domenica 30 marzo 2014
Biker e altro.....
Dalla V-Strom alla signora del deserto...
Posseggo un modello Enduro stradale , V-Strom , che è un tipo di moto che possiamo chiamare Stradale da turismo. Una tuttofare per viaggi anche in coppia.
La V-Strom è un ottima moto , ed ha un alto coefficiente prezzo prestazioni . Ad un costo relativamente basso , offre una serie di prestazioni niente male, con un economia del mantenimento che ne fanno una regina della categoria. Naturalmente come tutte le moto che esistono su questa terra , non è perfetta. Ma i difetti sono trascurabili rispetto ai pregi .
La V-Strom è una moto che esiste sul mercato dal 2001 (nella versione KLV-1000) e nella versione 650 dal 2003, e nelle vendite ha soppiantato la versione 1000. La V-Strom 650 è stata rivatilizzata con la versione comparsa nel 2012 che ne ha ammodernato le linee , a scapito però di una perdita di protezione che la versione originale offriva. Poi oggi nel 2014 è apparsa il nuovo V-Strom 1000 che si preannuncia come una ottima moto , 101 Cv di puro motore godibile già bassi regimi e una coppia possente.
Cio' detto io sono uno degli antichi , in me esistono nomi quale il Gilera Arcore, e poi piu' avanti le Honda Transalp e sempre l'ineguagliabile Africa Twin che è rimasta nei cuori di tutti noi.
In questo ambito è anche noto il nome Ténéré della Yamaha.
Bene come si suol dire il nome ha sempre il suo valore, per cui sono andato a provare la Super Ténéré XT1200ZE versione 2014 .
Lo dico subito , non sono un esperto , un pilota, sono solo un Biker da anni e anni , che ha sempre viaggiato per il godimento del viaggio e non per la ricerca delle esasperazioni.
Il mio pensiero è sempre stato , ok la mia V-Strom per essere una 650 è bella e pesante, e da fermi ci vuole il proprio impegno per non fare mosse false, per cui questi bestioni da 1200 mi danno un certo timore.
Questo era il mio pensiero base, e con questo mi sono presentato alla prova su strada.
Prima impressione
A prima impressione la moto è splendida, dà un immagine di solidità e bellezza che a mio giudizio surclassano ogni altro modello del settore in commercio . Niente becchi (originali o meno ) , niente tralicci in bella vista , niente saldature del pedalini passeggero. Impressione ottima, vedere il davanti fianco dietro è una goduria degli occhi. Le linee si fanno seguire molto , gli occhi si posano sui particolari , le finiture sono e al tatto sembrano di ottimo livello. Nessun filo fuori posto .
Voto alto , promossa
Difetto
Lo dico subito il difetto che ho trovato , se difetto possiamo dire, è il sound di questo motore, diciamo non è di quelli rombanti che ti fanno saltare il cuore. Posso dire che non sembra un 1200 dal suono. Ma per me non è un difetto dato che non mi attira la moto rombante, anzi mi piacciono le silenziose. In ogni caso per i piu' smaliziati (pagando!) è disponibile lo scarico Akrapovic che migliora sensibilmente il sound.
Voto non espresso , neutro.
Primi passi
Salgo sulla moto , la seduta è comoda , anzi direi ottima, la postura (si dice così ? ) è naturale . raggiungo bene manopole e comandi mi sento a casa e ancora non mi sono mosso . La "calzata" è naturale , quasi ancor piu' semplice della mia V-Strom , e questo sfata una mia paura . Tocco terra anche meglio della mia.
Suppongo sia la conformazione della sella (840 altezza regolabile fino a 870) e della rastremazione serbatoio. Magia : è leggerissima. Non posso crederci, sembra molto piu' leggera della mia, mi muovo con i piedi in pieno controllo , il peso non si avverte, oppure è solo la mia emozione ? Bilanciatissima.
Voto alto, senza dubbio promossa
Marcia
Innesto marcia , clang e vai.
Diciamo che il cambio l'ho percepito abbastanza rozzo , preciso , ma rozzo , probabilmente si potrebbe fare di piu' nel leveraggi , il clang della prima è anche godibile. Il resto scorre con naturalezza, il motore (abituandosi al suono) sale e risponde con prontezza, non posso credere di esser in sella ad una SuperTénéré. Naturalmente i puristi si scateneranno tra le mappature "S" e "T" riviste in questa versione, ma sinceramente per la mia guida sono finezze che lasciano il tempo che trova, in ogni caso le mappature per me danno un senso alla guida che ognuno di noi vuol dare.
Seconda magia , il cardano non si sente, devo dire silenziosissimo , sembra esserci del burro.
Terza magia , provo un accelerata, le sospensioni rispondono , copiono l'asfalto come non mai , e qui è ben diverso dalla osannata GS che offre il cuscino d'aria all'anteriore che toglie ogni sensibilità di ruota.
Qui sento la moto , va dove dico , copia le buche , vado su un pezzo di terreno , davvero (per il poco che posso dire io ) eccellente, in altre parole tramette la sensibilità, ma copia le asperità e le linee. Suppongo che con l'esperienza si possano fare gran cose.
Voto altissimo , promossa
Libidine
Le cose libidinose che trovo sono il display interamente digitale , senza eguali sul mercato , direi che è da vera nave del deserto compresa la traversina per il montaggio di optional ...seppur nel deserto non andrò mai....ma chi puo' dirlo...se hai la nave potresti permettertelo!!!!
I comandi sono al posto giusto e rispondono . Che dire se una pecca voglio trovare posso dire che l'interruttore dei faretti supplementari si poteva integrare meglio. Il Cruise Control non l'ho potuto provare perchè non ho percorso una lunga percorrenza su strada scorrevole.
