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sabato 26 luglio 2014

Rinunce & Cuore

(foto di Garimar)

Rinunce & Cuore

Adulti, cosa vuol significare in genere quando indichiamo : esser adulti ?
Esiste per caso un età definita , o un momento  nel quale passiamo dallo stato di adoloscente, o giovane che dir si voglia, allo stato di adulto ?
Cosa possiamo dire in merito all'esser Adulto ?
Una cosa ho appreso nel percorso del tutto personale della storia passata,  quella che Adulti non si diventa mai,  solo una chimera, un modo di dire  per indicare un qualcosa di indefinito , un comportamento generico in base al quale poter giudicare i fatti o i misfatti di una persona. 
Modi di dire quali  "non ti comporti da adulto" , "non sei maturo",  "non hai responsabilità" sono solo delle etichette per poter affermare  la nostra contrarietà di fronte ad atteggiamenti o comportamenti che non riusciamo a comprendere. 
Adulto per me vuol solo dire:  persona che è in grado di fare rinunce, e nonostante tutto continua con volontà a proseguire. Questo la mia storia mi ha insegnato.
Due gli episodi base che hanno dato il senso di ciò che poi nel corso della vita si è confermato. 
Da bambino , come tutti i bambini, ero attaccatissimo ad un giocattolo ,  ricordo ancora "meraviglioso" , avrò avuto cinque o sei anni , ero affascinato da un camion di plastica che mi portavo sempre appresso con la cordicella. Se non che , in una delle sue fughe ribelli , mia sorella  portandosi appresso questo mio oggetto  lo perde o lo scambia non si sa, insomma se ne perde traccia. 
Questo primo episodio , mentre per i miei genitori si concludeva con un grosso sospiro di sollievo per il ritrovare senza danni la figliola , per me si risolveva unicamente con la perdita del giocattolo preferito. 
Un secondo episodio , identico per sofferenza, pochi anni piu' tardi , quando vivendo con i nonni , avendo questi un negozio di articoli scolastici e di giocattoli , mi innamorai di una "meravigliosa" pistola da gringo (a quel tempo questi erano i sogni di tutti i bambini, non esistento iPhone, iPad, ..), ebbene esprimo il sogno quale regalo di Natale. Il giorno di Natale ansioso in attesa del pranzo ( a quel tempo i regali erano il fulcro del pranzo di Natale in famiglia) , mi vedevo pronto per conflitti a fuoco e sparatorie. Poco prima di pranzo , mio zio si reca al negozio per prendere il gradito oggetto, se non che , una volta aperto, un cliente alla ricerca di un regalo dell'ultima ora, si presenta scegliendo proprio quella pistola per il proprio figlioletto. 
Facile immaginare la mia delusione a pranzo quando invece di quella pistola "meravigliosa" da gringo , ricevetti un altra pistola - forse anche piu' bella - ma senza dubbio  "diversa" , e a nulla valsero le promesse di riceverla in un secondo momento , per me quel natale fu orrendo, con un sogno infranto. Inutile dire che quella pistola da gringo non arrivò mai. 
Questi due episodi , educarono il mio carattere alle rinunce, a dover esser delusi , ma in ogni caso  , costretti a dover fare a meno di quanto si poteva sognare. In effetti il corso della mia vita poi in quella direzione si è avviata. Come si dice il buongiorno si vede dal mattino . Molte altre cose  sono intervenute e ho conquistato, ma sempre  è capitato di dover rinunciare a quello che piu' desideravo, avevo altro , ma non quello. 
Ho imparato quindi che per quanto si abbia e si possa volere,  occorre fare i conti sempre con una rinuncia di cio' che poi è più importante per noi.
In fondo forse, questo è quel diventare Adulti , icona di tutti i discorsi educativi familiari.
Mi son ritrovato a vivere in case non mie e di cui non avevo nessuna passione, e di converso a dover sempre sospirare di raggiungere la mia vera casa.
Anche questa è arrivata tardi a fronte di conquiste e  posta in capo al mondo , dove la terra finisce, lontano da tutto e da tutti ,  raggiungerla per pochi , pochissimi giorni della mia vita , porta  a maggior ragione a dover rinunciare .
Alla soglia dei sessanta , dover constatare di non aver mai vissuto a lungo presso la propria abitazione , è una considerazione amara, per certi versi di un sottile gusto maligno che ti mangia il cuore giorno per giorno . 

Come una beneamata canzone di un grande diceva "no, tu no".

Naturalmente tutto questo non puo' esser compreso da chi proviene da esperienze opposte. Per assurdo , invece, chi ha sempre vissuto tra le proprie quattro mura , non vede l'ora e sogna continuamente di scappar via. 

Altro modo di dire : nessuno è mai contento di ciò che ha . 

Alla fine l'arte della rinuncia diviene un modo di essere, un modo di vita e una sorte di compagna intima dei propri sogni , quale presenza affiancata al proprio cuore che inesorabilmente continua a battere. 

Per altri termini l'arte della rinuncia , altro non è che la benzina che alimenta il motore del nostro cuore, spingendolo a battere sempre, e ad anelare ancora-

domenica 30 marzo 2014

Biker e altro.....

(foto di Garimar)
Dalla V-Strom alla signora del deserto...

Posseggo un modello Enduro stradale , V-Strom , che è un tipo di moto che possiamo chiamare Stradale da turismo. Una tuttofare per viaggi  anche in coppia.
La V-Strom è un ottima moto , ed ha un alto coefficiente prezzo prestazioni . Ad un costo relativamente basso , offre una serie di prestazioni niente male, con un economia del mantenimento che ne fanno una regina della categoria. Naturalmente come tutte le moto che esistono su questa terra , non è perfetta. Ma i difetti sono trascurabili rispetto ai pregi .
La V-Strom è una moto che esiste sul mercato dal 2001 (nella versione KLV-1000) e nella versione 650 dal  2003, e  nelle vendite ha soppiantato la versione 1000.  La V-Strom 650 è stata rivatilizzata con la versione comparsa nel 2012  che ne ha ammodernato le linee , a scapito però di una perdita di protezione che la versione originale offriva. Poi oggi nel 2014 è apparsa il nuovo V-Strom 1000 che si preannuncia come una ottima moto , 101 Cv di puro motore godibile già  bassi regimi e una coppia possente.

Cio' detto io sono uno degli antichi , in me esistono nomi quale il Gilera Arcore,  e poi piu' avanti le Honda Transalp e sempre l'ineguagliabile Africa Twin che è rimasta nei cuori di tutti noi.
In questo ambito è anche noto il nome Ténéré della Yamaha.
Bene  come si suol dire il nome ha sempre il suo valore, per cui sono andato a provare la Super Ténéré XT1200ZE versione 2014 .

Lo dico subito , non sono un esperto , un pilota,  sono solo un Biker da anni e anni , che ha sempre viaggiato per il godimento del viaggio e non per la ricerca delle esasperazioni.
Il mio pensiero è sempre stato , ok la mia V-Strom per essere una 650 è bella e pesante,  e da fermi ci vuole il proprio impegno per non fare mosse false, per cui questi bestioni  da 1200 mi danno un certo timore.
Questo era il mio pensiero base, e con questo mi sono presentato alla prova su strada.

Prima impressione
A prima impressione la moto è splendida, dà un immagine di solidità e bellezza che a mio giudizio surclassano ogni altro modello del settore in commercio . Niente becchi (originali o meno ) , niente tralicci in bella vista , niente saldature del pedalini passeggero. Impressione ottima,  vedere il davanti fianco dietro è una goduria degli occhi. Le linee si fanno seguire molto , gli occhi si posano sui particolari , le finiture sono e al tatto sembrano di ottimo livello. Nessun filo fuori posto .
Voto alto , promossa

Difetto
Lo dico subito  il difetto che ho trovato , se difetto possiamo dire, è il sound di questo motore, diciamo non è di quelli  rombanti che ti fanno saltare il cuore. Posso dire  che non sembra un 1200 dal suono. Ma per me non è un difetto dato che non mi attira la moto rombante, anzi mi piacciono le silenziose. In ogni caso per i piu' smaliziati  (pagando!) è disponibile lo scarico Akrapovic che migliora sensibilmente il sound.
Voto non espresso , neutro. 

Primi passi
Salgo sulla moto , la seduta è comoda , anzi direi ottima, la postura (si dice così ? ) è naturale . raggiungo bene manopole e comandi mi sento a casa e ancora non mi sono mosso . La "calzata" è naturale , quasi ancor piu' semplice della mia V-Strom , e questo sfata una mia paura . Tocco terra anche meglio della mia.
Suppongo sia la conformazione della sella (840 altezza regolabile fino a 870) e della rastremazione serbatoio. Magia : è leggerissima. Non posso crederci, sembra molto piu' leggera della mia, mi muovo con i piedi in pieno controllo , il peso non si avverte, oppure è solo la mia emozione ? Bilanciatissima.
Voto alto,  senza dubbio promossa

Marcia
Innesto marcia , clang e vai.
Diciamo che il cambio l'ho percepito abbastanza rozzo , preciso , ma rozzo , probabilmente si potrebbe fare di piu' nel leveraggi , il clang della prima è anche godibile. Il resto scorre con naturalezza, il motore (abituandosi al suono) sale e risponde con prontezza, non posso credere di esser in sella ad una SuperTénéré. Naturalmente i puristi si scateneranno tra le mappature "S" e "T" riviste in questa versione, ma sinceramente per la mia guida  sono finezze che lasciano il tempo che trova, in ogni caso le mappature per me danno un senso alla guida che ognuno di noi vuol dare.
Seconda magia , il cardano non si sente, devo dire silenziosissimo , sembra esserci del  burro.
Terza magia , provo un accelerata, le sospensioni rispondono , copiono l'asfalto come non mai , e qui è ben diverso dalla osannata GS che offre il cuscino d'aria all'anteriore che toglie ogni sensibilità di ruota.
Qui sento la moto , va dove dico , copia le buche , vado su un pezzo di terreno , davvero (per il poco che posso dire io ) eccellente,  in altre parole tramette la sensibilità, ma copia le asperità e le linee. Suppongo che con l'esperienza si possano fare gran cose.
Voto altissimo , promossa

