco edificanti, quasi sempre portate all' attenzione dell'opinione pubblica per merito di indagini giudiziarie.
Nel corso degli ultimi anni il popolo italiano ha assistito come in un teatro ad una sorta di avanspettacolo avente per protagonisti di volta in volta escort, faccendieri, truffatori, finanzieri creativi, banchieri fraudolenti, manager infedeli, politici corrotti. E sempre più spesso, nell'ultimo periodo, si sono sentiti tra gli italiani discorsi di indignazione, di protesta , e in qualche caso anche di urla di rabbia. Movimenti virtuali e petizioni on-line si sono succedute a spron battutto quale segnale di forte dissenso. I social network padroni nell'indirizzare il movimento di protesta del popolo della rete. Gli italiani hanno visto di tutto , festini organizzati in palazzi costituzionali con amene fanciulle, voli di stato a disposizione di trasferimenti di amici e concertisti per animate riunioni di facoltosi potenti, intrattenimenti giullari da parte di nostri rappresentanti in occasioni di meeting internazionali, intercettazioni relative ad appalti per interventi di emergenza trattati come scambio per favori sessuali, scoperte di grandi frodi alimentari per cibi contaminati e mal conservati e spacciati per freschi e garantiti, blocco da parte di amministrazioni televisive di programmi e servizi di informazione politica, licenziamenti e cassa integrazione per tantissimi lavoratori con la scusa delle crisi mondiale, social card elargite a pensionati come aiuto per sbarcare il lunario e poi scoperte prive di fondi, annunci roboanti di riforme finanziare per rifondare le regole borsistiche e bancarie e poi dimenticate, e molto altro ancora.
Gli italiani hanno visto e sentito tutto questo e si sono inalberati, frustrati e depressi , si sono agitati sulle loro sedie e hanno alzato la voce col vicino per far sentire la propria opinione : tutti contrari, tutti indignati, tutti arrabbiati, tutti incazzati neri.
Nell' ambito lavorativo, negli ultimi tempi si è riflessa la situazione sociale nazionale, la crisi ha tirato fuori i denti , e ciò che poteva sembrare sicuro un tempo , all'improvviso è apparso traballante e incerto : il futuro lavorativo .
Anche in questo caso forti perplessità hanno cominciato a serpeggiare tra i lavoratori , e mugugni e incazzature sono state all'ordine del giorno. E qualcuno ha anche avuta la coscienza di rileggersi i passi salienti che hanno portato a questo stato di cose.
Ma gli italiani hanno una carattersitica, una sorta di capacità intrinseca dell'essere italiano.
Gli italiani sanno puntualizzare, dettare dei distinguo all'atto di far qualcosa in prima persona.
Al governo del "fare" ribattono con il popolo dei "distinguo".
Gli stessi italiani chiamati a far qualcosa, a dare un segnale a prendere posizione , iniziano a tentennare, la voce si abbassa, i mugugni si ammorbidiscono, i gesti divengono d'incanto meno plateali, e gli sguardi sfuggono.
Come biscia striscinate si fa strada nei discorsi la famosissima frase che ogni italiano pronuncia nella propria vita : mi conviene ?
Perchè il discorso è questo: fin quando si tratta di discutere, proclamare, e anche criticare, gli italiani sono prontissimi a fare di tutto per imporre la propria opinione, sono prontissimi a farsi portavoce del dissenso, di ergersi a paladini di un movimento, a dire no e no e ancora no.
Ma poi appena nasce l'esigenza di far seguire i fatti alle parole, ecco che d'incanto le forze si disperdono, i distinguo iniziano a serpeggiare come panico nelle coscienze sopite oramai da troppo tempo. I se e i ma e il si potrebbe si susseguono a ripetizione.
Come per la situazione generale italiana, anche nell' ambito lavorativo l'italiano è incerto, insicuro, confuso su quello che è giusto o non giusto fare.
Chiamato dagli eventi (che son sempre più grandi di lui) ad agire, si sperde come un bimbo di fronte un dirupo.
Abbiamo vissuto tutti noi sulla nostra pelle sopprusi, ingiustizie, azioni fraudolente, ne siamo coscienti, ne siamo testimoni in prima persona, ma non siamo capaci di indignarci seriamente e di agire di conseguenza, prendiamo sempre tempo , e cambiamo idea ogni cinque minuti incapaci di sostenere una giusta indignazione e di dare seguito alle proprie opinioni. Ci rimangiamo le parole continuamente , pretendendo da altri una rettitudine di idee e propositi che in primis siamo noi non saper mantenere.
Abbiamo perso la capacità di azione, del resto l'italiano non è mai stato un grande estimatore dell'azione e del contrasto. L'italiano è quello che agisce solo in zona cesarini, è quello che agisce solo come ultima chance prima di morire, anche nello sport l'italiano non dà mai il massimo se non all'ultimo minuto, quando tutto è oramai perduto.
E' un dato di fatto , fin quando è possibile evitare, l'italiano preferisce evitare, schivare, mediare, calcolare, magari dormire ancora un pò.
Questo capita , è capitato e stà capitando mentre tutto va a rotoli, e non solo nel campo larghissimo della politica (che in fin dei conti reputiamo sempre lontana da noi) , ma perfino quando è il nostro stesso ambito familiare/lavorativo che va a rotoli , ponendoci in una condizione di incertezza assoluta.
L'italiano preferisce distinguere e porsi in posizione di attesa.

