Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post

lunedì 4 gennaio 2016

La meraviglia

Per voi giovani
(foto di Garimar)

Inviare auguri e felicità prima del periodo natalizio è consuetudine,  invece nel "post Natale" abbastanza presto dimentichiamo tutto . Questo anno , mi piace in particolar modo il POST Natale, il POST in tutti i sensi, è come gustare ancora un pò il sapore di un vecchio brandy , o il sentire ancora il gusto del panettone appena caldo , o rimanere ancora incantato dinanzi a luminarie piu' o meno sfavillanti.
Natale di consuetudini , forse in alcuni casi in tono un pò dimesso questo anno , con la folla di pensieri e felicitazioni giunte e inviate per ogni dove,  alla fine emerge un pensiero nostalgico.
Una considerazione dovuta a ciò che la vita mi rappresenta, o meglio a cio' che  riesco a percepire , giusto o sbagliato che sia.
Mi sono accorto che in questo Natale è scomparsa la "meraviglia", ovvero già negli scorsi anni avevo avuta questa percezione, ma in questo ultimo periodo natalizio ne ho avuta conferma evidente. Quello che un tempo  era la sorpresa, l'entusiasmo , l'ansia buona  per certi versi , le aspettative di giovani e adulti , quello che ognuno di noi ha sempre sperimentato:  la voglia di aprire un pacchetto piccolo o grande che sia,  il desiderio di vedere il sorriso negli occhi dei fanciulli, il desiderio di sognare ad occhi aperti , la voglia di illudere la propria mente ed affidarsi ad impulsi di cuore ; in poche parole , i piccoli grandi gesti che rendono magico il Natale, ebbene non l'ho ritrovata. Quello che io chiamo meraviglia , stupore, clamore , l'aria sognante in ognuno di noi , questo anno è stata del tutto assente.
In particolare, e l'ho notato - questo si - con somma sorpresa  nelle giovani leve , adolescenti di ultima generazione, uomini di domani neanche tanto lontano. 
Io ho sempre idealizzato i giovani  come gli entusiasti della vita, le nuove forze, i nuovi pensieri , i nuovi sorrisi ; ebbene li ho visti del tutto assenti , persi , caduti , scomparsi , allontanati non so dove, immersi in un mondo astratto fatto a loro esclusivo uso e consumo , plasmato su quello che loro riescono ad identificare come realtà , che  - ovviamente - per noi naufraghi degli anni '60 , '70 , '80 è mistero assoluto. 
Non ho visto nessun colpo di reni , o saltelli di gioia nè occhi interessati  a luci , colori , festoni , lustrini , dolcezze, e perfino occhi spenti dinanzi a qualsivoglia presepe o rappresentazione di natività. Oramai il sentimento religioso  - dobbiamo riconoscerlo - è perso dietro le picconate della vita frenetica e del tutto consumistica.
Ho visto  giovani su giovani , tanti giovani , persi , immersi, alieni e alienati dentro le loro cuffiette    (rigorosamente tutte bianche) , allucinati dietro i loro touch screen  , distratti, disinteressati a qualsivoglia luce o canzone o cenone. Giovani tutti uguali , con la stessa espressione facciale : indifferente. 
Messaggi a ripetizione lanciati come razzi Saturno5, parole su parole , spesso bistrattate, bislacche per certi versi , scritte senza riflessione alcuna  , lanciate quale bottiglia con messaggio nel mare infinito, ma senza quella poesia e speranza di un tempo, desiderio che prima o poi qualcuno possa recuperarla e leggerne il messaggio . 
Persi e distanti da tutto cio' che di reale  circonda le loro vite. Ore, e giorni passati a rimirare uno screen da 5 pollici luminescente di un niente assoluto. Gli stessi giovani che usano i prodotti del mitico Steve Jobs il quale disse : Siate affamati Siate folli ! ma che non voleva dire vivete come folli , pazzi perduti senza sapere dove andare. Questo invito, esso stesso  si è perso all'interno della scatoletta bianca che ogni giovinotto maneggia con ansia compulsiva. Siate affamati di conoscenza, siate folli nell'osare, provare a mettersi in gioco , perfino rischiare di rimanere delusi , ma in buona sostanza buttarsi nella vita , questo il significato mal recepito e per niente ascoltato. Invece vedo sguardi allucinati da ore e ore di video , e flash , allucinati come folli appunti ,  drogati di immagini spesso neanche recepite. Molti adulti sono colpiti da stessa mania, dobbiamo dirlo con franchezza, ma dai giovani ci si aspetterebbe un comportamento diverso , da menti scattanti e fresche ci si potrebbe legittimamente aspettare un sussulto di novità, di ribellione, di verve , perfino di entusiasmo rinascimentale, di un uso diverso della tecnologia, di un uso piu' proficuo. Sono convinto in effetti che sepur giovane , ogni cuore  possa battere, sobbalzare per un soffio di vita; e quindi in definitiva sognare; mi rifiuto di credere che i giovani cuori siano del tutto perduti.
Mi sono entusiasmato a 58 anni per inezie e cose ; cose di cui è piena la vita , ho perso gli occhi per delle luminarie, ho gioito per una focara paesana, mi sono esaltato per un formaggio fuso al fuoco , ho saltato sulle gambe per delle foto dall'alto , mi son commosso per un presepe, sono andato in visibilio per un bacio in ascensore da adolescente, sono andato in delirio per un pranzo improvvisato , ho volato su una moto nel freddo , mi sono ubriacato nel trovare in una collezione di dischi privata "In the Court of the Crimson King", capolavoro assoluto , per lungo tempo in testa alla classifica di "Per Voi Giovani" . Appunto "Per voi giovani", e mi chiedo :  quanto ne sanno i giovani moderni della trasmissione condotta da Paolo Testa e poi Carlo Massarini  in RadioRai ? quando non esistevano i telefonini, e anche la TV era rara nelle nostre case,  noi giovani di un tempo attendevamo con ansia ed entusiasmo di sentire la sigla della trasmissione Glad dei Traffic di Steve Winwood. Era il tempo della divulgazione della musica internazionale , del progressive Rock , l'epoca degli occhi sognanti , delle illusioni , delle speranze. (Bandiera gialla, Alto gradimento , Supersonic le altre trasmnissioni al Top)-
Tutto questo è perso , non esiste piu' , assolutamente inabissato in un mare profondo di scambi via etere, da nessuno a nessuno , di banali Mp3 ascoltati e subito dimenticati,  incapaci poi questi alieni di proferire parola se privati del magico schermo.  Incapaci di entusiasmarsi per cose della vita reale.
E mi chiedo a questo punto quanto capaci di provare sentimento che non sia solo pretesa o rabbia, ma sopprattutto comprensione e pazienza e anche capacità di sopportare la  delusione. 
Ecco io credo che i giovani moderni non sappiano cosa sia la delusione, abituati come sono ad ottenere il tutto e subito e pronto , per poi  un secondo successivo dimenticarsi di tutti e tutto. 
La delusione come la conquista a loro è del tutto aliena, come un pianeta lontano , non ne immaginano neanche l'esistenza. E purtroppo la vita ben presto  fornirà  loro piatti pieni di delusione.  Ho visto che pretese sono portate avanti con piglio , diritti accampati  e rabbia in caso di mancata soddisfazione. La lunga sequenza dei grigi che la vita presenta è del tutta sconosciuta. 
In tutto questo deceduta è la "meraviglia" , non esiste meraviglia per niente , e per nessuno. 
Di questo ne siam tutti responsabili ( gli adulti) con i nostri comportamenti , con le nostre paure, con le nostre abitudini , e, diciamolo anche questo , con la nostra mancanza di volontà.
Forse ancora nelle leve giovanissime possiamo ritrovare il gusto della gioia, almeno fin quando anche  i piccolini piccolini , non cominceranno a seguire il sentiero dei "sempre connessi".
Siate folli  ! potrà avere un significato diverso per qualcuno ?  e forse questo qualcuno riuscirà ancora a meravigliarsi ?


sabato 26 luglio 2014

Rinunce & Cuore

(foto di Garimar)