Libidine
Le cose libidinose che trovo sono  il display interamente digitale , senza eguali sul mercato , direi che è da vera nave del deserto compresa la traversina per il montaggio di optional  ...seppur nel deserto non andrò mai....ma chi puo' dirlo...se hai la nave potresti permettertelo!!!!
I comandi sono al posto giusto e rispondono . Che dire se una pecca voglio trovare posso dire che l'interruttore dei faretti supplementari si poteva integrare meglio. Il Cruise Control non l'ho potuto provare perchè non ho percorso una lunga percorrenza su strada scorrevole.
Manubrio libidinoso senza dubbio , lo sento bene, ci arrivo benissimo senza aggiunta di Riser come sul V-Strom.  Ergo la seduta è davvero azzeccata.
Sella comoda, non posso dire sulle lunghe percorrenze, ma se il buongiorno si vede dal mattino ....!
Voto alto , promossa

Da terra
Riconsegnata a malincuore , la signora ,  rimane solo da osservare i particolari , le valigie seppur non quelle extraterrestri del BMW, sono belle, anzi bellissime, molto bel rifinite, io le trovo piu' "in" di quelle GS.
Frecce a led e fanale posteriore a led molto ok, sospensioni elettroniche che permettono una serie di aggiustamenti in moto  . Come si suol dire  se ce l'hai le usi ...se non ce l'hai   dici che è inutile!
Il paramotore aggiunge quel di piu' che su ogni signora non guasta...bello.
Particolare da notare , cavalletto centrale , piedistallo laterale ridisegnato ( quello della versione Z era osceno diciamo la verità) , paramani stilizzati , manopole riscaldate , cruise control, display LCD, frecce a led , parabbrezza maggiorato , sospensioni elettroniche , maniglie passeggero (davvero belle) tutto di serie
Altri particolari dischi freni margherita, forcelle a steli rovesciati , sella scamosciata ; Cerchi a raggi bellissimi .
Volto altissimo, promossa. 

Prezzo
il prezzo di vendita  15.390 di questa nuova versione ZE  mi sembra allineato per la componentistica di serie offerta
Anche in questo caso il paragone con altre sia dello stesso segmento che di segmenti piu' bassi non regge. Considerando l'allestimento di serie compreso nel prezzo  i conti son presto fatti.
Voto alto , promossa


Una giornata godibile con il sorriso a 32 denti.
Il mio pensiero è : esser Biker vuol dire sognare sempre.

Buona strada a tutti






martedì 11 dicembre 2012

Le sensazioni di pelle

(foto di Garimar)

Viaggi

 Strano come si possa provare maggiore emozione quando siamo ciechi e magari anche sordi. Delegare al solo senso del tatto e dell'olfatto la percezione di quanto ci circonda ci induce sensazioni inaudite.
Si pensa subito all'eccitamento , alla morbosità di un incontro al buio, alla speranza di una serata al buio con una sconosciuta o sconosciuto . Tutto lecito quando si parla di emozione e di piu' direi di sensazioni. L'animale uomo è uno strano animale. Si puo' eccitare per una parola, per un gesto, per una visione, ma molto di piu' per una immaginazione. Perchè si scopre come il nostro corpo e in fondo il nostro cuore, riesca a riscaldarsi per cose del tutto immaginarie, per pensieri indotti in noi stessi, indipendentemente da chi ci sta di fronte.
Esperimento: poniamoci su una spiaggia deserta e osserviamo e sentiamo. Di sicuro ci emoziona, il mare piace a tutti (a parte poche eccezioni) , sentiamo l'odore, il rumore delle onde, perfino qualche gabbiano passante rasente, il vento, la sabbia sotto i piedi. Sensazioni che ci inducono emozione, visione che riempie il cuore e la mente. Tutto sublime, molto lindo e lucido come i nostri occhi. Poi chiudiamo tutto , chiudiamo gli occhi, solleviamo i piedi, estraniamoci dall'ambiente e ascoltiamo solamente e odoriamo, sentiamo l'aria sulla nostra pelle. Facciamoci trasportare dalla nostra mente, abbandoniamoci a questi due unici sensi e vediamo che un immagine si forma nella nostra mente. Intraprenderemo un viaggio molto piu' profondo , e rilasciando ancor di piu' la mente, attraverseremo il buco nero della percezione per tuffarci nell'abisso dell'emozione pura. Eppure siamo nello stesso luogo di prima, ma la sensazione è molto piu' profonda. La nostra immaginazione è il mezzo piu' potente per costruire la nostra vita. Immaginazione che trasforma la realtà. Un arma potentissima

giovedì 29 novembre 2012

Distrazione

(foto di Garimar)

Concentrazione

Siamo in un mondo di distrazione assoluta, nel senso letterale del termine. 
Qui voglio indicare non il fatto della disattenzione, della poca concentrazione su ciò che ci vede impegnati, no tutt'altro, voglio indicare il fatto che siamo assolutamente concentrati sul nostro IO, quindi distratti da tutto ciò che è appena al di là di noi  e presi  dall'assoluto narcisismo del nostro esser perfetti. Siamo in un mondo che decanta e idealizza l'amore, lo racconta, lo favoleggia, lo descrive come la panacea di tutti i mali che affliggono l'umanità, e allo stesso tempo siamo concentrati solo sul prevalere sugli altri. Purtroppo questa gara non è una competizione leale dove finita la gara ci si ritrova tutti uniti nella passione, tutt'altro questa competizione puo' solo finire con l'annientamento degli altri. Tutto tende a far rivalere gli uni contro gli altri per poter concludere io sono il piu' bravo, io sono il meglio assoluto e io son il massimo. Siamo corpo e mente portati ad sminuire piuttosto che ammirare e complimentarsi con un estraneo per qualità evidenti. Diventiamo subito invidiosi , invidiosi di quello che sul campo dimostra capacità superiori alle nostre. Diveniamo quindi preda di mal di pancia e di strette di stomaco, di pensieri poco gentili, e concludiamo ogni discussione con una considerazione : se l'altro è piu' bravo di me, sicuramente o è un delinquente o un raccomandato, di sicuro non è per capacità .
Viviamo così , decantando la solidarietà, ma guardandoci bene dall'applicarla alla nostra vita. Questo accade quotidianamente nell'ambito familiare, e si presenta centuplicato nell'ambito lavorativo.  Siamo chiusi su noi stessi ,è un carattere ereditato dal nostro esser feudali, ed infatti  siamo fermi a quell'epoca. Non ci siamo mossi di una virgola anche se ci atteggiamo da moderni, siamo inchiodati al villico carattere di odiare il potente  chiunque esso sia e qualunque cosa faccia anche buona. 
In sostanza odiamo, a parole, colui che usa il potere e il denaro per imporsi, ma sotto sotto lo ammiriamo invidiandolo e cercando ogni mezzo per emularlo. Da questo discende che il nostro esser popolo italico è una incongruenza nei termini. Non siamo popolo , non lo siamo mai stati e nè mai lo sentiremo sulla nostra pelle. Non siamo italici , perchè italici lo siamo solo fino alla porta di casa, poi incontrando in strada l'altrui , questo diviene sicuramente un pò meno italico di noi , dato che sicuramente noi siamo meglio. Noi siamo meglio di chiunque , e per questo ambiamo a dire la famosa frase  "lei non sa chi sono io ". Ecco l'ambito premio del sentirsi realizzati, poter finalmente un giorno urlare in faccia a chiunque  "lei non sa chi sono io ". Già non lo so chi sei tu, probabilmente un cazzone. Anzi sicuramente un cazzone!!
Perchè tutta questa concentrazione su noi stessi porta di sicuro ad un solo unico effetto : la distrazione dalla vita. La disattenzione del tempo che passa e la perdita di ogni cosa possa arricchire il nostro sguardo, il nostro animo e perfino il nostro portafoglio. 
Siamo troppo concentrati su noi stessi per poter guardare orizzonti larghi , scenari ampi che coinvolgano un pò tutto . Perchè in effetti , diciamo la verità, a noi degli altri non frega un cazzo. 
Si certo declamiamo e scriviamo su Facebook  frasi solidali , appelli alla comprensione, e alla fratellanza, alla educazione. Ma spento il pc siamo solo capaci di mangiarci lo stomaco per scovare il modo di fregare il prossimo. Ci meravigliamo della poca sincerità dei governanti, della poca propensione al bene comune dei potenti, alla poca solidarietà degli imprenditori, alla poca vicinanza degli altri prelati, e poi noi stessi siamo molto peggio di quanti critichiamo. Siamo incapaci di pensare un concetto comune, e soprattutto di portarci insieme ad una meta. Il pensiero italico è sempre e solo quello di esser primo o almeno , prima di te. Non ha importanza se siamo ultimi degli ultimi, è importante solo che dietro di me ci sei tu .
Quindi distrazione da ciò che è la vita e concentrazione sul nostro io. Nessuno sarà daccordo. Lo credo bene, sentir dire che siamo dei cazzoni non piace a nessuno , ma lo siamo , lo siamo fino in fondo. Lo siamo quando nelle nostri potenti auto superiamo le code , sicuri del nostro : "lei non sa chi sono io " ....no non lo so , ma di sicuro sei un cazzone come me. Perchè così facendo in effetti dimostriamo che lo siamo tutti dei cazzoni, niente di più.

sabato 13 ottobre 2012

E' passato un anno

Il tempo immobile

A volte , il tempo rimane come inchiodato in un preciso istante, e sembra che da quel momento niente si muova o vada avanti come prima.

http://garimar.blogspot.it/2011/10/quando-un-amico-se-ne-va.html



Ciao amico mio

giovedì 13 settembre 2012

Passi

(foto di Garimar)