giovedì 4 marzo 2010

Lettera aperta ed efficientamento


Coincidenza o caso

Roma 3 marzo 2010 ,

l'Amministratore delegato di Telecom Italia scrive una lettera aperta a tutti i dipendenti con le proprie considerazioni sulle indagini che hanno coinvolto la consociata Sparkle e Fastweb.
(Lettera aperta da Repubblica.it)
Nella lettera tra le altre considerazioni si legge :

"....a chi come noi , pur svolgendo il proprio lavoro con la massima serietà e professionalità , si vede comunque accerchiato da questo assordante rumore di fondo."

"La nostra priorità è tutelare i dipendenti e gli azionisti del Gruppo"

"Dobbiamo continuare a puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze"

"...vi invito a continuare ad impegnarvi nella consapevolezza che l'azienda di cui fate parte , è un azienda solida , seria..."

"Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per continuare a salvaguardarne le competenze per garantirle un futuro prospero."

Contemporaneamente viene emesso dalla OO.SS. il seguente comunicato (affaritaliani.it) :
COMUNICATO
TELECOM: NO A SOCIETARIZZAZIONE,


Il giorno 3 marzo 2010 Telecom Italia ha comunicato formalmente alle Segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM la decisione di non procedere più alla vendita di SSC, vertenza che era stata oggetto nei mesi scorsi di un lungo braccio di ferro tra azienda e sindacato.
Tale decisione si inserisce, a detta di Telecom Italia, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva dell’informatica di gruppo che prevederà, già a partire dai prossimi giorni, l’apertura delle procedure di legge per la del ramo d’azienda denominato IT Operations composto da circa 2200 lavoratori oggi in Telecom Italia S.p.A. Tale nuova realtà lavorativa costituirà la “fabbrica” del software del gruppo, mentre le funzioni legate alla parte di progettazione dei processi informatici e di interfaccia con la nuova SSC rimarranno all’interno di Telecom Italia.
Sempre a detta dell’azienda, una volta realizzata la suddetta operazione di cessione di ramo, sarà necessario procedere ad operazioni di efficientamento per riportare il costo del lavoro a livelli paragonabili con quelli del mercato esterno.

Bene, ora sarebbe interessante sapere da Dott. Bernabè cosa intende esattamente per "salvaguardare patrimonio e professionalità", e soprattutto cosa intende con quel "rumore di fondo" che risulta una condizione ambientale che disturba il lavoro di tanti lavoratori.

A leggere bene tra le righe , il rumore di fondo non è tanto rappresentato da scandali e/o inchieste o notizie giornalistiche quanto da un assoluta assenza di piani industriali seri e programmi di rilancio o ( a leggere al contrario) da una assoluta presenza periodica annuale di riorganizzazioni e pubblicizzate cessioni che di certo non salvaguadano niente altro che non sia un profitto di azionariato e una dismissione di voci di spesa nel bilancio traballante.

Infatti per le organizzazioni dei lavoratori, l'intenzione di Telecom Italia è quella di "creare una 'grande SSC', a cui aggiungere oltre 2200 informatici oggi dipendenti di Telecom che verrebbero quindi esternalizzati. Una grande scatola cui dipendenti saranno subito dopo oggetto di efficientamento. Cioè di riduzione di personale".

In ultimo è paradossale come nello stesso momento da un lato si fa un panegirico accorato alla coscienza lavorativa e all'etica della prestazione e dall'altro si dà avvio di fatto a un bello scorporo di un numero rilevante di lavoratori, i quali sul serio fin qui han dato prova di abnegazione e dedizione al lavoro .

martedì 2 febbraio 2010

Da Repubblica.it del 02/02/2010

(N.B. : nessuna nota è stata diffusa dai Tg serali TG1 e TG5)

Il governo diffonde un comunicato ufficiale e nega ogni coinvolgimento nell'eventuale fusione

Bersani: "Non capisco fino a che punto smentiscano. Il Pd rimane in vigile attesa"

Telecom, il titolo vola a Piazza Affari
polemica sulle nozze con Telefonica

In Borsa scambiato il 3,2% del capitale, guadagno del 6,01%
La Consob avvia accertamenti sull'operatività in Borsa


Telecom, il titolo vola a Piazza Affari polemica sulle nozze con Telefonica
ROMA - "Nessun incontro, nessun contatto, nessun paletto". E' quanto afferma il governo in un comunicato ufficiale nel quale smentisce "le presunte rivelazioni di Repubblica che individuano palazzo Chigi coinvolto nella vicenda Telecom". In particolare "la presidenza del Consiglio smentisce nella maniera più totale: nessun incontro, nessun contatto, nessun paletto come riferito nell'articolo".

