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lunedì 29 luglio 2013

Visioni


(graphic elaborazione Garimar)
 
La fine di internet (World Wide Web)

Perchè la razza umana ha in se il germe dell'autodistruzione, è un quesito che non troverà mai risposta.
Sembra che l'uomo sia naturalmente portato a distruggere tutto quanto di buono è riuscito a realizzare nella sua pur breve esistenza. Per di piu' si rimane basiti constatando che la finestra temporale in cui questo uomo è presente sul pianeta Terra è un infinitesimo rispetto all'enormità del tempo  universale.
Questo piccolo essere , che si vanta di essere la piu' inteligente forma di vita,  manipola e distrugge  ogni cosa di cui  viene a conoscenza o contatto. Questo assioma vale sia per la materia di cui è formato questo nostro pianeta, e sia per le piccole grandi invenzioni che l'uomo stesso è riuscito a realizzare nella sua brevissima esistenza.  Certamente , si dice, che il progresso umano è costellato di grandi eclatanti scoperte che hanno fatto solo il bene dell'umanità. Vera questa affemrazione che però potrebbe esser  confutata se solo spostiamo il discorso  sui punti di vista. Ogni singolo episodio umano puo' esser visto sotto una luce diversa, e come una medaglia che ha sempre il suo rovescio , anche scoperte che hanno contribuito all'innalzamento della società umana  possono essere valutate da altra prospettiva. 
Ma non è neanche questo il punto saliente della considerazione, il fatto rilevante è che l'uomo è portato a cambiare la natura delle cose. Si dirà che è sempre avvenuto , dato che l'uomo , diciamo, piega gli strumenti a proprio uso e consumo. 
Internet è nata da un idea molto semplice ( Tim Berners-Lee) , e di per se molto utile e democratica.  L'idea base era la condivisione a livello globale dell'informazione, o se vogliamo della conoscenza. Niente di piu' rilevante nella storia umana , che quello di diffondere conoscenza a tutto il globo. essere editore di se stesso  e delle proprie idee, grandioso.
Un idea progressista, rivoluzionaria per certi aspetti. Eccitante e illuminante al tempo stesso. Io connesso con il mondo , in modo del tutto libero , e libero di comunicare pensieri e o apprendere, informarmi  di ogni cosa avessi necessità. La diffusione a livello globale di  conoscenza come un azione democratica profonda e del tutto libera . Affermazione del principo universale che tutti hanno diritto di parola , per quanto ci siano parole spiacevoli.  All'origine era questo il significato della creazione della grande ragnatela globale , escludendo  di base la possibilità di fare affari sul questa ragnatela. Di fatto nel primo periodo era del tutto ecluso la possibilità di concludere un affare o ricavare profitto dallo scambio di informazioni . Principio sacrosanto e universale di solidarietà umana. 
L'uomo che si vanta di esser solidale , nella realtà è del tutto incapace di attenersi a questa coaratteristica.  Ed ecco che anche su questo mondo digitale virtuale sono iniziate le battaglie per cercare di ridurre questa apertura totale , e questa condivisione di sapere , che su un altro piatto della bilancia poteva fruttare svariate montagne di denaro sonante. Ed ecco che i primi oppositori a questo strumento così pensato sono proprio coloro che vengono osannati come i piu' grandi innovatori tecnologici a livello mondiale. Il piu' feroce oppositore di internet libero è quel tale Bill Gates che della vendita del software (linguaggio) ha fatto un commercio ultramiliardario imponendo de facto l'uso di determinati prodotti. Paradossalmente l'idolo dei giovanissimi Steve Jobs non gli è da meno , dato che  della chiusura e dell'imposizione esso stesso ne ha fatto un commercio miliardario. Per quanto lo stesso Jobs sia citato per quel "siate folli"   egli , si è ben guardato da esserlo , e ha sempre combattutto coloro che volevano un mondo "open".  Quindi il "siate folli" ...era di tutt'altra natura..."siate folli" e lasciatemi  il potere...!!! 
Da questi due grandi mostri sacri che hanno di fatto combattuto da sempre Internet nella sua essenza originaria. , si è poi giunti al fatto di porre sotto controllo la ragnatela. Enti governativi, governi, gruppi di potere, editori, affaristi piu' o meno noti , alla fine hanno avuto la delega a "cesurare" , bloccare, ed esigere cambiamenti a quanti fin allora si erano espressi sempre nella massima libertà di espressione. E via da li , leggi su leggi , regolamenti , regole, invocazioni di privacy piu' o meno note, appelli alla segregazione e chiusura o messa al bando di questo o quello . Ma in questo meccanismo tortuoso di una chiusura del mondo  open, si è poi dato coscientemente o involontariamente il potere sempre ai soliti noti , major, editori, controllori dell'informazione , le solite associazioni del controllo globale , il che può sembrare una citazione di fantasia, di fatto è un ente ben reale. Quindi da uno strumento simbolo della libertà e della democrazia in senso lato , siamo passati ad uno strumento ad uso e consumo dei soliti noti potentati mondiali che hanno pensato bene di trarne un lucro ben piu' che sperato. 
In sostanza ci abbiam perso tutti , l'umanità ha perso un altra opportunità di usare uno strumento per come era stato pensato con concetti  semplici e logici , trasformandolo in uno strumento di controllo e direzione del pensiero comune. In questa ottica si sono affermati i colossi piu' citati (spesso a sproposito) , anche essi ben lontani dal pensiero originale di libertà e che usiamo tutti in perfetta incoscienza.  In buona sostanza dalla democrazia assoluta siamo passati ad un imperialismo autocratico .
Il principio della fine non è quando una cosa muore , ma quando l'idea di questa cosa viene stravolta e sconfigurata nella propria essenzialità.
Ciao WWW. 

