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giovedì 26 novembre 2009

Il vizietto



Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Avremmo dovuto aspettarci grandi cambiamenti di regole e profonde revisioni di regolamenti e alla luce della crisi che ha attanagliato tutti noi da oltre un anno, un drastico cambiamento di tendenza nel campo finanziario.
Invece, oggi, abbiamo affermazioni quali uscita dal tunnel, spiraglio di ripresa, ma nessun accenno a cambiamento di regole o regolamentazioni del mercato e della finanza spregiudicata.
Nella crisi l'unico rimedio attuato è stata l'immissione di ingenti capitali pubblici sul circuito bancario , cioè una gran massa di denaro elargito a banche e istituti finanziari per sostenerli e non far chiudere loro bottega. Nessuna contropartita è stata chiesta, nessuna verifica è stata effettuata , se non in sparuti ed eclatanti casi di frode.
Il mercato finanziaro continua come se nulla fosse successo anzi tira meglio di prima e più di prima , con il suo volto tirato a lucido dalla doccia di denaro pubblico frusciante.Per questo non è affatto detto che la crisi sia verso la sua risoluzione finale, dato che, con questi presupposti si stà solo preparando una altra e più grave debacle. Cosa notiamo in giro , se solo cerchiamo di sforzarci ? l'aumentata difficoltà a sbarcare il nostro normale lunario, la diffusa crisi del mercato del lavoro, lavoratori in cassa integrazione e senza nessuna speranza di riacquisizione del salario. In aggiunta , nonostante gli annuci della fine del periodo oscuro, son più che convinto che gli effetti peggiori sul lavoro debbano ancora manifestarsi completamente. Aziende e artigiani chiudono in continuazione o sono costrette a terminare l' attività, per l'impossibilità di sostenere i costi e continuare la produzione .
Del restoquesto mercato di cui tanto si parla è malsano , l'aumento sconsiderato del petrolio avvenuto in piena crisieconomica prima dell'estate scorsa ne è un esempio eclatante. Tutti a chiedersi ma come mai ? Diminuiscono i consumi, c'è la crisi , eppure il petrolio aumenta ?
E tutti a chiedersi del perchè del per come e nessuno a considerare come in effetti la malattia è di ben altra natura.
Quel preciso giorno l'operato di una singola persona (una!!!) ha causato un addebbito mondiale di spesa con l'aumento di quasi 1,5 euro sul costo del barile di petrolio nell'arco di poche ore, avendo lo stesso personaggio movimentato da solo più del doppio dell'intera produzione giornaliera dell'arabia saudita, uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio. Una sola persona ha determinato l'andamento del mercato mondiale!!!!!
Come è possibile tutto ciò ?
In un normale mercato medieovale le regole sarebbero molto chiare e semplici. Io produttore porto sulla bancarella il mio prodotto e ne tratto la vendita con il consumatore che naturalmente tira sul prezzo del mio prodotto. Se presso la mia bancarella si fermano molti clienti chiaramente io posso chiedere un pò di piu' per le mie patate , le mie arance, la mia verdura, se al contrario nessun cliente degna di uno sguardo la mia merce, sono costretto ad abbasare il prezzo per attrarre qualche compratore. Questa sarebbe la regola semplice e basilare di quello che chiamiamo "libero mercato". Questa legge sottende un altro importantissimo concetto che è quello che gli ADDETTI al mercato sono i diretti interessati : il produttore da un lato e il consumatore dall'altro. Il prezzo della merce quindi è determinato in ultima analisi da persone che sono "interessate" a quella merce. Questo è il vero libero mercato.
Cosa invece avviene nel moderno mondo civile ?
Da un lato abbiamo orami l'esaurimento della capacità produttiva in rispondenza alla richiesta di prodotto, abbiamo cioè venduto tutto , non abbiamo altro da vendere, se non i prodotti e la merce che avremo in futuro!!!.
E qui la grande trovata, per non fermare il giro , e continuare a ricavare "denaro" , si è inventato la compravendita di ciò che non c'è, o meglio di ciò che potrà esserci in un futuro più o meno lontano.
Contrattiamo stock e rifornimenti che ci saranno domani, scommettendo sul possibile valore, scambiandoci ingenti quantità di materiale (virtuale) , e pagando con valuta allineata a parametri futuri , ma con un grosso ma : intascando oggi il margine di profitto.
Ecco la trovata del paese di bengodi, guadagnamo oggi ( e molto) su futuri scenari che potranno realizzarsi secondo previsioni più o meno attendibili.
