Rinunce & Cuore
sabato 26 luglio 2014
Rinunce & Cuore
Rinunce & Cuore
martedì 11 dicembre 2012
Le sensazioni di pelle
Viaggi
Si pensa subito all'eccitamento , alla morbosità di un incontro al buio, alla speranza di una serata al buio con una sconosciuta o sconosciuto . Tutto lecito quando si parla di emozione e di piu' direi di sensazioni. L'animale uomo è uno strano animale. Si puo' eccitare per una parola, per un gesto, per una visione, ma molto di piu' per una immaginazione. Perchè si scopre come il nostro corpo e in fondo il nostro cuore, riesca a riscaldarsi per cose del tutto immaginarie, per pensieri indotti in noi stessi, indipendentemente da chi ci sta di fronte.
Esperimento: poniamoci su una spiaggia deserta e osserviamo e sentiamo. Di sicuro ci emoziona, il mare piace a tutti (a parte poche eccezioni) , sentiamo l'odore, il rumore delle onde, perfino qualche gabbiano passante rasente, il vento, la sabbia sotto i piedi. Sensazioni che ci inducono emozione, visione che riempie il cuore e la mente. Tutto sublime, molto lindo e lucido come i nostri occhi. Poi chiudiamo tutto , chiudiamo gli occhi, solleviamo i piedi, estraniamoci dall'ambiente e ascoltiamo solamente e odoriamo, sentiamo l'aria sulla nostra pelle. Facciamoci trasportare dalla nostra mente, abbandoniamoci a questi due unici sensi e vediamo che un immagine si forma nella nostra mente. Intraprenderemo un viaggio molto piu' profondo , e rilasciando ancor di piu' la mente, attraverseremo il buco nero della percezione per tuffarci nell'abisso dell'emozione pura. Eppure siamo nello stesso luogo di prima, ma la sensazione è molto piu' profonda. La nostra immaginazione è il mezzo piu' potente per costruire la nostra vita. Immaginazione che trasforma la realtà. Un arma potentissima
venerdì 20 aprile 2012
Lo Sfidante
lunedì 6 dicembre 2010
Pazienza
Regalo di Natale (ovverosia Babbo Natale)
venerdì 8 ottobre 2010
Dove siamo finiti
Dove sono finito
mercoledì 8 settembre 2010
Quando io amo ....
L'amore è qualcosa che ti prende dentro,
giovedì 26 agosto 2010
Il tempo
(foto di Garimar)Solo diritti
mercoledì 18 agosto 2010
Arrivi e partenze
(foto di Garimar)Estate per te
Estate tempo di viaggi che partono e si concludono all'interno di noi stessi.
Si passa dal mal di pancia e ansia della prepartenza alla malinconia e mal di schiena del ritorno, per ritrovarsi , infine, dove eravamo , come eravamo nella stessa identica posizione come se non avessimo mosso neanche un passo.
Estate, tempo di chilometri percorsi senza pensiero, con sorriso e speranza. Tempo da passare in compagnia dei nostri pensieri. Un tempo nel quale non ci pesano più, come per incanto, i metri , i chilometri di spostamenti. In inverno , al contrario, quanto ci diventa pesante anche spostarci di cento metri, sembra che tutto ci pesi addosso. Eppure siamo sempre noi, sempre gli stessi che eravamo ieri e che saremo domani, solo intorno è cambiato qualcosa. Intorno eppure non intorno. In effetti è il non intorno a farci compiere cose che ci appaiono meravigliose, questo non intorno altro non è che il nostro "interno". Si questa è la magia della vita, ogni cosa, ogni luogo, ogni sensazione vive all'interno di noi stessi.
Siamo solo abituati a capire e sentire questo nell'estate.
Ma noi siamo in grado di far questo ogni giorno della nostra vita, ogni ora del nostro cammino, ogni minuto del nostro respiro, tutto può esser un immenso e meraviglioso viaggio, se solo diamo retta alla nostra grandissima capacità di sentire le sensazioni.
Arrivi e partenze per ogni luogo , con un itinerario che ci conduce inesorabilmente all'interno di noi stessi , per apprendere infine quanto possiamo esser felici con così poco : la consapevolezza di essere unici con ciò che percepiamo.