Da ieri ad oggi

Ultimi scampoli d'estate, godo gli ultimi tuffi in  un mare d' azzurro.
Lontani i clamori d'agosto passato.
Mi accorgo in un tempo del luogo percorso. 
Un tempo lontano, perfino dimenticato , il sentiero di oggi lo stesso di ieri.
E come d'incanto il pensiero di allora, risorge immediato. 
Passi e ancora passi, su pietre remote, segnate dal tempo. 
Il pensiero riporta sapori di antico, la mente vacilla, sperduta nell'aria.
Da ieri ad oggi , il sentiero  lo stesso, i miei passi solo più lenti. 
Allora i miei passi con segni scomparsi, oggi gli stessi con traccia fantasma.
Da ieri ad oggi, io passo così. 

giovedì 7 giugno 2012

La torre di Babele

(foto di Garimar)

La comunicazione

Fogli pieni di parole, articoli, leggi,manuali, codici,  procedure, regolamenti, norme piene di parole , di formule, siamo pieni di parole che descrivono e regolano il nostro agire.
La comunicazione dell'informazione sul nostro impegno quotidiano, qualcosa che dovrebbe esser chiaro e semplice e invece assume forma di astruse frasi e citazioni di termini tecnici e avulsi da ogni contesto. 
Come possiamo esser lecitamente dediti al nostro lavoro , quando le comunicazioni che governano la nostra attività sono del tutto incomprensibili . viene il sospetto che:
 A) i vari responsabili ed esperti, ad iniziare da superpagati potenti e comandanti , non hanno la più pallida idea di cosa stiano parlando 
B) la stessa comunicazione risulta criptica , in modo da scaricare ogni responsabilità di fronte a conseguenze imprevedibili, come dire meglio coprirsi le spalle. 
Insomma, siamo in un mondo in cui il tutto e il contrario di tutto è possibile, senza che nessuno , e dico nessuno, possa un giorno responsabilmente dire : si l'ho detto io.
E' un mondo molto strano , siamo in un vivere civile dove ogni individuo vuole primeggiare, ma allo stesso tempo questo stesso individuo fa di tutto per preservare, e presevarsi , la propria integrità, e il proprio agire responsabile. In altri termini è il famoso "Io son Io e tu non sei un cazzo ", ma affiancato dal detto ben più ponderato "Non è mia responsabilità". 
Per quanto riguarda  il riconoscimento dei meriti , invece vale esattamente il contrario  "io sono il più bravo" ed è "sempre merito mio se le cose funzionano".
Siamo prontissimi tutti i giorni ad esaltare le nostre capacità, è sempre l'apparire che vince sulle nostre migliori intenzioni. Il successo , il riconoscimento che noi siamo i più bravi., e in fin dei conti quel dire oramai universale "Io ce l'ho piu' grosso" , il ribadire il proprio ego personale. 
Non è forse vero che ogni nostra lotta quotidiana è verso questo podio personale ? non è forse questo che facciamo anche nelle cose più semplici , come ad esempio comprare una macchina che sia la piu' grossa, la più potente, la migliore, la mia coppa del nonno conquistata col sudore del successo .
Siamo al solito alla mentalità ancestrale e antica, del nostro DNA, individuo che vuole esser il migliore sugli altri. Ma detto in questo modo non sarebbe neanche negativo, perchè è insito nella natura umana la facoltà di migliorarsi e migliorare anche tutti noi col proprio agire. Il problema è che in questi tempi così detti "moderni"  vogliamo la medaglia senza partecipare alla gara. Cioè vogliamo gustare il frutto senza sudare, è come se volessimo dimagrire senza impegnarci e continuando a mangiare ciò che più ci piace. 
Ma siamo ancora lontani dal nostro intimo, e ma man mano che ci avviciniamo alla nostra sfera personale le cose peggiorano, diventano paradosalmente ancor più deleterie. 
Una società che vive di "social network", a che di social hanno molto poco , mentre sono molto network, è il metodo che si impone nel nostro sistema. Su questa "network" pochi, molto pochi,  fanno una fortuna incommensurabile e basata sul niente. Incredibile ma vero , noi individui invece di sviluppare il business sul "sociale" , ci buttiamo a capofitto sul business del "network" , perchè ancora una volta, il concetto che risulta evidente è che primeggiare è meglio che collaborare, apparire è meglio di essere, guadagnare è meglio che produrre, rimpinguarsi è meglio che crescere. Anche nei rapporti più intimi non esiste comprensione, sempre più difficile intendersi, capire, sentire le parole, e ancor più i sentimenti le emozioni. Parliamo ma non ascoltiamo, scriviamo ma non leggiamo, citiamo ma non capiamo. Diciamo un semplice "ti voglio bene" e nascono tante discussioni intorno : perchè, che vuol dire, cosa intendi , come è possibile, cosa nascondi, e così via in una ridda di considerazioni e pensieri che nulla hanno a che fare con un semplice e banale "ti voglio bene". 
Siamo nel "network" e ne stiamo facendo un icona di modernità, anzi più esattamente di alternativa in uno scenario dove nessun altra soluzione appare all'orizzonte. E siamo pronti a sacrificare su questo idolo ancora una volta il nostro pensiero, il nostro agire e il nostro cuore. E ancora una volta gli esempi sotto i nostri occhi ci dimostrano tramite i nuovi (o vecchi) movimenti che proclamare e ribadire è sempre molto meglio che spiegare e programmare. Siamo pieni di buone intenzioni e sono validissimi anche questi pensieri , questi dettami, ma dimentichiamo sempre un particolare : "il come" , come ottenere quel che ribadiamo ? 
Ancora una volta si impone il "network" sul "sociale" . Puntiamo tutto sull'apparire e poco sulla sostanza .
Ci diamo aria di esser sempre più profondi  e meno ingenui, non sono forse così gli "esperti" di ogni scibile?
E quanto amiamo spacciarci per esperti di un qualcosa, il nostro ego si afferma soddisfatto. 
E' incredibile come in questa babele di comunicazione siamo immersi in una cacofonia di suoni e in un baillamme di rumori che fanno perdere il senso dell'essere vivi. Ma perchè poi, siamo davvero vivi ? Ci perdiamo perfino un semplice sorriso, e perchè no anche l'espressione contraria, corrucciata che non sempre è sintomo di esser malevolo. Quante volte , sentiamo dire e pensiamo noi stessi : " non voglio soffrire più". Ecco il punto anche nella nosta sfera intimistica è quella di dire "voglio esser felice, ma non voglio soffrire".  Anche in questo caso è come dire voglio la medaglia, ma non voglio partecipare alla gara. 
    

giovedì 1 marzo 2012

MAYA 2012

(vignetta di Pillinini)

Mondo senza fine

E se i Maya avessero ragione ?
Non nel senso della distruzione totale del mondo per causa di tempeste solari, o meteoriti , non nel senso della terra sconvolta da eventi climatici  o fenomeni meteorologici eccezionali.
E se i Maya avessero ragione nel senso della fine di un ciclo ?
Del termine di un era, di un periodo in cui l'umanità è arrivata al culmine di una evoluzione lunga millenni, e pronta ad implodere ? 
I Maya potrebbero aver indicato un epoca in cui l'uomo  è pronto all'estinzione nel senso spirituale e culturale del termine, è pronto per scomparire come esser senziente e sopperire di fronte agli scenari tenebrosi e tumultuosi del sistema economico finanziario che egli stesso ha contribuito a creare.
I segnali che potrebbe essere così, in effetti, ci sono tutti e sono dinanzi i nostri occhi. 
Cosa siamo diventati se non uomini oramai morti nel senso  intimistico del termine , cosa siamo diventati se non simulacri di presenze e di intelligenze sparse sul territorio e divisi tra noi ?
Abbiamo disastri, sfaceli, decadenza, tristezza, inettitudine. malaffare, delinquenza, a tutti i livelli, e in ogni angolo della terra,  non esiste settore che si salvi da questa situazione, ad iniziare dalla famiglia, ritenuta e sbandierata come ultimo baluardo nella difesa di valori umani .
Cosa c'è di vero nelle nostre vite, che sia attinente al nostro pensiero e ai nostri desideri ?
Cosa c'è nella vita che sia veramente "nostro", che sia sentito come nostro, che sia partorito dal nostro agire e dal nostro pensare e non indotto da meccanismi e strumenti mediatici. 
Ogni cosa  , ogni ora del nostro giorno ci viene rubata, siamo stati depredati anche della facoltà di pensiero, siamo stati eviscerati come pesci  e posti sul banco in vendita. In vendita per pochi spiccioli , in cambio delle nostre esistenze, che una volta , forse, valevano qualcosa, ma che ora sono meno di niente, probabilmete siamo solo un qualche numero su una qualche tabella o come le palline di un abaco utili solo per fare conti.
Siamo sacrificabili, tutti noi, non siamo più persone, coscienze, pensieri, idee. Siamo solo carne, numeri, massa, forza lavoro, schiavi.
Il colmo è che questo stato di cose non è responsabilità di entità eteree, lontane, ignote, è frutto del nostro modo di fare che si è andato via via imponendo (in pochissimi anni)  e che ci ha portati ad essere sempre piu'  ignavi, rinunciatari, indifferenti e anche più ignoranti.
Uomini del terzo millenio al capolinea perchè siamo in un mondo senza fine. 
In questo caso,  senza un obiettivo, senza uno scopo , e quindi siamo in un mondo senza fine destinato a finire. Quando non si ha un fine, nessuna vita ha significato.
E il fine non puo' esser rappresentato da rendimenti, bussiness, ore lavorate, oggetti posseduti, potere conquistato, soldi accumulati.
Mi hanno rimproverato  post vaneggianti, probabilmente è vero, ma chiedo, non siamo forse tutti in preda a vaneggiamenti ?
Cosa è la vita attuale di tutti noi se non un convulso vaneggiamento di massa ?
Riflettiamo su ogni singola azione che compiamo nella giornata e domandiamoci se i Maya avessero ragione o no .
Milleni fa , avevano ragione.

mercoledì 8 febbraio 2012

Una domanda a quelli del '68

(foto da treccani.it)

Dove siete cazzo!

