Stiamo pagando cosa ?
sabato 17 marzo 2012
Ci prendono in giro
Stiamo pagando cosa ?
martedì 5 aprile 2011
Fogli di carta
Pensiamoci bene, passiamo il 90% del tempo della nostra miserabile vita , alla ricerca spasmodica di quei fogli di carta che ci possano permettere di andare dal macellaio e comprarci un bel tocco di carne, oppure ci possano permettere di prendere l'auto dei nostri sogni, o ci possano permettere di vestirci alla moda, o semplicemente indossare del vestiario.
Quale è la ragione recondita (per la stragrande maggioranza delle comune persone) per la quale siamo mani e piedi legati a tale sistema ?
Facciamo un lavoro , specifichiamo meglio - forniamo una prestazione - e come corrispettivo di tale prestazione riceviamo dei comuni fogli di carta in quantità variabile a seconda del nostro contratto o contrattazione. Con più o meno fogli possiamo permetterci di entrare in possesso di beni voluttuari e/o risolvere necessità base (mangiare, vestire, viaggiare).
Il ragionamento potrebbe avere un senso senon che questi benedetti fogli di carta non hanno valore intrinseco, come potrebbe essere ad esempio un pezzo di oro o di argento, che poi se vogliamo sempre valore assegnato è, data la non abbondanza di questi metalli su questo pianeta.
Questo vuol dire che questo stesso foglio di carta che oggi mi permette di andare in un negozio e comprare un oggetto o del cibo, domani nello stesso negozio con lo stesso foglio potrei comprare molto meno (meno oggetti, meno cibo). Tradotto in altri termini, i tecnici affermano che il foglio di carta si è svalutato . Cioè con un colpo di magia quel pezzo di carta che fino a ieri prima rappresentava un valore (X) , oggi di colpo rappresenta un valore (X-Y) .
giovedì 4 marzo 2010
Lettera aperta ed efficientamento

Coincidenza o caso
Roma 3 marzo 2010 ,
l'Amministratore delegato di Telecom Italia scrive una lettera aperta a tutti i dipendenti con le proprie considerazioni sulle indagini che hanno coinvolto la consociata Sparkle e Fastweb.
(Lettera aperta da Repubblica.it)
Nella lettera tra le altre considerazioni si legge :
"....a chi come noi , pur svolgendo il proprio lavoro con la massima serietà e professionalità , si vede comunque accerchiato da questo assordante rumore di fondo."
"La nostra priorità è tutelare i dipendenti e gli azionisti del Gruppo"
"Dobbiamo continuare a puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze"
"...vi invito a continuare ad impegnarvi nella consapevolezza che l'azienda di cui fate parte , è un azienda solida , seria..."
"Telecom Italia è un patrimonio che appartiene a tutti noi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per continuare a salvaguardarne le competenze per garantirle un futuro prospero."
Contemporaneamente viene emesso dalla OO.SS. il seguente comunicato (affaritaliani.it) :
TELECOM: NO A SOCIETARIZZAZIONE,
Il giorno 3 marzo 2010 Telecom Italia ha comunicato formalmente alle Segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM la decisione di non procedere più alla vendita di SSC, vertenza che era stata oggetto nei mesi scorsi di un lungo braccio di ferro tra azienda e sindacato.
Tale decisione si inserisce, a detta di Telecom Italia, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva dell’informatica di gruppo che prevederà, già a partire dai prossimi giorni, l’apertura delle procedure di legge per la del ramo d’azienda denominato IT Operations composto da circa 2200 lavoratori oggi in Telecom Italia S.p.A. Tale nuova realtà lavorativa costituirà la “fabbrica” del software del gruppo, mentre le funzioni legate alla parte di progettazione dei processi informatici e di interfaccia con la nuova SSC rimarranno all’interno di Telecom Italia.
Sempre a detta dell’azienda, una volta realizzata la suddetta operazione di cessione di ramo, sarà necessario procedere ad operazioni di efficientamento per riportare il costo del lavoro a livelli paragonabili con quelli del mercato esterno.