Andiamo, veniamo, corriamo, ma siamo sempre noi che possiamo anche fermarci e guardare non con i nostri meravigliosi occhi pieni di colori, ma col cuore, e sentire in conclusione del nostro viaggio che c'è sempre un nuovo inizio, un nuovo mal di stomaco per una nuova partenza, una nuova ansia di iniziare ancora un lungo viaggio.
Il ripetersi continuo di questa forza ci fa vivere come solo noi possiamo fare, sia in estate che in inverno, sia nella gioia che nel dolore. Possiamo fare tutto, ogni cosa non ci è vietata, sono solo i nostri sensi limitati e la nostra mente poco allenata a costituire quelle che sono le barriere del cuore.
Il viaggio di spostamento anche se da fermi ci porta verso scenari inimmaginabili, rendendo la nostra vita di accesi colori che vanno al di là della nostra vista.
Partiamo e arriviamo nel luogo dove vogliamo, dentro di noi , per cogliere quell'attimo di estasi, e di gioia che ci fa capire che "noi siamo".
Questa è l'essenza della felicità basata solo su di noi , e quindi eterna, facendo si che l'estate non finisca mai.
giovedì 5 agosto 2010
Le madri e i padri
giovedì 1 luglio 2010
Avvenimenti e il senso di responsabilità
(foto di Garimar)sabato 8 maggio 2010
Notte di NO-TE
NO-TE
di spiro e imago
di ansia e desio.
Notte infinita
lunga e vogliosa
pesante , ansante
le mani, le tue.
Notte di NO-TE
lontana ed assente
possa il giorno scacciarti
lontana e vicina.
Notte in miseria
dell'animo tradito
il tuo corpo distante
come il pensiero.
Notte l'assente
il NO-TE presente.
L'ansia del riso
lo spiro infinito.
Notte di NO-TE
diventa un macigno.
Il tuo respiro
non sento
il tuo corpo non tocco.
Notte andante
sapiente e dolente
ma non più bella
del giorno assassinio.
Notte di NO-TE
diventa un amore,
sopito e stranito
mai esaudito.
Notte di NO-TE
porta solo al fine
il giorno invitante.
Notte di NO-TE
sarà solo un ricordo
come il tuo volo
mai finito.
lunedì 26 aprile 2010
Lettera ad un bambino mai nato
(foto di Garimar)Il passato, il presente e il futuro
Alcune volte le parole scaturiscono come un fiume in piena, sommergendo il sentimento e imperversando sul cuore tumultuoso. Altre volte , al contrario le parole creano una coperta pietosa dei nostri dolori e dei nostri pianti. In ogni caso la lettera segna un momento della nostra vita, come un cartello innalzato a indicare : io sono qui.
Facilmente intuibile l'argomento dal titolo, essendo il bambino mai nato quello che in tutti noi alberga fin da quando siamo su questa terra.
Si pensa erroneamente che tale mancanza sia maggiormente sentita dal genere femminile, ma in questo caso ci si riferisce quasi esclusivamente al bambino come figlio, come essere generato, carne della propria carne, sangue del prorpio sangue. Allargando il concetto, siamo coinvolti tutti , inequivocabilmente, dal fatto che la nostra vita viene vissuta in attesa di un bambino che probabilmente mai nascerà. Sono queste le nostre emozioni, i nostri pensieri più reconditi, i nostri desideri e in alte parole le nostre immaginazioni.
Niente può rappresentare meglio questo bambino se non gli occhi di quell'uomo che in fine della sua vita si guarda intorno e non vede altro che un volto di bambino.
I motivi di questo sono vari, innumerevoli, imprevedibili. Le vite di tutti noi sono diverse seppur eguali , e sono sempre attanagliate dagli stessi incubi e paure. Le vite di tutti noi hanno bambini mai nati, bambini che chiamano disperatamente, che urlano il nostro nome, ma che noi sordi non sentiamo e non riusciremo mai a sentire.
A quel bambino mai nato dobbiamo chiedere perdono per la nostra incapacità di amare, di amare le cose belle e di amare la vita. Dobbiamo chiedere perdono a quel bambino per i nostri sopprusi, per i nostri torti, per le nostre prevaricazioni. Ma non verso gli altri, si badi bene, ma chiedere perdono , perchè verso noi stessi abbiamo abusato.