Una domanda vorrei fare a coloro che il '68 lo hanno vissuto. A coloro che hanno marciato urlato, contestato in quel mito degli anni della contenstazione nelle facoltà occupate, degli scioperi e degli scontri spesso violenti con le forze dell'ordine. 
Una domanda che sempre più dirompente sale dallo stomaco dinanzi allo sfascio del nostro paese, della nostra società che stà soccombendo non solo sotto cumuli di neve e ghiaccio, ma sotto cumuli di monnezza culturale ed etica. Sotto l'imncombere di personaggi sempre più maleducati, irruenti, ignoranti, offensivi e supponenti. E sotto l'imcompetenza a tutti i livelli dei nostri uomini dell'era moderna.
Una domanda che di fronte ad un paese chiuso per maltempo, ma allo stesso modo si potrebbe dire dinanzi un paese chiuso per ferie (nel periodo solare) , chiuso per inefficenza in generale. Nasce dallo stomaco oramai pieno solo di conati che ammalano il corpo , ma soprattutto lo spirito. 
Una domanda a quei giovani contenstatori degli anni '68 e '70. A quei movimenti pieni di idee, proposte, teoremi e filosofie di cambiamento sociale. 
Dove cazzo siete andati a finire ? 
Dove siete con le vostre antiche barbe di contestazione e con l'eschimo e con il kefiah sempre indossato. 
Dove cazzo siete uomini che un tempo urlavate contro il sistema e ora siete del sistema parte importante. Dove siete finiti giovani di un tempo che ora sedete dietro fascinose scrivanie a imbastire sotterfugi e inciuci di ogni genere, a ricevere mazzette e a spartire bustarelle.
Ma non vi VERGOGNATE ? 
Dinanzi ai vostri figli , ma soprattutto dinanzi ai vostri ricordi come fate ad avere una coscienza tranquilla ? 
Siete degni della più bassa considerazione che si possa dare ad un essere umano. Siete scomparsi ed eclissati di fronte alle vecchie idee, rassegnati e piegati a leggi ben più intriganti e remunerative piuttosto che la vecchia legge del vostro cuore e delle vostre speranze. 
Dove siete, cazzo, giovani di un tempo che sulle barricate, dinanzi alle scuole urlavate con quanto fiato avevate in gola. 
Allora non avreste mai immaginato un giorno di diventare peggio proprio di coloro che allora contestavate con tanto ardore. 
Vi siete venduti l'anima e il cuore ai più bassi istinti dell'avidità e dell'imbroglio. 
Tutti quelli che un tempo erano incazzati col "sistema" oggi ne sono asse portante e contribuiscono con tutte le loro forze a peggiorare lo stato delle cose. 
E non sono solo gli addetti al potere (conquistato anche questo non si sa bene per quali meriti) , ma sono in ogni ambito sociale, professionisti, economisti, avvocati, dottori, impiegati, artigiani, per non parlare dei politici, tutti concentrati solo al proprio interesse a ad intascare sempre di più costi che quel che costi , e fan culo le idee del '68.
Dove siete cazzo, fatevi riconoscere in modo che almeno si possa rimanere in silenzio di fronte a voi e guardarvi negli occhi esprimendo solo con lo sguardo e il silenzio : VERGOGNA!
Vergogna per le idee tradite, per le anime vendute e per i valori mandati al diavolo senza pensarci troppo. 
A tutti coloro che han fatto il '68 fan culo!

 


martedì 20 dicembre 2011

Il Natale

(foto di Garimar)

 Pensiero di Natale

Pubblico sempre un post in tema natalizio. Una consuetudine che vuole ricordare  tempi passati , quando la ricorrenza era più sentita e intimistica. Un attesa fanciullesca di un periodo di grandi eventi, o ritenuti tali. Le riunioni familiari, la comunione di momenti casarecci, l'incontro con persone sempre lontane, e naturalmente i mitici regali sognati, anelati, immaginati, agognati. 
Era un tempo diverso in cui le sensazioni erano ben altre, magari non idilliache - come comunemente si vuol sottintendere - ma in ogni caso molto diverse. Il tempo è cambiato, il mondo è cambiato, ma più che altro siam cambiati noi., non posso dire in peggio o in meglio, ma siam cambiati sostanzialmente. 
Il periodo natalizio, di buon intenzioni é costellato il mondo. Ma rimangono solo buone intenzioni, sopraffatti come siamo da sussulti e pesi incombenti che sotterrano ogni nostra volontà di riscatto. Questo blog è un blog di pensieri, buttati come pietre in uno stagno, a volte suscitano delle onde, a volte addirittura delle increspature, ma destinate entrambe ad acquietarsi in breve. Così sono i miei pensieri, i nostri pensieri, pietre lanciate nelle acque della nosta vita.
Ogni giorno facendo la solita strada dell'iter quotidiano , incontro gente, persone, folla, ognuno presa da propri pensieri. Ogni giorno vedo una persona che come me , immagino, si reca sul luogo di lavoro, una persona che non conosco e che mai conoscerò, un estraneo che però in questo iter quotidiano è come un fratello. Entrambi presi da pensieri, da preoccupazioni e magari anche da qualche gioia , quindi molto vicini se non altro nell'atto di recarsi al lavoro. Una banale considerazione, persone, sconosciuti così diversi eppur così vicini, senza che ci sia questa consapevolezza. Magari questa persona neanche ha mai lanciato uno sguardo verso di me. Eppure tutti i giorni le nostre essenze si sfiorano. Una banale considerazione, che poi tanto banale non è. 
In effetti arriviamo al punto di domandarci : che  faccio della mia vita ?  io come quella persona, come le tante attorno, come tutti....che stiamo facendo ? 
Molti sorrideranno a questo , altri alzeranno le spalle, i più etichetteranno questo discorso come qualunquista. Ma rimane il fatto eclatante di chiedersi : che sto facendo ? che stiamo facendo ? 
Molti trovano risposta per questo nostro impegno , nell'avvenire dei figli, o , in qualche caso, nella soddisfazione personale.  Ma sono risposte in fin dei conti vuote, in realtà non sappiamo cosa stiamo facendo. Addirittura , oramai, evitiamo di domandarcelo. Non abbiamo risposta precisa. Non lo sappiamo punto e basta. Non abbiamo idea del nostro avvenire, figuriamoci se possiamo anche lontanamente immaginare quello dei nostri figli; parliamo di soddisfazione personale, quando non sappiamo cosa sia necessario e cosa no per il nostro essere, e in effetti ci ritroviamo sempre insoddisfatti avendo puntato su cose di nessun valore. 
Siamo come vascelli in una tempesta impetuosa , sbandati, privi di direzione, vacui, malmessi. 
Non sappiamo cosa facciamo della nostra vita, amara realtà di quella che è l'esistenza. 
Pensieri troppo tristi per il periodo ?  troppo pesanti per sopportarli alla luce delle varie crisi che incombono su di noi. Si è vero. Troppa tristezza intorno, ma soprattutto dentro di noi. Tristezza senza soluzione, senza alternativa addirittura. Siamo vivi per "provare" nel vero senso del termine, per sentire, sperimentare, odorare,  provare  su di noi le sensazioni dell'essere in vita. Ma a questo oramai non siamo più nè abituati nè portati , e quindi abbiamo perso le risposte. 
Buon Natale. 
 

martedì 23 agosto 2011

Il fan culo e la vita 2

Il fan culo alla vita è quando  ti accorgi della futilità e l'inutilità del tutto .
Tutto ciò che ci circonda è effimero e aleatorio. Basta un nonnulla e tutto cambia drasticamente.
Le prospettive assumono una colorozaione diversa, macabra, lugubre.
E cosa puoi dire al caro amico che è ridotto come non augurersti al tuo peggior nemico se non un
bellissimo fan culo?!!!
Cosa ci rimane a noi umani morenti , se non l'imprecazione contro l'inequivocabile fatalità del caso..o forse non è il caso  ?
A cosa dobbiamo tutto questo , a cosa dobbiamo addebitare il nostro stato , quando noi stessi
siamo stati osservanti, gentili, attenti, accorti,educati, circostanziati, morigerati,
parsimoniosi, misericordiosi, risparmiosi ????
A cosa dobbiamo tutto questo quando ci si rende conto che a nulla serve il nostro essere, se non
una veloce passata su questa terra priva di significato  ?
Allora viene naturale rivolgersi all'Altissimo dei cieli , e cantarglierne quattro , senza paura
e senza falsi moralismi, che ci siamo rotti le scatole di questi moralismi che non fanno
altro che ottenebrarci la mente.
Fan culo voglio gridare, sarà meglio che niente, ma almeno mi sono tolto la soddisfazione
del gridare. Rifuggo da persone che sono caste e così ben posizionate di fronte alle disgrazie, quasi ben pensanti.
Io non penso bene, anzi io penso male...mi piace pensare male, mi salva in questa
situazione disastrosa.
Fan culo.
E tu che dall'alto della tua croce perchè non scendi tra di noi e ci dai una mano? che aspetti di sterminarci tutti prima di darti una mossa?
Ma non sei tu il misericordioso, il campione di bontà?
E come mai quaggiù siamo pieni di problenmi e disastri ?
Si certo - si dirà - colpa del libero arbitrio.
Libero arbitrio un par di palle!!! con rispetto sempre!
Scendi da quella croce piuttosto, e vieni a metterti all'opera, c'è tanto da fare.
E spiegami una buona volta, sissignore...io te lo chiedo, spiegami con parole
semplici il perchè di tutto questo !!!!
Ohhh certo  non saltate sulla sedia voi benpensanti, voi racchiusi nei vostri ricchi abiti
e nelle vostre menti clericali, così coscienziose....io bestemmio e me ne vanto.
Fan culo ancora, a tutto , a tutto che non ha un senso. A tutto ciò che ci circonda e che fa veramente schifo.
Come schifosa è questa vita che tu ci regali , dall'alto della tua misericordia.
Vieni qui al mio cospetto, sissignore... Tu da me..non io da te...sei tu l'onniscente,
sei tu che devi venire da me e spiegarmi "perchè ?"
E spiegamelo una buona volta, perchè io non l'ho capito fin ora, e più passa il tempo e meno
capisco, spiegamelo perchè me lo devi, perchè è tuo dovere farlo....per salvare la famosa
pecora fuori dal gregge.
Sai perchè, a furia di parlare di greggi, qui è finito che siamo tutti amalgamati al basso,
tutti inseriti in un contesto uguale, e grigio che avvolge le menti e soprattutto
i nostri cuori.
Ma non ti accorgi che tutti i nostri cuori sono morti ???
Cosa aspetti....che ci estinguiamo?....non eravamo i figli eletti?
Eletti di cosa?...eletti nella sfortuna forse ???
Fammi il favore, fammi almeno dormire....non è una gran richiesta....ma è una richiesta umana.
Sissignore umana....forse non sei più abituato ad avere richieste umane...!!!
Fan culo a tutto ....è quello che mi son sentito di dire vedendo il mio amico
e quello che mi è venuto da dire tempo addietro...e ancora ieri l'altro... (17 dic. 2007),
insomma tutta la mia vita è un Fan Culo!!!!
E allora Altissimo che tutto provvedi dai almeno qualche risposta...e non rimanere impassibile
su quelle due assi che chiamiamo croce. Ma mi sa che la croce tutto sommato l'abbiam
sempre portata noi miseri mortali peccatori e bestemmiatori. Almeno però abbiam fatto qualcosa.
Noi miseri.
Fan culo.