venerdì 31 agosto 2012

La parabola del Rock e Facebook

(Pink Floyd - The Wall)

Il Muro

Le avanguardie del Rock segnarono gli anni '60/'70 rivoluzionando il mondo della musica , del fare e recepeire la musica ROCK. Esponenti di rilievo di tali avanguardie contribuirono a cambiare per sempre le regole dello spettacolo musicale e non solo , unendo musica immagini e luci in un mix allucinogeno di emozione e sensazione. Il gruppo che più ha contribuito con i propri tour e dischi a tale rivoluzione sono stati indubbiamente i Pink Floyd.  Come ogni  rivoluzione  , anche quella delle avanguardie , data l'esplosione a livello mondiale dei gruppi musicali , arrivò però a chiudersi su se stessa perdendo di vista l'obiettivo principale dei musicisti  che è quello dell'ascolto del brano musicale. Il punto di rottura e di non ritorno di tale fenomeno fu segnato dal disco prima e dal conseguente tour poi  "The Wall" , il muro creatosi tra artisti e spettatori, i primi racchiusi nella ricerca esasperata del riff, e i secondi urlanti e piangenti per nulla attenti alle note esplose dagli impianti di amplificazione. Il muro appunto invalicalibile con la comunicazione impossibile tra palco e spettatori.
Allo stesso modo Facebook , ha rappresentato l'avanguardia della comunicazione mediatica  in internet. Il fenomeno Facebook esploso quasi per caso  , essendo nato solo per disporre di un book di immagini - in prevalenza femminili - per contatti in ambito scolastico. Ebbene tale book , ha preso man mano piede e a livello mondiale ha avuto una esplosione demografica senza pari. Possiamo dire che l'era Internet si può dividere tra prima di Facebook e il dopo Facebook. Il social network per eccellenza è divenuto nel giro di pochissimo il punto di approdo e di ritrovo degli sperduti della rete , il luogo di convivenza virtuale e di comunicazione totale in ogni ambito : familiare, nazionale, mondiale, globale, fino ad approdare alla comunicazione politica e finianziaria, filosofica ed anche didattica ;  in altri termini la vera  comunicazione globale.
Questo social network si è evoluto , annichilendo gli altri sistemi  in auge fino al suo avvento quali i comunicator propriamente detti ( Messenger MSN, Yahoo messenger, ICQ, AOL, Odigo ...) e i vari siti e comunità come i vari Meetic, Netlog, Badoo, HI5 ect...
Tutti amichevolmente su Facebook , indubbiamente è stato un piacere ritrovare vecchi compagni di scuola, parenti lontani , amicizie dimenticate ,vecchi compagni di lavoro e anche nemici (diciamolo) , e tutto questo con una facilità disarmante. 
E' bastato  un click e  ritrovare vecchi e nuovi rapporti , relazioni, discussioni, comunità.
Man mano ha preso piede sempre di più la necessità di collegarsi a Facebook e rimanerci per l'intera giornata.
Gli amministratori di Facebook , capito per tempo la potenzialità di tale social netowork, non avendo peli sullo stomaco, giustamente, han pensato da subito di realizzare una macchina da guerra poderosa per far soldi a palate . Il colosso Google ha tremato al cospetto di questo social network , infatti  Facebook   ha imposto cose quali il famoso "mi piace" , poi il "tag", e poi la "chat interna", ed un infinità di APP piu' o meno note che ci forniscono ogni possibile uso, dal   "sono qui" , al "vado qui" oppure "interverrò" . 