Perdono mio caro bambino per non esser stato, per non averti accolto e cullato , e fatto crescere come la cosa più preziosa al mondo . Perdono per non aver fatto si che questo mondo potesse essere arrichito dalla tua presenza e non impoverito dalle mie sporche esigenze.
Chiedo perdono per non aver dato niente a questa vita, avendo invece tutto preso senza chiedere.
Quel bambino mai nato che in noi è morto e in noi è stato sepolto con le sue risate, le sue speranze, le sue aspirazioni. Tutto sepolto sotto il manto spinoso dei nostri bisogni materiali.
Chiedo perdono per tutti quelli che non hanno osato, chiedo perdono per tutti coloro che avrebbero voluto ma non han potuto, chiedo perdono per tutti coloro che ci han provato e si sono arresi, chiedo perdono per coloro che non hanno pensato neanche due minuti . Chiedo perdono per tutti coloro e soprattutto per me stesso. Per aver aspirato e non aver realizzato, per aver sognato e non averci creduto, per aver pensato e non aver fatto.
A quel bambino mai nato che seppur senza vita sente e percepisce tutto, chiedo di perdonare noi tutti.
venerdì 16 aprile 2010
Cosa sono i sogni

(foto di garimar)
Sogno o realtà
Solo in questi sogni troviamo l’alimento del nostro cuore, che imperterrito pulsa testardo , fornendo la linfa vitale al nostro corpo che si agita imbelle nella giungla intricata delle nostre emozioni. Ognuno di noi, in effetti, si immerge nelle acque a volte limpide, a volte putride, di questi immaginari quadri di quello che dovrebbe essere la nostra vita. E con altrettanta consapevolezza ci accorgiamo che , questa nostra vita, quasi mai si ritroverà in questi scenari idealizzati , quanto invece spesso ci presenterà altrettanti scenari, magari anche più belli , ma del tutto inimmaginabili a priori.
Ebbene arriveremo al punto da considerare che non sono le realizzazioni ad esser importanti in questo nostro percorso terreno, quanto il fatto stesso di avere avuto sogni, immagini , magari allucinazioni in quei pochi momenti in cui riusciamo a liberare mente e cuore.
Dopo tanto penare, questo ci lascia sempre un tantino più ricchi di quanto non eravamo il minuto precedente, ricchi di sensazioni ed emozioni, essendo queste nutrite solo dai sogni e dai pensieri.
Animo e cuore sono i pilastri della nostra esistenza, oggetti e costrutti sono ciò che invece paradossalmente rappresenta l’evanescenza della nostra vita. Siamo in epoca in cui battezziamo ed etichettiamo tutto ciò che ci circonda come virtuale o reale, in base alla nostra concezione come i nostri sensi ci presentano.
Se solo ci soffermassimo un attimo a ragionare, ci accorgeremmo che niente di più reale è proprio quel nostro virtuale che ogni ora , ogni minuto intessiamo trama dopo trama solo col nostro cuore.
Riteniamo irreali i sogni e molto reale il nostro lavoro , riteniamo molto irreale l’idea dell’amore, e molto più pratico l’acquiescenza di una presenza al nostro fianco solo per paura di infinite solitudini.
Riteniamo molto folle chi segue il colore, e molto saggio chi si attiene alla semplice quotidianità del tirare a campare.Siamo in effetti tutti folli , in un mondo di folli, in una coscienza collettiva che ha sperduto il lume della ragione.
Quali cani affamati ci azzuffiamo a vicenda, in cerca di un boccone che si possa permettere solo di arrivare a sera ancora vivi….o meglio, per ciò che riteniamo sia vivere.
Questo è quello che ci vede impegnati in un minuto secondo del tempo universale, pulviscolo rispetto all’enormità dell’essere incommensurabile . Impegni e impegnati in un qualcosa che non ha senso , e non ha importanza, e per di più rappresenta uno spreco inumano di questo breve lasso di tempo che chiamiamo tutti “vita” senza sapere minimamente cosa questa parola voglia significare.
Sembreranno considerazioni amare, e depressive, ma vogliono solo essere un invito a considerare invece in un barlume di luce quello che davvero potrebbe darci un alito di vita.Quell’alito che in ultimo rimarrà in noi e rimarrà dopo di noi, essendo questo in fin dei conti ciò che conta. Lasciare un alito di vita al nostro passaggio.