sabato 25 giugno 2011

Correva l'anno 1976...

Pane e cioccolata

Piano piano ci stiamo chiudendo e  ne siamo coscienti, diventiamo sempre più avidi ed egoisti e ne gioiamo. Saremo sempre più soli , soli nella solitudine, come un fiore isolato di ginestra sul Vesuvio.


Perchè questo, perchè ?
Chi può dirlo , per avarizia, per paura di cambiare, per comodità.
"Pensa a te prima, chi te lo fa fare, lascia fare agli altri , ma non lo fa nessuno.. "


Frasi correnti, frasi che segnano un passaggio un evoluzione all'interno dell'uomo , nel suo cuore, uomo essere sociale che si isola autodistruggendosi.


E quando si è soli può far compagnia anche una fetta di pane e cioccolata.

Correva l'anno 1976,  quando scrivevo queste parole, un arco di tempo infinito  , un tempo remoto con una visione nitida di ciò che poi sarebbe stata la mia umanità.
Strano come più di quaranta anni fa  avessi tali pensieri , pensieri così veritieri da far male ora  considerare  quanto chiara avessi in me la consapevolezza del cammino che avrei percorso.
Se queste parole non fossero scritte, sarebbe da mettere in dubbio questa consapevolezza interiore, ma quel pezzo di carta, ingiallito, rimane  testimone di una chiara visione anticipataria di ciò che poi sarebbe stato. 
Correva l'anno 1976, e nulla è cambiato da allora.

mercoledì 15 giugno 2011

Tutto questo per....

(foto di Garimar)