Non sei nessuno se non sei su Facebbok!
Ma come la parabola del Rock, la complessità sempre maggiore dell'apparato, ma soprattutto la perdita dello scopo per cui iscriversi da parte degli utenti, sempre di più portano verso la decadenza del social network. 
E' nell'aria , sotto i colpi di APP sempre piu' uguali a se stesse ed invadenti, sotto la moda imperante dei manifesti e delle esposizioni spersonalizzate  , e soprattutto sotto il desiderio spasmodico di collezionare "mi piace" ad ogni spron battuto.
La comunicazione che voleva essere in rapporto di uno-a-molti , ma preservando il colloquio uno-a-uno si è andata via via persa nell'unica comunicazione oramai imperante : uno-a-molti .
Ecco che sempre di più la bacheca è affollatissima di lanci mattutini e serali di buongiono e buonasera "URBI ET ORBI" , tutti accomunati in un fascio di pseudo-amicizie, senza nessun individualismo e senza nessuna caratterizzazione, come nelle mense, il menù uguale per tutti !.
Sempre più la moda di condannare o eloggiare con parole desunte da citazioni e/o articoli piu' o meno famose, e sempre piu' la facilità della diffusione di notizie quasi mai verificate, in sostanza  "c'è scritto su Facebook" , quindi è vero a prescindere. 
Per questo parimenti alla storia delle avanguardie del Rock , il Social Network e i suoi utenti stanno richiudendosi su se stessi. 
Di fatto , l'azienda quotata in borsa con manifesta soddisfazione ( e supervalutazione..diciamolo!) , in breve tempo è stata ridimensionata del più del 50 %. 
Di questo ancora  non c'è una consapevolezza assoluta, ma i segnali di un tramonto prossimo sono evidenti, quando lo strumento prende il sopravvento sulla sostanza, non c'è legge che tenga, è destinato a decadere. 
Indubbiamente Facebook ha rappresentato una rivoluzione, sia per la facilità della comunicazione (parlare per immagini, condividere eventi, far partecipare amici, amici di amici, conoscenti ...), ha rappresentato un cambiamento costruendo quello che è una piazza su cui tutti si possono incontrare (anche se l'idea non è originale vedi ad esempio lo scomparso Second Life, che però dopo un boom iniziale è andato man mano spegnendosi, anche perchè in quel caso  la facilità d'uso era alquanto aleatoria) ; il merito è senz'altro quello di aver reso protagonisti tutti  con la semplice presenza, questo il segreto del successo ; ma allo stesso tempo il fatto che Facebbok in cambio esige sapere tutto di te (in maniera chiara e anche in maniera subdola), ecco lo scopo de  il "dove sono"  il "cosa mi piace" il "cosa faccio" , "quali sono le mie amicizie" ,"quali sono le mie foto" , tutte informazioni che  costituiscono  un bagaglio di informazione preziosissimo che permette a sistemi sofisticati di analisi di esporre suggerimenti personalizzati, e fin anche di influenzare movimenti e tendenze sociali . Non da poco tale potenza nel mondo moderno. 
Ma tutto questo ha creato un sistema che è un mostro e all'interno del quale gli utenti  sempre di più perdono di vista la ragione dell'esserci. Perchè alla fine è sempre valido il pensiero dove sono , cosa faccio.
Il muro appunto, anche in questo caso siamo di fronte a "The Wall".