Manubrio libidinoso senza dubbio , lo sento bene, ci arrivo benissimo senza aggiunta di Riser come sul V-Strom. Ergo la seduta è davvero azzeccata.
Sella comoda, non posso dire sulle lunghe percorrenze, ma se il buongiorno si vede dal mattino ....!
Voto alto , promossa
Da terra
Riconsegnata a malincuore , la signora , rimane solo da osservare i particolari , le valigie seppur non quelle extraterrestri del BMW, sono belle, anzi bellissime, molto bel rifinite, io le trovo piu' "in" di quelle GS.
Frecce a led e fanale posteriore a led molto ok, sospensioni elettroniche che permettono una serie di aggiustamenti in moto . Come si suol dire se ce l'hai le usi ...se non ce l'hai dici che è inutile!
Il paramotore aggiunge quel di piu' che su ogni signora non guasta...bello.
Particolare da notare , cavalletto centrale , piedistallo laterale ridisegnato ( quello della versione Z era osceno diciamo la verità) , paramani stilizzati , manopole riscaldate , cruise control, display LCD, frecce a led , parabbrezza maggiorato , sospensioni elettroniche , maniglie passeggero (davvero belle) tutto di serie
Altri particolari dischi freni margherita, forcelle a steli rovesciati , sella scamosciata ; Cerchi a raggi bellissimi .
Volto altissimo, promossa.
Prezzo
il prezzo di vendita 15.390 di questa nuova versione ZE mi sembra allineato per la componentistica di serie offerta
Anche in questo caso il paragone con altre sia dello stesso segmento che di segmenti piu' bassi non regge. Considerando l'allestimento di serie compreso nel prezzo i conti son presto fatti.
Voto alto , promossa
Una giornata godibile con il sorriso a 32 denti.
Il mio pensiero è : esser Biker vuol dire sognare sempre.
Buona strada a tutti
giovedì 14 giugno 2012
Cul de Sac
Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco
martedì 5 aprile 2011
Fogli di carta
Pensiamoci bene, passiamo il 90% del tempo della nostra miserabile vita , alla ricerca spasmodica di quei fogli di carta che ci possano permettere di andare dal macellaio e comprarci un bel tocco di carne, oppure ci possano permettere di prendere l'auto dei nostri sogni, o ci possano permettere di vestirci alla moda, o semplicemente indossare del vestiario.
Quale è la ragione recondita (per la stragrande maggioranza delle comune persone) per la quale siamo mani e piedi legati a tale sistema ?
Facciamo un lavoro , specifichiamo meglio - forniamo una prestazione - e come corrispettivo di tale prestazione riceviamo dei comuni fogli di carta in quantità variabile a seconda del nostro contratto o contrattazione. Con più o meno fogli possiamo permetterci di entrare in possesso di beni voluttuari e/o risolvere necessità base (mangiare, vestire, viaggiare).
Il ragionamento potrebbe avere un senso senon che questi benedetti fogli di carta non hanno valore intrinseco, come potrebbe essere ad esempio un pezzo di oro o di argento, che poi se vogliamo sempre valore assegnato è, data la non abbondanza di questi metalli su questo pianeta.
Questo vuol dire che questo stesso foglio di carta che oggi mi permette di andare in un negozio e comprare un oggetto o del cibo, domani nello stesso negozio con lo stesso foglio potrei comprare molto meno (meno oggetti, meno cibo). Tradotto in altri termini, i tecnici affermano che il foglio di carta si è svalutato . Cioè con un colpo di magia quel pezzo di carta che fino a ieri prima rappresentava un valore (X) , oggi di colpo rappresenta un valore (X-Y) .
domenica 21 novembre 2010
Armi di distrazione di masse
Le farfalle e i sassi
domenica 16 maggio 2010
Gli uomini del fare

mercoledì 31 marzo 2010
CUI PRODEST

OK Panico!
Di seguito dei link su ciò che si è scritto e/o affermato in merito alla vicenda TELECOM in questi ultimi giorni.
Un veloce escursus nel blog può riportare all'attenzione vecchi articoli per memoria di questa vicenda che ha antiche origini.
29 marzo 2010 su Repubblica.it compare l'articolo "IL TENENTE DROGO NELLA FORTEZZA TELECOMITALIA" da cui estraiamo la conclusione di Massimo Giannini "A chi conviene lasciarla deperire così?" riferita alla situazione attuale dell'azienda.
La risposta non si è lasciata attendere, evidenziando che lo scritto di Giannini ha posto una domanda di innegabile valenza, probabilmente mettendo a nudo nervi scoperti.
Dalla risposta dell'AD di TELECOMITALIA, la stampa a vario titolo ha riportato stralci e considerazioni.
Un simpatico passatempo è leggere quanto è comparso su internet in ordine sparso
"Che ne sarà di telecomitalia ? " da key4biz a firma Alessandra Talarico
"Non perde nè valore nè rilevanza strategica" affermazione di F. Bernabè riportata da Primaonline Comunicazione
"Non scorporeremo la rete" altra affermazione messa in evidenza da TeleComunicazioni
"Telecomitalia, partono le giornate di controinformazione" l'iniziativa dei lavoratori e sindacati messa in evidenza da Rassegna.it
Bene sono tutte letture interessanti e ci fanno rendere conto come in Italia attualmente vengano affrontati problemi rilevanti , al di là di spot televisivi e proclami di trionfi sociali.
Ora è pur vero che la situazione è drammatica a causa della situazione debitoria ( ma anche questa magari...voluta ? ) , è pur vero che occorre far fronte all'evasione fiscale emersa con le indagini su Sparkle, per cui occorre raccattare un pò di liquidità, ("La Fortezza TELECOM" da Repubblica.it), si parla di circa 600 mln di € da raccattare magari vendendo TELECOM ARGENTINA .