Rinunce & Cuore

Adulti, cosa vuol significare in genere quando indichiamo : esser adulti ?
Esiste per caso un età definita , o un momento  nel quale passiamo dallo stato di adoloscente, o giovane che dir si voglia, allo stato di adulto ?
Cosa possiamo dire in merito all'esser Adulto ?
Una cosa ho appreso nel percorso del tutto personale della storia passata,  quella che Adulti non si diventa mai,  solo una chimera, un modo di dire  per indicare un qualcosa di indefinito , un comportamento generico in base al quale poter giudicare i fatti o i misfatti di una persona. 
Modi di dire quali  "non ti comporti da adulto" , "non sei maturo",  "non hai responsabilità" sono solo delle etichette per poter affermare  la nostra contrarietà di fronte ad atteggiamenti o comportamenti che non riusciamo a comprendere. 
Adulto per me vuol solo dire:  persona che è in grado di fare rinunce, e nonostante tutto continua con volontà a proseguire. Questo la mia storia mi ha insegnato.
Due gli episodi base che hanno dato il senso di ciò che poi nel corso della vita si è confermato. 
Da bambino , come tutti i bambini, ero attaccatissimo ad un giocattolo ,  ricordo ancora "meraviglioso" , avrò avuto cinque o sei anni , ero affascinato da un camion di plastica che mi portavo sempre appresso con la cordicella. Se non che , in una delle sue fughe ribelli , mia sorella  portandosi appresso questo mio oggetto  lo perde o lo scambia non si sa, insomma se ne perde traccia. 
Questo primo episodio , mentre per i miei genitori si concludeva con un grosso sospiro di sollievo per il ritrovare senza danni la figliola , per me si risolveva unicamente con la perdita del giocattolo preferito. 
Un secondo episodio , identico per sofferenza, pochi anni piu' tardi , quando vivendo con i nonni , avendo questi un negozio di articoli scolastici e di giocattoli , mi innamorai di una "meravigliosa" pistola da gringo (a quel tempo questi erano i sogni di tutti i bambini, non esistento iPhone, iPad, ..), ebbene esprimo il sogno quale regalo di Natale. Il giorno di Natale ansioso in attesa del pranzo ( a quel tempo i regali erano il fulcro del pranzo di Natale in famiglia) , mi vedevo pronto per conflitti a fuoco e sparatorie. Poco prima di pranzo , mio zio si reca al negozio per prendere il gradito oggetto, se non che , una volta aperto, un cliente alla ricerca di un regalo dell'ultima ora, si presenta scegliendo proprio quella pistola per il proprio figlioletto. 
Facile immaginare la mia delusione a pranzo quando invece di quella pistola "meravigliosa" da gringo , ricevetti un altra pistola - forse anche piu' bella - ma senza dubbio  "diversa" , e a nulla valsero le promesse di riceverla in un secondo momento , per me quel natale fu orrendo, con un sogno infranto. Inutile dire che quella pistola da gringo non arrivò mai. 
Questi due episodi , educarono il mio carattere alle rinunce, a dover esser delusi , ma in ogni caso  , costretti a dover fare a meno di quanto si poteva sognare. In effetti il corso della mia vita poi in quella direzione si è avviata. Come si dice il buongiorno si vede dal mattino . Molte altre cose  sono intervenute e ho conquistato, ma sempre  è capitato di dover rinunciare a quello che piu' desideravo, avevo altro , ma non quello. 
Ho imparato quindi che per quanto si abbia e si possa volere,  occorre fare i conti sempre con una rinuncia di cio' che poi è più importante per noi.
In fondo forse, questo è quel diventare Adulti , icona di tutti i discorsi educativi familiari.
Mi son ritrovato a vivere in case non mie e di cui non avevo nessuna passione, e di converso a dover sempre sospirare di raggiungere la mia vera casa.
Anche questa è arrivata tardi a fronte di conquiste e  posta in capo al mondo , dove la terra finisce, lontano da tutto e da tutti ,  raggiungerla per pochi , pochissimi giorni della mia vita , porta  a maggior ragione a dover rinunciare .
Alla soglia dei sessanta , dover constatare di non aver mai vissuto a lungo presso la propria abitazione , è una considerazione amara, per certi versi di un sottile gusto maligno che ti mangia il cuore giorno per giorno . 

Come una beneamata canzone di un grande diceva "no, tu no".

Naturalmente tutto questo non puo' esser compreso da chi proviene da esperienze opposte. Per assurdo , invece, chi ha sempre vissuto tra le proprie quattro mura , non vede l'ora e sogna continuamente di scappar via. 

Altro modo di dire : nessuno è mai contento di ciò che ha . 

Alla fine l'arte della rinuncia diviene un modo di essere, un modo di vita e una sorte di compagna intima dei propri sogni , quale presenza affiancata al proprio cuore che inesorabilmente continua a battere. 

Per altri termini l'arte della rinuncia , altro non è che la benzina che alimenta il motore del nostro cuore, spingendolo a battere sempre, e ad anelare ancora-

domenica 23 febbraio 2014

La Terra e gli Umani

(foto di Garimar)

DIO

Più grande diventa il mondo conosciuto più complesse diventano le teorie di universi in espansione, collassanti, fino ad arrivare all'idea che tutta quella struttura inconcepibile sia soltanto una di innumerevoli altre , in una specie di schiuma cosmica. L'idea di un Dio riservato agli abitanti del terzo pianeta di un insignificante sistema solare in un angolo di provincia di una galassia di media grandezza ha sempre meno senso. Più si dilatano la conoscenza e l'intuizione umane , più appaiono insignificanti proprio coloro che riescono a pensare a tutto ciò: gli esseri umani. Perchè Dio , sempre che esista, debba amare un ammasso di geni maleducati che non fanno altro che azzuffarsi , e rovinare il pianeta ? Perchè proprio gli abitanti di un pianeta tra miliardi di arcimiliardi di altri mondi devono esser così importanti per il creatore del tutto ? Escludendo il sole , la stella a noi più prossima, Proxima Centauri, è a quarantamila miliardi di km. (4,23 anni luce) , e la stessa altro non è che una tra tra centinaia di miliardi di stelle che costituiscono la nostra Via Lattea, che a sua volta rappresenta solo una minuscola parte di una struttura fatta di ammassi di galassie e superammassi appesi come gocce di rugiada ad una ragnatela virtuale , tessuti attorno a spazi neri pieni di una materia enigmatica e invisibile.(*)
Ancor più inconcepibile , appare la fugace vita umana, presa come è dal  sistema e dal modo comune di impostare la vita ,del tutto insignificante alla luce dello scenario cosmico. Come mai, l'esser vivente , che è solo un battito di ciglia , rispetto alla vita dell'universo , si perde e si affligge su temi del tutto inesistenti , perdendo il vero senso di cio' che siamo nell'essenza : siamo esseri con un lampo di vita istantaneo. Questi abitanti , di questo terzo pianeta del sistema solare,  (anche considerando i millenni della storia umana, pur sempre un lasso di tempo fugace su scala universale) , non han fatto altro che "cucirsi" addosso  una modalità di vita che è una complicazione e un afflizione dell'animo umano.
Ci imponiamo modi, doveri, responsabilità che , sempre su scala universale, appaiono del tutto privi di significato . Perdiamo da millenni e perderemo purtroppo finchè calpesteremo questa Terra , il vero senso di cio' che siamo : esseri viventi . Come tali dovremmo concentrarci su questo , piuttosto che seguire astruse teorie di diritto civile, di regole politiche , di leggi giudiziarie, di diktat economici.
I nostri cento anni di vita (un microsecondo se pensiamo bene) , li sprechiamo completamente all'inseguimento di ciò che non è naturale  , sottoponendoci volontariamente (perchè questo è : tortura volontaria ) ad una castrazione volontaria del nostro animo .
Esseri umani che si affliggono tra  di loro  , su un minuscolo pianeta,  violentandosi continuamente nel breve arco di presenza dell'umanità , brevissimo .
Imbecilli.

(*) Frank Schatzing : Silenzio Assoluto

domenica 26 gennaio 2014

Buchi neri e amore...il tempo

(foto di garimar)

Cercasi amore

In un pomeriggio domenicale , capita per caso , come tutto nella vita,  una concomitanza di eventi che portano entrambi allo stesso tema, con le stesse identiche conclusioni.-  
Sono quei casi in cui si arriva abbastanza vicini a comprendere come  esiste un "unicum" di conoscenza  dello spirito umano , un unicum che si allarga fino a far comprendere il grande disegno dell'esistenza  - o quasi. Si arriva anche a comprendere come  il disegno meraviglioso che abbiamo dinanzi i nostri occhi non può che esser amato lasciandoci basiti per la sua complessità e infine riducendosi all'interno di noi stessi in ciò che chiamiamo anima. 
Seguivo una trasmissione sulle origini dell'universo tenuta dal fisico Stephen Hawking (Esistenza intrinseca), dove  veniva illustrato il concetto di "orizzonte degli eventi"  di un buco nero. Avvicinandosi ad un buco nero si noterebbe man mano il rallentamento della velocità e quindi del tempo fino a fermarsi del tutto su cio' che viene definito appunto orizzonte degli eventi . La trasmissione approfondiva il concetto fino ad arrivare al  momento iniziale dell'universo e di come niente potesse esserci prima. Prima del momento iniziale dell'universo (Big Band)  niente, neanche il tempo, puo' aver avuto significato semplicemnte perchè nulla poteva esistere. Il tempo stesso nasce con la nascita dell'universo .
In sostanza la spiegazione del fisico era centrata sul concetto di tempo , che come entità misurabile esiste  con la formazione dell'universo. L'universo quindi è nato senza una causa , perchè non essendoci un tempo  nulla può esserci ad aver determinato l'istanze iniziale, neanche una volontà divina. Trasmissione e temi interessanti se non altro perchè fonte di riflessioni su cui ognuno puo' cercare di comprendere la propria esistenza. 
Allo stesso tempo , quasi per caso (ma poi  esiste il caso nella vita ?) , seguivo anche un film così detto di intrattenimento "Cercasi amore per la fine del mondo") , e com mio grosso stupore , man mano che il film si svolgeva nella sua trama , scoprivo come  affrontasse lo stesso tema del "tempo" o meglio della mancanza di tempo  quando si ha la percezione che la vita sta per finire, o meglio quando si trova il perchè della ricerca che ognuno di noi intraprende nel corso della vita. 
Il film prende spunto da una fine imminente del mondo così come lo conosciamo , a causa di una meteora in avvicinamento , e racconta gli ultimi giorni del protagonista alla ricerca del perchè  il sentimento di amore debba nascere senza causa e non per risolvere bisogni che ognuno può avere. La trama prosegue finchè il protagonista trova questa persona che farà nascere questo sentimento e come l'incalzare degli eventi faccia pesare la mancanza di tempo per ogni cosa.
Stupeffacente la sincronia delle due trasmissioni ( di diversissimo spessore) ma con lo stesso concetto di base. 
Da un lato il film  con il tempo in lento scadere senza possibilità , dall'altra la trasmissione scientifica che illustrava come non si possa spiegare l'inizio, il principio perchè nulla puo' esserci prima dell'inizio, come nulla ci sarà dopo la fine del tutto e in sostanza come il tempo abbia un inizio e una fine segnando  "l'orizzonte degli eventi" . 
Il film si conclude con una ammissione del protagonista rivolto alla sua amata poco prima della fine  :  anche se ti avessi conosciuta prima , il tempo non sarebbe bastato.