giovedì 26 novembre 2009

Il vizietto



Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Avremmo dovuto aspettarci grandi cambiamenti di regole e profonde revisioni di regolamenti e alla luce della crisi che ha attanagliato tutti noi da oltre un anno, un drastico cambiamento di tendenza nel campo finanziario.
Invece, oggi, abbiamo affermazioni quali uscita dal tunnel, spiraglio di ripresa, ma nessun accenno a cambiamento di regole o regolamentazioni del mercato e della finanza spregiudicata.
Nella crisi l'unico rimedio attuato è stata l'immissione di ingenti capitali pubblici sul circuito bancario , cioè una gran massa di denaro elargito a banche e istituti finanziari per sostenerli e non far chiudere loro bottega. Nessuna contropartita è stata chiesta, nessuna verifica è stata effettuata , se non in sparuti ed eclatanti casi di frode.
Il mercato finanziaro continua come se nulla fosse successo anzi tira meglio di prima e più di prima , con il suo volto tirato a lucido dalla doccia di denaro pubblico frusciante.Per questo non è affatto detto che la crisi sia verso la sua risoluzione finale, dato che, con questi presupposti si stà solo preparando una altra e più grave debacle. Cosa notiamo in giro , se solo cerchiamo di sforzarci ? l'aumentata difficoltà a sbarcare il nostro normale lunario, la diffusa crisi del mercato del lavoro, lavoratori in cassa integrazione e senza nessuna speranza di riacquisizione del salario. In aggiunta , nonostante gli annuci della fine del periodo oscuro, son più che convinto che gli effetti peggiori sul lavoro debbano ancora manifestarsi completamente. Aziende e artigiani chiudono in continuazione o sono costrette a terminare l' attività, per l'impossibilità di sostenere i costi e continuare la produzione .
Del restoquesto mercato di cui tanto si parla è malsano , l'aumento sconsiderato del petrolio avvenuto in piena crisieconomica prima dell'estate scorsa ne è un esempio eclatante. Tutti a chiedersi ma come mai ? Diminuiscono i consumi, c'è la crisi , eppure il petrolio aumenta ?
E tutti a chiedersi del perchè del per come e nessuno a considerare come in effetti la malattia è di ben altra natura.
Quel preciso giorno l'operato di una singola persona (una!!!) ha causato un addebbito mondiale di spesa con l'aumento di quasi 1,5 euro sul costo del barile di petrolio nell'arco di poche ore, avendo lo stesso personaggio movimentato da solo più del doppio dell'intera produzione giornaliera dell'arabia saudita, uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio. Una sola persona ha determinato l'andamento del mercato mondiale!!!!!
Come è possibile tutto ciò ?
In un normale mercato medieovale le regole sarebbero molto chiare e semplici. Io produttore porto sulla bancarella il mio prodotto e ne tratto la vendita con il consumatore che naturalmente tira sul prezzo del mio prodotto. Se presso la mia bancarella si fermano molti clienti chiaramente io posso chiedere un pò di piu' per le mie patate , le mie arance, la mia verdura, se al contrario nessun cliente degna di uno sguardo la mia merce, sono costretto ad abbasare il prezzo per attrarre qualche compratore. Questa sarebbe la regola semplice e basilare di quello che chiamiamo "libero mercato". Questa legge sottende un altro importantissimo concetto che è quello che gli ADDETTI al mercato sono i diretti interessati : il produttore da un lato e il consumatore dall'altro. Il prezzo della merce quindi è determinato in ultima analisi da persone che sono "interessate" a quella merce. Questo è il vero libero mercato.
Cosa invece avviene nel moderno mondo civile ?
Da un lato abbiamo orami l'esaurimento della capacità produttiva in rispondenza alla richiesta di prodotto, abbiamo cioè venduto tutto , non abbiamo altro da vendere, se non i prodotti e la merce che avremo in futuro!!!.
E qui la grande trovata, per non fermare il giro , e continuare a ricavare "denaro" , si è inventato la compravendita di ciò che non c'è, o meglio di ciò che potrà esserci in un futuro più o meno lontano.
Contrattiamo stock e rifornimenti che ci saranno domani, scommettendo sul possibile valore, scambiandoci ingenti quantità di materiale (virtuale) , e pagando con valuta allineata a parametri futuri , ma con un grosso ma : intascando oggi il margine di profitto.
Ecco la trovata del paese di bengodi, guadagnamo oggi ( e molto) su futuri scenari che potranno realizzarsi secondo previsioni più o meno attendibili.