Ma è pur vero che occorrerebbe chiedere ragione di particolari manovre.
Perchè non chiedere alle passate gestioni conto di malefatte accertate ? in fondo quei manager non hanno forse intascato laute ricompense per successi tanto decantanti quanto fraudolenti ?
E perchè non chieder ancor piu' a ragione all'attuale management come mai si son svenduti pezzi pregiati a prezzo scontatissimo senza alcuna apparente ragione ? vedi la vendita di HANSENET a 900 mln di € a fronte di un valore di 1,45 mld di €. Non è questo un massimo punto di attenzione ?
Sig. AD cosa ha da dichiarare in proposito ? CUI PRODEST egregio Sig. AD ?
sabato 20 marzo 2010
Per capire il meccanismo delle esternalizzazioni
Sono solo delinquenti rassicurati dalle loro grandi parole, confortati dalle roboanti sigle inglesi , inbellettati dai loro documenti pieni di grafici e percentuali e previsioni .
Delinquenti , nessun altra parola può definire simili personaggi , e se ognuno di noi crede in qualcosa, ebbene anche per tali personaggi verrà il giorno in cui sarà chiesto il fio.
Per i normali cittadini che non vogliono addormentarsi al sonnifero proposto da istituzioni e giornali ( tutti asserviti) e tv (tutte facenti capo agli stessi capi) , rimane solo una speranza di informazione.
Informazione per capire il perchè delle cose e come considerare ciò che accade.
Una chiara e illuminante esposizione delle attuali manovre aziendali italiane, proposte da LIDIA UNDIEMI
domenica 14 marzo 2010
Lettera aperta al Dott. Franco Bernabè AD di TELECOMITALIA
Lettera aperta dei lavoratori e lavoratrici di IT OPERATION di Telecom Italia intendono inviare all' AD Franco Bernabè, in occasione della comunicazione per la cessione del ramo d'azienda ad SSC. Comunicazione ricevuta via raccomandata, con data 4 marzo, che comunica che "non prima del 31 marzo" questa cessione sarà operativa. Soltanto il giorno prima, il 3 marzo, l'Amministratore Delegato aveva inviato un'altra lettera ai dipendenti Telecom Italia S.p.a. per informarli delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Telecom Sparkle .... Egr.Dott. Franco Bernabè,
siamo un gruppo di lavoratori e lavoratrici appartenenti ad IT Operations di Telecom Italia S.p.A.
Ci rivolgiamo a Lei con questa lettera aperta per esternarLe tutta la nostra incredulità, i nostri dubbi ed i timori per il futuro che attende noi, le nostre famiglie e, se permette, la stessa Telecom Italia S.p.A.
Prendendo spunto dalle ben note vicende giudiziarie che hanno coinvolto Telecom Sparkle – e verso le quali, sia ben chiaro, nessuno di noi ha la benché minima responsabilità – Lei, in qualità di AD, ha sentito il dovere di inviare a tutti i dipendenti in data 3 marzo 2010 un'apprezzabile lettera in cui ribadiva l'impegno profuso nell'ultimo biennio per fare pulizia interna e predisporre gli strumenti idonei affinché non abbiano più a ripetersi episodi come quelli verificatisi nel passato e che tanto hanno nuociuto alla reputazione della nostra Azienda.
Nella medesima lettera Lei ha richiamato più volte concetti condivisibilissimi quali:
- la priorità della tutela dei dipendenti e degli azionisti;
- il costruire con il lavoro di tutti i giorni la fiducia dei nostri clienti;
- lo svolgere il proprio lavoro seriamente e responsabilmente non solo raggiungendo gli obiettivi, ma anche riconoscendo e operando nel rispetto dei valori etici del nostro Gruppo;
- l'impegno verso i clienti nella fornitura di un servizio di più alta qualità, con migliori assistenza e trasparenza;
- l'impegno verso l'Autorità di regolamentazione della concorrenza del nostro contributo allo sviluppo di un mercato delle telecomunicazioni efficiente, competitivo ed equo;
- il puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze.
La lettera si concludeva con un invito - che noi riportiamo con le Sue testuali parole - “a continuare ad impegnarvi nella consapevolezza che l'azienda di cui fate parte, di cui facciamo parte, è un'azienda solida, seria e i cui comportamenti sono e continueranno ad essere allineati con gli ambiziosi risultati che ci siamo prefissati...... Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per continuare a salvaguardarne le competenze e per garantirle un futuro prospero”.
Belle parole, indubitabilmente, Dott. Bernabè.
Peccato però che il giorno successivo, 4 marzo 2010, sia pervenuta comunicazione formale alle organizzazioni sindacali della decisione di Telecom Italia di cedere il ramo d'azienda rappresentato dalla Funzione “IT Operations” a Shared Service Center S.r.l. (SSC), controllata da Telecom Italia S.p.A. che ne è pure, di fatto, l'unico committente.
L'intento espressamente dichiarato è quello di mantenere in Telecom Italia le attività di indirizzo e progettazione informatica e di lasciare ad SSC quelle operative (sostanzialmente sviluppo sw, ma non solo). Chiaramente SSC dovrà “progressivamente offrire i propri servizi end to end allineandosi ai best performer del mercato in termini di costi e qualità”. A tale scopo la medesima SSC “dovrà avviare tutte le iniziative di razionalizzazione dei propri costi industriali, compreso l'efficientamento dell'organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari”.
Comprenderà Dott. Bernabè, che il razionarizzare i costi efficientando l'organico comporta in noi, comuni lavoratori (e nelle nostre famiglie) che qui operiamo da 10, 20 o 30 anni qualche discreta preoccupazione.