Ho sognato , ho immaginato , ho perfino riso cullato all’idea dell’essere ciò che è, ed è stato bello.Il dopo è sempre stato diverso , lontano, cambiato, ma non ha importanza, perché l’esser vivi nel momento del sogno è l’unica cosa che conta nella nostra esistenza. Questo lo capiamo sempre quando incontriamo un'altra persona, un altro essere , un altro cuore. Lo capiamo entrambi ed entrambi rimarremo con questo alito interiore. E di questo devo ringraziare sempre il cuore incontrato , che come luce rimarrà in me. Cosa ci sarà, a dispetto di quello che ci circonda sul serio e che noi continuiamo imperterriti a chiamare “realtà”, non è poi così importante come si crede.
lunedì 22 marzo 2010
La mia vita
(foto di Garimar)Il Dipendente
Questo valore l'ho appreso per strada , man mano che avanzavo nei sentieri di quella che di solito definiamo vita. Ho sempre avuto un profilo basso , pur passando attraverso le manifestazioni del '68, pur osservando l'avvento dell'emancipazione , pur contribuendo ai movimenti new age, il mio profilo è sempre stato basso, il profilo di chi cerca di capire il perchè, e magari trovare qualche piccolo rimedio , per traguardare un obiettivo comune.
Ho altresì passato l'epoca dei figli dei fiori, l'epoca dei grandi raduni rock e hippyes con la speranza di un mondo migliore, un mondo rispettoso, un mondo verde , un mondo migliore per le genarazioni future.
Ho attraversato i tempi dei capelli lunghi, delle barbe fluenti , e dei primi movimenti ascetici appena allora affacciatisi sulla costa occidentale.
Diciamo che ho attraversato l'era dei sogni, delle speranze in cui tutto sembrava possibile e fattibile. L'epoca in cui tutti noi dicevamo : noi ce la faremo.
Son passati decenni, e mi ritrovo come dire , in una landa desolata.
Vento e pioggia sferzano la terra arida, e intorno cieli grigi incombono sull'animo.
Nessuno a portata di vista, e solo esoscheletri di umanità si intravedono tra le gocce sferzanti.
Mi volto , sforzo la vista, ma non riesco a vedere niente, non riesco a trovare niente, tutto ciò che posso percepire è un vuoto assoluto . Mi ritrovo dopo decenni a vivere una vita non mia, in un mondo non mio, con abitudini non mie, e sopporto decisioni non mie. Mi ritrovo a combattere guerre non mie, mi ritrovo ad accettare programmi non miei, ad acquistare beni non miei , mi ritrovo a respirare aria non mia.
Mi fermo un attimo e mi chiedo dove sono tutti quei sogni e tutti quegli amici che come me sognavano le stesse cose. Dove sono ?
Dove sono quelle masse enormi di giovani che cantavano e speravano all'unisono in un mondo più a misura ?
Eppure se guardo bene, e cerco bene, son cosciente che gli stessi avulsi fantasmi di uomini che sono assisi al posto di comando non sono altro che quegli stessi amici che con me hanno condiviso musica e sogni. Ma che fine hanno fatto ?
Cosa ne hanno fatto della loro vita e a cosa si son son piegati ?
Hanno ceduto e come schiavi all'impeto sessuale di energumeni dotati si son aperti . Potere ,denaro e convenienza.
Denaro e convenienza che hanno comprato l'anima e il sesso in nome di un progresso sociale e tecnologico che ha reso schiavo e nudo il mondo.
Son quegli stessi che erano nella piana del concerto a dettare ora le leggi e le regole per affamare i tanti e porre in schiavitù i molti. Rubare il barlume del sorriso per poter affermare :io sono - anzi - sono io.
Grandi imprenditori e finanzieri al comando di navi che poi essi stessi affondano per puro piacere di passare a condurre altre navi. Come in un grande gioco di monopoli dove noi siamo le pedine e i denari fruscianti son di pochi , pochissimi.
Mi guardo attorno e non vedo nessuno, come nella piana di Matrix , menti e coscienze addormentate al cloroformio della TV e alla tossina velenosa dell'informazione mediatica. Esoscheletri di umanità, che han dimenticato perfino cosa sia l'esser se stessi.