Verità che possono desumersi sia da una trasmissione scientifica come da un film di intrattenimento ,si puo' sempre scoprire il senso delle cose ,  aprendo la mente e il cuore a cio' che vediamo ed ascoltiamo.

P.S.
sempre con le coincidenze accennate nel post, e per i puristi scientifici  il giorno dopo (27/01/2014) la pubblicazione del presente post   , il fisico Sthephen Hawking  ha rilasciata una intervista dove annuncia la revisione del concetto  "orizzonte degli eventi" , ribadendo che contrariamente a quanto fin qui asserito , ora la scienza quantistica ammette che energia e informazione possano uscire da un "black Hole" . E' il nuovo "orizzonte apparente" . (studio presentato alla comunità scientifica il 22/01/2014)  .

domenica 17 marzo 2013

Il tempo di Francesco


MEDIAWORLD



L'accostamento tra l'evocazione del nome Francesco e Mediaworld potrebbe ritenersi assurdo ed irriverente, invece risulta congruo e pertinente. Siamo in un momento in cui la Chiesa e perfino le Istituzioni stano "PROVANDO"  a dare un segnale di cambiamento . 
Se le parole e i nomi sono importanti , il nome Francesco e le parole  che si stanno via via ripetendo nei vari discorsi , sembrano abbiano dei segnali di cambi di rotta.
Solo in futuro potremmo dire se questo discorso rusulta reale o solo vacuità che si sgonfierà con il passaggio dei giorni. 
Il concetto che riporto oggi è ben diverso , non riguarda quello che potrebbe o non potrebbe essere, e non riguarda  se vedere o meno segnali di cambiamento. 
Mediaworld  il regno incontrastato dell' HI Tech , vero simbolo del mondo moderno . Vendita di oggetti e apparati che riempiono le nostre case, ma non solo , che influenzano i nostri modi e in definitiva il nostro mondo. 
Apparati ed oggetti che già prima di portarli a casa hanno iniziato la lora rapida obsolescenza, per esser sostituiti da ancor più nuovi e luccicanti nuovi modelli. Il vero modello del business fast and fourious.
Ogni epoca è caratterizzata da un modello , e Mediaworld ben rappresenta il nostro attuale modello , perlomeno , il modello occidentale.
A dir la verità questo modello in questi ultimi anni sta crollando esso stesso sotto i colpi di questa crisi economica e sociale. 
Detto questo (argomento che potrebbe aprire dibattiti accesi) , e ancora un altro e piu' profondo il fenomeno che Mediaworld ha posto sul tappeto. 
Rechiamoci in uno di questi empori magici dell'elettronica e guardiamoci attorno , luci, scaffali, oggetti, suoni, immagini , plastichine ed etichette ammiccanti , e la facilità del prodotto a portata di mano. 
Questo è il problema di fondo sociale che si radica , la facilità di poter accedere acquistare ogni cosa si desideri senza alcun sforzo e senza come si suol dire alcuna attesa .
Si dirà che il mondo moderno impone la modalità FAST. Chi non è veloce è tagliato fuori , come si suol dire è OUT.  
Per cui si va , si sceglie e si compra, si porta a casa, si usa  e si dimentica. E via così. 
Un modello che ha i suoi benefici nel fatto che dietro tutto c'è il "si produce". 
Questo è in sostanza. Ma l'aderire a questo modello , in specie per le nuove leve generazionali, fa perdere un apsetto che sarebbe rilevante nella vita di ogni persona : il valore.
Cosa è il valore ? 
Il valore può forse esser rappresentato dal costo del materiale ? no di certo , forse può esser rappresentato dal servizio che l'apparato permette di eseguire ?  ancora una volta la risposta è no. Il valore dovrebbe essere dato dal nostro lavoro e dal nostro sacrificio che ci permette di acquistare questo oggetto. 
Vale a dire, la possibilità di poter prendere tutto con facilità, e senza pensarci su per più di qualche ora se non minuti, fa deprezzare di molto il valore delle cose che riempiono la nostra vita. E cose di poco valore vengono dimenticate in fretta. 
Ecco perchè i nostri giovani sono vuoti , senza senso del valore in se , e non delle monete che posseggono in tasca. 
Nessuno si sacrifica più in attesa di poter conquistarsi sul campo  il telefono, il Tv, la lavatrice, il PC, la macchina fotografica, la scopa elettrica... 
Si pensa di aver bisogno di un qualcosa, si esce , si và, si compra , e si porta a casa , che problema c'è ? 
Così crescono le nostre giovani leve, si compra di tutto senza riflessione, senza pensiero, senza neanche il vero bisogno. 
E così facciamo perdere di valore alla nostra vita, al nostro mondo e sempre più nel baratro del vuoto ci troviamo.
Un tempo , quando ancora c'era la speranza di un mondo migliore, si attendeva per lungo tempo il momento di poter arrivare a comprare qualcosa. E questo lungo tempo faceva si che in effetti esisteva un reale bisogno. La vita era piena, consapevole, ma soprattutto  si sognava.
Il sogno accompagnava le nostre azioni , i nostri lavori, i nostri impegni, sognavamo un mondo migliore. Ma non sognavamo certamente un mondo basato su Fast e Fourious. Purtroppo i sogni man mano sono stati dimenticati, arrendendosi al tutto e subito con facilità.
Il pensiero imperante che si è imposto è : la vita è breve occorre godersela. Pensando che godere della vita sia sempre e solo conquistare l'ultimo modello di cellulare che è sullo scaffale. 
Ecco cosa mi ispira il nome Francesco e cosa penso di Mediaworld.

sabato 19 gennaio 2013

Le signore lungo le strade

(da La Gazzetta del Mezzogiorno)

Prostitute

Lo spettacolo delle nostre strade punteggiate quasi ovunque da liete signorine  disposte a  fornire piccoli o grandi servizi è sotto gli occhi di tutti noi. Non facciamo i benepensanti pronti a sentirsi scandalizzati al grido che lo spettacolo è degradante. Piuttosto occorre riconoscere che il mestiere piu' antico del mondo ha dinamiche niente affatto scontate o semplicistiche. Come definire infatti la capacità di cassa delle citate signorine, capacità che  un qualsiasi ufficio di marketing si sogna. Anche la disposizione logistica di queste signorine fa  rilevare il flusso di merci e/o percorsi metropolitani piu' congrui. Si potrebbe anche rilevare che tali presenze, spesso sono in anticipo su futuri sviluppi delle nostre poco amate città.  Tali signore e signorine si presentano in varie vesti, andiamo da quelle di colore, alle asiatiche , dalle emaciate nordiche, alle erotiche sud americane. Vediamo di tutto lungo le nostre strade , da esposizioni di parti corporali più o meno erotiche a  esposizioni di atelier di tutto punto. Ci sono vere e proprie postazioni lungo le nostre strade che sono segnalate ben piu' dei fantomatici autovelox. Fogge di ogni tipo, atteggiamenti vari : dalla menefreghista, alla simpatica, alla depressa, alla rifugiata, e anche ( e purtroppo)  alla schiava. Ci sono bambine ,quasi,  e anziane giovinotte che dire ridicole è poco. Ci sono magrissime presenze quanto abbondanti forme pronte a soddisfare ogni qualsiasi immaginazione . Ci sono trans quotati e tanto altro. Ai famosi benpensanti che son pronti ad additare , basterebbe far riflettere che se tali presenze sono aumentate a dismisura è perchè di sicuro il mercato si va espandendo, c'è presenza perchè c'è richiesta. Detto questo e descritto sommariamente questo mondo che di per se presenta aspetti anche complessi che meriterebbero ben altri ragionamenti , nasce però spontanea una domanda. A queste signore e signorine mi piacerebbe chiedere:  ma a chi telefonate continuamente ad ogni ora del giorno e della notte quando non siete impegnate in qualche servizio o servizietto ?

martedì 11 dicembre 2012

Le sensazioni di pelle

(foto di Garimar)

Viaggi

 Strano come si possa provare maggiore emozione quando siamo ciechi e magari anche sordi. Delegare al solo senso del tatto e dell'olfatto la percezione di quanto ci circonda ci induce sensazioni inaudite.
Si pensa subito all'eccitamento , alla morbosità di un incontro al buio, alla speranza di una serata al buio con una sconosciuta o sconosciuto . Tutto lecito quando si parla di emozione e di piu' direi di sensazioni. L'animale uomo è uno strano animale. Si puo' eccitare per una parola, per un gesto, per una visione, ma molto di piu' per una immaginazione. Perchè si scopre come il nostro corpo e in fondo il nostro cuore, riesca a riscaldarsi per cose del tutto immaginarie, per pensieri indotti in noi stessi, indipendentemente da chi ci sta di fronte.
Esperimento: poniamoci su una spiaggia deserta e osserviamo e sentiamo. Di sicuro ci emoziona, il mare piace a tutti (a parte poche eccezioni) , sentiamo l'odore, il rumore delle onde, perfino qualche gabbiano passante rasente, il vento, la sabbia sotto i piedi. Sensazioni che ci inducono emozione, visione che riempie il cuore e la mente. Tutto sublime, molto lindo e lucido come i nostri occhi. Poi chiudiamo tutto , chiudiamo gli occhi, solleviamo i piedi, estraniamoci dall'ambiente e ascoltiamo solamente e odoriamo, sentiamo l'aria sulla nostra pelle. Facciamoci trasportare dalla nostra mente, abbandoniamoci a questi due unici sensi e vediamo che un immagine si forma nella nostra mente. Intraprenderemo un viaggio molto piu' profondo , e rilasciando ancor di piu' la mente, attraverseremo il buco nero della percezione per tuffarci nell'abisso dell'emozione pura. Eppure siamo nello stesso luogo di prima, ma la sensazione è molto piu' profonda. La nostra immaginazione è il mezzo piu' potente per costruire la nostra vita. Immaginazione che trasforma la realtà. Un arma potentissima

giovedì 29 novembre 2012

Distrazione

(foto di Garimar)

