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sabato 17 marzo 2012

Ci prendono in giro

(da Finanza & Borse)

Stiamo pagando cosa ? 

Non facciamoci prendere in giro , in questo periodo di grandi temi finanziari e di decisioni cruciali. 
Tutti , o quasi tutti , parlano dello scampato pericolo, dell'uscita dal tunnel e della prossima imminente ripresa. 
Ripresa di cosa ? Ripresa in che senso, mi domando ? 
Ma come si fa a dimenticarsi , in tutti questi discorsi di grandi intenzioni, dei puri e semplici dati , che raccontano tutta un altra stroia ? 
Possibile che grandissimi pensatori, insigni filosofi , e magnifici esperti parlino solo con astruse formule per descrivere  alchimie funanboliche che dovrebbero permetterci di traguardare un futuro  diciamo tranquillo. 
Tutti parlano di possibile ripresa, di rinascita , di ricrescita, di ripartenza di un motore fermo, di una risalita della china, e di pareggi di bilanci per decreto e di utili via via sempre più positivi che possano permettere a tutti, ma proprio tutti noi di tirare un sospiro di sollievo. 
Ma possibile che siamo 60 milioni di addormentati , di sonnacchiosi peones, che si illudono che al momento del risveglio troveremo prati fioriti e boschi sempreverdi ?
Ci siamo dimenticati che mentre abbiamo passato gli ultimi mesi a far scendere  il famoso e benedetto simbolo del nuovo millennio "lo Spread" subendo  tartassamenti fiscali fino all'inverosimile, la famosa spesa comune che tutti noi sopportiamo è aumentata fino a soglie incommensurabili ? 
Siamo con lo Spread a quota 275  ma siamo anche con un debito pubblico che a fine gennaio è schizzato in alto di 37,9 miliardi di euro in più rispetto a gennaio dello scorso anno , arrivando alla fantastica cifra di 1.935,8 miliardi di euro. (dicasi millenovecentotrentacinquevirgolaotto).

Ma quale manovra o artificio potrà mai riuscire a calmeriare tale debito sovrano e ad estinguerlo se il nostro Prodotto Interno Lordo non è neanche sufficiente a saldare gli interessi annuali di tale fantastico debito ? 
Ma perchè nessun professore spiega, che non è sufficiente pagare gli interessi, occorre in qualche modo rinfondere quanto dovuto .altrimenti questo ammontare non può che accrescersi nel corso degli anni.
Ma quale gestione finanziaria puo' riuscire a saldare qualcosa che pende sul groppone, senza avere entrate adeguate ? 

Vogliono farci intendere , che gli interessi sono scesi (il famoso Spread) e quindi siamo a posto, ma nessuno dice che in ogni caso occorre pagare, non è che "la rata" sia sparita,  si è solo abbassata la quota  riservata agli interessi, ma il resto è rimasto del tutto invariato, anzi è aumentato, ed in modo considerevole. 

Non sono certo un esperto , ma sono consapevole che se ti devo 100 e 10 di interessi , non mi basta accordarmi per far si che quella quota di 10 generi un interesse inferiore, dovrebbe interessarmi accordarmi sul modo di come rinfondere i famosi 100 +  i 10 e + la quota che gli stessi 10 genera.

Invece ci vendono il fatto che possiamo guardare con tranquillità e fiducia al futuro. Siamo fuori dal tunnell.

Poi se approfondiamo meglio , andiamo a scoprire che il salasso che abbiamo subito  viene anche "usato" per risolvere contratti aperti non si sa bene da chi e per quali motivi , contratti che ancor di più affossano la nostra scarna finanza. I famosi derivati, la palla magica della finanza creativa , che permette sulla carta di fare tutti ricchi e nessun povero. Tutti allegri e contenti sul carro del vincitore. 

Derivati, l’Italia chiude i conti con Morgan Stanley

 Abbiamo usato 3,4 miliardi di dollari per saldare a Morgan Stanley chiudere i conti legati all’esistenza delle posizioni (in perdita) sui derivati contratti negli anni ’90.!!!!

3,4 miliardi di dollari è l'importo pari alla metà dell'introito dovuto al recente aumento dell' IVA.