Sulla vicenda Telecom-Telefonica si è mossa la Consob. Anche perché a Piazza Affari il titolo Telecom è schizzato: a fine giornata aveva guadagnato il 6,01% a 1,146 euro con 426 milioni azioni passate di mano, pari al 3,2% del capitale ordinario, quasi quattro volte tanto la media dell'ultimo mese (0,7%). Oltre a interpellare l'esecutivo, che ha prontamente diffuso la sua nota, la Commissione di controllo sulla Borsa ha avviato tutti gli accertamenti del caso. Accertamenti a 360 gradi, in primo luogo sull'operatività sul titolo, a cominciare ovviamente da chi ha comprato e chi ha venduto, o su chi sono gli intermediari più attivi e per conto di chi operano. Già due volte nelle settimane passate, in presenza di indiscrezioni di stampa che indicavano per Telecom un futuro nelle mani di Telefonica, la Commissione era intervenuta sugli azionisti italiani di Telco (il 5 gennaio e 22 gennaio) e (sempre il 22 gennaio) attraverso la Cnmv (la Consob spagnola, ndr) anche su Telefonica.

Il governo ha smentito anche attraverso il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani: "Non c'è né un
via libera né un'opposizione da parte del governo perché non c'è stato ancora nessun contatto. Sicuramente ci sarà un incontro, anche se non è stato formalmente ufficializzato. Un incontro con Telecom deve esserci". L'eventuale fusione porrebbe dei problemi, ha aggiunto Romani: "Ci auguriamo che qualcuno ci chiarisca che cosa sta succedendo. Siamo preoccupati che una governance non italiana possa decidere di non investire sulla rete, su questo il governo sta facendo e farà un grosso sforzo. Noi per ora abbiamo posto un problema infrastrutturale e di selezione di investimenti. Ci sarà un ragionamento che dovrà esser fatto con Telecom e tutti gli altri player del settore. C'è un problema in Italia di costruire una banda ultra larga che andrà messa in sintesi con l'attuale rete in rame. Insomma, è un problema che va affrontato in questi termini".

Le dichiarazioni dell'esecutivo non soddisfano il leader del Pd Pierluigi Bersani: "Ho letto la smentita che non capisco fino a che punto smentisce la sostanza. In ogni caso sarebbe curioso che si siano spesi 3 miliardi per tenere italiana per qualche anno una compagnia aerea e poi ci facessimo portare via la rete della Telecom magari inventando una di quelle favole che si usano in questi casi, cioè che uno è il padrone e l'altro è quello che comanda". Il Pd, ha sottolineato Bersani, "sarà in attesa vigile" sull'evoluzione della vicenda.

(si vedano anche gli articoli già pubblicati :
- la-moda-delle-domande
- provvedimenti anticrisi all'italiana
- sputare nel piatto in cui si mangia )




mercoledì 13 gennaio 2010

Beppe Scienza

Aggiornamenti :

1. LA ROULETTE DEI FONDI PENSIONE

La verità dà fastidio a chi prospera sull’inganno. Non stupiscono quindi le reazioni al servizio sulla previdenza integrativa di Report del 15-11-2009 che denunciava le perdite di soluzioni gabellate per sicure, la generale assenza di trasparenza e gli endemici conflitti d’interesse, tipici del settore.

Privi di dati per confutare pubblicamente le critiche dell’autore (Piero Riccardi) o degli intervistati (fra cui il sottoscritto), molti fondi pensione hanno tentano di smontarle con volantini, circolari, e-mail ecc. In loro aiuto sono poi accorsi quei sindacati, quasi tutti, che traggono vantaggi dalla previdenza complementare.

Nell'articolo intitolato «La roulette dei fondi pensione» su il Fatto Quotidiano di venerdì scorso (8-1-2010 pag. 10) smonto alcune delle loro affermazioni più gravi. L'articolo è scaricabile dalle mie pagine web presso il Dipartimento di Matematica dall'indirizzo www.beppescienza.it

2. LA PROSSIMA TRAPPOLA: LA BUSTA ARANCIONE DELL'INPS

A difendere il TFR o, nel settore pubblico, il TFS sono davvero pochi: i sindacati di base, l'area cattolica, qualche serio economista o sociologo e Beppe Grillo. In compenso è iperattiva una spuria alleanza che cerca d'ingabbiare lavoratori e risparmiatori nella previdenza integrativa: partiti di governo e opposizione, sindacati e Confindustria, banchieri, assicuratori, economisti, giornalisti e perfino pezzi dello Stato.