Concentrazione

Siamo in un mondo di distrazione assoluta, nel senso letterale del termine. 
Qui voglio indicare non il fatto della disattenzione, della poca concentrazione su ciò che ci vede impegnati, no tutt'altro, voglio indicare il fatto che siamo assolutamente concentrati sul nostro IO, quindi distratti da tutto ciò che è appena al di là di noi  e presi  dall'assoluto narcisismo del nostro esser perfetti. Siamo in un mondo che decanta e idealizza l'amore, lo racconta, lo favoleggia, lo descrive come la panacea di tutti i mali che affliggono l'umanità, e allo stesso tempo siamo concentrati solo sul prevalere sugli altri. Purtroppo questa gara non è una competizione leale dove finita la gara ci si ritrova tutti uniti nella passione, tutt'altro questa competizione puo' solo finire con l'annientamento degli altri. Tutto tende a far rivalere gli uni contro gli altri per poter concludere io sono il piu' bravo, io sono il meglio assoluto e io son il massimo. Siamo corpo e mente portati ad sminuire piuttosto che ammirare e complimentarsi con un estraneo per qualità evidenti. Diventiamo subito invidiosi , invidiosi di quello che sul campo dimostra capacità superiori alle nostre. Diveniamo quindi preda di mal di pancia e di strette di stomaco, di pensieri poco gentili, e concludiamo ogni discussione con una considerazione : se l'altro è piu' bravo di me, sicuramente o è un delinquente o un raccomandato, di sicuro non è per capacità .
Viviamo così , decantando la solidarietà, ma guardandoci bene dall'applicarla alla nostra vita. Questo accade quotidianamente nell'ambito familiare, e si presenta centuplicato nell'ambito lavorativo.  Siamo chiusi su noi stessi ,è un carattere ereditato dal nostro esser feudali, ed infatti  siamo fermi a quell'epoca. Non ci siamo mossi di una virgola anche se ci atteggiamo da moderni, siamo inchiodati al villico carattere di odiare il potente  chiunque esso sia e qualunque cosa faccia anche buona. 
In sostanza odiamo, a parole, colui che usa il potere e il denaro per imporsi, ma sotto sotto lo ammiriamo invidiandolo e cercando ogni mezzo per emularlo. Da questo discende che il nostro esser popolo italico è una incongruenza nei termini. Non siamo popolo , non lo siamo mai stati e nè mai lo sentiremo sulla nostra pelle. Non siamo italici , perchè italici lo siamo solo fino alla porta di casa, poi incontrando in strada l'altrui , questo diviene sicuramente un pò meno italico di noi , dato che sicuramente noi siamo meglio. Noi siamo meglio di chiunque , e per questo ambiamo a dire la famosa frase  "lei non sa chi sono io ". Ecco l'ambito premio del sentirsi realizzati, poter finalmente un giorno urlare in faccia a chiunque  "lei non sa chi sono io ". Già non lo so chi sei tu, probabilmente un cazzone. Anzi sicuramente un cazzone!!
Perchè tutta questa concentrazione su noi stessi porta di sicuro ad un solo unico effetto : la distrazione dalla vita. La disattenzione del tempo che passa e la perdita di ogni cosa possa arricchire il nostro sguardo, il nostro animo e perfino il nostro portafoglio. 
Siamo troppo concentrati su noi stessi per poter guardare orizzonti larghi , scenari ampi che coinvolgano un pò tutto . Perchè in effetti , diciamo la verità, a noi degli altri non frega un cazzo. 
Si certo declamiamo e scriviamo su Facebook  frasi solidali , appelli alla comprensione, e alla fratellanza, alla educazione. Ma spento il pc siamo solo capaci di mangiarci lo stomaco per scovare il modo di fregare il prossimo. Ci meravigliamo della poca sincerità dei governanti, della poca propensione al bene comune dei potenti, alla poca solidarietà degli imprenditori, alla poca vicinanza degli altri prelati, e poi noi stessi siamo molto peggio di quanti critichiamo. Siamo incapaci di pensare un concetto comune, e soprattutto di portarci insieme ad una meta. Il pensiero italico è sempre e solo quello di esser primo o almeno , prima di te. Non ha importanza se siamo ultimi degli ultimi, è importante solo che dietro di me ci sei tu .
Quindi distrazione da ciò che è la vita e concentrazione sul nostro io. Nessuno sarà daccordo. Lo credo bene, sentir dire che siamo dei cazzoni non piace a nessuno , ma lo siamo , lo siamo fino in fondo. Lo siamo quando nelle nostri potenti auto superiamo le code , sicuri del nostro : "lei non sa chi sono io " ....no non lo so , ma di sicuro sei un cazzone come me. Perchè così facendo in effetti dimostriamo che lo siamo tutti dei cazzoni, niente di più.

sabato 13 ottobre 2012

E' passato un anno

Il tempo immobile

A volte , il tempo rimane come inchiodato in un preciso istante, e sembra che da quel momento niente si muova o vada avanti come prima.

http://garimar.blogspot.it/2011/10/quando-un-amico-se-ne-va.html



Ciao amico mio

giovedì 13 settembre 2012

Passi

(foto di Garimar)

Da ieri ad oggi

Ultimi scampoli d'estate, godo gli ultimi tuffi in  un mare d' azzurro.
Lontani i clamori d'agosto passato.
Mi accorgo in un tempo del luogo percorso. 
Un tempo lontano, perfino dimenticato , il sentiero di oggi lo stesso di ieri.
E come d'incanto il pensiero di allora, risorge immediato. 
Passi e ancora passi, su pietre remote, segnate dal tempo. 
Il pensiero riporta sapori di antico, la mente vacilla, sperduta nell'aria.
Da ieri ad oggi , il sentiero  lo stesso, i miei passi solo più lenti. 
Allora i miei passi con segni scomparsi, oggi gli stessi con traccia fantasma.
Da ieri ad oggi, io passo così. 

venerdì 31 agosto 2012

La parabola del Rock e Facebook

(Pink Floyd - The Wall)