Per cui la domanda è cosa stiamo pagando ? 

Ci dicono che i sacrifici sono necessari per risolvere lo stato della nostra economia, e invece dobbiamo svenarci per pagare "contratti" emessi e venduti da istituti bancari che sono essi stessi fonte di questo stato di cose. 

Ma perchè non si comincia a far pagare anche coloro che sono causa del male ?
L'america sarà pure un grande paese, un faro dell'intera umanità, come molti gridano il simbolo del paese libero a livello mondiale, ma indubbiamente è la terra in cui risiedono anche molte istituzioni che ci tengono per le palle, e ci succhiano il sangue. istituti che sembrano intoccabili per quante nefandezze facciano. 

Secondo me ci prendono in giro. 

martedì 5 aprile 2011

Fogli di carta

Soldi facili

Quale può essere la ragione per cui noi umani abbiamo ceduto la nostra vita a dei fogli di carta senza valore alcuno ?
Pensiamoci bene, passiamo il 90% del tempo della nostra miserabile vita , alla ricerca spasmodica di quei fogli di carta che ci possano permettere di andare dal macellaio e comprarci un bel tocco di carne, oppure ci possano permettere di prendere l'auto dei nostri sogni, o ci possano permettere di vestirci alla moda, o semplicemente indossare del vestiario.
Quale è la ragione recondita (per la stragrande maggioranza delle comune persone) per la quale siamo mani e piedi legati a tale sistema ?
Facciamo un lavoro , specifichiamo meglio - forniamo una prestazione - e  come corrispettivo di tale prestazione riceviamo dei comuni fogli di carta in quantità variabile a seconda del nostro contratto o contrattazione. Con più o meno fogli possiamo permetterci di entrare in possesso di beni voluttuari e/o risolvere necessità base (mangiare, vestire, viaggiare).
Il ragionamento potrebbe avere un senso  senon che  questi benedetti fogli di carta non hanno valore intrinseco, come potrebbe essere ad esempio un pezzo di oro o di argento, che poi se vogliamo sempre valore assegnato è,  data la non abbondanza di questi metalli su questo pianeta.
Questo vuol dire che questo stesso foglio di carta che oggi mi permette di andare in un negozio e comprare un oggetto o del cibo, domani  nello stesso negozio  con lo stesso foglio potrei comprare molto meno (meno oggetti, meno cibo). Tradotto in altri termini, i tecnici affermano che il foglio di carta si è svalutato . Cioè con un colpo di magia quel pezzo di carta che fino a ieri prima rappresentava un valore (X) , oggi di colpo rappresenta un valore (X-Y) .
Il bello di questo gioco è che questa diminuzione costante e fluttuante è decisa in base a parametri e manovre finanziarie più o meno occulte, più o meno note. 
Per assurdo , il sistema in essere è autoprotettivo, nel senso che se io decidessi di rompere tale catena, ad esempio coniando una moneta di puro argento, e quindi con un valore intrinseco "reale" e la usassi come moneta di scambio , sarei di colpo indagato e indicato come un truffatore.
Questo è quanto viene denominato "battere moneta" . Peccato che tutte le monete attuali legalmente in circolazione sono un prodotto truffaldino per natura, nel senso che i possessori sono sottoposti giornalmente al deprezzamento del valore rappresentato con ingenti danni per la propria economia. 
In sintesi questo è il processo della messa in schiavità di moltitudini di uomini su questo pianeta. Messa in schiavitù a scapito di pochi, pochissimi eletti che sguazzano come si sul dire nella stanza dei bottoni. In effetti non esiste una stanza dei bottoni, ma esiste ed è ben reale il "sistema" in essere che si autosostiene . Chiaramente il ragionamento è molto più complesso e articolato. Ci vorrebbero professori di economia e scenziati del calcolo per spiegarci bene le arti della FINANZA/ECONOMIA/MONETA. Ma a noi comuni esseri mortali basta la considerazione che la mia prestazione, il mio lavoro , il mio sudore oggi vale un tot e appena poche ore dopo vale un altro tot. Cioè il valore della MIA vita è variabile secondo criteri e parametri che sono del tutto estranei al mio IO.
Dobbiamo esssere solo penitenti (come mamma religione insegna) , chinare il capo e sgobbare per un foglio di carta senza valore. Dobbiamo avere notti insonni, litigi furiosi, preoccupazioni eclatanti per un foglio di carta qualunque.
Coloro che fuoriescono da tale giro amletico sono a dir poco considerati pazzi .