Francamente non ci eravamo resi conto di essere i responsabili dell'impoverimento dell'Azienda, la causa principale dei suoi debiti e delle sue inefficienze.
Veda Dottore, quando sugli organi di stampa (L'Espresso n.10 dell'11/03/2010) si legge che un suo illustre predecessore, Riccardo Ruggiero, dal 2003 al 2006 ha percepito una retribuzione dai 3 ai 6 milioni di euro annui per poi uscire dall'azienda nel 2007 con un incentivo di 17,2 milioni, qualche piccolo sospetto sulle origini della situazione attuale a noi viene e a Lei?
Veda Dottore, quando si legge (sempre da l'Espresso n.10 dell'11/03/2010), che Telecom Italia paga circa 400 milioni di euro l'anno per l'affitto di immobili che prima erano di sua proprietà e poi sono passati a Pirelli Real Estate (nb sotto la presidenza di Marco Tronchetti Provera), qualche altro leggerissimo dubbio sulle cause delle difficoltà aziendali a noi viene ed a Lei?
Veda Dottore, il ramo d'azienda che Telecom Italia ha intenzione di cedere è composto da 2200 persone con alte professionalità e qualifiche tecniche; nondimeno esistono tra noi figure con le competenze in grado di valutare - aldilà dei propositi formali e delle rassicurazioni circa la solidità dell'azienda - i dati dell'ultimo bilancio non appena questo verrà approvato e reso pubblico.
Crediamo sia un nostro diritto sapere come stanno realmente le cose, per capire quali sono le prospettive future di Telecom Italia e di SSC, auspicando che nel contempo qualcuno ci spieghi come queste s'incardinano nel piano industriale.
Veda Dottore, citando il piano industriale le nostre menti corrono indietro ad anni neppure troppo lontani. Lei nel 2003 non c'era: in quell'anno le maggiori società che realizzavano sw per Telecom Italia, ossia Telesoft, Sodalia, Saritel, Netsiel (tutte S.p.A.) vennero incorporate in IT Telecom S.p.A. in modo da realizzare le sinergie operative, le razionalizzazioni e le ottimizzazioni che un unico polo informatico poteva garantire in un'attività definita “core” aziendale.
Nel 2005 tale comparto era ritenuto talmente vitale che la stessa IT Telecom veniva incorporata in Telecom Italia S.p.A.
Quello che sta avvenendo oggi è una drastica inversione di strategia, ma a questo punto abbiamo un quesito da sottoporLe: esiste in questa Azienda un coerente disegno strategico di medio-lungo periodo, svincolato dalle contingenze dell'immediato?
In tutta sincerità, Dottore, nel corso di questi anni abbiamo maturato qualche perplessità sulla conduzione manageriale, a vari livelli.
Non è questa la sede per trattare di argomenti quali la definizione degli obiettivi da raggiungere, le metodologie di misura adottate per quantificare la produttività o quelle per il riconoscimento dei meriti individuali.
Qui si intende sottolineare che nonostante tutti gli strumenti posti in essere i conti non tornano, e non ci sembra corretto che gli unici a pagare siano i soliti, cioè noi lavoratori.
Per inciso, abbiamo constatato come i due maggiori responsabili – in termini di gerarchia aziendale, beninteso - della nostra funzione (IT Operations/Software Factory) non siano stati interessati dalla cessione: evidentemente le loro indubbie capacità continueranno ad essere più proficuamente impiegate in Telecom Italia S.p.A. piuttosto che in Shared Service Center S.r.l., o magari potremo ritrovarli nel CDA di quest'ultima.
Le porgiamo i nostri saluti Dottore, con la speranza che si possa fare chiarezza e superare insieme questo momento difficoltà.
Sappia però fin da ora che saremo inflessibili e determinati nella difesa dei nostri diritti e del nostro lavoro.
I lavoratori e le lavoratrici di IT Operations.
giovedì 11 marzo 2010
Il mio parere personale
La presa di coscienza degli italianiIn questo periodo , meglio dire nel corso dell'ultimo anno, alterne vicende hanno attratto l'attenzione degli italiani , sui media comunicativi man mano abbiamo assistito a discussioni e dibattiti su questo o quel provvedimento, su questa o quella inchiesta, su questo o quello scandalo rivelato.
Tutti noi italiani abbiamo disquisito a torto o a ragione , su vicende italiche poco edificanti, quasi sempre portate all' attenzione dell'opinione pubblica per merito di indagini giudiziarie.
Nel corso degli ultimi anni il popolo italiano ha assistito come in un teatro ad una sorta di avanspettacolo avente per protagonisti di volta in volta escort, faccendieri, truffatori, finanzieri creativi, banchieri fraudolenti, manager infedeli, politici corrotti. E sempre più spesso, nell'ultimo periodo, si sono sentiti tra gli italiani discorsi di indignazione, di protesta , e in qualche caso anche di urla di rabbia. Movimenti virtuali e petizioni on-line si sono succedute a spron battutto quale segnale di forte dissenso. I social network padroni nell'indirizzare il movimento di protesta del popolo della rete. Gli italiani hanno visto di tutto , festini organizzati in palazzi costituzionali con amene fanciulle, voli di stato a disposizione di trasferimenti di amici e concertisti per animate riunioni di facoltosi potenti, intrattenimenti giullari da parte di nostri rappresentanti in occasioni di meeting internazionali, intercettazioni relative ad appalti per interventi di emergenza trattati come scambio per favori sessuali, scoperte di grandi frodi alimentari per cibi contaminati e mal conservati e spacciati per freschi e garantiti, blocco da parte di amministrazioni televisive di programmi e servizi di informazione politica, licenziamenti e cassa integrazione per tantissimi lavoratori con la scusa delle crisi mondiale, social card elargite a pensionati come aiuto per sbarcare il lunario e poi scoperte prive di fondi, annunci roboanti di riforme finanziare per rifondare le regole borsistiche e bancarie e poi dimenticate, e molto altro ancora.