Il Muro

Le avanguardie del Rock segnarono gli anni '60/'70 rivoluzionando il mondo della musica , del fare e recepeire la musica ROCK. Esponenti di rilievo di tali avanguardie contribuirono a cambiare per sempre le regole dello spettacolo musicale e non solo , unendo musica immagini e luci in un mix allucinogeno di emozione e sensazione. Il gruppo che più ha contribuito con i propri tour e dischi a tale rivoluzione sono stati indubbiamente i Pink Floyd.  Come ogni  rivoluzione  , anche quella delle avanguardie , data l'esplosione a livello mondiale dei gruppi musicali , arrivò però a chiudersi su se stessa perdendo di vista l'obiettivo principale dei musicisti  che è quello dell'ascolto del brano musicale. Il punto di rottura e di non ritorno di tale fenomeno fu segnato dal disco prima e dal conseguente tour poi  "The Wall" , il muro creatosi tra artisti e spettatori, i primi racchiusi nella ricerca esasperata del riff, e i secondi urlanti e piangenti per nulla attenti alle note esplose dagli impianti di amplificazione. Il muro appunto invalicalibile con la comunicazione impossibile tra palco e spettatori.
Allo stesso modo Facebook , ha rappresentato l'avanguardia della comunicazione mediatica  in internet. Il fenomeno Facebook esploso quasi per caso  , essendo nato solo per disporre di un book di immagini - in prevalenza femminili - per contatti in ambito scolastico. Ebbene tale book , ha preso man mano piede e a livello mondiale ha avuto una esplosione demografica senza pari. Possiamo dire che l'era Internet si può dividere tra prima di Facebook e il dopo Facebook. Il social network per eccellenza è divenuto nel giro di pochissimo il punto di approdo e di ritrovo degli sperduti della rete , il luogo di convivenza virtuale e di comunicazione totale in ogni ambito : familiare, nazionale, mondiale, globale, fino ad approdare alla comunicazione politica e finianziaria, filosofica ed anche didattica ;  in altri termini la vera  comunicazione globale.
Questo social network si è evoluto , annichilendo gli altri sistemi  in auge fino al suo avvento quali i comunicator propriamente detti ( Messenger MSN, Yahoo messenger, ICQ, AOL, Odigo ...) e i vari siti e comunità come i vari Meetic, Netlog, Badoo, HI5 ect...
Tutti amichevolmente su Facebook , indubbiamente è stato un piacere ritrovare vecchi compagni di scuola, parenti lontani , amicizie dimenticate ,vecchi compagni di lavoro e anche nemici (diciamolo) , e tutto questo con una facilità disarmante. 
E' bastato  un click e  ritrovare vecchi e nuovi rapporti , relazioni, discussioni, comunità.
Man mano ha preso piede sempre di più la necessità di collegarsi a Facebook e rimanerci per l'intera giornata.
Gli amministratori di Facebook , capito per tempo la potenzialità di tale social netowork, non avendo peli sullo stomaco, giustamente, han pensato da subito di realizzare una macchina da guerra poderosa per far soldi a palate . Il colosso Google ha tremato al cospetto di questo social network , infatti  Facebook   ha imposto cose quali il famoso "mi piace" , poi il "tag", e poi la "chat interna", ed un infinità di APP piu' o meno note che ci forniscono ogni possibile uso, dal   "sono qui" , al "vado qui" oppure "interverrò" . 
Non sei nessuno se non sei su Facebbok!
Ma come la parabola del Rock, la complessità sempre maggiore dell'apparato, ma soprattutto la perdita dello scopo per cui iscriversi da parte degli utenti, sempre di più portano verso la decadenza del social network. 
E' nell'aria , sotto i colpi di APP sempre piu' uguali a se stesse ed invadenti, sotto la moda imperante dei manifesti e delle esposizioni spersonalizzate  , e soprattutto sotto il desiderio spasmodico di collezionare "mi piace" ad ogni spron battuto.
La comunicazione che voleva essere in rapporto di uno-a-molti , ma preservando il colloquio uno-a-uno si è andata via via persa nell'unica comunicazione oramai imperante : uno-a-molti .
Ecco che sempre di più la bacheca è affollatissima di lanci mattutini e serali di buongiono e buonasera "URBI ET ORBI" , tutti accomunati in un fascio di pseudo-amicizie, senza nessun individualismo e senza nessuna caratterizzazione, come nelle mense, il menù uguale per tutti !.
Sempre più la moda di condannare o eloggiare con parole desunte da citazioni e/o articoli piu' o meno famose, e sempre piu' la facilità della diffusione di notizie quasi mai verificate, in sostanza  "c'è scritto su Facebook" , quindi è vero a prescindere. 
Per questo parimenti alla storia delle avanguardie del Rock , il Social Network e i suoi utenti stanno richiudendosi su se stessi. 
Di fatto , l'azienda quotata in borsa con manifesta soddisfazione ( e supervalutazione..diciamolo!) , in breve tempo è stata ridimensionata del più del 50 %. 
Di questo ancora  non c'è una consapevolezza assoluta, ma i segnali di un tramonto prossimo sono evidenti, quando lo strumento prende il sopravvento sulla sostanza, non c'è legge che tenga, è destinato a decadere. 
Indubbiamente Facebook ha rappresentato una rivoluzione, sia per la facilità della comunicazione (parlare per immagini, condividere eventi, far partecipare amici, amici di amici, conoscenti ...), ha rappresentato un cambiamento costruendo quello che è una piazza su cui tutti si possono incontrare (anche se l'idea non è originale vedi ad esempio lo scomparso Second Life, che però dopo un boom iniziale è andato man mano spegnendosi, anche perchè in quel caso  la facilità d'uso era alquanto aleatoria) ; il merito è senz'altro quello di aver reso protagonisti tutti  con la semplice presenza, questo il segreto del successo ; ma allo stesso tempo il fatto che Facebbok in cambio esige sapere tutto di te (in maniera chiara e anche in maniera subdola), ecco lo scopo de  il "dove sono"  il "cosa mi piace" il "cosa faccio" , "quali sono le mie amicizie" ,"quali sono le mie foto" , tutte informazioni che  costituiscono  un bagaglio di informazione preziosissimo che permette a sistemi sofisticati di analisi di esporre suggerimenti personalizzati, e fin anche di influenzare movimenti e tendenze sociali . Non da poco tale potenza nel mondo moderno. 
Ma tutto questo ha creato un sistema che è un mostro e all'interno del quale gli utenti  sempre di più perdono di vista la ragione dell'esserci. Perchè alla fine è sempre valido il pensiero dove sono , cosa faccio.
Il muro appunto, anche in questo caso siamo di fronte a "The Wall".

venerdì 24 agosto 2012

Think Different

(foto di Garimar: Grotta del Drago 24 Agosto 2012 )

Fuori dalle grotte Kazzo!

In questo sistema che fa del business il comandamento principale, il "Think Different" è d'obbligo se vogliamo vedere esattamente dove stiamo andando. La regola che il business possa permettersi tutto è una regola che non comprendo, per due grossi motivi; innanzi tutto non si capisce mai bene il business a vantaggio di chi è - sicuramente non a vantaggio mio - e poi il fatto che per motivi di business si possano contravvenire tutte le regole, è una cosa che non digerisco. 
La legge è o no uguale per tutti ?  vale tale legge per gli affaristi e anche per i poveracci nella stessa misura? Credo proprio di no, e sempre più mi convinco che la legge vale per tutti i poveracci e basta. 
Ma un ulteriore "Think Different" mi porta anche a considerare a scapito di chi realizziamo queste attività di  business?
Certo siamo gente limitata, in una società limitata, governata dall'impero dell'immagine, e con pseudo coscienza ecosostenibile imposta da slogan e campagne pubblicitarie che lasciano il tempo che corre. 
Siamo gente che è pronta a mettersi una mano sul cuore recitando che l'inquinamento è il danno del secolo , e ci dichiariamo pronti a combattere una battaglia senza pari contro tale cancro mondiale. Poi però , dato che siamo immersi in una società del denaro, una società che si etichetta della parola "libera", ci sentiamo autorizzati a comprarci tutto con tale denaro, e ci sentiamo in diritto di pretendere tutto. Da un lato quindi  abbiamo orde di persone pronte a comprarsi un tiket per godersi la meritatissima vacanza, dall'altro abbiamo scrupolosi uomini di affari che mettono a disposizione qualsiasi servizio per far si che le nostre vacanze siano memorabili. 
Così siamo tutti felici , e tutti coscienziosamente col cuore a posto. 
Ma chi ha dato il diritto di "comprarsi" il permesso di poter trasgredire ogni puù normale regola del buon senso sol perchè è disponibile il vile denaro ?
Chi ha deciso che in nome di un profitto sempre più scarso in questi tempi dove i guadagni si stanno sempre più assottigliando è possibile derogare i regolamenti nautici?
Parliamo di questo fenomeno, ma il concetto si estende parimenti a ogni attività moderna che vuole fare "business". 
Per carità non voglio qui imbastire astruse discussioni sui controlli e sull'opera di vigilanza. PArliamo della nostra coscienza piuttosto che è ben più importante, della mia coscienza e della coscienza di quei turisti che sono su quelle barche e di chi ne è al timone. 
Il "Think Different" mi porta a pensare che tali trasgressioni portano ad un depauperamento del patrimonio naturale che altro non è che un ladrocinio nei confronti delle generazioni future. Certo facciamo business, ma rubiamo ai nostri figli ai nostri nipoti la possibilità di godere di queste stesse bellezze così come noi le abbiamo conosciute. 
Non credo che il denaro possa comprare questo diritto, non credo che possa esistere regola del business che imponga questo stato di cose. Solo gente miope e società malevola può permettere questo stato di cose. Non abbiamo nessun diritto su questa terra, siamo ospiti, e per di più ospiti di passaggio, eppure ci comportiamo da padroni e da cechi , pur professandoci moderni, intelligenti, ecologici. 
Siamo solo dei cretini, non ci sono alternative a questa considerazione. 
Anche in questo caso con un pò di sale in zucca, ci vorrebbe davvero poco a organizzare da un lato il diritto della genta di godere di meritate vacanze e dall'altro salvaguardare il principio imprescindibile della natura per quanto possibile incontaminata.
Barche a motore private e non, ormeggiatevi a 300 metri come prevede il regolamento e fate nuotare questi turisti se proprio vogliono entrare in grotta, fa bene non solo al mare e alla costa , ma fa bene alla salute un pò di nuoto, (del resto siamo la società che più spende per palestre e attività ginniche).
Un pò di intelligenza non guasterebbe per salvare se possibile questo mondo. 
Ma credo che vincerà il business....molto ricchi...ma molto poveri di risorse naturali.
Eccezionale!

giovedì 7 giugno 2012

La torre di Babele

(foto di Garimar)