Viviamo per un pezzo di carta senza alcun valore, questa è la nostra vita . 

P.S. : i sapientoni  obiettereanno che si vive per tutt'altro, per realizzare il proprio essere, per assolvere ad una precisa missione, per  impegnarsi in un qualche lavoro, per realizzare una famiglia, un affetto, per  costruire qualcosa, per raggiungere la soddisfazione personale.  Sono tutte disquisizioni che nulla tolgono al fatto che quel benedetto foglio di carta non ha valore in se.

giovedì 4 marzo 2010

Lettera aperta ed efficientamento


Coincidenza o caso

Roma 3 marzo 2010 ,

l'Amministratore delegato di Telecom Italia scrive una lettera aperta a tutti i dipendenti con le proprie considerazioni sulle indagini che hanno coinvolto la consociata Sparkle e Fastweb.
(Lettera aperta da Repubblica.it)
Nella lettera tra le altre considerazioni si legge :

"....a chi come noi , pur svolgendo il proprio lavoro con la massima serietà e professionalità , si vede comunque accerchiato da questo assordante rumore di fondo."

"La nostra priorità è tutelare i dipendenti e gli azionisti del Gruppo"

"Dobbiamo continuare a puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze"

"...vi invito a continuare ad impegnarvi nella consapevolezza che l'azienda di cui fate parte , è un azienda solida , seria..."

"Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per continuare a salvaguardarne le competenze per garantirle un futuro prospero."

Contemporaneamente viene emesso dalla OO.SS. il seguente comunicato (affaritaliani.it) :
COMUNICATO
TELECOM: NO A SOCIETARIZZAZIONE,


Il giorno 3 marzo 2010 Telecom Italia ha comunicato formalmente alle Segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM la decisione di non procedere più alla vendita di SSC, vertenza che era stata oggetto nei mesi scorsi di un lungo braccio di ferro tra azienda e sindacato.
Tale decisione si inserisce, a detta di Telecom Italia, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva dell’informatica di gruppo che prevederà, già a partire dai prossimi giorni, l’apertura delle procedure di legge per la del ramo d’azienda denominato IT Operations composto da circa 2200 lavoratori oggi in Telecom Italia S.p.A. Tale nuova realtà lavorativa costituirà la “fabbrica” del software del gruppo, mentre le funzioni legate alla parte di progettazione dei processi informatici e di interfaccia con la nuova SSC rimarranno all’interno di Telecom Italia.
Sempre a detta dell’azienda, una volta realizzata la suddetta operazione di cessione di ramo, sarà necessario procedere ad operazioni di efficientamento per riportare il costo del lavoro a livelli paragonabili con quelli del mercato esterno.

Bene, ora sarebbe interessante sapere da Dott. Bernabè cosa intende esattamente per "salvaguardare patrimonio e professionalità", e soprattutto cosa intende con quel "rumore di fondo" che risulta una condizione ambientale che disturba il lavoro di tanti lavoratori.

A leggere bene tra le righe , il rumore di fondo non è tanto rappresentato da scandali e/o inchieste o notizie giornalistiche quanto da un assoluta assenza di piani industriali seri e programmi di rilancio o ( a leggere al contrario) da una assoluta presenza periodica annuale di riorganizzazioni e pubblicizzate cessioni che di certo non salvaguadano niente altro che non sia un profitto di azionariato e una dismissione di voci di spesa nel bilancio traballante.

Infatti per le organizzazioni dei lavoratori, l'intenzione di Telecom Italia è quella di "creare una 'grande SSC', a cui aggiungere oltre 2200 informatici oggi dipendenti di Telecom che verrebbero quindi esternalizzati. Una grande scatola cui dipendenti saranno subito dopo oggetto di efficientamento. Cioè di riduzione di personale".