Esser se stessi per una volta , per rispetto , per orgoglio verso la propria vita, verso il proprio destino rovinato da altre menti, altre braccia, altri stomaci. Destino di folle deciso a tavolino per puro gioco del monopoli , con la sicurezza che comunque vada i pochi ce la faranno.
Ed ecco che quel "ce la faremo" dei molti , onesto, pulito, sincero , è diventato il "ce la farò" di pochi, pochissimi potenti racchiusi in lussuose residenze e auto oscurate per non far veder il loro volto sorridente di fronte all'esercito dei depressi.
Ci han rubato anche quel nostro "ce la faremo".
Il piu' grande furto universale , bestiale e diabolico. Il furto delle speranze e del diritto degli onesti ad avere una vita migliore.
Mi guardo attorno e ancora il vento e la pioggia sferza la landa desolata. Neanche un barlume di speranza rimane in me , e quel "ce la faremo" rimane solo un ricordo di luce di candela che non serve neanche a riscaldare un cuore spento.
Ci han rubato tutto , anche il pensiero , la gioia e la libertà del pensiero , dato che non abbiam neanche la forza di ragionare con la nostra testa e decidere con la nostra testa .
Fare una cosa perchè la riteniamo giusta indipendentemente da ciò che pensa qualcun altro .
Fare perchè lo riteniamo giusto per noi e per il nostro pensiero.
Anche questo ci han rubato, la capacità di presentarsi come esser pensante. Avendoci imposto di uniformarci alla massa e al pensiero comune, che proprio perchè comune...è indotto
e quindi non sincero.
La vita del dipendente. Da dipendente è vissuto e da dipendente è morto senza neanche aver la forza di dire : io sono - anzi - sono io!!!
mercoledì 18 novembre 2009
Posso dire anche la mia
(foto di Garimar) La questione dell'acqua
martedì 10 novembre 2009
Il colpo di fulmine
(foto di Garimar)Cuore o ragione
Aneliamo nella nostra vita, e nel nostro percorso di esseri viventi , di provare quel famosissimo e idealizzato "colpo di fulmine", il botto del cuore all’incontro con un'altra persona. Il momento imprevedibile quando palpiti e trepidazioni e brividi di pelle si fondono in un insieme di sensazioni che sono difficilmente descrivibili se non vissute.
Quando e quanto aspettiamo questo unico istante di cui letteratura e filosofia parlano come un qualcosa che rappresenta l’apice dell’emozione umana, tanto, tantissimo.
Il fatto è che spesso tralasciamo di considerare aspetti e comportamenti che sono il presupposto perché ciò si realizzi nell’arco della nostra vita.
Dimentichiamo che siamo tutti esseri di questa terra e bene o male tutti , ma proprio tutti abbiamo stessi pensieri, stessi desideri e stessi bisogni. Certamente ci sono vari livelli di percezione e di sensazione, ma in genere l’animo umano si può ricondurre ad un unicum strato epidermico di emozione che avvolge la nostra parte sostanziale che è il cuore. Alcuni diranno e sostengono che la nostra parte sostanziale è la ragione, sede del nostro intelletto. Come si suol dire , usualmente si enuncia che è la ragione a rendere l’animale uomo “diverso”. Ma io sostengo che la diversità dell’essere umano non è tanto nella ragione, nella facoltà di pensiero, quanto nel cuore. Credo che nessun esser nell’universo (per ora) sia in grado di vivere per il cuore così come l’uomo.
Che questa capacità e volontà , sia perduta nei tempi e sia sconosciuta ai più, immersi come siamo - tutti noi, in un mondo freddo e prevedibile, è tutt’altro discorso .
Ora se noi pensiamo che ognuno di noi ogni giorno segue e rincorre problemi, desideri, bisogni, preoccupazioni, esigenze le più svariate ci rendiamo conto di quante e quali siano le situazioni in cui ognuno di noi possa venire a trovarsi.