Un tozzo di pane


 Questo post è la naturale prosecuzione del mio "11 anni" che ha riscosso una discreta discussione  sui lettori amici. Arriva sempre il momento in cui ci chiediamo con insistenza "il perché delle cose". 
Non posso rinunciare all'accenno dell' uscita del nostro "alto" ministro della P.A. con la sua sui precari : "L'Italia peggiore".
Orbene , partiamo dalla considerazione di una situazione normale, e ahimè ai nostri tempi sempre più rara,  una comune famiglia media in una qualsiasi città della nostra Italia, con i problemi che tutti noi conosciamo molto bene. Partiamo col fare una supposizione del tutto ottimistica , e ripeto molto ma molto fortunata nello scenario attuale, di un capo famiglia con un lavoro a tempo indeterminato in una media azienda italiana e quindi con le classiche otto ore giornaliere, e una retribuzione che possiamo annotare attorno ai 1.600 (milleseicento)  euro netti mensili.  E' un valore medio ?  direi forse  altino rispetto alla realtà dei fatti, ma facciamo questa supposizione, quindi 1.600 euro netti mensili per 13 mensilità. Ripeto è una situazione odierna che fa gola a molti  , ma ammettiamo per ipotesi che sia molto diffusa nel nostro paese. (inviterei il nostro benamato ministro a leggere questo post..apprenderebbe molte più cose che nei suoi convegni).
Dunque la nostra cifra base sono i 1.600 euro mensili di entrata , diciamo che facciamo una supposizione familiare di madre e un figlio,  diciamo un figlio attorno ai 12 anni, situazione media.  Consideriamo anche che   la madre abbia una rendita lavorativa, supponiamo anche in questo caso una situazione molto fortunata di contratto a tempo indeterminato  in una media azienda italiana, e quindi con un orario di lavoro di circa 8 ore giornaliere , e un reddito di  1.400 euro mensili anche qui per 13 mensilità. 
Bene allora in questa famiglia ideale abbiamo delle entrate pari a 1.600+1.400 euro mensili  quindi un totale di 3.000 euro netti. 
E' una situazione normale ?   molti direbbero a questo punto che è una situazione paradisiaca. Ma tant'è!
Allora iniziamo ad analizzare come dire il manage quotidiano. 
Questa famiglia  vive in una casa, quanti di noi in età media sono già proprietari di casa ?  a meno che non sia un lascito o un eredità, possiamo dire che la stragrande maggioranza vive in una casa acquistata con mutuo o in affitto. Nel primo caso diciamo che mediamente possiamo esser fortunati se abbiamo una rata di 600 euro (esagero ? ) , ammettiamo 600 euro suvvia, stiamo facendo un discorso di massima. Bene quindi mensilmente dei 3.000 euro ne rimangono netti  2.400.  Se al contrario  abbiamo un affitto non credo che possiamo parlare di cifre diverse, anzi forse anche di più, ma ammettiamo sempre 600 euro.
Quindi siamo con un entrata di 2.400 euro mensili , e la casa pagata. 
Bene la casa porta anche altre spese come luce, acqua, gas, spazzatura e tasse varie. Ammettiamo un consumo medio di circa : luce 150 euro a bimestre e cioè 150x6=900 euro annuali , gas 300 nei bimestri invernali per il riscaldamento e 100 nei bimestri estivi , quindi possiamo dire 300+300+100+100+100+100= 1000 euro di gas, spazzature e tasse varie possiamo pensare di indicare mediamente 300 euro annuali, quindi in totale di spese abbiamo  900+1000+300=2.200 euro annuali , quindi 183 euro circa al mese. 
siamo quindi a 
2.400-183=2.217 euro al mese
Poi c'è l'acqua , per l'acqua sono note le parcelle pazze , ma noi ci manteniamo equi e indichiamo un consumo di 200 euro annuali , per cui 16 euro mensili.
2.217-16=2.201 arrotondato a 2.200 euro al mese.
La nostra famiglia media possiede anche una macchina, consideriamo normale che una macchina media  venga comprata tre volte nel corso della vita? è un valore medio ? , quindi la nostra famiglia mediamente è sottoposta all'acquisto di questo bene nell'arco di circa 50 anni,  una macchina media (niente di lussuoso)  la compriamo a rate , con un importo sempre medio  di circa 300 euro , puo' andar bene ?  diciamo che accettiamo questo valore, allora dal manage quotidiano dobbiamo sottrarre la rata della macchina e siamo a 2.200-300= 1.900 euro al mese. 
La macchina naturalmente consuma e occorre manutenerla, supponiamo che annualmente facciamo una percorrenza di 20.000 chilometri , ma noi siamo sui valori medi, supponiamo 15.000 che per il consumo medio di circa 15 km/l  porta ad un consumo di  1.000 litri di carburante e quindi un costo attuale di circa 1.470  euro  annuali a cui dobbiamo aggiungere tagliandi consumi gomme e probabili pezzi da sostituire che possiamo stimare in circa  un treno di gomme in quattro anni  e due tagliandi  per un costo totale di circa 1.000 euro che in quattro anni porta a 20 euro mensili circa. 
Siamo quindi a
1.900- 122=1.778 euro al mese (benzina)
1.778-20= 1.758 euro al mese (spese manutenzione)
Ora la macchina comporta anche le tasse, bollo e assicurazione  per un totale annuale di 150+800=950 euro annuali (facciamo sempre stime in economia , ma i valori reali sono molto più alti), quindi circa 79 euro mensili.
1.758-79=1.679 euro al mese , arrotondiamo a 1.680
Abbiamo pagato fin qui casa e macchina . 
Vogliamo considerare che una famiglia media se ha una sola macchina , vorrà dire che usufruisce anche di mezzi di trasporto , per cui possiamo dire una spesa presunta di 20 euro mensili ?  troppi , pochi ?  secondo me sono pochi ma accettiamo i 20 euro di spesa. 
1.680-20= 1.660 euro al mese
Abbiamo un figlio , il figlio studia, per cui tra materiale scolastico , tasse, regali, spese di cancelleria. adesioni a manifestazioni  possiamo dire che spendiamo al mese 50 euro ?  troppi , pochi? ...diciamo 50 suvvia. 
1.660-50=1.610 euro al mese
Spesa abbigliamento, e qui ci si potrebbe scatenare,  una famiglia di due adulti e un bambino quanto spende per abbigliamento ?  qui ci si potrebbe spaziare per ogni dove e sparare cifre , ma noi siamo semplici, facciamo ipotesi semplici ,  se diciamo 100 euro al mese per tutti potrebbe andar bene ? (Scarpe, camice, magliette, biancheria intima, cappotti, costumi da bagno, giacche) e siamo a 
1.610-100=1.510 euro al mese 
Bene poi ci sono le spese per la casa come, posate, piatti, carta da cucina, qualche addobbo, qualche accessorio come prese elettriche, pile, qualche spesa per riparazione, insomma di tutto di più. possiamo dire circa 20 euro al mese ? 
1.510-20=1.490 euro al mese
Bene questa famiglia deve mangiare qualcosa, diciamo che fa la spesa oculata , per cui risparmia dove possibile, ma ogni tanto deve pur concedersi qualche pizza, qualche gelato, qualche dolce. Il mangiare costa, e poi si sa i bambini mangiano assai , possiamo spendere al mese molto . Ma la famiglia sempre  lista della spesa in mano siamo sui 300 euro al mese senza eccessi e abbuffate (siamo sempre bassi con le previsioni). 
1.490-300=1.190 euro al mese
Telefono :
il telefono merita un discorso a parte. perché chi non usa il telefono ?  telefono telefonini, internet, per non dire di  abbonamenti TV e altro ancora. Facciamo sempre mediamente e diciamo che di telefono e internet la famiglia possa accettare di spendere 50 euro al mese. 
1.190-50=1.140 euro al mese.
Siamo alle spese voluttuarie come regali, qualche gioco, qualche sport , anche in questo caso facciamo 50 euro al mese? 
1.140-50=1.090 euro al mese
Bene la famiglia media  lavora e quindi giustamente si permette anche delle vacanze, del resto senza vacanze che vita sarebbe? , facciamo un ipotesi di una spesa per una settimana di vacanza estiva (ma siamo proprio ai minimi) con una spesa di 100 euro/giorno a testa  per la pensione e di circa 30 euro/giorno per spese? quindi una settimana ci costa  100x3x7+30x7= 2.310 che al mese porta la spesa a 192 euro circa
1.090-192= 898 euro al mese
Poi ci sono le vacanze invernali, Natale, carnevale e anche la Santa Pasqua, un panettone e una colomba ci son concessi suvvia. Allora per le vacanze invernali dobbiamo mettere da parte 500 euro  va bene ? al mese ci porta 41 euro.
898-41= 857 euro al mese
Bene  siamo con un manage di 857 euro al mese, però abbiamo già pagato un sacco di cose. Sono cose del tutto necessarie per sopravvivere (non vivere, si badi bene, ma sopravvivere) . 
Dobbiamo tenere da conto gli imprevisti. Imprevisti ci sono tutti i giorni, e consideriamo anche spese non programmabili come un caffè al bar, un gelato durante  una passeggiata, una rivista, qualche libro, qualche film, insomma quelle piccole cose che permettono di appagare il nostro ego e anche la vita comune, 
diciamo che spendiamo altre 50 euro mensili. 
857-50=807 euro al mese
Bene ci sono poi le spese delle tasse indirette (e meno male che non c'è l' ICI)  tasse indirette ovunque come ad esempio una raccomandata, il costo del conto corrente , il costo di qualche carta di credito (presunta gratuita), bene diciamo che all'anno queste spese possono essere 2x50 =100 euro per i due conti correnti e diciamo altre 50 euro di costi su ricevute, fatture, ticket e così via  siamo a 150 che al mese porta via  12 euro
807-12= 795 euro al mese
Ci sono poi le malattie, ahimè, non dovrebbero esserci ma sappiamo bene che persistono, e spesso le visite dei medici ci costano, e inoltre abbiamo i tiket sulle medicine. Quanto ci costa la salute?  dipende sarebbe la risposta , se stiamo bene anche niente, ma con un bambino in famiglia vuoi che una febbre un raffreddore non arrivi ?  Bene diciamo che spendiamo 150 euro annuali ? e diciamo che mediamente facciamo una visita a pagamento all'anno ?  tipo mammografia, analisi varie, oppure qualche visita specialistica, bene mettiamo da parte altri 150 euro  siamo a 300 euro annuali , cioè 25 euro al mese
795-25=  770 euro al mese
La nostra famiglia ha comprato l'ultimo tv a LED da 47 pollici e anche l'ultima console di giochi, diciamo che abbiamo speso 1.200 euro , considerando che se abbiamo la console dobbiamo avere anche i giochi, ma trascuriamo questo particolare, siamo a 120 euro mensili
770-120=  650 euro al mese.
Supponiamo che la famiglia sia previdente per cui mettiamo da parte circa 100 euro al mese, anche per considerare alcuni voci di spesa di cui non abbiam fin ora parlato come ad esempio le spese condominiali. 
650 - 100 = 550 euro al mese
Ci sono poi le altre spese, come ad esempio il canone RAI (156 euro anno) e siccome la famiglia è previdente c'è anche una qualche assicurazione  come forma di accantonamento  diciamo mediamente altri 1200 euro annui  , quindi 
550-113= 437 euro al mese
Marito e moglie  sono anche innamorati, siamo davanti una famiglia perfetta, per cui anche semplicemente  gli anniversari vengono celebrati, e vuoi per un mazzo di fiori, o vuoi per una cravatta, le ricorrenze portano via altro denaro . Quantifichiamo queste spese celebrative della famiglia con una cifra di 200 euro annuali. 
437 -16 = 421  euro al mese arrotondati.
Nel corso di un anno può capitare un matrimonio, o anche qualche festa da amici , naturalmente la nostra famiglia partecipa  perché la vita è grigia , ogni tanto una distrazione ,e data l'educazione mai presentarsi a mani vuote  diciamo che per presentarsi decentemente un pensiero ci porta via 100 euro annui ? 
 421 - 8 = 413 euro al mese
Ora la famiglia ha i genitori entrambi lavoratori , diciamo 8 ore al giorno più il tempo necessario per recarsi sul luogo di lavoro , diciamo 10 ore fuori casa. 
Causa di forza maggiore ci vorrebbe un aiuto in casa, magari come si suol dire una collaboratrice domestica,
vogliamo dire per 3 ore al giorno ? per un totale di 30 euro ? diciamo che lavora 3 giorni a settimana  quindi 12 giorni al mese per un totale di 360 euro.
413 -360 = 53 euro al mese
Abbiamo 53 euro di margine al mese avendo previsto le spese di massima, e presa in considerazione una vita risparmiosa e priva di fronzoli e pazzie , eppur bisognerebbe avere come i più diranno (non abbiamo preso in considerazione spese come parrucchiere, spese di bellezza ect. ) . Ma questa famiglia è già fortunata ad avere  la possibilità a sostenere quanto abbiamo descritto ,per cui continuiamo a mantenere un profilo basso.
Abbiamo 53 euro al mese liberi , e considerando anche le tredicesime che fin qui non abbiamo considerato abbiamo :
1.600+1.400 = 3.000 euro annui  quindi 250 euro al mese 
Abbiamo dunque 
53 + 250 = 303 euro al mese 
abbiamo una "ricompensa" di 303 euro al mese , e siccome  lavora moglie e marito  sarebbe 
303 :2 =  151,5 euro al mese ciascuno.

Bene ora si potranno fare discorsi altisonanti sul valore del lavoro , dell'impegno personale, sul fatto che il lavoro nobilita l'uomo, sul fatto che l'impegno in una attività rende felice l'essere umano , lo realizza, si dirà anche che lavorando si contribuisce all'avanzare della società , si rende un servizio non solo a se stessi ma a tutti i concittadini. Si potranno fare discorsi su quanto possa essere civile l'uomo che lavora, che si impegna in una attività che contribuisce alla produzione di beni e/o servizi . Si potranno fare discorsi sul fatto che trovare un lavoro è una vera fortuna , che chi conquista il "posto" debba tenerselo ben stretto, che il lavoro è un obiettivo assoluto della vita umana. E assieme si potranno fare discorsi di quanto occorra tenersi stretto il posto di lavoro faticosamente conquistato, quanto occorra sacrificarsi per portarlo avanti a lungo e assicurare così il benessere (!!!) alla propria famiglia. Di quanto occorra sopportare una vita tutt'altro che lussuosa , fatta di rinunce, sacrifici , di privazioni, ringraziando il buon signore che ci permette di vivere. 
Bene tutto tenendo presente che affrontiamo ogni giorno litigi, disservizi, impedimenti, ostacoli  per arrivare 
a disporre liberamente 151,5 euro al mese ??????  (secondo un calcolo del tutto ottimistico)
Vale questo il nostro impegno ? 

Come in 11 anni  ci si rende conto che questo è il tempo massimo che viviamo per noi , questa è la cifra per la quale lavoriamo una vita. 

Appunto...un tozzo di pane 151,5 euro al mese. 

giovedì 17 marzo 2011

La vita che non vorrei

(foto di garimar)


Quello che desideriamo

Passiamo la maggioranza del nostro tempo terreno a desiderare e immaginare qualcosa da fare e da realizzare. In sostanza passiamo il nostro tempo a pensare cosa faremo, come lo faremo perchè lo faremo.
Immaginiamo nei nostri momenti tristi , nei nostri momenti felici , nei nostri momenti pubblici e intimi quello che vorremmo essere, e più che altro quello che vorremmo fare. Passiamo molto del nostro tempo a immaginarci in un altra condizione, in un altro luogo , in un altra dimensione. Ognuno di noi immagina per se e per i propri cari  successi e momenti felici , una vita quanto più  possibile piena di felicità. Passiamo il nostro tempo terreno a pensare a quello che potrebbe essere o a quello che dovrebbe essere. Ci ritroviamo insomma con noi stessi a immaginare per il nostro ambito una vita sempre diversa da quello che invece è.
Mai per un solo istante pensiamo con altrettanta sollecitudine a ciò che è , a ciò che abbiamo fatto , a ciò che siamo riusciti a fare. Mai ci soffermiamo su quello che abbiamo intorno , non immaginato, non idealizzato, ma vivo e reale, pieno come ogni cosa su questa terra di ipocrisie e nefandezze, di conquiste e di perdite, di salite e discese.
Siamo sempre attratti da una vita ideale che ci sembra a portata di mano, a portata delle nostre forze, e ci lanciamo in costruzioni astruse e fantasmagoriche di quello che secondo il nostro desiderio dovrebbe essere la nostra realtà.  Quasi sempre è una realtà diversa dal nostro vero quotidiano, quasi sempre è una realtà più piena, più luminosa, più di successo . E il nostro pensiero ci porta lontano in panorami fantastici e ambienti affascinanti. 