Visto che la gente non si lascia abbindolare come vorrebbero, ne hanno pensata un'altra: l'INPS invierà una busta, pare di colore arancione come quelle di altri paesi, per spaventare gli italiani prospettandogli pensioni bassissime e convincerli così ad aderire alla previdenza integrativa.

Su questo e su argomenti correlati è disponibile una mia intervista registrata e diffusa dal blog di Beppe Grillo: video http://www.youtube.com/watch?v=1hHF9OPY9iU e testo all'indirizzo www.beppescienza.it

Ivi cito anche Marco lo Conte che sul Sole 24 Ore (Plus24, 24-10-2009 p. 4) sotto il titoletto “Certezza roulotte” scrive che per 18 milioni di lavoratori senza un fondo pensione “...l’ipotesi di trovarsi a vivere in una roulotte è quasi una certezza. E senza [aver da mangiare] nemmeno cibo per gatti, visto che non si può contare nemmeno sulla pensione di scorta”. Evidentemente il diuturno sforzo dei giornalisti confindustriali per decantare la previdenza integrativa è tale da fargli anche perdere il senso del realtà.


CONFERENZA A VENEZIA-MESTRE VENERDì 15-1-2010

Con l'occasione segnalo la mia conferenza a Mestre dopodomani alle ore 21 intitolata «Il risparmio tradito: come difendersi da banche, assicurazioni e sindacati». Maggiori informazioni sempre nella mia pagina web.

Saluti

Beppe Scienza

Dipartimento di Matematica
via Carlo Alberto 10
10123 Torino
tel. 011-670-2906
fax 011-670-2878