Orbene, dato che neanche mago merlino è il più perfetto dei maghi , per non rimanere con il cerino in mano , e dato che in sostanza del prodotto finale non frega niente a nessuno, non rimane che disfarsi del suddetto contratto, magari guadagnandoci ulteriolmente : ecco creato il "mercato dei futures" , raggiungiamo due scopi in questo mercato , intaschiamo lauti guadagni solo avendo mosso delle voci finanziarie (virtuali) , e ci liberiamo di contratti che al momento potremo anche non esser in grado di onorare.
Il mercato dei futures è una scommessa, ma come nei piu' rinomati casinò mondiali, qui vince solo il banco, tutti gli altri perdono.
I prezzi dei beni di più largo consumo sono determinati in base ai "futures" e non sul valore del prodotto in sè, questo porta a scompensi e fenomeni speculativi che sono al di là di ogni umana comprensione.
In più avviene un fenomeno ancor più nefando , il prezzo di un bene/prodotto/servizio è determinato da un elite di personaggi che per assurdo non sono neanche interessati al prodotto in se e quindi alla sua produzione. I "traider" che sono i registi di tali contrattazioni sono interessati solo ai guadagni che ne possono derivare dalla compravendita, non sono assolutamente interessati nè alla qualità del prodotto nè tantomeno al fatto che il prodotto sia veramente disponibile.
Il fantastico mondo del virtuale, in borsa si è affermato molto prima di Facebook o di Second Life, e con effetti molo ma molto piu' deleteri per tutti noi.
Il libero mercato è tutt'altro che libero , ed è determinato solo da un elite di personaggi che determinano l'andamento mondiale dei prezzi.
Il centro principale , in cui si trattano i piu' importanti prodotti mondiali è presso la city di londra dove intraprendenti "traider finanziari" muovono ingenti somme di denaro (tra cui anche gli enormi flussi pubblici statali ultimamente elargiti) per comprare e vendere nel futuro a prezzi futuri, intascando oggi lauti guadagni per conto di:
"fondi pensione"
"edge Founds"
"investitori privati"
"istituti finanziari"
Questa elite di persone ha degli stipendi medi di 25-30 mila euri mensili e incentivi proporzionali ai guadagni ottenuti con le transazioni, tali incentivi li possiamo tranquillamente indicare mediamente dai 5 ai 7 milioni di euro annui.
A Vostro giudizio di fronte a questa mole di denaro esiste persona che non faccia di tutto per aumentare e accelerare questo sistema ?
Cosa vuoi che freghi a tali personaggi della crisi delle fabbriche, delle famiglie, degli impiegati e ancor di piu' dei precari, dei senza lavoro , i loro guadagno non si basano su questi dati , ma solo su un entità virtuale che non esiste e mai esisterà.
A chi viaggia e ha la possibilità di recarsi a Londra, si faccia un giro nei pub del centro finanziario dopo le 17 (rigorosamente) , e annoti le faccia allegre delle persone ivi presenti.
Si farà molta fatiga a cercare anche solo uno triste.
I nuovi yuppie sono tra noi , belli , ricchi sfondati, potenti, e superprotetti e allegri , allegrissimi !!!
Non una regola è stata imposta , non una normantiva è stata emanata , e il mercato finanziario a ricominciato a percorrere strade note , come se nulla fosse, preparando un altra fossa per noi tutti.
Noi europei viviamo al di sopra delle nostre possibilità, e la medialità moderna ci spinge a ritornare a vivere seconda questa regola, come se nulla fosse successo ( consumate! consumate!) , intanto la Cina e l'India hanno iniziato ad accaparrarsi ingenti quantità di materie prime e in più ad acquisisre vaste porzioni di territorio (ad esempio Africano) a poco prezzo.
Il motivo è presto detto , a parte il dover disfarsi della carta moneta che in gran quantità possiede la Cina (sostenendo quasi del tutto da sola la finanza americana) ma oltre questo , pensate che se ognuno dei cinesi decidesse all'improvviso di vivere anche lui al di sopra delle possibilità (come un occidentale) quanta energia ci sarebbe bisogno in più ?
una quantità enorme, ecco perchè ci sarà bisogno di materie prime, di grano, di cibo, e di nuovi combustibili, il tutto a spese (naturalmente) dei soliti noti che sono le popolazioni arretrate africane che attualmente vengono depredate di vaste porzioni di territorio (basta fare una ricerca con google per accertarsi di tale manovre) . Tutto sulla pelle dell' africa come storia insegna.
Niente di nuovo sotto il sole , e nel silenzio generale di coloro che si accingono a "consumare" all'approssimarsi del Natale.