Bene, ora sarebbe interessante sapere da Dott. Bernabè cosa intende esattamente per "salvaguardare patrimonio e professionalità", e soprattutto cosa intende con quel "rumore di fondo" che risulta una condizione ambientale che disturba il lavoro di tanti lavoratori.
A leggere bene tra le righe , il rumore di fondo non è tanto rappresentato da scandali e/o inchieste o notizie giornalistiche quanto da un assoluta assenza di piani industriali seri e programmi di rilancio o ( a leggere al contrario) da una assoluta presenza periodica annuale di riorganizzazioni e pubblicizzate cessioni che di certo non salvaguadano niente altro che non sia un profitto di azionariato e una dismissione di voci di spesa nel bilancio traballante.
Infatti per le organizzazioni dei lavoratori, l'intenzione di Telecom Italia è quella di "creare una 'grande SSC', a cui aggiungere oltre 2200 informatici oggi dipendenti di Telecom che verrebbero quindi esternalizzati. Una grande scatola cui dipendenti saranno subito dopo oggetto di efficientamento. Cioè di riduzione di personale".
In ultimo è paradossale come nello stesso momento da un lato si fa un panegirico accorato alla coscienza lavorativa e all'etica della prestazione e dall'altro si dà avvio di fatto a un bello scorporo di un numero rilevante di lavoratori, i quali sul serio fin qui han dato prova di abnegazione e dedizione al lavoro .venerdì 3 aprile 2009
Italiani: popolo di navigatori, fantasisti ed.. evasori

Non è facile immaginare l’Italia del 300, molto diversa da quella odierna; miseria, fame, carestie e sequenziali epidemie, limitavano l’esistenza comune e delineavano una qualità della vita penosa, piena di stenti e priva di piaceri, specie dal punto di vista enoculinario.
Ovviamente, essendo la gente privata di cibo e vino, sognava (quasi fosse un paradiso terreno) il paese di Bengodi dove non mancavano sia il buon mangiare che il buon bere. In quel tempo, oramai così remoto, spesso mitizzato, decantato e narrato da poeti e scrittori, i potenti attorno ai loro sfarzosi manieri, possedevano anche più di una vigna. Il vino ricavato, era appellato come “nobile” mentre il popolo, obtorto collo, doveva accontentarsi di vini dozzinali o succedanei al vino stesso, come l’idromele o altre bevande paragonabili ad immonde misture di acqua ed aceto.
Boccaccio (XIV sec.) nel suo Decameron precisamente nella III novella dell’ottavo giorno, descrive appunto il meraviglioso paese di Bengodi. Ove le viti eran legate da ghiotte e grasse salsicce e dove, con pochi danari, si poteva comprare un’oca o un papero da cucinare e poi gustare. Nel paese di Bengodi di Boccaccesca descrizione, vi era anche un'enorme collina di parmigiano grattugiato, sulla quale tanti cuochi cucinavano senza sosta alcuna, paste e maccaroni, cotte poi in brodo di cappone e poi "gettate" al popolo sempre "armato" da atavica fame ! Questo era il paese di Bengodi del Decameron e sarebbe interessante sapere se possa esistere veramente tanta abbondanza…
( da Taccuini Storici)
mercoledì 11 marzo 2009
Ricordando il 2015
Accenno al vecchio post pubblicato in quel di martedì 16 settembre 2008
Interpretazione della realtà: 2015
Una rilettura rende interessante alla luce della situazione attuale quella previsione.
Un solo errore, macroscopico probabilmente , nell'essere troppo ottimista nello spostare nel tempo lo scenario. In realtà, il 2015 pare una data troppo ottimistica, possiamo arrivarci molto prima.
L'originario 2015: Dopo la caduta del mercato occidentale
lo possiamo posporre
2009: Dopo la caduta del mercato occidentale.
Tranquilli, ne usciremo.