giovedì 26 novembre 2009

Il vizietto



Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Avremmo dovuto aspettarci grandi cambiamenti di regole e profonde revisioni di regolamenti e alla luce della crisi che ha attanagliato tutti noi da oltre un anno, un drastico cambiamento di tendenza nel campo finanziario.
Invece, oggi, abbiamo affermazioni quali uscita dal tunnel, spiraglio di ripresa, ma nessun accenno a cambiamento di regole o regolamentazioni del mercato e della finanza spregiudicata.
Nella crisi l'unico rimedio attuato è stata l'immissione di ingenti capitali pubblici sul circuito bancario , cioè una gran massa di denaro elargito a banche e istituti finanziari per sostenerli e non far chiudere loro bottega. Nessuna contropartita è stata chiesta, nessuna verifica è stata effettuata , se non in sparuti ed eclatanti casi di frode.
Il mercato finanziaro continua come se nulla fosse successo anzi tira meglio di prima e più di prima , con il suo volto tirato a lucido dalla doccia di denaro pubblico frusciante.Per questo non è affatto detto che la crisi sia verso la sua risoluzione finale, dato che, con questi presupposti si stà solo preparando una altra e più grave debacle. Cosa notiamo in giro , se solo cerchiamo di sforzarci ? l'aumentata difficoltà a sbarcare il nostro normale lunario, la diffusa crisi del mercato del lavoro, lavoratori in cassa integrazione e senza nessuna speranza di riacquisizione del salario. In aggiunta , nonostante gli annuci della fine del periodo oscuro, son più che convinto che gli effetti peggiori sul lavoro debbano ancora manifestarsi completamente. Aziende e artigiani chiudono in continuazione o sono costrette a terminare l' attività, per l'impossibilità di sostenere i costi e continuare la produzione .
Del restoquesto mercato di cui tanto si parla è malsano , l'aumento sconsiderato del petrolio avvenuto in piena crisieconomica prima dell'estate scorsa ne è un esempio eclatante. Tutti a chiedersi ma come mai ? Diminuiscono i consumi, c'è la crisi , eppure il petrolio aumenta ?
E tutti a chiedersi del perchè del per come e nessuno a considerare come in effetti la malattia è di ben altra natura.
Quel preciso giorno l'operato di una singola persona (una!!!) ha causato un addebbito mondiale di spesa con l'aumento di quasi 1,5 euro sul costo del barile di petrolio nell'arco di poche ore, avendo lo stesso personaggio movimentato da solo più del doppio dell'intera produzione giornaliera dell'arabia saudita, uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio. Una sola persona ha determinato l'andamento del mercato mondiale!!!!!
Come è possibile tutto ciò ?
In un normale mercato medieovale le regole sarebbero molto chiare e semplici. Io produttore porto sulla bancarella il mio prodotto e ne tratto la vendita con il consumatore che naturalmente tira sul prezzo del mio prodotto. Se presso la mia bancarella si fermano molti clienti chiaramente io posso chiedere un pò di piu' per le mie patate , le mie arance, la mia verdura, se al contrario nessun cliente degna di uno sguardo la mia merce, sono costretto ad abbasare il prezzo per attrarre qualche compratore. Questa sarebbe la regola semplice e basilare di quello che chiamiamo "libero mercato". Questa legge sottende un altro importantissimo concetto che è quello che gli ADDETTI al mercato sono i diretti interessati : il produttore da un lato e il consumatore dall'altro. Il prezzo della merce quindi è determinato in ultima analisi da persone che sono "interessate" a quella merce. Questo è il vero libero mercato.
Cosa invece avviene nel moderno mondo civile ?
Da un lato abbiamo orami l'esaurimento della capacità produttiva in rispondenza alla richiesta di prodotto, abbiamo cioè venduto tutto , non abbiamo altro da vendere, se non i prodotti e la merce che avremo in futuro!!!.
E qui la grande trovata, per non fermare il giro , e continuare a ricavare "denaro" , si è inventato la compravendita di ciò che non c'è, o meglio di ciò che potrà esserci in un futuro più o meno lontano.
Contrattiamo stock e rifornimenti che ci saranno domani, scommettendo sul possibile valore, scambiandoci ingenti quantità di materiale (virtuale) , e pagando con valuta allineata a parametri futuri , ma con un grosso ma : intascando oggi il margine di profitto.
Ecco la trovata del paese di bengodi, guadagnamo oggi ( e molto) su futuri scenari che potranno realizzarsi secondo previsioni più o meno attendibili.
Orbene, dato che neanche mago merlino è il più perfetto dei maghi , per non rimanere con il cerino in mano , e dato che in sostanza del prodotto finale non frega niente a nessuno, non rimane che disfarsi del suddetto contratto, magari guadagnandoci ulteriolmente : ecco creato il "mercato dei futures" , raggiungiamo due scopi in questo mercato , intaschiamo lauti guadagni solo avendo mosso delle voci finanziarie (virtuali) , e ci liberiamo di contratti che al momento potremo anche non esser in grado di onorare.
Il mercato dei futures è una scommessa, ma come nei piu' rinomati casinò mondiali, qui vince solo il banco, tutti gli altri perdono.
I prezzi dei beni di più largo consumo sono determinati in base ai "futures" e non sul valore del prodotto in sè, questo porta a scompensi e fenomeni speculativi che sono al di là di ogni umana comprensione.
In più avviene un fenomeno ancor più nefando , il prezzo di un bene/prodotto/servizio è determinato da un elite di personaggi che per assurdo non sono neanche interessati al prodotto in se e quindi alla sua produzione. I "traider" che sono i registi di tali contrattazioni sono interessati solo ai guadagni che ne possono derivare dalla compravendita, non sono assolutamente interessati nè alla qualità del prodotto nè tantomeno al fatto che il prodotto sia veramente disponibile.
Il fantastico mondo del virtuale, in borsa si è affermato molto prima di Facebook o di Second Life, e con effetti molo ma molto piu' deleteri per tutti noi.
Il libero mercato è tutt'altro che libero , ed è determinato solo da un elite di personaggi che determinano l'andamento mondiale dei prezzi.
Il centro principale , in cui si trattano i piu' importanti prodotti mondiali è presso la city di londra dove intraprendenti "traider finanziari" muovono ingenti somme di denaro (tra cui anche gli enormi flussi pubblici statali ultimamente elargiti) per comprare e vendere nel futuro a prezzi futuri, intascando oggi lauti guadagni per conto di:
"fondi pensione"
"edge Founds"
"investitori privati"
"istituti finanziari"
Questa elite di persone ha degli stipendi medi di 25-30 mila euri mensili e incentivi proporzionali ai guadagni ottenuti con le transazioni, tali incentivi li possiamo tranquillamente indicare mediamente dai 5 ai 7 milioni di euro annui.
A Vostro giudizio di fronte a questa mole di denaro esiste persona che non faccia di tutto per aumentare e accelerare questo sistema ?
Cosa vuoi che freghi a tali personaggi della crisi delle fabbriche, delle famiglie, degli impiegati e ancor di piu' dei precari, dei senza lavoro , i loro guadagno non si basano su questi dati , ma solo su un entità virtuale che non esiste e mai esisterà.
A chi viaggia e ha la possibilità di recarsi a Londra, si faccia un giro nei pub del centro finanziario dopo le 17 (rigorosamente) , e annoti le faccia allegre delle persone ivi presenti.
Si farà molta fatiga a cercare anche solo uno triste.
I nuovi yuppie sono tra noi , belli , ricchi sfondati, potenti, e superprotetti e allegri , allegrissimi !!!
Non una regola è stata imposta , non una normantiva è stata emanata , e il mercato finanziario a ricominciato a percorrere strade note , come se nulla fosse, preparando un altra fossa per noi tutti.
Noi europei viviamo al di sopra delle nostre possibilità, e la medialità moderna ci spinge a ritornare a vivere seconda questa regola, come se nulla fosse successo ( consumate! consumate!) , intanto la Cina e l'India hanno iniziato ad accaparrarsi ingenti quantità di materie prime e in più ad acquisisre vaste porzioni di territorio (ad esempio Africano) a poco prezzo.
Il motivo è presto detto , a parte il dover disfarsi della carta moneta che in gran quantità possiede la Cina (sostenendo quasi del tutto da sola la finanza americana) ma oltre questo , pensate che se ognuno dei cinesi decidesse all'improvviso di vivere anche lui al di sopra delle possibilità (come un occidentale) quanta energia ci sarebbe bisogno in più ?
una quantità enorme, ecco perchè ci sarà bisogno di materie prime, di grano, di cibo, e di nuovi combustibili, il tutto a spese (naturalmente) dei soliti noti che sono le popolazioni arretrate africane che attualmente vengono depredate di vaste porzioni di territorio (basta fare una ricerca con google per accertarsi di tale manovre) . Tutto sulla pelle dell' africa come storia insegna.
Niente di nuovo sotto il sole , e nel silenzio generale di coloro che si accingono a "consumare" all'approssimarsi del Natale.