In ultimo è paradossale come nello stesso momento da un lato si fa un panegirico accorato alla coscienza lavorativa e all'etica della prestazione e dall'altro si dà avvio di fatto a un bello scorporo di un numero rilevante di lavoratori, i quali sul serio fin qui han dato prova di abnegazione e dedizione al lavoro .

venerdì 3 aprile 2009

Italiani: popolo di navigatori, fantasisti ed.. evasori

( foto di Garimar) 

( da Repubblica.it) 

In questi giorni sono resi noti i dati relativi alla dichiarazione dei redditi , relativa all'anno fiscale 2007 , degli italiani.
I risultati sono sorprendenti , e per certi veri rivelatori di uno stato di fatto che la dice lunga su questa crisi globale finanziaria ed economica. Il 35 % dichiara un reddito inferiore ai 10.000 euro/annui,  coloro i quali invece dichiarano un reddito da "ricchi", cioè superiore ai 100.000 euro/annui sono solo lo 0,9 %, e sopra i 70.000  euro/annui appena il 2 %. 

Questi sono i dati di fatto con cui dobbiamo ragionare, questo è lo stato reale della contribuzione italiana. Esperti e professori potranno sentenziare che nello stato italiano queste sono solo le contribuzioni dirette, mentre esistono una miriade di imposte indirette che in questa media non sono calcolate. Ma  tutto il discorso lascia il tempo che corre, e fa parte dei soliti "distinguo" in cui noi italiani siamo maestri  dell' arte colloquiale.
Questo è  il reddito "emerso", da cui ne consegue che il restante 90%, in questo beneamato paese  è il così detto "in nero".

Ora se mi guardo attorno , in una qualsiasi citta' o paese del nostro suolo italico io vedo SUV e supercilindrate (spesso con un solo conducente) , noto  cartelli e pubblicità di vendita di appartamenti dai 300.000 euro in sù ,  vedo gente telefonare con apparati tecnologici dai 300 euro in sù,  nei nostri porti vedo barche ormeggiate dai 50.000 euro in sù.... e via così.

Possiamo concludere che , evidentemente, i miei piedi non calpestano il suolo italico , ma  sono nel ben piu' reale di quanto si pensi , paese del bengodi.


Non è facile immaginare l’Italia del 300, molto diversa da quella odierna; miseria, fame, carestie e sequenziali epidemie, limitavano l’esistenza comune e delineavano una qualità della vita penosa, piena di stenti e priva di piaceri, specie dal punto di vista enoculinario.

Ovviamente, essendo la gente privata di cibo e vino, sognava (quasi fosse un paradiso terreno) il paese di Bengodi dove non mancavano sia il buon mangiare che il buon bere. In quel tempo, oramai così remoto, spesso mitizzato, decantato e narrato da poeti e scrittori, i potenti attorno ai loro sfarzosi manieri, possedevano anche più di una vigna. Il vino ricavato, era appellato come “nobile” mentre il popolo, obtorto collo, doveva accontentarsi di vini dozzinali o succedanei al vino stesso, come l’idromele o altre bevande paragonabili ad immonde misture di acqua ed aceto.

Boccaccio (XIV sec.) nel suo Decameron precisamente nella III novella dell’ottavo giorno, descrive appunto il meraviglioso paese di Bengodi. Ove le viti eran legate da ghiotte e grasse salsicce e dove, con pochi danari, si poteva comprare un’oca o un papero da cucinare e poi gustare. Nel paese di Bengodi di Boccaccesca descrizione, vi era anche un'enorme collina di parmigiano grattugiato, sulla quale tanti cuochi cucinavano senza sosta alcuna, paste e maccaroni, cotte poi in brodo di cappone e poi "gettate" al popolo sempre "armato" da atavica fame ! Questo era il paese di Bengodi del Decameron e sarebbe interessante sapere se possa esistere veramente tanta abbondanza…


( da Taccuini Storici

mercoledì 11 marzo 2009

Ricordando il 2015

Il 2015: Dopo la caduta del mercato occidentale

Accenno al vecchio post pubblicato in quel di martedì 16 settembre 2008

Interpretazione della realtà: 2015

Una rilettura rende interessante alla luce della situazione attuale quella previsione.
Un solo errore, macroscopico probabilmente , nell'essere troppo ottimista nello spostare nel tempo lo scenario. In realtà, il 2015 pare una data troppo ottimistica, possiamo arrivarci molto prima.