Il problema è sapere come....??
giovedì 26 febbraio 2009
Il senso della crisi

(foto da ariannaeditrice)
viene spontanea una domanda : cui prodest?
tre semplici concetti:
1) la causa
indubbiamente cio' che viene indicata come finanza creativa e mercato bancario inquinato da titoli spazzatura
2) la paura
il baratro probabilmente è stato solo sfiorato e ancora non ci siam affacciati bene per scorgene l'abisso. Ci culliamo in considerazioni tranquillizanti che siamo al di là, che siam in una botte di ferro. Tutto ciò dimenticando anche solo di accennare alla enormità delle esposizioni di tutte le nostre amministrazioni, nessuna esclusa, che con argume si son buttate sul mercato dei derivati, del resto l'unico sospinto fino a pochi mesi fa da quelle stesse e anche nostre beneamate banche, che han causato tutto questo scatafascio.
3) i rimedi
unico rimedio mondiale è stato quello di decidere di aiutare proprio quelle istituzioni finanziare. Nazionalizzazione e sostegno al mercato bancario , cioè a dire , togliamo gli ultimi spiccioli dai cittadini e doniamoli come manna a quegli stessi istituti (nessuno escluso) che pochissimi mesi fa con un beota sorriso sulla faccia ti propinavano la monezza finanziaria mondiale. E' per di più senza nulla toccare nelle regole di gestione e di vendita. Non uno dei responsabili , che siano tali è stato incriminato per questa strage mondiale, che vale tutte le guerre messe assieme dalla nascita di Cristo fino ad oggi, non uno degli istituti è stato messo alla gogna come si conviene, o come avviene a ognuno di noi se solo osiamo rubare una mela.
Con queste semplici considerazioni siamo in una botte di ferro, rassicurati dai nostri altissimi esponenti, rimaniamo tranquilli, con il futuro roseo , e incamminati verso l'uscita del tunnel.
Chi ci guadagna?
Al solito ..... i soliti noti a scapito dei soliti.... fessi.
Animo peones.
giovedì 11 dicembre 2008
Provvedimenti anticrisi all'italiana
Come mi riprendo il mercatoMa parliamoci chiramente, perchè discorsi astratti non rendono bene conto della situazione, si parla di aziende, ma dovremmo parlare di persone, perchè infine sono sempre le persone dietro le aziende che decidono, che prendono decisioni .
Per cui non puo' passare inossservato l'ultimo provvedimento adottato dalla Autorità Garante delle Comunicazioni : Telefonia fissa, ok dell'Agcom all'aumento del canone.
L'Agcom è una autorità appunto, quindi ci sono persone (Corrado Calabrò), che rappresentano questa autorità e queste persone prendono decisioni.
Ora non mi si venga a dire che queste personalità tengano in conto i bisogni e le reali necessità dei ceti deboli e anche di quelli medi , che oramai non se la passano bene.
Il Governo sbandiera ai quattro venti che tutto il possibile viene fatto per aiutare le famiglie deboli , e che ci sarà sicuramente il blocco delle tariffe e anzi, una diminuzione delle bollette. Detto fatto , su uno dei beni piu' in uso proprio presso quelle famiglie che non se la passano bene, viene imposto l'aumento del canone base dell'impianto telefonico di 1,26 euro piu' IVA al mese (15,12 euro all'anno + 3,024 di IVA). Un tot lo prendi tu (Telecom) e un po' lo prendo io Stato (IVA).
Per cui alla fine della fiera mi riprendo con gli interessi ( dato che l'aumento sarà imperituro ) quello che ho dovuto sborsare con la mitica social card di elemosina.
Da un lato faccio finta di dare e dall'altro mi riprendo indietro qualcosa.
E cambiando sponda, faccio una domanda : possibile che pagatissimi e riveriti manager altolocati non abbiano nenche il piu' piccolo barlume di intelligenza nel considerare che in periodi come questi , se si volesse sul serio RISOLLEVARE il bilancio di un azienda non si dovrebbe andare incontro a rincari , quanto a drastiche riduzione dei prezzi ?