In buona sostanza ci ritroviamo in fondo a vivere  la vita che non vorremmo.

giovedì 3 febbraio 2011

Leggera follia

(foto di Garimar)

Che sensazione di leggera follia...

Ci si ritrova sempre più spesso in questi anni  come folli su una nave di folli, come estasiati , euforici e incoscienti di fronte a tutto ciò che accade. 
Sempre più spesso questa estasi di coscienza ci avvolge e ci pone in uno stato catatonico di rassegnazione. "Così è perchè così deve essere". 
Si badi bene, qui non si  indicano eventi e misfatti noti ai più e di cui tanto si parla o si sparla. Non si indicano in questa sede gli eventi importanti e  accadimenti disastrosi che ci portano vorticosamente a cambi epocali. Siamo in questa sede molto più limitati  all'ambito familiare e quotidiano che ogni ora, ogni minuto quasi ogni secondo anestetizziamo con la nostra considerazione sempre più frequente : "così è!"
E diciamo che la normale prosecuzione della nostra allocuzione sarebbe  "perchè così dev'essere". 
La follia appunto , la follia della nostra umana mente oramai persa nei meandri sillogistici dei condizionamenti sistemistici del vivere comune.Appunto vivere comune del tipo "così fan tutti " ,
Il bello di tutto questo, è che essendo, noi tutti coinvolti , non c'è speranza di menti eccelse che ci possano in qualche modo salvare o avvisare.
Tutti i riferimenti sono andati persi, tutti i paradigmi saltati, e anche le parole sono pronunciate per dire tutto e allo stesso tempo il contrario di tutto. Ognuno afferma e dice per poi  negare e riaffermare. Ognuno di noi è avvolto da una coperta quale corazza impenetrabile ai tanti , unica parte di noi esposta , e quindi  l'unica preoccupazione nostra è pulire tale coperta perchè all'esternopossa esser bella.
Ciarliamo, vociferiamo, urliamo e lanciamo parole a vuoto , proclamiamo a gran voce significati di cui non comprendiamo neanche una infinitesima parte, ci atteggiamo a far parte di un tutto e invece non rappresentiamo niente, men che meno noi stessi. 
Un animale ha molta più rappresentanza di se stesso e molta più coerenza esistenziale.
Siamo uno e tutti, siamo il bene e il male, siamo il buono e il cattivo allo stesso tempo. Siamo aguzzini e carnefici e siamo anche le vittime . La nostra mente è oramai ubriaca e preda di grandi dosi di  ecstasy. Viviamo questa parvenza di vita , convincendoci, facendo in modo di convincerci, che sia vita. In effetti i nostri sforzi quotidiani sono in questa direzione : dobbiamo convincerci che stiamo vivendo. 
Tutti i nostri muscoli , tutte le nostre energie sono rivolte ad affermare che stiamo vivendo, e poco importa  , al contrario , il come. 
Il come non convince nessuno, il come non importa a nessuno, importante è esserci, il come è un dettaglio di scarsa rilevanza. Non importa alla società , vuoi che ci interessi individualmente ? 
Siamo macchine che vivono in una qualche maniera, non importa come, importante è poter dire : io vivo. 
Del resto , si suol dire, con i tempi che corrono ci mettiamo forse a fare dei distinguo ? ci mettiamo a mettere i puntini sulle "i" ? Oggi è già difficile fare qualcosa, figurarsi se perdiamo tempo a chiederci il "come" fare quella cosa. 
Siamo disposti a tutto, sopportiamo tutto, troviamo giustificazione per tutto,  per poter concludere e recitare il verbo essere. 
Recitiamo infatti una parte, che sarebbe del tutto estranea alla nostra natura se solo ci fosse un attimo di tempo e la volonta a riflettere. 
Orbene i veri folli  sarebbero  le persone più giuste , il nostro problema  è che anche come folli siamo annacquati e alquanto scarsi. 
La nostra recita fa pena.


lunedì 6 dicembre 2010

Pazienza

(foto di Garimar)

Regalo di Natale (ovverosia Babbo Natale)

Il nostro comportamento , le nostre reazioni ai fatti della vita , le nostre emozioni che ci caratterizzano sono il frutto di prime esperienze che ti colpiscono e ti formano nei primi anni . 
Per alterne vicende della famiglia , ho vissuto nell' infanzia con i nonni, assieme ai nonni, presenti  i due figli maschi  miei zii, grandi rispetto a me e che in definitiva sono stati i compagni e gli idoli del mio esser bambino. I nonni avevano una attività di cartolibreria del paese; negozio pieno di matite, penne, quaderni e libri. Io spesso mi aggiravo tra scaffali e pacchi di materiale scolastico. Naturalmente erano anche presenti giocattoli  e dato che all'epoca non esistevano i grandi centri commerciali, era il negozio il luogo dove potevi vedere gli oggetti dei tuoi sogni. Assistevo anche all'ordinazione in anticipo del materiale , come ogni buon negozio, le stagioni erano sempre molto anticipate, e il materiale natalizio si ordinava in estate se non in primavera. Vivere in questo ambiente di forniture scolastiche mi ha fatto apprendere da subito le tematiche del commercio, l'orario dell'apertura e chiusura, le prenotazioni, le vendite e la classica "nota" , anticipo dei tempi per il moderno finanziamento a tasso "zero". 
Allo stesso tempo era come vivere nel mondo dei balocchi , perchè essendo bambino come tutti i bambini vedere confezioni di fucili, pistole, soldatini, macchinine veniva facile esprimere desideri con la più classica delle letterine a "Babbo Natale". 
Un particolare Natale ricordo ancora oggi,  avevo visto una particolare pistola come le colt del mitico Far West, mi piaceva da morire, era bellissima, con il calcio che mi sembrava enorme, e il grilletto tutto cromato. 
Era l'oggetto dei miei desideri. L'osservavo con occhi sognanti ogni giorno in attesa del più classico giorno di Natale. Diligentemente avevo descritto sulla letterina la pistola dei miei sogni , bella lucida, con il grilletto argentato come quella che è nella vetrina del negozio della nonna , (per me la cartolibreria era della nonna piuttosto che del nonno). 
Finalmente arriva quell'anno il Natale e ricordo ancora l'ansia dell'attesa del giorno all'ora di pranzo , quando già sapevo che davanti il portone di ingresso al suono del campanello avrei trovato un pacco con dentro la mitica pistola (era la consuetudine della casa della nonna per il Natale). 
Vivendo  periodicamente a contatto dei grandi (nonni e zii) , ero anche smaliziato, avevo oramai capito che Babbo Natale non era un signore vero, e che molto più realisticamente il Babbo Natale sarebbe stato lo zio che doveva portarmi all'ora giusta il più bel regalo del mondo. 
Finalmente arriva l'ora di pranzo e prima di sederci tutti a tavola ecco il campanello, mi precipito alla porta apro e c'è un pacco, una scatola , tutto come previsto, Babbo Natale mi ha accontentato, felice al colmo  apro ...e delusione delle delusioni non c'è la mitica pistola !!!
C'era un altro giocattolo che non ricordo neppure, e la mia disperazione pare che sia stata come un frastuono di temporale, non perchè mi fossi messo a piangere, no, ma perchè la mia faccia deve aver preoccupato tutti , mamma, zii, nonni e soprattutto nonna. 
I grandi si mettono a parlare, io disperato con il cuore rotto non so che fare , sono mortalmente ferito , non so cosa dire, pensare, gridare o stare zitto. Il nonno mi aveva insegnato che non bisogna mai lamentarsi , e quindi io diligentemente ricacciavo le lacrime indietro, la mia faccia era una maschera di dolore. Gli zii parlavano, era successo che al momento di ritirare la pistola dalla vetrina, si era presentato un signore (si dice oggi  quello dell'ultimo momento) che cercava un regalo per il proprio figlio, e aveva trovato una bella idea quel pistolone lucido lucido.  Mio zio aveva pensato bene di fare la vendita , non pensando affatto al nipote che aspettava da tanto proprio quel pistolone. Del resto come negozio si poteva ordinare un altro pezzo,  quale era il problema?
Così è andata la cosa,  i nonni e gli zii furono anche di parola, perchè tempo dopo mi portarono dal grossista fornitore , addirittura di persona per vedere e scegliere la pistola, naturalmente quella stessa pistola non c'era più, molti altri modelli erano disponibili ma non quella,  e infatti mi fu presa un altra, forse anche più bella, ma non quella che io avevo accarezzato, guardato per tanto tempo. 
Penso che questo sia stato l'episodio che mi abbia fatto apprendere dolorosamente cosa sia la pazienza, cosa sia rimanere delusi e cosa sia "non lamentarsi".  Penso che sia stato il momento in cui ho capito che non importa quanto tu desideri una cosa, la vita ti presenterà sempre qualcosa di diverso, magari di simile, ma sempre diverso da quello che tu immagni e sogni.
Ero un bambino eppure in quel momento credo che sia iniziato il mio cammino verso le difficoltà, e forse è stato il preludio a tutte le difficoltà che poi ho incontrato ed è stata la scuola che oggi mi porta a dire pazienza.
Pazienza quando qualcosa non và per il verso giusto, pazienza quando qualcosa non è esattamente come la sogni, pazienza quando non ottieni quello che ti sembra giusto, pazienza quando la vita ti presenta il conto, pazienza quando ti senti rodere dentro e non puoi far niente per cambiare, pazienza quando ti senti male e nessuno può far niente, pazienza quando una persona che ami ti fa del male,  pazienza quando non trovi quello che vuoi e che cerchi disperatamente. Pazienza la parola della mia vita che da quel giorno ha battuto i colpi del mio cuore. 
Non sono in grado di dire se sia stata un buona lezione o un cattivo esempio quel Natale, di fatto è stata la mia realtà, per cui l'ho portata dentro fino ai giorni di Internet, dei centri commerciali, dei grandi Megastore, delle gallerie di negozi super assortiti, dei meravigliosi cataloghi . Ma soprattutto fino ai giorni in cui sentimenti emozioni , desideri e sogni presenti , come in quel giorno di Natale, sono depositati in attesa di vedere un esito , una svolta, un risultato , oggi come allora c'è l'ansia di sentire quel campanello al portone, l'ansia di  sentirlo e  precipitarsi a vedere cosa c'è, cosa è arrivato; naturalmente è presente quella paura di antiche origini ,  il terrore di veder andar a vuoto tutti i desideri e le illusioni , paura di trovare aprendo il portone, qualcosa che non sia quello sperato, desiderato. 
Giorni in cui si sogna e si desidera oggi come allora, giorni che nonostante il "modernismo" presentano le stesse cose di quaranta anni fa, le stesse situazioni di un bambino che sogna e desidera quello che considera un oggetto bellissimo e indispensabile, e sono giorni in cui l'uomo  sente dentro di se ciò che manca e  lo vede lì in una vetrina bellissima: il suo sogno. 