P.S. ultim'ora : parole profetiche , in serata si diffonde la notizia (da repubblica.it)

Dubai, senza soldi l'isola dei ricchi
tremano le Borse di tutto il mondo

Ogni tanto capita che chi si è esposto deve comunque far fronte agli impegni e si rende conto di non farcela .
"L'annuncio è arrivato a causa delle difficoltà finanziarie della Nakheel, la società di costruzioni, considerata almeno fino a poche settimane il gioiello dell'emiro di Dubai, ma che entro la metà di dicembre deve far fronte al pagamento di un emissione obbligazionaria in scadenza per 3,5 miliardi di dollari."

Come detto il lupo perde il pelo ma non il vizio e la crisi non è affatto risolta, e ancora grosse bolle speculative devono scoppiare.

mercoledì 18 novembre 2009

Posso dire anche la mia

(foto di Garimar)
La questione dell'acqua
Sull'affare dell'acqua ho già scrito negli anni passati , e sul lato destro del blog è inserito permanentemente il link ad un filmato sull'argomento :
Ma alla luce della nuova ondata di interrogazioni parlamentari, forzature e decreti leggi , una considerazione dobbiamo evidenziare. Purtroppo , e dico purtroppo, il solito modo ITALIANO di affrontare gli argomenti e i problemi, non porta niente di buono nè per le tasche dei cittadini tutti , nè tantomeno per il valore assoluto della salute pubblica.
Messo sul tavolo il problema delle infrastrutture oramai decrepite della rete idrica italiana, nessuno si è minimamente posto il problema del perchè si è giunti a tale degrado oramai ingovernabile.
Chi non conosce il caso del famigerato acquedotto pugliese, si potrebbero scrivere tomi sulla conduzione e gestione di un servizio di per se indispensabile : la distribuzione di un bene primario quale è l'acqua. Lo stesso perde nella distribuzione milioni di litri di acqua, ma allo stesso tempo ha ingrassato le tasche di molti amministratori.
Ancora una volta da questo blog , al limite col rischio di esser tacciato di "saccente", si indica il problema alla base di ogni male : l'ignoranza . Ignoranza della storia, ignoranza dei dati e ignoranza delle conoscenze tecniche. Tutti gli addetti ai lavori e i disquisitori sull'argomento sono interessati a tutto meno che risolvere veramente il problema della rete idrica. Ed è strano a dirsi , siamo il popolo che della costruzione e manutenzione di acquedotti ha fatto scuola se non nel mondo in europa di sicuro.
Ahimè conoscenze e tecniche andate perse nel dimenticatorio di cui noi italiani siamo fanatici sfegatati.
La verità è che la struttura idrica avrebbe bisogno di ingenti somme di investimenti per poter sperare di migliorare la resa e il servizio offerto . Ingenti somme che nella crisi attuale non ha disponibili nè il settore pubblico nè tantomeno il settore privato . Questo è il dato di fatto.
In questo scenario si colloca la proposta di assegnare (con la partecipazione del pubblico) a enti privati la "gestione" della distribuzione del suddetto bene. In questa proposta ci si ispira al concetto che "il privato è più bravo" , quindi auspicabile "cedere" questa gestione a elemnti che hanno esperienza di conduzione aziendale di un bene/servizio . Ai tanti che si oppongono si ribatte che "non si cede la proprietà del bene primario" che rimane difatti pubblico.
Ora due semplici e banali considerazioni:
La prima è che anche se un bene è pubblico, e la fruizione viene privatizzata , sarà sempre di più trattato come un "prodotto" da vendere e da cui trarre il massimo profitto possibile per i soci/proprietari della società.
Questo è il concetto di gestione manageriale privata di un qualsivoglia "bene/servizio/prodotto", massimo profitto a minimo costo, chiaro e lampante come il sole.
La seconda , ancor più critica, è il fatto che se si cede la gestione della distribuzione, lasciando gli oneri della manutenzione al pubblico, non si fa altro che cedere i guadagni e assumersi i costi per le generazioni a venire. Per quando detto in precedenza si capisce bene, che è il settore della manutenzione ad esser maggiormente interessato da interventi che dovrebbero essere urgenti, anzi urgentissimi.
Si capisce che il magico ingegno italiano ha cavato il coniglio dal cappello. I profitti al privato e gli oneri al pubblico. Siamo al cospetto del solito disegno manageriale italiano che ha coinvolto nell'ultimo secolo tutte le realtà industriali italiane, accrescendo i profitti dei finanzieri italiani, affossando le casse del debito pubblico.
Io proporrei a lorsignori che sono al quadro comandi di rovesciare i termini.
Lasciamo la rete di distribuzione in mani pubbliche e relativi profitti e deleghiamo al privato (a prezzo fisso) gli oneri della manutenzione degli impianti e la messa in ordine dell'intera rete; scommettiamo che nessun imprenditore in questo scenario prenderebbe in considerazione l'offerta ?
Buona acqua a tutti.