L'originario 2015: Dopo la caduta del mercato occidentale

lo possiamo posporre

2009: Dopo la caduta del mercato occidentale.

Tranquilli, ne usciremo.
Il problema è sapere come....??

giovedì 26 febbraio 2009

Il senso della crisi

Cui prodest ?



(foto da ariannaeditrice)

In piena tempesta finanziaria e sotto un diluvio di cui non si scorge fine
viene spontanea una domanda : cui prodest?
Al di là delle scontate analisi , e dimostrazioni , grafici e dati, cosa possiamo dire ?
tre semplici concetti:
1) la causa
indubbiamente cio' che viene indicata come finanza creativa e mercato bancario inquinato da titoli spazzatura
2) la paura
il baratro probabilmente è stato solo sfiorato e ancora non ci siam affacciati bene per scorgene l'abisso. Ci culliamo in considerazioni tranquillizanti che siamo al di là, che siam in una botte di ferro. Tutto ciò dimenticando anche solo di accennare alla enormità delle esposizioni di tutte le nostre amministrazioni, nessuna esclusa, che con argume si son buttate sul mercato dei derivati, del resto l'unico sospinto fino a pochi mesi fa da quelle stesse e anche nostre beneamate banche, che han causato tutto questo scatafascio.
3) i rimedi
unico rimedio mondiale è stato quello di decidere di aiutare proprio quelle istituzioni finanziare. Nazionalizzazione e sostegno al mercato bancario , cioè a dire , togliamo gli ultimi spiccioli dai cittadini e doniamoli come manna a quegli stessi istituti (nessuno escluso) che pochissimi mesi fa con un beota sorriso sulla faccia ti propinavano la monezza finanziaria mondiale. E' per di più senza nulla toccare nelle regole di gestione e di vendita. Non uno dei responsabili , che siano tali è stato incriminato per questa strage mondiale, che vale tutte le guerre messe assieme dalla nascita di Cristo fino ad oggi, non uno degli istituti è stato messo alla gogna come si conviene, o come avviene a ognuno di noi se solo osiamo rubare una mela.

Con queste semplici considerazioni siamo in una botte di ferro, rassicurati dai nostri altissimi esponenti, rimaniamo tranquilli, con il futuro roseo , e incamminati verso l'uscita del tunnel.
Chi ci guadagna?

Al solito ..... i soliti noti a scapito dei soliti.... fessi.

Animo peones.

giovedì 11 dicembre 2008

Provvedimenti anticrisi all'italiana

Come mi riprendo il mercato

In pieno periodo di crisi economica, e di provvedimenti sociali , per aiutare i ceti piu' deboli (o almeno così si dichiara) , si nota come le principali aziende del paese italico intendano affrontare il nebuloso orizzonte.
Ma parliamoci chiramente, perchè discorsi astratti non rendono bene conto della situazione, si parla di aziende, ma dovremmo parlare di persone, perchè infine sono sempre le persone dietro le aziende che decidono, che prendono decisioni .
Per cui non puo' passare inossservato l'ultimo provvedimento adottato dalla Autorità Garante delle Comunicazioni : Telefonia fissa, ok dell'Agcom all'aumento del canone.