Gli italiani hanno visto e sentito tutto questo e si sono inalberati, frustrati e depressi , si sono agitati sulle loro sedie e hanno alzato la voce col vicino per far sentire la propria opinione : tutti contrari, tutti indignati, tutti arrabbiati, tutti incazzati neri.
Nell' ambito lavorativo, negli ultimi tempi si è riflessa la situazione sociale nazionale, la crisi ha tirato fuori i denti , e ciò che poteva sembrare sicuro un tempo , all'improvviso è apparso traballante e incerto : il futuro lavorativo .
Anche in questo caso forti perplessità hanno cominciato a serpeggiare tra i lavoratori , e mugugni e incazzature sono state all'ordine del giorno. E qualcuno ha anche avuta la coscienza di rileggersi i passi salienti che hanno portato a questo stato di cose.
Ma gli italiani hanno una carattersitica, una sorta di capacità intrinseca dell'essere italiano.
Gli italiani sanno puntualizzare, dettare dei distinguo all'atto di far qualcosa in prima persona.
Al governo del "fare" ribattono con il popolo dei "distinguo".
Gli stessi italiani chiamati a far qualcosa, a dare un segnale a prendere posizione , iniziano a tentennare, la voce si abbassa, i mugugni si ammorbidiscono, i gesti divengono d'incanto meno plateali, e gli sguardi sfuggono.
Come biscia striscinate si fa strada nei discorsi la famosissima frase che ogni italiano pronuncia nella propria vita : mi conviene ?
Perchè il discorso è questo: fin quando si tratta di discutere, proclamare, e anche criticare, gli italiani sono prontissimi a fare di tutto per imporre la propria opinione, sono prontissimi a farsi portavoce del dissenso, di ergersi a paladini di un movimento, a dire no e no e ancora no.
Ma poi appena nasce l'esigenza di far seguire i fatti alle parole, ecco che d'incanto le forze si disperdono, i distinguo iniziano a serpeggiare come panico nelle coscienze sopite oramai da troppo tempo. I se e i ma e il si potrebbe si susseguono a ripetizione.
Come per la situazione generale italiana, anche nell' ambito lavorativo l'italiano è incerto, insicuro, confuso su quello che è giusto o non giusto fare.
Chiamato dagli eventi (che son sempre più grandi di lui) ad agire, si sperde come un bimbo di fronte un dirupo.
Abbiamo vissuto tutti noi sulla nostra pelle sopprusi, ingiustizie, azioni fraudolente, ne siamo coscienti, ne siamo testimoni in prima persona, ma non siamo capaci di indignarci seriamente e di agire di conseguenza, prendiamo sempre tempo , e cambiamo idea ogni cinque minuti incapaci di sostenere una giusta indignazione e di dare seguito alle proprie opinioni. Ci rimangiamo le parole continuamente , pretendendo da altri una rettitudine di idee e propositi che in primis siamo noi non saper mantenere.
Abbiamo perso la capacità di azione, del resto l'italiano non è mai stato un grande estimatore dell'azione e del contrasto. L'italiano è quello che agisce solo in zona cesarini, è quello che agisce solo come ultima chance prima di morire, anche nello sport l'italiano non dà mai il massimo se non all'ultimo minuto, quando tutto è oramai perduto.
E' un dato di fatto , fin quando è possibile evitare, l'italiano preferisce evitare, schivare, mediare, calcolare, magari dormire ancora un pò.
Questo capita , è capitato e stà capitando mentre tutto va a rotoli, e non solo nel campo larghissimo della politica (che in fin dei conti reputiamo sempre lontana da noi) , ma perfino quando è il nostro stesso ambito familiare/lavorativo che va a rotoli , ponendoci in una condizione di incertezza assoluta.
giovedì 4 marzo 2010
Lettera aperta ed efficientamento

Coincidenza o caso
Roma 3 marzo 2010 ,
l'Amministratore delegato di Telecom Italia scrive una lettera aperta a tutti i dipendenti con le proprie considerazioni sulle indagini che hanno coinvolto la consociata Sparkle e Fastweb.
(Lettera aperta da Repubblica.it)
Nella lettera tra le altre considerazioni si legge :
"....a chi come noi , pur svolgendo il proprio lavoro con la massima serietà e professionalità , si vede comunque accerchiato da questo assordante rumore di fondo."
"La nostra priorità è tutelare i dipendenti e gli azionisti del Gruppo"
"Dobbiamo continuare a puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze"
"...vi invito a continuare ad impegnarvi nella consapevolezza che l'azienda di cui fate parte , è un azienda solida , seria..."
"Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per continuare a salvaguardarne le competenze per garantirle un futuro prospero."
Contemporaneamente viene emesso dalla OO.SS. il seguente comunicato (affaritaliani.it) :
TELECOM: NO A SOCIETARIZZAZIONE,
Il giorno 3 marzo 2010 Telecom Italia ha comunicato formalmente alle Segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM la decisione di non procedere più alla vendita di SSC, vertenza che era stata oggetto nei mesi scorsi di un lungo braccio di ferro tra azienda e sindacato.