P.S. ultim'ora : parole profetiche , in serata si diffonde la notizia (da repubblica.it)

Dubai, senza soldi l'isola dei ricchi
tremano le Borse di tutto il mondo

Ogni tanto capita che chi si è esposto deve comunque far fronte agli impegni e si rende conto di non farcela .
"L'annuncio è arrivato a causa delle difficoltà finanziarie della Nakheel, la società di costruzioni, considerata almeno fino a poche settimane il gioiello dell'emiro di Dubai, ma che entro la metà di dicembre deve far fronte al pagamento di un emissione obbligazionaria in scadenza per 3,5 miliardi di dollari."

Come detto il lupo perde il pelo ma non il vizio e la crisi non è affatto risolta, e ancora grosse bolle speculative devono scoppiare.

martedì 6 gennaio 2009

Tanti anni fa

(foto di Garimar)
La Befana

Tanti anni fa, aspettavo la Befana con ansia e pieno di eccitazione per i regali che avrei trovato sotto il camino. Allora non era usanza del Babbo Natale nordico, i regali arrivavano con la vecchina , un unico momento di scoperta e rivelazione.
Regali e caramelle, e qualche carbone (vero).
Non esistevano le calze coloratissime e profumate che si usano oggi, ma si appendevano gli usuali calzettoni , quelli di tutti i giorni.
La sveglia era all'alba, per precipitarsi urlando a scoprire quale pacco era stato destinato dalla vecchina.
Nessun arnese tecnologico , o marchingegno wi-fi o bluetooth.
Oggi crediamo di essere dominatori del mondo sol perchè possediamo l'ultimo telefonino figo che ci permette di comunicare col mondo, l'ultimo ritrovato della tecnica che ci permette di esser sempre connessi.
Comunicare cosa? esser connessi a cosa?
Cosa comunichiamo oggi se siamo vuoti dentro? parliamo di tecnica e di diavolerie elettroniche sentendoci potenti e ultramoderni, ma in realtà lo siamo sul serio?
E' vero , gli ultimi lcd/plasma si vedono una meraviglia, il terminale ultrasottile lo teniamo in tasca, l'access-point ultrapotente ci connette in un miliardesimo di secondo. E allora?
Cosa abbiamo concluso ?
Facciamo telefonate per dire il nulla, scriviamo messaggi che non significano nulla, milioni di parole scritte e lette e dimenticate.
Immersi nella nostra tecnica che ci sovrasta e ci comanda a bacchetta, ci illudiamo di esser liberi , e siamo costretti peggio che nelle celle di Alcatraz.
Un tempo si correva al camino e si era felici se si trovavano le bocce, o il trenino, o ciccio-bello, o la pistola da cowboy.
In effetti un tempo si giocava, si giocava con gli amici ad indiani e cowboy, infinite battaglie e scorribande nei campi. Dove sono quei bimbi oggi ?
Tutti connessi , o al nintendo, alla playstation soli , soli fin da giovanissimi presi dal terminale, dall'ultimo schermo che trasfigura tutto.
Non vedo da secoli ragazzini giocare ad indiani e cowboy, anzi meglio non vedo da secoli ragazzini giocare.
Vedo sempre , invece, padri e madri presi (loro piu' dei figli) dalla tecnica.
Il padre super impegnato col suo blackberry ultrafigo, la madre super manager con l'ultimo iPhone a ciarlare di niente e accarezzate il touch-screen neanche fosse suo figlio.
Siamo preoccupati che tutto sia all'ultimo grido e perfettamente funzionante e abbiamo perso il perchè delle cose.
Urliamo che siamo potenti e ultrafighi, ma non sappiamo il perchè delle cose.
Facciamo cose incomprensibili perchè ci siam fatti prendere la mano da cio' che è solo parvenza.
Comunicazione è la parola di questo secolo , ma non abbiamo niente da comunicare , perchè ci siamo concentrati piu' sul mezzo che sul contenuto. Siamo presi dalla scatola, non da cio' che è dentro.
Che delirio universale quello di esser sull'ultima release, sull'aggiornamento all'ultimo secondo....avendo perso quello che in effetti è la sostanza.
Tanti anni fa c'erano le calze piene di dobloni dorati, di caramelle "Rossana" e di cioccolatini "Perugina" ed eravamo felici (ma sul serio) di aver quelle poche cose. Si parlava, si urlava, si rideva, si rideva sul serio e non forzatamente.
Quanto tempo che non ridiamo? ....interrotti sempre da trilli e SMS che spezzano la nostra giornata, e senza i quali andiamo in crisi di astinenza.
Siamo sul WiMax figo...e intorno abbiamo il deserto....fighissimo!!!!
Moriremo con l'ultimo Nokia in tasca...sarà una bella morte.