La comunicazione

Fogli pieni di parole, articoli, leggi,manuali, codici,  procedure, regolamenti, norme piene di parole , di formule, siamo pieni di parole che descrivono e regolano il nostro agire.
La comunicazione dell'informazione sul nostro impegno quotidiano, qualcosa che dovrebbe esser chiaro e semplice e invece assume forma di astruse frasi e citazioni di termini tecnici e avulsi da ogni contesto. 
Come possiamo esser lecitamente dediti al nostro lavoro , quando le comunicazioni che governano la nostra attività sono del tutto incomprensibili . viene il sospetto che:
 A) i vari responsabili ed esperti, ad iniziare da superpagati potenti e comandanti , non hanno la più pallida idea di cosa stiano parlando 
B) la stessa comunicazione risulta criptica , in modo da scaricare ogni responsabilità di fronte a conseguenze imprevedibili, come dire meglio coprirsi le spalle. 
Insomma, siamo in un mondo in cui il tutto e il contrario di tutto è possibile, senza che nessuno , e dico nessuno, possa un giorno responsabilmente dire : si l'ho detto io.
E' un mondo molto strano , siamo in un vivere civile dove ogni individuo vuole primeggiare, ma allo stesso tempo questo stesso individuo fa di tutto per preservare, e presevarsi , la propria integrità, e il proprio agire responsabile. In altri termini è il famoso "Io son Io e tu non sei un cazzo ", ma affiancato dal detto ben più ponderato "Non è mia responsabilità". 
Per quanto riguarda  il riconoscimento dei meriti , invece vale esattamente il contrario  "io sono il più bravo" ed è "sempre merito mio se le cose funzionano".
Siamo prontissimi tutti i giorni ad esaltare le nostre capacità, è sempre l'apparire che vince sulle nostre migliori intenzioni. Il successo , il riconoscimento che noi siamo i più bravi., e in fin dei conti quel dire oramai universale "Io ce l'ho piu' grosso" , il ribadire il proprio ego personale. 
Non è forse vero che ogni nostra lotta quotidiana è verso questo podio personale ? non è forse questo che facciamo anche nelle cose più semplici , come ad esempio comprare una macchina che sia la piu' grossa, la più potente, la migliore, la mia coppa del nonno conquistata col sudore del successo .
Siamo al solito alla mentalità ancestrale e antica, del nostro DNA, individuo che vuole esser il migliore sugli altri. Ma detto in questo modo non sarebbe neanche negativo, perchè è insito nella natura umana la facoltà di migliorarsi e migliorare anche tutti noi col proprio agire. Il problema è che in questi tempi così detti "moderni"  vogliamo la medaglia senza partecipare alla gara. Cioè vogliamo gustare il frutto senza sudare, è come se volessimo dimagrire senza impegnarci e continuando a mangiare ciò che più ci piace. 
Ma siamo ancora lontani dal nostro intimo, e ma man mano che ci avviciniamo alla nostra sfera personale le cose peggiorano, diventano paradosalmente ancor più deleterie. 
Una società che vive di "social network", a che di social hanno molto poco , mentre sono molto network, è il metodo che si impone nel nostro sistema. Su questa "network" pochi, molto pochi,  fanno una fortuna incommensurabile e basata sul niente. Incredibile ma vero , noi individui invece di sviluppare il business sul "sociale" , ci buttiamo a capofitto sul business del "network" , perchè ancora una volta, il concetto che risulta evidente è che primeggiare è meglio che collaborare, apparire è meglio di essere, guadagnare è meglio che produrre, rimpinguarsi è meglio che crescere. Anche nei rapporti più intimi non esiste comprensione, sempre più difficile intendersi, capire, sentire le parole, e ancor più i sentimenti le emozioni. Parliamo ma non ascoltiamo, scriviamo ma non leggiamo, citiamo ma non capiamo. Diciamo un semplice "ti voglio bene" e nascono tante discussioni intorno : perchè, che vuol dire, cosa intendi , come è possibile, cosa nascondi, e così via in una ridda di considerazioni e pensieri che nulla hanno a che fare con un semplice e banale "ti voglio bene". 
Siamo nel "network" e ne stiamo facendo un icona di modernità, anzi più esattamente di alternativa in uno scenario dove nessun altra soluzione appare all'orizzonte. E siamo pronti a sacrificare su questo idolo ancora una volta il nostro pensiero, il nostro agire e il nostro cuore. E ancora una volta gli esempi sotto i nostri occhi ci dimostrano tramite i nuovi (o vecchi) movimenti che proclamare e ribadire è sempre molto meglio che spiegare e programmare. Siamo pieni di buone intenzioni e sono validissimi anche questi pensieri , questi dettami, ma dimentichiamo sempre un particolare : "il come" , come ottenere quel che ribadiamo ? 
Ancora una volta si impone il "network" sul "sociale" . Puntiamo tutto sull'apparire e poco sulla sostanza .
Ci diamo aria di esser sempre più profondi  e meno ingenui, non sono forse così gli "esperti" di ogni scibile?
E quanto amiamo spacciarci per esperti di un qualcosa, il nostro ego si afferma soddisfatto. 
E' incredibile come in questa babele di comunicazione siamo immersi in una cacofonia di suoni e in un baillamme di rumori che fanno perdere il senso dell'essere vivi. Ma perchè poi, siamo davvero vivi ? Ci perdiamo perfino un semplice sorriso, e perchè no anche l'espressione contraria, corrucciata che non sempre è sintomo di esser malevolo. Quante volte , sentiamo dire e pensiamo noi stessi : " non voglio soffrire più". Ecco il punto anche nella nosta sfera intimistica è quella di dire "voglio esser felice, ma non voglio soffrire".  Anche in questo caso è come dire voglio la medaglia, ma non voglio partecipare alla gara. 
    

venerdì 20 aprile 2012

Lo Sfidante

Potrebbero volerci anni 
per convincerti a cambiare 
e poi potrebbero volerci anni 
per agire di conseguenza.
Spero solo ti rimanga il tempo sufficiente

John Michael Abelar

giovedì 1 marzo 2012

MAYA 2012

(vignetta di Pillinini)

Mondo senza fine

E se i Maya avessero ragione ?
Non nel senso della distruzione totale del mondo per causa di tempeste solari, o meteoriti , non nel senso della terra sconvolta da eventi climatici  o fenomeni meteorologici eccezionali.
E se i Maya avessero ragione nel senso della fine di un ciclo ?
Del termine di un era, di un periodo in cui l'umanità è arrivata al culmine di una evoluzione lunga millenni, e pronta ad implodere ? 
I Maya potrebbero aver indicato un epoca in cui l'uomo  è pronto all'estinzione nel senso spirituale e culturale del termine, è pronto per scomparire come esser senziente e sopperire di fronte agli scenari tenebrosi e tumultuosi del sistema economico finanziario che egli stesso ha contribuito a creare.
I segnali che potrebbe essere così, in effetti, ci sono tutti e sono dinanzi i nostri occhi. 
Cosa siamo diventati se non uomini oramai morti nel senso  intimistico del termine , cosa siamo diventati se non simulacri di presenze e di intelligenze sparse sul territorio e divisi tra noi ?
Abbiamo disastri, sfaceli, decadenza, tristezza, inettitudine. malaffare, delinquenza, a tutti i livelli, e in ogni angolo della terra,  non esiste settore che si salvi da questa situazione, ad iniziare dalla famiglia, ritenuta e sbandierata come ultimo baluardo nella difesa di valori umani .
Cosa c'è di vero nelle nostre vite, che sia attinente al nostro pensiero e ai nostri desideri ?
Cosa c'è nella vita che sia veramente "nostro", che sia sentito come nostro, che sia partorito dal nostro agire e dal nostro pensare e non indotto da meccanismi e strumenti mediatici. 
Ogni cosa  , ogni ora del nostro giorno ci viene rubata, siamo stati depredati anche della facoltà di pensiero, siamo stati eviscerati come pesci  e posti sul banco in vendita. In vendita per pochi spiccioli , in cambio delle nostre esistenze, che una volta , forse, valevano qualcosa, ma che ora sono meno di niente, probabilmete siamo solo un qualche numero su una qualche tabella o come le palline di un abaco utili solo per fare conti.
Siamo sacrificabili, tutti noi, non siamo più persone, coscienze, pensieri, idee. Siamo solo carne, numeri, massa, forza lavoro, schiavi.
Il colmo è che questo stato di cose non è responsabilità di entità eteree, lontane, ignote, è frutto del nostro modo di fare che si è andato via via imponendo (in pochissimi anni)  e che ci ha portati ad essere sempre piu'  ignavi, rinunciatari, indifferenti e anche più ignoranti.
Uomini del terzo millenio al capolinea perchè siamo in un mondo senza fine. 
In questo caso,  senza un obiettivo, senza uno scopo , e quindi siamo in un mondo senza fine destinato a finire. Quando non si ha un fine, nessuna vita ha significato.
E il fine non puo' esser rappresentato da rendimenti, bussiness, ore lavorate, oggetti posseduti, potere conquistato, soldi accumulati.
Mi hanno rimproverato  post vaneggianti, probabilmente è vero, ma chiedo, non siamo forse tutti in preda a vaneggiamenti ?
Cosa è la vita attuale di tutti noi se non un convulso vaneggiamento di massa ?
Riflettiamo su ogni singola azione che compiamo nella giornata e domandiamoci se i Maya avessero ragione o no .
Milleni fa , avevano ragione.

domenica 12 febbraio 2012

..e una domanda a quelli di oggi!

(foto da biteyourapple)

..e voi dove siete cazzo!