Tale decisione si inserisce, a detta di Telecom Italia, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva dell’informatica di gruppo che prevederà, già a partire dai prossimi giorni, l’apertura delle procedure di legge per la del ramo d’azienda denominato IT Operations composto da circa 2200 lavoratori oggi in Telecom Italia S.p.A. Tale nuova realtà lavorativa costituirà la “fabbrica” del software del gruppo, mentre le funzioni legate alla parte di progettazione dei processi informatici e di interfaccia con la nuova SSC rimarranno all’interno di Telecom Italia.
Sempre a detta dell’azienda, una volta realizzata la suddetta operazione di cessione di ramo, sarà necessario procedere ad operazioni di efficientamento per riportare il costo del lavoro a livelli paragonabili con quelli del mercato esterno.
Bene, ora sarebbe interessante sapere da Dott. Bernabè cosa intende esattamente per "salvaguardare patrimonio e professionalità", e soprattutto cosa intende con quel "rumore di fondo" che risulta una condizione ambientale che disturba il lavoro di tanti lavoratori.
A leggere bene tra le righe , il rumore di fondo non è tanto rappresentato da scandali e/o inchieste o notizie giornalistiche quanto da un assoluta assenza di piani industriali seri e programmi di rilancio o ( a leggere al contrario) da una assoluta presenza periodica annuale di riorganizzazioni e pubblicizzate cessioni che di certo non salvaguadano niente altro che non sia un profitto di azionariato e una dismissione di voci di spesa nel bilancio traballante.
Infatti per le organizzazioni dei lavoratori, l'intenzione di Telecom Italia è quella di "creare una 'grande SSC', a cui aggiungere oltre 2200 informatici oggi dipendenti di Telecom che verrebbero quindi esternalizzati. Una grande scatola cui dipendenti saranno subito dopo oggetto di efficientamento. Cioè di riduzione di personale".
In ultimo è paradossale come nello stesso momento da un lato si fa un panegirico accorato alla coscienza lavorativa e all'etica della prestazione e dall'altro si dà avvio di fatto a un bello scorporo di un numero rilevante di lavoratori, i quali sul serio fin qui han dato prova di abnegazione e dedizione al lavoro .martedì 2 febbraio 2010
(N.B. : nessuna nota è stata diffusa dai Tg serali TG1 e TG5)
Il governo diffonde un comunicato ufficiale e nega ogni coinvolgimento nell'eventuale fusione
Bersani: "Non capisco fino a che punto smentiscano. Il Pd rimane in vigile attesa"
Telecom, il titolo vola a Piazza Affari
polemica sulle nozze con Telefonica
In Borsa scambiato il 3,2% del capitale, guadagno del 6,01%
La Consob avvia accertamenti sull'operatività in Borsa
Sulla vicenda Telecom-Telefonica si è mossa la Consob. Anche perché a Piazza Affari il titolo Telecom è schizzato: a fine giornata aveva guadagnato il 6,01% a 1,146 euro con 426 milioni azioni passate di mano, pari al 3,2% del capitale ordinario, quasi quattro volte tanto la media dell'ultimo mese (0,7%). Oltre a interpellare l'esecutivo, che ha prontamente diffuso la sua nota, la Commissione di controllo sulla Borsa ha avviato tutti gli accertamenti del caso. Accertamenti a 360 gradi, in primo luogo sull'operatività sul titolo, a cominciare ovviamente da chi ha comprato e chi ha venduto, o su chi sono gli intermediari più attivi e per conto di chi operano. Già due volte nelle settimane passate, in presenza di indiscrezioni di stampa che indicavano per Telecom un futuro nelle mani di Telefonica, la Commissione era intervenuta sugli azionisti italiani di Telco (il 5 gennaio e 22 gennaio) e (sempre il 22 gennaio) attraverso la Cnmv (la Consob spagnola, ndr) anche su Telefonica.
Il governo ha smentito anche attraverso il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani: "Non c'è né un
via libera né un'opposizione da parte del governo perché non c'è stato ancora nessun contatto. Sicuramente ci sarà un incontro, anche se non è stato formalmente ufficializzato. Un incontro con Telecom deve esserci". L'eventuale fusione porrebbe dei problemi, ha aggiunto Romani: "Ci auguriamo che qualcuno ci chiarisca che cosa sta succedendo. Siamo preoccupati che una governance non italiana possa decidere di non investire sulla rete, su questo il governo sta facendo e farà un grosso sforzo. Noi per ora abbiamo posto un problema infrastrutturale e di selezione di investimenti. Ci sarà un ragionamento che dovrà esser fatto con Telecom e tutti gli altri player del settore. C'è un problema in Italia di costruire una banda ultra larga che andrà messa in sintesi con l'attuale rete in rame. Insomma, è un problema che va affrontato in questi termini".
Le dichiarazioni dell'esecutivo non soddisfano il leader del Pd Pierluigi Bersani: "Ho letto la smentita che non capisco fino a che punto smentisce la sostanza. In ogni caso sarebbe curioso che si siano spesi 3 miliardi per tenere italiana per qualche anno una compagnia aerea e poi ci facessimo portare via la rete della Telecom magari inventando una di quelle favole che si usano in questi casi, cioè che uno è il padrone e l'altro è quello che comanda". Il Pd, ha sottolineato Bersani, "sarà in attesa vigile" sull'evoluzione della vicenda.
(si vedano anche gli articoli già pubblicati :
- la-moda-delle-domande
- provvedimenti anticrisi all'italiana
- sputare nel piatto in cui si mangia )
mercoledì 13 gennaio 2010
Beppe Scienza
1. LA ROULETTE DEI FONDI PENSIONE
Privi di dati per confutare pubblicamente le critiche dell’autore (Piero Riccardi) o degli intervistati (fra cui il sottoscritto), molti fondi pensione hanno tentano di smontarle con volantini, circolari, e-mail ecc. In loro aiuto sono poi accorsi quei sindacati, quasi tutti, che traggono vantaggi dalla previdenza complementare.