Siamo presi ogni minuto , anzi osiamo dire ogni secondo, da pensieri truci e preoccupati, per il lavoro, per i figli, per la famiglia, per i fallimenti, per le scelte sbagliate che operiamo continuamente, per gli obblighi cui siamo sottoposti coscientemente e incoscientemente, Ma in piu’ ci aggiungerei anche che siamo presi (magari non spesso) da pensieri felici , gioiosi per piccole cose che possono capitare e capitano, anche da pensieri di euforia del momento, di una qualsiasi soddisfazione ci possa capitare nel nostro giorno. Orbene, diciamo che il nostro essere si porta appresso una bagaglio di sensazioni ed emozioni che variano ogni millisecondo e passano dal bello al brutto continuamente, sempre in movimento e in bilico tra il buio e la luce. Mai è scontato come potremo svegliarci domani : felici, rabbiosi , contenti o tristi.
Così ci accingiamo sempre ad affrontare il nostro cammino e camminando incontriamo altri esserei come noi a loro volta presi dal loro bagaglio emozionale.
In che situazione potremo trovare lei/lui/l’altro ??? non è dato di sapere.
Le possibilità sono innumerevoli, direi milioni di possibilità.
Ecco che incontriamo un’anima che potrebbe essere la luce dei nostri giorni , ma noi potremmo non percepirlo sol perché presi in un memento no, o sol perché distratti da altri pensieri. O viceversa potremmo percepirlo noi ma non l’altra persona , perché a sua volta presa da altre distrazioni.
Potremo dire che nella vita sono molto più numerose le occasioni mancate di quelle realizzate.
Da questo vien fuori una fotografia di gente che è delusa, infelice, rammaricata , presa da dissidi interiori più o meno espressi.
Spesso si mormora : ah se tornassi indietro!
Ma nulla cambierebbe , dato che le combinazioni di situazioni sarebbero allo stesso modo milioni , miliardi.
Ma in sostanza il colpo di fulmine anelato e sospirato lo abbiamo avuto magari più spesso di quanto non lo abbiamo sul serio percepito, lo abbiamo perso perché in un momento sbagliato.
Infatti al dettaglio della situazione in se, si aggiunge la variabile tempo. Il quando è fondamentale.
Non basta essere nella giusta situazione emozionale, occorre essere anche nel giusto tempo.
Insomma l’analisi porta ad un groviglio di intersezioni che appare impossibile, come dire “imbroccare” la combinazione giusta.
Eppure accade!
Eppure accade continuamente , ogni giorno a milioni di noi , anzi direi che accade ad ognuno di noi.
Questo è il miracolo del cuore. Ecco perché sostengo che l’essere umano non è solo “diverso” per la facoltà di ragionamento e pensiero , ma perché ha “cuore” un organo che gli permette di vivere dei miracoli, che gli permette di avere delle occasioni che la sola ragione e i meri dati escluderebbero a priori.
Alla fine scopriremo e ne saremo tutti concordi, che solo il cuore ha salvato la nostra vita.
sabato 18 aprile 2009
Le donne che non sanno amare 3# parte
Abbiam vissuto gli anni migliori assieme , quelli della gioventù , quelli fondamentali in cui si costruisce la persona , si costruiscono quelle basi che poi costituiscono il nucleo profondo su cui basare un unione, una famiglia, la crescita dei figli , la costruzione della propria casa. Assieme si affrontano i primi problemi seri, l'idea del futuro, il sentiero tramite il quale passare nella selva della dura vita e arrivare a costruirsi una angolo in cui accudire la propria discendenza. Non siamo forse al mondo per questo ? amare e immettere nei nostri figli, sangue del nostro sangue , il nostro amore, e le nostre speranze di una vita sempre migliore, e dare cio' che chiamiamo felicità ai nostri eredi. Per questo affrontare i primi problemi è essenziae per conoscersi profondamente e sostenersi a vicenda formando il tronco unico su cui si innestano i rami dei nostri desideri. Il mio tronco si è spaccato, sotto i fulmini di una tempesta, e tu non hai voluto sostenere, e sostenermi, lasciandomi solo sotto la pioggia e il disgregarsi del mio ambito personale , lasciandomi solo a capire come trovare la strada per rialzarmi ancora una volta.