giovedì 5 novembre 2009

Il nucleare e il business dell'eolico


Un affare tutto italiano

Cio' che sappiamo, cio' che possiamo sapere, cio' che non deve essere conosciuto, cio' che deve essere sottaciuto.
Anche in questo settore, dell'approvvigionamento energetico, al solito le informazioni sono distorte e manovrate per raggiungere non evidenti e leciti obiettivi.
Siamo di fronte al solito affaire italiano?

Possibile che questo popolo di naviganti,musicisti, e poeti debba sempre distinguersi...e negli ultimi decenni non sempre per il meglio ????

Rivediamo l'inchesta trasmessa (piu' di un annoe mezzo fa) da EXIT la trasmissione di Ilaria D'Amico su LA7
per tema : il nucleare e il business dell'eolico.

E leggiamo l'articolo di Massimo Mazzucco su Luogocomune.net dal titolo :
il grande inganno dell'eolico.


domenica 5 luglio 2009

Il libero mercato.....forse!


La democrazia e la libertà

In questi tempi di rivalutazione di determinati paradigmi fin qui ritenuti inviolabili, una considerazione è dovuta.
Dato per scontato che, al solito, non tutte le cause e gli effetti di questo disastro finanziario siano stati resi noti ai più, rimane di sottofondo una sorta di sfiducia nei soliti assiomi che si ripetono all'infinito.
Siamo in una società occidentale e definita "democratica" , quindi una società che fa della libertà la base di ogni sua esternazione e attività finanziaria e non.
Un dubbio , però oramai, assale i comuni cittadini di tale società. Cittadini che sempre più spesso sono alle prese con rendiconti e programmazioni di vita quotidiana che difficilmente riescono a soddisfare le sepur minime normali aspettative.
Siamo sempre più alle prese con incomprensibili fenomeni , che di per sè sono lontani dal nostro manage familiare, ma che inequivocabilmente ne decidono le sorti.
Oramai son passati mesi dal manifestarsi di questo crack globale , e in fondo ci chiediamo tutti noi , se con i moderni mezzi e conoscenze , fosse davvero così imprevedibile , dato che nell'ambito finanziario la voce poteva esser nota da tempo. (ad esempio vedi le analisi negli anni 2007 - 2008 di E. Benettazzo )
Ma in più, a distanza di mesi , si continua a ribadire il concetto post-moderno "sono le regole del mercato".
Continuiamo a chiederci del perchè il costo del petrolio continua a salire , o meglio a fare una montagna russa dell' up-down, senza tuttavia portare benefici all'utente finale (il salire produce aumenti, lo scendere quasi mai riporta i valori al precedente aumento). Mistero buffo dell'alchimia finanziaria, che viene spiegata ai profani come " è il libero mercato".
Chiaro come il sole!, siamo in una economia CAPITALISTICA inserita nelle più grandi e avanzate democrazie occidentali per cui libertà è anche la base dei mercati finanziari ritenuti ...appunto...liberi!
Allora noi "poveri cittadini seguiamo questo libero mercato e continuiamo a pagare (in particolare in Italia) sempre più i beni essenziali quali carburanti, energia, comunicazioni, cibi di prima necessità (pasta, pane, pesce, carne) .
Grandissimi personaggi ci invitano all'ottimismo, alla ripresa, all'uscita dal tunnel prossima, ci invitano al sorriso, ma si guardano bene a chiarire perchè tutto ciò è successo, e perchè , soprattutto, nessuno ha rintracciato i colpevoli di questo stato di cose (escluso qualche sparuto anche se eclatante caso di inquisizione e condanna).
Si ritorna a parlare di "libero mercato" e quella prima parola ci rassicura tutti .
Ma è proprio così?
Allora ci riferiamo alla cronaca di questi giorni per rilevare davvero quanto sia "libero" questo mercato e indenne da sotterfugi e interessi di parte.
Leggiamo sulla repubblica di oggi :

"Un trader del petrolio fa perdere 10 milioni di dollari al suo gruppo"

un titolo così non ci allarma, ma il titolo del giorno prima (4 luglio) sulla stessa notizia è di ben altro tenore

"Il brocker canaglia del mercato del petrolio "

Leggendo l'articolo si scopre come quest'unico individuo col suo agire abbia determinato in una sola ora la salita del barile di petrolio da 71 a 73,5 dollari a barile .
Questo broker martedì us. ha iniziato a compiere operazioni non autorizzate portando il mercato dei FUTURES (che determinano il prezzo del greggio) a innalzarsi rapidamente.
Ora noi liberi cittadini dovremmo chiederci ......ma sul serio questo mercato è libero e i suoi prezzi vengono determinati dalla regola domanda/offerta e quindi da tutti noi, oppure le leve di comando sono al solito in mano ad uno sparuto gruppo di uomini e le conseguenze le paghiamo sulla pelle di tutti noi ?