Da un lato si annuncia la drastica riduzione di personale (4000 esuberi oltre i 5000 della passata gestione, entro il 2010) , e altrettanto dichiarata è la volontà di vendita di asset stranieri, riducendo ancora di piu' la forza di quella che un tempo era una azienda florida.
Un unica parola sovviene alla mente : spolpamento di società. (Tronchetti Provera docet) .
Peraltro l'aumento del canone non corrisponde a nessun miglioramento del servizio , sfido chiunque dei lettori a denunciare un comportamento piu' che esemplare ad esempio in caso di chiamata per guasti al 187 (provare per credere), e la colpa non è delle persone addette, la colpa è della volontà imposta a non risolvere inefficienze di servizio, perseguendo invece obiettivi "core" piu' consone all'ottenimento degli obiettivi aziendali , che guarda caso non coincidono mai con l'interesse del "cittadino cliente pagatore" .
Avoicomunicare , lo slogan ultimo societario, un paradosso, pensando che proprio la "comunicazione" è quasi del tutto assente all'intero delle strutture societarie,
(vedi ad esempio casi di bollette contestate, o abbonamenti disdetti le cui bollete continuano ad esser emesse , o abbonamenti richiesti e mai attivati, o peggio , servizi pagati e mai attivati e via così).
Viene il dubbio che tali comportamenti strategici siano imposti per altri obiettivi e causati da malcelati attori , leggi Telefonica, l'azionista che scalpita e che mugugna.
Strapagati manager dovrebbero sapere che il "guadagno" si puo' ottenere non solo tagliando le spese e aumentando i ricavi dei servizi venduti, (quasti metodi producono solo un margine estremamente limitato), ma potrebbero ottenere molto di piu' aumentando la base del venduto , e tale aumento iperbolico si potrebbe ottenere (anche in periodo si crisi) diminuendo i prezzi.
Oltrettuto , un comportamento morale , dovrebbe impedire di aumentare il costo di un servizio che via via và peggiorando piuttosto che migliorare.
Si ribadirà che i costi di gestione sono enormi , e che i bilanci sempre piu' poveri non possono garantire la tenuta di tale infrastruttura e non possono prevedere investimenti adeguati per migliorare il servizio e la manutenzione.
Sarebbe troppo facile fare le pulci a tali ragionamenti da popolino, dato che l'azienda conosce benissimo che ci sono voci di spesa, molto piu' consistenti, che potrebbero benissimo esser tagliate , rinunciando a dividere la torta tra i commensali (consulenze, appalti,fornitori,subappalti) ; è il famoso e vecchio modello Telecom , non cambia nei secoli, un pezzo a te e un pezzo a me e contenti tutti. Si fotta il consumatore che conta come un coccio di terracotta in mezzo a bidoni di acciaio.
Siamo un paese italico , oramai solo italico e siamo sempre un paese piu' piccolo , perchè abbiamo piccoli governanti e piccoli anzi piccolissimi imprenditori, manager e dirigenti. Tutti senza nessun scrupolo morale e soprattutto senza la minima volontà di volersi assumere la responsabilità di esporre un idea giusta e impegnarsi a fondo per sostenerla. Tutti pronti invece a eseguire ordini incomprensibili , senza porsi nessun perchè, e soprattutto spacciando per miglioramenti pacchi maleodoranti di fregatura.
Senza moralità nessun uomo che sia un pezzente o un manager in cravatta puo' dirsi UOMO.
Ma questo è un concetto troppo alto per esser compreso da uomini di società come Telecom e tante altre.
martedì 16 settembre 2008
Interpretazione della realtà: 2015

"You want to control a nation? Control the food. You want to control a region? Take control of the energy. You want to control the world? Control the banking!""Vuoi controllare una nazione? Controlla il cibo. Vuoi controllare una regione? Prendi il controllo dell'energia. Vuoi controllare il mondo? Controlla il sistema bancario!"
"Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi importerà niente di chi governa e fa le leggi"