sabato 13 novembre 2010

Formichine

(foto di Garimar)


L'immensamente piccolo


Siamo completamente folli a passare la nostra esistenza inseguendo una vita che non ci appartiene. Siamo tutti lanciati in una folle corsa allo spreco non solo delle risorse disponibili,  ma in particolar modo delle nostre risorse spirituali di esseri viventi. Siamo completamente privi di senso e di intelligenza  nello svolgere le nostre attività come siamo abituati ed educati, e per di più viviamo in una maniera priva di senso come ci hanno insegnato e insegniamo a nostra volta.

Facciamo un semplice esercizio , per renderci conto dell'assurdità del nostro modo di vivere.
Prendiamo una scala e saliamo di qualche gradino, guardiamoci attorno, cosa vediamo ?
La nostra prospettiva cambia vero ?  riusciamo a vedere qualcosa in più che non quando siamo alla nostra normale altezza vero ? La nostra percezione si allarga.
Riusciamo a scorgere un pò di folla in più, e anche panorami più ampi, il nostro sguardo si allarga.
Coraggio facciamo uno sforzo  saliamo ancora qualche gradino , cosa percepiamo ora ?
Il nostro sguardo ora abbraccia tutta la strada, vediamo bene le case attorno, la folla,  le macchine, e riusciamo a scorgere particolari sconosciuti prima. Vediamo persone che parlano, scappano, gente che si accalca sul marciapiede, ragazzini  veloci  con le loro cuffiette musicali, attempati signori con borse stracariche di documenti. Donne sorridenti e tristi, uomini soli e gruppi di amici. Vediamo l'orizzonte laggiù, e perfino delle colline lontane.
Coraggio ci serve uno sforzo in più, abbiamo bisogno di maggiore visibilità; allora forza saliamo sul tetto della nostra casa o palazzo, coraggio, un pò di vento non ha mai fatto male a nessuno.
Eccoci qui siamo sul terrazzo, bene ora abbiamo un raggio visivo maggiore, le persone in basso ora sono indistinguibili, ma ne vediamo un numero maggiore, percepiamo il traffico, e anche l'atmosfera fumogena che respiriamo, vediamo altri palazzi, vediamo strade e stradoni, tutte affollate, vediamo perfino la periferia del nostro agglomerato urbano. Cominciamo a vedere anche il primo verde delle colline vicine, e l'azzurro del mare lontano, in fondo. Alziamo lo sguardo e percepiamo qualche battito di ali di uccelli veloci.
Dal terrazzo ci sembra tutto più lontano , ci sembra lontano il nostro mondo abituale, mentre si apre ai nostri occhi un mondo nuovo. Ma il nostro palazzo è ancora basso, non è un grattacielo. Allora facciamo uno sforzo in più, portiamo avanti il nostro esercizio, coraggio cerchiamo un grattacielo vicino e portiamoci in cima.
Stupeffacente, ora siamo molto più in alto, le persone in basso oramai sono dei puntini, e l'accalcarsi da questa altezza sembra solo uno scorrere quasi normale di melassa umana in fiumi. Come sono piccoli laggiù.
Siamo molto in alto , c'è molto più vento. I nostri capelli si scompigliano , e fa molto più fresco. Scorgiamo molto meglio la cappa di fumi che inaliamo ora per ora nella nostra vita, e scorgiamo anche molto meglio sia il mare in fondo e le montagne dall'altro lato. L'azzurro cielo sembra più vicino, e notiamo anche la curva dell'orizzonte, è proprio vero la nostra terra è tonda.
Ma siamo ancora troppo in basso per avere una visione d'insieme, coraggio prendiamo il volo , lanciamoci nell'azzurro.
Da mille, duemila, cinquemila, diecimila metri lo sguardo prende il nostro territorio, vediamo come noi umani siamo ovunque, vediamo tracce delle nostre costruzioni, vediamo il verde punteggiato di tanti punti , e vediamo anche le ferite della nostra terra. Possiamo allargare ancora e possiamo guardare le nubi, come toccarle con mano, quale bambagia,  quale eterea dissolvenza. ci accorgiamo che più saliamo e meno sentiamo l'influsso della vita quotidiana, come ci sembrano lontani il nostro correre, il nostro affannarci attorno  a problematiche che ci pesano addosso e ci opprimono.
Saliamo ancora, abbiamo tutto il cielo a disposizione, portiamoci più in alto ancora in alto. Man mano che ci alziamo l'orizzonte passa ad occupare tutto l'arco visivo, ci alziamo velocemente e altrettanto velocemente ci sembra che si allontanino tutte le nostre preoccupazioni e bassezze umane. Man mano che saliamo ci sentiamo più liberi, come un euforia si spande in noi, facendoci perdere il contatto con quello che noi reputiamo importante, allo stesso tempo percepiamo altre sensazioni , altre conoscenze. Man mano che saliamo ritorniamo bambini, ritorniamo alla meraviglia dell'essere vivi, del guardare con avidità lo spettacolo che si para dinanzi i nostri occhi. Lo spettacolo che abbiam dimenticato da anni e anni di guardare, presi come siamo dalle mille e mille nostre cose.
Saliamo ancora, ora il buio ci avvolge, ma la nostra terra ci appare bellissima e azzurra, meravigliosa nella sua globalità. Iniziamo a percepire in noi un pensiero di immenso e unico, di prezioso, di importante , importante per il nostro cuore. Quello è il pianeta, il mio pianeta, dove vivo, dove ogni giorno mi sveglio e dove ogni attimo riempio i miei polmoni del mio respiro di vita, Dio che bello.
Prendiamo velocità siamo su un raggio di luce che ci porta in alto a velocità incredibile, ci estraniamo dal tutto e dinanzi i nostri occhi scorrono immagini di spazio profondo e stelle lucenti che spariscono .
Ci sentiamo euforici, e abbiam dimenticato chi siamo, cosa siamo , cosa facciamo. Abbiam dimenticato odi e rancori , abbiam dimenticato presunzioni e prepotenze, avidità e vanità. Da questa distanza scorgiamo le nostre piccole bassezze e cominciamo a capire sul serio come siamo immensamente piccoli con le nostre azioni e pensieri di tutti i giorni.
Continuiamo a viaggiare, siamo nella galassia, ora sul serio il nostro pianeta è solo un punto,  sul serio siamo piccoli, piccolissimi e inutili, siamo meno che niente in paragone a questa vastità, e passiamo il nostro tempo, rapido fulmine, a inseguire niente; Dio che spreco. Che spreco di esistenza.
Ci allontaniamo ancora, ancora più nel profondo , siamo lanciatissimi, l'occhio si perde e la mente si sperde, per la prima vota siamo impossibilitati a comprendere in pieno, ma per la prima volta riusciamo ad essere consapevoli  del nostro errore. Un errore immenso in tutti noi, un errore che ci porta direttamente ad essere niente. Pulviscoli senza importanza. La mia mente impazzisce al pensiero di quanto siamo futili e presi da futilità. Ancora stiamo viaggiando velocemente, attraverso l'abisso siderale, siamo diventati spirito, esseri spirituali che possono abbracciare questo immenso nero che ci avvolge. Solo ora comprendiamo che cosa possiamo essere, se solo riuscissimo a capire il profondo significato di esseri che vivono. Esseri che dovrebbero vivere e non essere simulacri comandati da consuetudini e usi che hanno ammorbato e ucciso la genialità dell'uomo. La capacità tutta umana di comprendere e abbracciare l'ambiente in cui siamo .
Solo lanciati in questo viaggio incredibile, riusciamo a ritrovare il significato del perché siamo vivi. Siamo vivi per comprendere. Solo questo può dare alito di essenza al nostro corpo , la comprensione dell'IO.
Siamo lanciatissimi ancora più profondamente, galassie e universi ci passano accanto, e noi ci sentiamo ancor più piccoli, miseri, incoscienti.
Fino a che il tutto viene racchiuso in noi stessi, perché questo è l'UOMO, l'unico essere universale capace di racchiudere dentro di se il tutto universale, ed estrapolarlo per costruire un nuovo universo , e un altro ancora, e ancora un altro fino a raggiungere il vero nostro spirito di esseri viventi.
Uomini immensamente piccoli e insignificanti e immensamente spirituali.

Cq, qui W9GFO  c'è qualcuno ?
Cq, Cq qui W9GFO c'è qualcuno ?