L'Agcom è una autorità appunto, quindi ci sono persone (Corrado Calabrò), che rappresentano questa autorità e queste persone prendono decisioni.
Ora non mi si venga a dire che queste personalità tengano in conto i bisogni e le reali necessità dei ceti deboli e anche di quelli medi , che oramai non se la passano bene.
Il Governo sbandiera ai quattro venti che tutto il possibile viene fatto per aiutare le famiglie deboli , e che ci sarà sicuramente il blocco delle tariffe e anzi, una diminuzione delle bollette. Detto fatto , su uno dei beni piu' in uso proprio presso quelle famiglie che non se la passano bene, viene imposto l'aumento del canone base dell'impianto telefonico di 1,26 euro piu' IVA al mese (15,12 euro all'anno + 3,024 di IVA). Un tot lo prendi tu (Telecom) e un po' lo prendo io Stato (IVA).
Per cui alla fine della fiera mi riprendo con gli interessi ( dato che l'aumento sarà imperituro ) quello che ho dovuto sborsare con la mitica social card di elemosina.
Da un lato faccio finta di dare e dall'altro mi riprendo indietro qualcosa.
E cambiando sponda, faccio una domanda : possibile che pagatissimi e riveriti manager altolocati non abbiano nenche il piu' piccolo barlume di intelligenza nel considerare che in periodi come questi , se si volesse sul serio RISOLLEVARE il bilancio di un azienda non si dovrebbe andare incontro a rincari , quanto a drastiche riduzione dei prezzi ?
Da un lato si annuncia la drastica riduzione di personale (4000 esuberi oltre i 5000 della passata gestione, entro il 2010) , e altrettanto dichiarata è la volontà di vendita di asset stranieri, riducendo ancora di piu' la forza di quella che un tempo era una azienda florida.
Un unica parola sovviene alla mente : spolpamento di società. (Tronchetti Provera docet) .
Peraltro l'aumento del canone non corrisponde a nessun miglioramento del servizio , sfido chiunque dei lettori a denunciare un comportamento piu' che esemplare ad esempio in caso di chiamata per guasti al 187 (provare per credere), e la colpa non è delle persone addette, la colpa è della volontà imposta a non risolvere inefficienze di servizio, perseguendo invece obiettivi "core" piu' consone all'ottenimento degli obiettivi aziendali , che guarda caso non coincidono mai con l'interesse del "cittadino cliente pagatore" .
Avoicomunicare , lo slogan ultimo societario, un paradosso, pensando che proprio la "comunicazione" è quasi del tutto assente all'intero delle strutture societarie,
(vedi ad esempio casi di bollette contestate, o abbonamenti disdetti le cui bollete continuano ad esser emesse , o abbonamenti richiesti e mai attivati, o peggio , servizi pagati e mai attivati e via così).
Viene il dubbio che tali comportamenti strategici siano imposti per altri obiettivi e causati da malcelati attori , leggi Telefonica, l'azionista che scalpita e che mugugna.
Strapagati manager dovrebbero sapere che il "guadagno" si puo' ottenere non solo tagliando le spese e aumentando i ricavi dei servizi venduti, (quasti metodi producono solo un margine estremamente limitato), ma potrebbero ottenere molto di piu' aumentando la base del venduto , e tale aumento iperbolico si potrebbe ottenere (anche in periodo si crisi) diminuendo i prezzi.
Oltrettuto , un comportamento morale , dovrebbe impedire di aumentare il costo di un servizio che via via và peggiorando piuttosto che migliorare.
Si ribadirà che i costi di gestione sono enormi , e che i bilanci sempre piu' poveri non possono garantire la tenuta di tale infrastruttura e non possono prevedere investimenti adeguati per migliorare il servizio e la manutenzione.
Sarebbe troppo facile fare le pulci a tali ragionamenti da popolino, dato che l'azienda conosce benissimo che ci sono voci di spesa, molto piu' consistenti, che potrebbero benissimo esser tagliate , rinunciando a dividere la torta tra i commensali (consulenze, appalti,fornitori,subappalti) ; è il famoso e vecchio modello Telecom , non cambia nei secoli, un pezzo a te e un pezzo a me e contenti tutti. Si fotta il consumatore che conta come un coccio di terracotta in mezzo a bidoni di acciaio.
Siamo un paese italico , oramai solo italico e siamo sempre un paese piu' piccolo , perchè abbiamo piccoli governanti e piccoli anzi piccolissimi imprenditori, manager e dirigenti. Tutti senza nessun scrupolo morale e soprattutto senza la minima volontà di volersi assumere la responsabilità di esporre un idea giusta e impegnarsi a fondo per sostenerla. Tutti pronti invece a eseguire ordini incomprensibili , senza porsi nessun perchè, e soprattutto spacciando per miglioramenti pacchi maleodoranti di fregatura.
Senza moralità nessun uomo che sia un pezzente o un manager in cravatta puo' dirsi UOMO.
Ma questo è un concetto troppo alto per esser compreso da uomini di società come Telecom e tante altre.