Sempre bruna e sempre molto dolce, ti ricordo affettuosa e volenterosa nel voler iniziare una storia, un qualcosa di posato e di solido , non so perchè ma ti innamori con tenacia e il tuo entusiasmo è bello. La tua positività è contagiosa, ed è impossibile non apprezzare il tuo esser reale e ben disposta. Il tuo ambito lo condividi e mi permetti di entrare in un ambito caloroso e molto accogliente. Il desiderio di entrambi si esplica in una attrazione sotterranea e sempre presente, il desiderio di tenerti per mano, sentirti, toccarti. La passione avvolge gli incontri , e il rossore delle guance è sintomo di partecipazione profonda del tuo esser assieme donna e amante, femmina e angelo. Poi pian piano vengono fuori le speranze, e i pensieri di cosa e come ottenere il futuro. Hai diritto ad avere ciò che meriti, hai diritto a sognare una vita normale, una casa normale, una famiglia normale. Ma io non posso assicurare tutto questo, perchè mi rendo conto all'improvviso che i sogni per tramutarsi in realtà hanno si bisogno si di volontà e tenacia, di impegno e dedizione, ma hanno bisogno irrimediabilmente anche di denaro. Inutile negare la realtà e la programmazione del futuro che io conosco molto profondamente perchè da sempre ben cosciente di ciò che è e di ciò che non è, di ciò che può essere e di ciò che non può essere.
Sei sexy, indubbiamente, ma non in modo spropositato, anzi, in un modo gentile e garbato che lascia intendere quel pizzico di malizia che in ogni rapporto ci vuole. Mi prendi anche per la gola, come non ricordare la prima torta? troppo buona e anche tu , troppo dolce carezzare le tue gambe. Intorno ci sono gli amici , gli altri , ma che importa? Forse l'intesa è solo nostra e da soli riusciamo ad andare avanti. Certo mi piaci, io ti piaccio? si forse ti piaccio ...ma quanto ti piace il mio modo di vivere? Piano piano inizia il tuo logorio, il tuo scavare nel profondo e nonostate le mie spiegazioni , e i miei chiarimenti non lo trovi congruente con cio' che tu pensi. O meglio, non con cio' che tu pensi, ma con ciò che tu intendi per vita. Hai un disegno tuo , e pensi che solo il tuo sia esatto, mentre il mio ti appare mal posto e senza nessun affidamento.
Donne incapaci di amare, incapaci di sentire.
In altri tempi , in altri luoghi e in altre anime le stesse donne invece sono meravigliose, esseri eterei che illuminano sol con la propria presenza il cuore di ogni uomo.
Potrebbe la vita portare ad esser negativi in proposito , ad essere astiosi , e forse anche vendicativi, ma infine si comprende che non è mai un percorso negativo per quanto sofferente e privo di gioia. Si comprende come conta ciò che si è donato e non ciò che si è ricevuto , anche se si rimane senza un nulla presente, rimane pur sempre il fatto di aver vissuto . E cosa conta la possessione ? Non siam forse tutti perdenti nell'ultimo atto del nostro periodo vivente ? Per cui rimarrà in noi per sempre ciò che abbiam donato e non ciò che abbiam ricevuto . La nostra vita e il nostro cuore potrà sempre poggiare su ciò che abbiamo donato essendo il ricevuto molto incerto e traballante, sempre.
Donne meravigliose sempre, piene di una scorta di emozioni e di sensazioni che anche se per la durata di secondi possono dare significato ad anni di vita. Donne meravigliose che riempiono la terra, e danno al mondo la vera ragione del perchè siam qui e del perchè siam fin qui giunti.
- Fine
giovedì 16 aprile 2009
Le donne che non sanno amare 2# parte
Donne incapaci di amare, incapaci di sentire.
Dinamica, carina, vispa, e goliardica, in poche parole "bella", in apparenza. Anche impegnata a dir la verità, ma come in un campo di battaglia , in guerra non si và per il sottile. Del resto tra una risata e una battuta è facile perdersi nella simpatia. Si pensa sempre che la passività femminile non attira , ed è vero, quanto invece possa esser entusiasmante la prorompente vivacità di un viso femminile sempre malizioso. Crederci non crederci ? dilemma , ma le cose al mondo vanno per come sono , imprevedibili a volte, e molte volte ben diverse da cio' che appaiono a prima vista. Arrivi come vento e come vento vai via, cosa sia stato nessuno lo sà, tranne io e te. Lo sappiamo bene , infine è risaputo, uno sfizio per te, un allegra oretta per me....dopo, molto dopo. Il piacere , forse, è stato reciproco, ma il tuo pianto di essere in ogni caso impegnata e il pentimento esposto, fanno solo ridere del tuo essere manifestamente una sfiziosa. Hai voluto esaudire la voglia e sei uscita piangendo per cospargere un velo di pentimento l'attività sessuale. Per certi versi anche tu una cristiana praticante, praticante molto .