Nell'articolo intitolato «La roulette dei fondi pensione» su il Fatto Quotidiano di venerdì scorso (8-1-2010 pag. 10) smonto alcune delle loro affermazioni più gravi. L'articolo è scaricabile dalle mie pagine web presso il Dipartimento di Matematica dall'indirizzo www.beppescienza.it
Visto che la gente non si lascia abbindolare come vorrebbero, ne hanno pensata un'altra: l'INPS invierà una busta, pare di colore arancione come quelle di altri paesi, per spaventare gli italiani prospettandogli pensioni bassissime e convincerli così ad aderire alla previdenza integrativa.
Su questo e su argomenti correlati è disponibile una mia intervista registrata e diffusa dal blog di Beppe Grillo: video http://www.youtube.com/watch?v=1hHF9OPY9iU e testo all'indirizzo www.beppescienza.it
Ivi cito anche Marco lo Conte che sul Sole 24 Ore (Plus24, 24-10-2009 p. 4) sotto il titoletto “Certezza roulotte” scrive che per 18 milioni di lavoratori senza un fondo pensione “...l’ipotesi di trovarsi a vivere in una roulotte è quasi una certezza. E senza [aver da mangiare] nemmeno cibo per gatti, visto che non si può contare nemmeno sulla pensione di scorta”. Evidentemente il diuturno sforzo dei giornalisti confindustriali per decantare la previdenza integrativa è tale da fargli anche perdere il senso del realtà.
Saluti
Beppe Scienza
Dipartimento di Matematica
via Carlo Alberto 10
10123 Torino
tel.


fax 011-670-2878
giovedì 26 novembre 2009
Il vizietto

Il lupo perde il pelo ma non il vizio
P.S. ultim'ora : parole profetiche , in serata si diffonde la notizia (da repubblica.it)
Dubai, senza soldi l'isola dei ricchi
tremano le Borse di tutto il mondo
Ogni tanto capita che chi si è esposto deve comunque far fronte agli impegni e si rende conto di non farcela ."L'annuncio è arrivato a causa delle difficoltà finanziarie della Nakheel, la società di costruzioni, considerata almeno fino a poche settimane il gioiello dell'emiro di Dubai, ma che entro la metà di dicembre deve far fronte al pagamento di un emissione obbligazionaria in scadenza per 3,5 miliardi di dollari."
Come detto il lupo perde il pelo ma non il vizio e la crisi non è affatto risolta, e ancora grosse bolle speculative devono scoppiare.
mercoledì 18 novembre 2009
Posso dire anche la mia
(foto di Garimar) La questione dell'acqua
giovedì 5 novembre 2009
Il nucleare e il business dell'eolico

Un affare tutto italiano
Anche in questo settore, dell'approvvigionamento energetico, al solito le informazioni sono distorte e manovrate per raggiungere non evidenti e leciti obiettivi.
Siamo di fronte al solito affaire italiano?
Possibile che questo popolo di naviganti,musicisti, e poeti debba sempre distinguersi...e negli ultimi decenni non sempre per il meglio ????
Rivediamo l'inchesta trasmessa (piu' di un annoe mezzo fa) da EXIT la trasmissione di Ilaria D'Amico su LA7
per tema : il nucleare e il business dell'eolico.
E leggiamo l'articolo di Massimo Mazzucco su Luogocomune.net dal titolo :
il grande inganno dell'eolico.
domenica 5 luglio 2009
Il libero mercato.....forse!

La democrazia e la libertà
Dato per scontato che, al solito, non tutte le cause e gli effetti di questo disastro finanziario siano stati resi noti ai più, rimane di sottofondo una sorta di sfiducia nei soliti assiomi che si ripetono all'infinito.
Siamo in una società occidentale e definita "democratica" , quindi una società che fa della libertà la base di ogni sua esternazione e attività finanziaria e non.
Un dubbio , però oramai, assale i comuni cittadini di tale società. Cittadini che sempre più spesso sono alle prese con rendiconti e programmazioni di vita quotidiana che difficilmente riescono a soddisfare le sepur minime normali aspettative.
Siamo sempre più alle prese con incomprensibili fenomeni , che di per sè sono lontani dal nostro manage familiare, ma che inequivocabilmente ne decidono le sorti.
Oramai son passati mesi dal manifestarsi di questo crack globale , e in fondo ci chiediamo tutti noi , se con i moderni mezzi e conoscenze , fosse davvero così imprevedibile , dato che nell'ambito finanziario la voce poteva esser nota da tempo. (ad esempio vedi le analisi negli anni 2007 - 2008 di E. Benettazzo )
Ma in più, a distanza di mesi , si continua a ribadire il concetto post-moderno "sono le regole del mercato".
Continuiamo a chiederci del perchè il costo del petrolio continua a salire , o meglio a fare una montagna russa dell' up-down, senza tuttavia portare benefici all'utente finale (il salire produce aumenti, lo scendere quasi mai riporta i valori al precedente aumento). Mistero buffo dell'alchimia finanziaria, che viene spiegata ai profani come " è il libero mercato".
Chiaro come il sole!, siamo in una economia CAPITALISTICA inserita nelle più grandi e avanzate democrazie occidentali per cui libertà è anche la base dei mercati finanziari ritenuti ...appunto...liberi!
Allora noi "poveri cittadini seguiamo questo libero mercato e continuiamo a pagare (in particolare in Italia) sempre più i beni essenziali quali carburanti, energia, comunicazioni, cibi di prima necessità (pasta, pane, pesce, carne) .