venerdì 16 novembre 2007

Conoscenza virtuale

Cosa è la conoscenza ?
Cosa intendiamo solitamente quando diciamo :
"conosciamoci" ??
Cosa siamo disposti a mettere sul tavolo della conoscenza
per far si che il cammino vada avanti e non si fermi
alle prime impressioni?
Siamo sempre disposti a dimostrarci aperti e interessati,
ma quanto lo siamo realmente quando parliamo con una persona?
Di certo discutiamo , affermiamo, ma quanto di quello che accade
percepiamo e poi conserviamo?
In questi tempi moderni, si sono acuite le parvenze
che chiamiamo "conoscenza", dato che i nuovi mezzi di comunicazione
hanno aperto a noi tutti scenari inimmaginabili solo pochi decenni
orsono.
Si, siamo tutti presi da questo mondo tecnologico a nostra portata
dove , se vogliamo, possiamo contattare chiunque in qualunque parte
del mondo o quasi.
Ma davvero poi siamo disposti fin in fondo all'anima a fare
questa esperienza di conoscenza?
E di piu' cosa comprendiamo della persona che comunque ci è
di fronte, vuoi che sia di persona , vuoi che sia dietro un monitor
in chat?.
Certo il nostro udito percepisce dei suoni, delle parole, delle frasi
ma quanto di questo, che compone il nucleo della persona che parla,
arriva al nostro cervello, prima, e poi nel nostro cuore?
Non siamo piuttosto tutti concentrati ad ascoltare le nostre parole,
i nostri discorsi, il suono della nostra voce?
Siamo tutti innamorati principalmente del suono della nostra voce,
per cui ben difficilmente ci rimarrà qualcosa dell'altro.
Ben difficilmente dopo qualche tempo ricorderemo le parole ascoltate
distrattamente, e con sussiego.
Si dice che la conoscenza virtuale sia vacua, che niente possa sostituire
il vero incontro di persone , la vera conoscenza.
Ma cosa pensare di tanti ricordi che svaniscono in un lampo?
Cosa ricordare quando i nostri occhi non han visto niente?
Possiamo affermare che la "conoscenza" non dipende mai dal
mezzo e dal modo , per cui virtuale/reale è una dicotomia mal posta.
Piuttosto dovremmo affermare che la conoscenza dipende sempre dal cuore.
Quanto siamo disposti a spendere per capire chi ci è di fronte?.
La conoscenza di una persona non si ferma mai all'apparenza, al modo di atteggiarsi,
di muoversi, ma la conoscenza vera si spinge molto piu' a fondo,
fino a capirne e percepire i pensieri piu' profondi della persona, i suoi sogni.
E questo avviene anche se si è distanti milioni di chilometri,
perchè dipende unicamente dall'ascoltare il cuore.
Ci si puo' conoscere anche in chat virtuale , rendendo questa conoscenza
ben piu' reale che di una che ci vede vivere realmente con la persona
accanto. Si puo' comunicare molto di piu' con una persona che , magari,
non incontreremo mai , piuttosto che con il nostro collega di lavoro
che frequentiamo otto ore al giorno tutti i giorni.
Si dirà che col virtuale è facile aprirsi e mentire, per cui
si possono spacciare conoscenze per giochi e trucchi da brigante.
E' vero, è facile mentire nel virtuale, ma non piu' facile che nella vita reale,
dato che è sempre il cuore il giudice di ogni cosa, e il cuore
è in grado di percepire ogni cosa sempre; siamo noi ,
che non sempre ascoltiamo questo cuore onnipotente.
La conoscenza è una questione di cuore,
niente di piu', che sia reale o virtuale è solo
una questione di cuore, e lo è sempre stata
fin da quando l'uomo è apparso su questa terra.