Siamo in un gruppo , mi dibatto tra angosce e paure, di un amore rifiutato, ma del resto sempre il periodo vacanziero complice mi distrae. Paradossalmente lei per farmi dispetto , incontra altri ragazzi e ragazze, e gioco forza per non perderla accettare queste nuove amicizie. Io la conosco bene, per lei è solo un diletto, questi giovani invece credono di aver trovato la meravigliosa amicizia. Il tempo passa, finite le vacanze come previsto l'amicizia della mia amata và a farsi friggere, io invece continuo i rapporti proprio con quegli amici , e in quel gruppo trovo ristoro e diletto, e fin anche un nuovo interesse. Una lei , per certi versi simile, per certi altri ben diversa. Di sicuro accogliente , lei e la sua famiglia, una verve e una gioia di vita invidiabile. Come passare dalle stalle alle stelle. Forse, si dico forse , perchè nonostante il tempo passi in fretta , non riesco ad esprimermi , o non riesce a capirmi, o viceversa, non vuole capire. Forse son solo mie fantasie, forse è solo una mia reazione, ma tu del resto non hai mai dato adito . Eppure mi sei piaciuta tanto dopo tanta pena. Forse è proprio perchè mi hai conosciuto in quella situazione non ti sei mai interessata. Eppure conosco la tua storia, vedo che non sei presa neanche tu , eppure...eppure nessun cherubino che scocchi la freccia. Il tempo passa, le ore scandiscono, e presto si fa sera, e di te non rimane che un ricordo e un nome.
Telefonate infinite e parole sussurrate, siamo due esseri soli , ognuno con le proprie paure, certamente le mie, di sicuro le tue. Parlare e discorrere di tutto e incoraggiare verso la vita e il sorriso . Che fare ? continuare , chiedere di vedersi ? ma tu riluttante non si sa bene il perchè.
Dai , coraggio, non è un problema, forza e coraggio, coraggio e volontà, e quindi ? quindi niente, una scusa dopo l'altra, pare non esserci nessun pertugio per trovare un ora, un minuto , un secondo per vedersi. Passo vicino , ti sfioro , e tu accampi ancora una scusa per dire : non ho tempo adesso. Insistere e chiedere , chisà perchè , come una sorta di coltello nella piaga. Il voler capire, "chisà". Alla fine , ancora nel dire e del fare una battuta come di scherzo : magari ti piacciono le donne. "Chisà!" la risposta.
Ti fai viva all'improvviso , come una persona con una tristezza interiore di una vita negata. Come non pensare di risollevarti, del resto ti sei presentata per ciò che sei , niente hai nascosto, persona normale come me, come tanti di noi. Allora togliamo la tristezza , cerchiamo di squarciare il velo di grigio che copre il tuo volto. Certo possiamo , se lo facciamo assieme , magari è più facile. Ma come un martello sull'icudine arriva la richiesta di voler esser un pò con se stessa, per riflettere e ritrovarsi. La sensibilità femminile sempre esposta come lezione di vita per gli uomini , e allora come non capire? come non condividere questa scelta ? in fondo io stesso sostengo che occorre ritrovar se stessi per poter in seguito aprirsi ad un amore. Sparisci lontano, impossibile telefonarti e trovarti. Passano i mesi , i giorni e le ore. Dove sei , cosa fai dove vai ? Ed ecco un giorno che ti intravedo . Penso che ora chiamerai , magari mi dirai ....magari. Invece sono io a chiedere : "Allora come và?" , niente di previsto , anzi tutto imprevisto. "ciao scusa, non mi son fatta viva perchè ho trovato un affetto e non volevo farti del male". E meno male che volevi ritrovarti!! probabilmente oltre a ritrovarti hai anche trovato.
Donne incapaci di amare, incapaci di sentire.
- Fine 2# parte