Grandissimi personaggi ci invitano all'ottimismo, alla ripresa, all'uscita dal tunnel prossima, ci invitano al sorriso, ma si guardano bene a chiarire perchè tutto ciò è successo, e perchè , soprattutto, nessuno ha rintracciato i colpevoli di questo stato di cose (escluso qualche sparuto anche se eclatante caso di inquisizione e condanna).
Si ritorna a parlare di "libero mercato" e quella prima parola ci rassicura tutti .
Ma è proprio così?
Allora ci riferiamo alla cronaca di questi giorni per rilevare davvero quanto sia "libero" questo mercato e indenne da sotterfugi e interessi di parte.
Leggiamo sulla repubblica di oggi :
"Un trader del petrolio fa perdere 10 milioni di dollari al suo gruppo"
un titolo così non ci allarma, ma il titolo del giorno prima (4 luglio) sulla stessa notizia è di ben altro tenore
"Il brocker canaglia del mercato del petrolio "
Leggendo l'articolo si scopre come quest'unico individuo col suo agire abbia determinato in una sola ora la salita del barile di petrolio da 71 a 73,5 dollari a barile .
Questo broker martedì us. ha iniziato a compiere operazioni non autorizzate portando il mercato dei FUTURES (che determinano il prezzo del greggio) a innalzarsi rapidamente.
Ora noi liberi cittadini dovremmo chiederci ......ma sul serio questo mercato è libero e i suoi prezzi vengono determinati dalla regola domanda/offerta e quindi da tutti noi, oppure le leve di comando sono al solito in mano ad uno sparuto gruppo di uomini e le conseguenze le paghiamo sulla pelle di tutti noi ?
Ora chiediamoci cosa significhi libertà, e per rammentarlo rivediamo un illuminante video di Carmelo Bene su Democrazia e Libertà, del '94 ma sempre attuale, anzi direi più che mai attuale.
domenica 28 giugno 2009
Il futurismo, la crisi ,le aziende e le dueruote

Il pensiero recondito
Analisi, individuazione delle cause, grafici di proiezioni economiche, andamento di PIL, analisi della svalutazione, la crisi dei mutui.
Dati , parole, grafici , e formule matematiche per cercare di spiegare cosa stiamo vivendo tutti noi sulla nostra pelle.
Pagine e pagine di articoli che tutto dicono e tutto nascondono, lasciandoci infine come eravamo partiti: confusi e basiti di fronte alla enormità di questa crisi.
Esperti e profeti della finanza , nonchè politici, non ci hanno per niente convinto nel descrivere ciò che è successo e soprattutto perchè. Ma più di tutto , nessuno ma proprio nessuno si è curato di scrivere qualcosa che tutti noi , almeno una volta abbiamo pensato , in merito a questo crash globale.
Dove vado a trovare delle parole semplici e chiare, che tutto indicano e descrivono del come questa crisi colpisca noi comuni mortali ? su una rivista di motociclismo , nell'editoriale del numero di Luglio , un chiaro esempio di come le conoscenze e le corrispondenze culturali possano individuare una linea di lettura degli accadimenti mondiali, ma sopratutto , trovare una critica profonda all'essenza di ciò che nella società moderna ha fallito (senza che nessuno abbia il coraggio di esprimerlo) , voglio dire il concetto di capitalismo e di impresa , che impera sovrano nelle società odierne.
Testualmente :
"Ho visto aziende motociclistiche che per un decennio si sono ingrassate su un mercato florido e in crescita ma che quest'anno, al primo accenno di crisi , sono entrate nel panico e hanno reagito con tagli feroci agli investimenti e alle attività. In realtà non mi riferisco tanto alle aziende occidentali quanto a quelle giapponesi, visto che proprio tra loro - leader di mercato con tutti gli onori ma anche gli oneri che ne dovrebbero derivare - ci sono state le prime defezioni dall'attività sportiva."
Come non assentire di fronte a tale semplice proclama estratto dall'editoriale ?
Cosa è in effetti impresa , azienda , finanza ? se non l'atto di intraprendere una attività , certamente a scopo di lucro, ma da non abbandonare alle prime difficoltà, e sopratutto non a scapito di quanti , ultima ruota del carro , hanno dato la vita per il successo di tale imprese.
Dove sono i capitani di industria di una volta, coloro che dalle ceneri di una guerra hanno risollevato il mondo , rendendo agiata la vita di milioni di persone?
Dove sono i veri capitani di industria , pronti a mettersi di impegno per far si che il lavoro non vada perso, e che non corrano a nascondersi sotto le sottane di mamma politica , sotto la minaccia delle perdita di guadagno.
E' vero , quest'anno è un anno di perdite, ma quanti e quante aziende si sono arricchite negli anni passati ? quanti dividendi e stock option sono stati distribuiti ? e ora al primo accenno di calo dei profitti si grida "Aiuto , Aiuto si salvi chi può!"
Cito ancora :
"...trasferito dall'arte agli uomini , il Futurismo propugnava coraggio , audacia e voglia di ribellione, tutti valori che - correttamente intesi - ben si sposano con la passione per la motocicletta e rimangono validi ancora oggi ."
"...nel periodo plumbeo che stiamo vivendo - la vitalità e la voglia di rompere gli schemi di questi nostri vivaci predecessori possono dare lo spunto per reazioni diverse rispetto a quanto stiamo osservando.
Il gruppo Marinetti rappresentò una reazione ai toni sentimentali e nostalgici allora imperanti, e oggi , forse, potrebbe essere l'antidoto a certi eccessi del politically correct, che sarà anche una cosa buona, ma se abusato ,può trasformarsi in una camicia di forza."
Luigi Bianchi Dueruote (www.motonline.com)