Ora chiediamoci cosa significhi libertà, e per rammentarlo rivediamo un illuminante video di Carmelo Bene su Democrazia e Libertà, del '94 ma sempre attuale, anzi direi più che mai attuale.


domenica 28 giugno 2009

Il futurismo, la crisi ,le aziende e le dueruote


Il pensiero recondito

In questo periodo di crisi economica , e di crash finanziari più o meno noti , gli articoli dei soloni e dei professori della finanza creativa si sono sprecati.
Analisi, individuazione delle cause, grafici di proiezioni economiche, andamento di PIL, analisi della svalutazione, la crisi dei mutui.
Dati , parole, grafici , e formule matematiche per cercare di spiegare cosa stiamo vivendo tutti noi sulla nostra pelle.
Pagine e pagine di articoli che tutto dicono e tutto nascondono, lasciandoci infine come eravamo partiti: confusi e basiti di fronte alla enormità di questa crisi.
Esperti e profeti della finanza , nonchè politici, non ci hanno per niente convinto nel descrivere ciò che è successo e soprattutto perchè. Ma più di tutto , nessuno ma proprio nessuno si è curato di scrivere qualcosa che tutti noi , almeno una volta abbiamo pensato , in merito a questo crash globale.
Dove vado a trovare delle parole semplici e chiare, che tutto indicano e descrivono del come questa crisi colpisca noi comuni mortali ? su una rivista di motociclismo , nell'editoriale del numero di Luglio , un chiaro esempio di come le conoscenze e le corrispondenze culturali possano individuare una linea di lettura degli accadimenti mondiali, ma sopratutto , trovare una critica profonda all'essenza di ciò che nella società moderna ha fallito (senza che nessuno abbia il coraggio di esprimerlo) , voglio dire il concetto di capitalismo e di impresa , che impera sovrano nelle società odierne.
Testualmente :
"Ho visto aziende motociclistiche che per un decennio si sono ingrassate su un mercato florido e in crescita ma che quest'anno, al primo accenno di crisi , sono entrate nel panico e hanno reagito con tagli feroci agli investimenti e alle attività. In realtà non mi riferisco tanto alle aziende occidentali quanto a quelle giapponesi, visto che proprio tra loro - leader di mercato con tutti gli onori ma anche gli oneri che ne dovrebbero derivare - ci sono state le prime defezioni dall'attività sportiva."

Come non assentire di fronte a tale semplice proclama estratto dall'editoriale ?
Cosa è in effetti impresa , azienda , finanza ? se non l'atto di intraprendere una attività , certamente a scopo di lucro, ma da non abbandonare alle prime difficoltà, e sopratutto non a scapito di quanti , ultima ruota del carro , hanno dato la vita per il successo di tale imprese.
Dove sono i capitani di industria di una volta, coloro che dalle ceneri di una guerra hanno risollevato il mondo , rendendo agiata la vita di milioni di persone?
Dove sono i veri capitani di industria , pronti a mettersi di impegno per far si che il lavoro non vada perso, e che non corrano a nascondersi sotto le sottane di mamma politica , sotto la minaccia delle perdita di guadagno.
E' vero , quest'anno è un anno di perdite, ma quanti e quante aziende si sono arricchite negli anni passati ? quanti dividendi e stock option sono stati distribuiti ? e ora al primo accenno di calo dei profitti si grida "Aiuto , Aiuto si salvi chi può!"
Cito ancora :
"...trasferito dall'arte agli uomini , il Futurismo propugnava coraggio , audacia e voglia di ribellione, tutti valori che - correttamente intesi - ben si sposano con la passione per la motocicletta e rimangono validi ancora oggi ."
"...nel periodo plumbeo che stiamo vivendo - la vitalità e la voglia di rompere gli schemi di questi nostri vivaci predecessori possono dare lo spunto per reazioni diverse rispetto a quanto stiamo osservando.
Il gruppo Marinetti rappresentò una reazione ai toni sentimentali e nostalgici allora imperanti, e oggi , forse, potrebbe essere l'antidoto a certi eccessi del politically correct, che sarà anche una cosa buona, ma se abusato ,può trasformarsi in una camicia di forza."

Luigi Bianchi Dueruote (www.motonline.com)