Se quelli del '68 sono sciolti come neve al sole (anche se di neve in questo periodo siam pieni), dobbiamo obiettivamente considerare che quelli di "oggi" non sono proprio mai nati. 
Si dirà che si potrebbe ricondurre il tutto al fatto che la generazione del '68 ha tradito i suoi ideali , e il suo spirito. Infatti i contestatori di un tempo oggi , oltre ad essere classe dirigente, sono anche genitori, educatori, tutor , e i giovani di oggi sono figli di quella mentalità, purtroppo ,"avariata" che conduce a questo stato di cose. 
Dove siete ragazzi ?  io non vedo in giro giovani leve che abbiano una qualunque idea, o una qualunque proposta magari una incazzatura da portare sul tavolo della contrattazione sociale. Eppure siamo in uno stato di cose ben peggiore di quello degli annni '70. Ma mentre a quel tempo c'era un ribollire di pensieri , di cervelli che magari anche falsamente, producevano una fucina sempre accesa di affermazione, oggi c'è un silenzio direi tombale, una sorta di cappa tenebrosa che ammanta le idee, le volontà e perfino la voglia di divertimenti dei giovani di oggi. 
Appunto dove siete giovani, con le vostre forze, con la vostra testa, con il vostro sacrosanto diritto di affermare che il futuro è vostro ?
Penso a questo punto  che la generazione sessantottina abbia perpretato il più grande crimine (nonostante ciò che afferma Paolo Barnard) non è il crimine dell'economia moderna, ma è l'uccisione della nuova generazione che inizia proprio negli ambiti familiari. 
Famiglie formate da coloro che un tempo contenstavano, sono state la fucina silenziosa e ingannevole della formazione delle giovani leve che oggi sono il tessuto su cui si dovrebbe reggere il mondo di domani. 
Ed ecco che oltre ad aver tradito se stessi, questi genitori hanno tradito i loro figli, togliendo , magari come si suol dire , per troppo amore, quella speranza di luce e di affermazione sociale.Ma è vero amore quel tipo di amore ? 
Famiglie preoccupate di creare la culla morbidosa, dove tutto è sicuro, dove tutto è dovuto, e soprattutto dove tutto è facile. Del resto negli anni del progresso facile veniva naturale fare i genitori del "tutto dovuto" come una rivendicazione della vita di successo.
Coloro che un tempo brandivano le bandiere della contestazione, hanno ceduto il campo alle tentazioni di  comprare tutto a "costo zero"; facile e anche comodo, accontentare quei ragazzi,da cui gli adulti man mano si stavano allontanando sempre più spesso. I contestatori del '68  si andavano immergendo sempre più del mondo della "crescita continua" , delgli "utili in salita" dei grafici aziendali  di "business di successo". Presi da questo compito esclusivo hanno pensato bene di ammorbidire la propria coscienza del comportamento familiare  con elargizione di "benefit come premio ai propri figli".
Ed è paradossale come quegli uomini che contestavano il sistema , affermando il diritto di gestire il proprio tempo, in seguito abbiano creato un mostro di società che proprio di quel tempo fa scempio . Uomini sempre più fuori dalla famiglia, e figli sempre più esclusi dalle strade. I mezzi di questo mostro fagocitatore ?  Internet, melafonini, auto,moto social network, console di giochi , e soldi in tasca. Ecco il modello familiare perseguito da quelli del '68,un modello indubbiamente di successo. 
Dall'altro lato, un sistema di educazione (familiare, scolastico, sociale) sempre più assente e privo di contenuti, adulti sempre troppo impegnati per potersi preparare opportunamente al compito. E quindi giovani sempre più appiattiti su posizioni vuote di pensiero, conoscenza e spirito di iniziativa. 
Abbiamo giovani brandizzati "Apple" , e il ragionamento sempre più diffuso è  "se non hai un iPhone sei out"; se non usi un "iPad" sei out.  E il discorso è stato sempre più sospinto verso il mezzo , piuttosto che verso i contenuti. Telefonini, tablet, sempre più potenti , ma parole da dire tramite questi gioielli tecnici sempre più vuote.  Di cosa parlano i giovani di oggi ? ...di niente, del vuoto più assoluto. 
Parlano dell'ultimo modello come un sogno da conquistare, parlano dell'ultimo scatolotto da prendere assolutamente, perchè quello che si ha in tasca , seppur di giovane vita, è già passato. Il sistema che etichetta come vecchio qualcosa che ha solo pochi mesi di vita.  E questo succede non solo per il mondo della comunicazione, tutti il sistema consumistico si regge su questo assioma. Quando si compra un oggetto , tale oggetto è già vecchio nel momento stesso dell'acquisto, e DEVE esser sostituito da un modello nuovo. Il sistema industriale si regge solo su questo: vendere , vendere  non importa quale schifezza, ma vendere. 
E così abbiamo Telefoni, computer, auto,moto,navi, elettrodomestici intelligentissimi, vestiario, sempre più aggiornati e sempre più inutili. Oramai , con la crisi, anche impossibili da acquistare, per cui apportatori di "depressione da acquisto impossibile".
Complimenti a quelli del '68 e seguenti, per il successo di questo sistema sociale. Indubbiamente un grande obiettivo raggiunto, l'anientamento delle coscienze e dello spirito di iniziativa. 
Per questo giovani dove siete, forse è una domanda mal posta. Dovremmo prima capire  dove sono i genitori, e forse poi magari trovare dove sono i ragazzi. 

giovedì 26 gennaio 2012

La coscienza e la tecnologia

(da Telefonino10.it)
 
Lavorate duramente oggi o duramente trovatevi un altro lavoro domani

Siamo immersi in un mondo che del rispetto dei dirittti civili fa una bandiera. E sempre di più l'informazione e l'attuale crisi ci fanno comprendere come il bisogno faccia accettare cose che umanamente consideriamo oscene. Ma tutto questo non spiega in ogni caso come ci ritroviamo a sostenere questo stato di cose, magari senza averne coscienza. Semplicisticamente viene definita  "la società dei bisogni futili". Può piacere o meno, ma siamo in questo sistema che del consumismo ha fatto una bandiera, e non illudiamoci che di punto in bianco e senza nessuna sofferenza questo stato di cose possa cambiare. In buona sostanza siamo indotti a desiderare tutto e di tutto , nella stragrande maggioranza dei casi  oggetti inutili e addirittura dannosi. Ma il sistema è questo, e tutti contribuiamo a tenerlo in vita così com'è. L'attuale crisi ha solo ridimensionato le cose,   ora facciamo fatica anche ad acquistare il necessario, ma il vizio di anelare l'oggetto superfluo è sempre presente. Non ci sarebbe niente di male, del resto si dice "si vive una sola volta", il problema è che riflettendoci bene veniamo in contrasto con la nostra coscienza genuina che invece, su altri lati della barricata, si indigna per i diritti civili non rispettati, per la fame nel mondo, per i poveri tartassati , per i maltrattamenti agli animali e tanto altro, quindi siamo persone tra incudine e martello, e non ci accorgiamo che siamo proprio noi a causare in buona parte le manifestazioni sociali che ci indignano.
Quanti di noi hanno in tasca o anelano un oggetto della magica Apple ???  iPhone, iPad, iPod  i mitici prodotti della mela oramai simbolo del secolo. Sia chiaro è un esempio attuale, ma potremmo parlare di tanti altri oggetti tecnologici, quello della Mela essendo conosciuto  e anelato a livello mondiale è quello che rende bene.
Siamo disposti a tutto per metterci in tasca un simil oggetto. Probabilmente siamo disposti a fare cose per possedere quell'oggetto  che non faremmo per nessuna persona viva al mondo.
Premesso questo leggiamo come vengono prodotti tali oggetti tecnologici .
Apple, la Cina e i costi umani    (dal Corriere.it)

Sfruttamento nascosto    (da G I A P - Wu Ming Fountation )

Big hi-tech e il fisco  ( da Corriere.it)

Credo che riflettendo veramente sul senso della vita possiamo renderci conto di quanto tutti noi siamo corresponsabili e intimamente in contraddizione: da un lato il  nostro agire nella vita quotidiana dall'altro le battaglie filosofiche e spirituali e sociali che proprio quel nostro agire causa in buona parte.    

martedì 20 dicembre 2011

Il Natale

(foto di Garimar)

 Pensiero di Natale

Pubblico sempre un post in tema natalizio. Una consuetudine che vuole ricordare  tempi passati , quando la ricorrenza era più sentita e intimistica. Un attesa fanciullesca di un periodo di grandi eventi, o ritenuti tali. Le riunioni familiari, la comunione di momenti casarecci, l'incontro con persone sempre lontane, e naturalmente i mitici regali sognati, anelati, immaginati, agognati. 
Era un tempo diverso in cui le sensazioni erano ben altre, magari non idilliache - come comunemente si vuol sottintendere - ma in ogni caso molto diverse. Il tempo è cambiato, il mondo è cambiato, ma più che altro siam cambiati noi., non posso dire in peggio o in meglio, ma siam cambiati sostanzialmente. 
Il periodo natalizio, di buon intenzioni é costellato il mondo. Ma rimangono solo buone intenzioni, sopraffatti come siamo da sussulti e pesi incombenti che sotterrano ogni nostra volontà di riscatto. Questo blog è un blog di pensieri, buttati come pietre in uno stagno, a volte suscitano delle onde, a volte addirittura delle increspature, ma destinate entrambe ad acquietarsi in breve. Così sono i miei pensieri, i nostri pensieri, pietre lanciate nelle acque della nosta vita.
Ogni giorno facendo la solita strada dell'iter quotidiano , incontro gente, persone, folla, ognuno presa da propri pensieri. Ogni giorno vedo una persona che come me , immagino, si reca sul luogo di lavoro, una persona che non conosco e che mai conoscerò, un estraneo che però in questo iter quotidiano è come un fratello. Entrambi presi da pensieri, da preoccupazioni e magari anche da qualche gioia , quindi molto vicini se non altro nell'atto di recarsi al lavoro. Una banale considerazione, persone, sconosciuti così diversi eppur così vicini, senza che ci sia questa consapevolezza. Magari questa persona neanche ha mai lanciato uno sguardo verso di me. Eppure tutti i giorni le nostre essenze si sfiorano. Una banale considerazione, che poi tanto banale non è. 
In effetti arriviamo al punto di domandarci : che  faccio della mia vita ?  io come quella persona, come le tante attorno, come tutti....che stiamo facendo ? 
Molti sorrideranno a questo , altri alzeranno le spalle, i più etichetteranno questo discorso come qualunquista. Ma rimane il fatto eclatante di chiedersi : che sto facendo ? che stiamo facendo ? 
Molti trovano risposta per questo nostro impegno , nell'avvenire dei figli, o , in qualche caso, nella soddisfazione personale.  Ma sono risposte in fin dei conti vuote, in realtà non sappiamo cosa stiamo facendo. Addirittura , oramai, evitiamo di domandarcelo. Non abbiamo risposta precisa. Non lo sappiamo punto e basta. Non abbiamo idea del nostro avvenire, figuriamoci se possiamo anche lontanamente immaginare quello dei nostri figli; parliamo di soddisfazione personale, quando non sappiamo cosa sia necessario e cosa no per il nostro essere, e in effetti ci ritroviamo sempre insoddisfatti avendo puntato su cose di nessun valore. 
Siamo come vascelli in una tempesta impetuosa , sbandati, privi di direzione, vacui, malmessi. 
Non sappiamo cosa facciamo della nostra vita, amara realtà di quella che è l'esistenza. 
Pensieri troppo tristi per il periodo ?  troppo pesanti per sopportarli alla luce delle varie crisi che incombono su di noi. Si è vero. Troppa tristezza intorno, ma soprattutto dentro di noi. Tristezza senza soluzione, senza alternativa addirittura. Siamo vivi per "provare" nel vero senso del termine, per sentire, sperimentare, odorare,  provare  su di noi le sensazioni dell'essere in vita. Ma a questo oramai non siamo più nè abituati nè portati , e quindi abbiamo perso le risposte. 
Buon Natale. 
 