martedì 16 settembre 2008

Interpretazione della realtà: 2015


2015: Dopo la caduta del mercato occidentale

Dopo che il mondo globale ha subito la piu' grande depressione che l'uomo ricordi da quando società civili e organicamente strutturate  calpestano questa terra. La crisi iniziata negli anni 2000, con l'evento clou dell'attacco delle torri gemelle del WTC di NY nel 2001 , e proseguite poi col fallimento delle piu' grandi banche d'affari americane (mutui) e via via inglesi e tedesche , ha in questo anno finito di distruggere gli ultimi baluardi economici ancora in vita (la libera borsa europea di Bruxelles creata appena tre anni orsono).
Ora il ritorno alla trattazione privata e allo scambio degli oggetti al posto del libero mercato basato su scambio di moneta ci porta a vivere come o forse peggio negli anni tra l'800 e il 1000 e l'economia del petrolio è stata abbandonata dato il pessimo rapporto costo/benefici per l'esaurimento delle vene petrolifere. 
La finanza creativa ha prodotto in fondo un arretramento di circa un millennio negli usi e costumi di tutti i popoli della terra. Le bolle speculative scoppiate ad una ad una  hanno portato alla caduta ad uno ad uno di tutti i governi occidentali , quelli dei paesi dove il "libero" mercato era il pilastro economico attorno cui giravano vorticosamente miliardi di miliardi di dollari ed euro. Le monete oramai son morte e prive di significato , e quelli che un tempo erano sulle poltrone del potentato economico , i massimi dirigenti del potere mondiale  bancario, sono stati tutti catturati.

Un reperto degli anni passati, alla luce  di cio' che è successo, appare quanto mai profetico :


Uno schema realizzato da Kjeld Heising: si tratta della sua versione della "piramide di potere"; 

una versione personale, che non pretende di essere conclusiva o esauriente, ma che condivido  almeno nell'impostazione generale. Possiamo notare come al vertice  (per lo meno il "vertice conoscibile") stanno tre grandi realtà quella bancaria, quella energetica e quella alimentare.
Nel suo post (potete provare a leggerne una traduzione by Babelfish, con tutti i limiti che i sistemi di traduzione automatica comportano), Heising riporta le parole di Henry Kissinger -- un personaggio di cui ho parlato in vari post su questo blog:
"You want to control a nation? Control the food. You want to control a region? Take control of the energy. You want to control the world? Control the banking!"
"Vuoi controllare una nazione? Controlla il cibo. Vuoi controllare una regione? Prendi il controllo dell'energia. Vuoi controllare il mondo? Controlla il sistema bancario!"
Più chiaro di così.. Ma se non dovesse esserlo ancora, ci viene in aiuto l'amico M.A. Rothschild, che ebbe a dichiarare:
"Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi importerà niente di chi governa e fa le leggi"
Heising specifica che, a livello globale, ci sono tre fondamentali centri di potere: la City of London, Washington D.C. e il Vaticano.
A proposito della City di Londra, è bene rimarcare un aspetto che forse pochi conoscono: pur facendo parte della capitale britannica, la City --che è il cuore del sistema finanziario non solo del Regno Unito-- è del tutto autonoma da questa, avendo persino un sindaco tutto suo.

Heising mette il livello dell'intelligence sopra quello più propriamente politico, dando risalto al fattore informazionepiù sotto ci sono i vari enti/gruppi/club più o meno conosciuti incaricati di stilare e far eseguire i progetti che provengono dalle sfere superiori del potere.
Troviamo livelli che si fanno sempre più "visibili" (al pubblico) man mano che si scende nella piramide, cioè si passa dai livelli decisionali ai livellioperativi.

Ai livelli più bassi compaiono volti e nomi che la gente conosce: sono i volti di quelli che devono semplicemente eseguire ordini, portare a compimento progetti decisi da personaggi che la popolazione ben difficilmente conoscerà mai.

E così il meccanismo perfetto del dominio si perpetua, lasciando che la gente si culli nell'illusione della democrazia.