martedì 23 agosto 2011

Il fan culo e la vita 2

Il fan culo alla vita è quando  ti accorgi della futilità e l'inutilità del tutto .
Tutto ciò che ci circonda è effimero e aleatorio. Basta un nonnulla e tutto cambia drasticamente.
Le prospettive assumono una colorozaione diversa, macabra, lugubre.
E cosa puoi dire al caro amico che è ridotto come non augurersti al tuo peggior nemico se non un
bellissimo fan culo?!!!
Cosa ci rimane a noi umani morenti , se non l'imprecazione contro l'inequivocabile fatalità del caso..o forse non è il caso  ?
A cosa dobbiamo tutto questo , a cosa dobbiamo addebitare il nostro stato , quando noi stessi
siamo stati osservanti, gentili, attenti, accorti,educati, circostanziati, morigerati,
parsimoniosi, misericordiosi, risparmiosi ????
A cosa dobbiamo tutto questo quando ci si rende conto che a nulla serve il nostro essere, se non
una veloce passata su questa terra priva di significato  ?
Allora viene naturale rivolgersi all'Altissimo dei cieli , e cantarglierne quattro , senza paura
e senza falsi moralismi, che ci siamo rotti le scatole di questi moralismi che non fanno
altro che ottenebrarci la mente.
Fan culo voglio gridare, sarà meglio che niente, ma almeno mi sono tolto la soddisfazione
del gridare. Rifuggo da persone che sono caste e così ben posizionate di fronte alle disgrazie, quasi ben pensanti.
Io non penso bene, anzi io penso male...mi piace pensare male, mi salva in questa
situazione disastrosa.
Fan culo.
E tu che dall'alto della tua croce perchè non scendi tra di noi e ci dai una mano? che aspetti di sterminarci tutti prima di darti una mossa?
Ma non sei tu il misericordioso, il campione di bontà?
E come mai quaggiù siamo pieni di problenmi e disastri ?
Si certo - si dirà - colpa del libero arbitrio.
Libero arbitrio un par di palle!!! con rispetto sempre!
Scendi da quella croce piuttosto, e vieni a metterti all'opera, c'è tanto da fare.
E spiegami una buona volta, sissignore...io te lo chiedo, spiegami con parole
semplici il perchè di tutto questo !!!!
Ohhh certo  non saltate sulla sedia voi benpensanti, voi racchiusi nei vostri ricchi abiti
e nelle vostre menti clericali, così coscienziose....io bestemmio e me ne vanto.
Fan culo ancora, a tutto , a tutto che non ha un senso. A tutto ciò che ci circonda e che fa veramente schifo.
Come schifosa è questa vita che tu ci regali , dall'alto della tua misericordia.
Vieni qui al mio cospetto, sissignore... Tu da me..non io da te...sei tu l'onniscente,
sei tu che devi venire da me e spiegarmi "perchè ?"
E spiegamelo una buona volta, perchè io non l'ho capito fin ora, e più passa il tempo e meno
capisco, spiegamelo perchè me lo devi, perchè è tuo dovere farlo....per salvare la famosa
pecora fuori dal gregge.
Sai perchè, a furia di parlare di greggi, qui è finito che siamo tutti amalgamati al basso,
tutti inseriti in un contesto uguale, e grigio che avvolge le menti e soprattutto
i nostri cuori.
Ma non ti accorgi che tutti i nostri cuori sono morti ???
Cosa aspetti....che ci estinguiamo?....non eravamo i figli eletti?
Eletti di cosa?...eletti nella sfortuna forse ???
Fammi il favore, fammi almeno dormire....non è una gran richiesta....ma è una richiesta umana.
Sissignore umana....forse non sei più abituato ad avere richieste umane...!!!
Fan culo a tutto ....è quello che mi son sentito di dire vedendo il mio amico
e quello che mi è venuto da dire tempo addietro...e ancora ieri l'altro... (17 dic. 2007),
insomma tutta la mia vita è un Fan Culo!!!!
E allora Altissimo che tutto provvedi dai almeno qualche risposta...e non rimanere impassibile
su quelle due assi che chiamiamo croce. Ma mi sa che la croce tutto sommato l'abbiam
sempre portata noi miseri mortali peccatori e bestemmiatori. Almeno però abbiam fatto qualcosa.
Noi miseri.
Fan culo.

giovedì 16 giugno 2011

Dignità

Il popolo sovrano

Dignità è una parola abbandonata e lasciata nel dimenticatoio delle coscienze. Ci viene naturale pensare che  l'essere dignitosi e vivere con dignità sia una cosa d'altri tempi, un qualcosa legato ad una vita agraria e semplice che al giorno d'oggi oltre che impossibile da  ottenersi sarebbe anche controproducente. Il problema è che non solo tale parola è stata bandita  negli ambienti che governano il nostro paese, ma soprattutto e purtroppo , è stata bandita nella vita di tutti noi cittadini.  Il problema vero è che oramai siamo tutti noi ad aver perso il senso del vivere con dignità. L'oggi è piuttosto fondato sul vivere e sopravvivere conquistando a denti stretti il proprio spazio, dato che la sopraffazione e la prevaricazione la fanno da padrona. Per cui  è dal basso che si è perso il senso dell'essere dignitosi.
Assistiamo ogni giorno ad una caduta sempre più ripida di quelli che sono i comportamenti più comuni.  E siamo sopraffatti da  commenti e immagini che mostrano gli uomini che ci governano sempre più piccoli (!!!) nei loro comportamenti.  Ma la considerazione che facciamo  e che indica sempre in "loro"  "quelli"  ci fa perdere di vista il concetto base : non sono solo "loro" "quelli"  che non hanno più dignità, siamo tutti NOI a non aver più dignità, ad aver perso il senso di vivere con dignità.
Sempre di più si diffonde  il giudizio facile, verso tutti e tutto, ci sentiamo autorizzati a ergerci a giudici e a sentenziare, pur mancando di considerare che siamo in primis noi stessi a comportarci solo pensando al nostro interesse, al nostro piccolo profitto, ai nostri grandi desideri. Siamo in una società sempre più rivolta verso l'individuo, e i timidi segnali di un risveglio delle coscienze, vuoi per i movimenti popolari, vuoi per una informazione più capillare, e vuoi anche per una spinta maggiore delle giovani leve, a ben vedere possono essere solo frutto di uno sbandamento mediatico e morale dell'intero paese. Il problema è  di tutti noi, finché non prendiamo atto che l'unica possibilità è quella di riconquistarci la "dignità" non potremo mai affermare la nostra individualità, e neanche  la nostra coscienza sociale .
Solo se saremo dignitosi potremo pretendere che i governanti si comportino di conseguenza. Altrimenti è un abbaiare al lupo al lupo  essendo poi a nostra volta lupi dietro la porta. 
Siamo ad un bivio, possiamo decidere ora  se  riconquistare questo senso della vita e tornare ad essere in primo luogo dignitosi  oppure proseguire sul baratro della vita vissuta con prevaricazione. 
In ogni dove , per ora , i segnali sono solo di prevaricazione:  non è solo un pubblico Ministro che ci dileggia impunemente, non è solo  un pubblico onorevole che può affermare palesemente il falso, non è solo un pubblico rappresentante a poter contraddirsi ogni ora, siamo invece tutti noi a vivere nella stessa maniera. Siamo noi ad avere gli stessi comportamenti . Per strada, in casa , al lavoro  noi agiamo esattamente come i nostri rappresentanti, e quindi, se non cambiamo noi, non potremo avere un cambio reale  della testa del paese. 
Possiamo indignarci quanto vogliamo, possiamo fare catene umane, possiamo creare movimenti a 5 stelle a 1000 stelle, possiamo fare milioni di referendum, ma se non cambiamo il nostro concetto di vita, il risultato sarà sempre uguale, vestito di abiti diversi, ma sempre uguale nella sostanza. Solo la dignità può salvare noi e il nostro paese. Riprendere la dignità di dire "io sono "  e quindi poter arrivare ad affermare "noi siamo".
Solo questo ci porrà nella condizione reale di poter pretendere che i nostri politici siano dignitosi, siano morali, siano etici, siano veri, e siano al nostro servizio. Altrimenti continueremo a vivere in una foresta dove il più furbo e forte mangia sempre il più piccolo.
Dignitosi di fronte alla bandiera.