Orbene, dato che neanche mago merlino è il più perfetto dei maghi , per non rimanere con il cerino in mano , e dato che in sostanza del prodotto finale non frega niente a nessuno, non rimane che disfarsi del suddetto contratto, magari guadagnandoci ulteriolmente : ecco creato il "mercato dei futures" , raggiungiamo due scopi in questo mercato , intaschiamo lauti guadagni solo avendo mosso delle voci finanziarie (virtuali) , e ci liberiamo di contratti che al momento potremo anche non esser in grado di onorare.
Il mercato dei futures è una scommessa, ma come nei piu' rinomati casinò mondiali, qui vince solo il banco, tutti gli altri perdono.
I prezzi dei beni di più largo consumo sono determinati in base ai "futures" e non sul valore del prodotto in sè, questo porta a scompensi e fenomeni speculativi che sono al di là di ogni umana comprensione.
In più avviene un fenomeno ancor più nefando , il prezzo di un bene/prodotto/servizio è determinato da un elite di personaggi che per assurdo non sono neanche interessati al prodotto in se e quindi alla sua produzione. I "traider" che sono i registi di tali contrattazioni sono interessati solo ai guadagni che ne possono derivare dalla compravendita, non sono assolutamente interessati nè alla qualità del prodotto nè tantomeno al fatto che il prodotto sia veramente disponibile.
Il fantastico mondo del virtuale, in borsa si è affermato molto prima di Facebook o di Second Life, e con effetti molo ma molto piu' deleteri per tutti noi.
Il libero mercato è tutt'altro che libero , ed è determinato solo da un elite di personaggi che determinano l'andamento mondiale dei prezzi.
Il centro principale , in cui si trattano i piu' importanti prodotti mondiali è presso la city di londra dove intraprendenti "traider finanziari" muovono ingenti somme di denaro (tra cui anche gli enormi flussi pubblici statali ultimamente elargiti) per comprare e vendere nel futuro a prezzi futuri, intascando oggi lauti guadagni per conto di:
"fondi pensione"
"edge Founds"
"investitori privati"
"istituti finanziari"
Questa elite di persone ha degli stipendi medi di 25-30 mila euri mensili e incentivi proporzionali ai guadagni ottenuti con le transazioni, tali incentivi li possiamo tranquillamente indicare mediamente dai 5 ai 7 milioni di euro annui.
A Vostro giudizio di fronte a questa mole di denaro esiste persona che non faccia di tutto per aumentare e accelerare questo sistema ?
Cosa vuoi che freghi a tali personaggi della crisi delle fabbriche, delle famiglie, degli impiegati e ancor di piu' dei precari, dei senza lavoro , i loro guadagno non si basano su questi dati , ma solo su un entità virtuale che non esiste e mai esisterà.
A chi viaggia e ha la possibilità di recarsi a Londra, si faccia un giro nei pub del centro finanziario dopo le 17 (rigorosamente) , e annoti le faccia allegre delle persone ivi presenti.
Si farà molta fatiga a cercare anche solo uno triste.
I nuovi yuppie sono tra noi , belli , ricchi sfondati, potenti, e superprotetti e allegri , allegrissimi !!!
Non una regola è stata imposta , non una normantiva è stata emanata , e il mercato finanziario a ricominciato a percorrere strade note , come se nulla fosse, preparando un altra fossa per noi tutti.
Noi europei viviamo al di sopra delle nostre possibilità, e la medialità moderna ci spinge a ritornare a vivere seconda questa regola, come se nulla fosse successo ( consumate! consumate!) , intanto la Cina e l'India hanno iniziato ad accaparrarsi ingenti quantità di materie prime e in più ad acquisisre vaste porzioni di territorio (ad esempio Africano) a poco prezzo.
Il motivo è presto detto , a parte il dover disfarsi della carta moneta che in gran quantità possiede la Cina (sostenendo quasi del tutto da sola la finanza americana) ma oltre questo , pensate che se ognuno dei cinesi decidesse all'improvviso di vivere anche lui al di sopra delle possibilità (come un occidentale) quanta energia ci sarebbe bisogno in più ?
una quantità enorme, ecco perchè ci sarà bisogno di materie prime, di grano, di cibo, e di nuovi combustibili, il tutto a spese (naturalmente) dei soliti noti che sono le popolazioni arretrate africane che attualmente vengono depredate di vaste porzioni di territorio (basta fare una ricerca con google per accertarsi di tale manovre) . Tutto sulla pelle dell' africa come storia insegna.
Niente di nuovo sotto il sole , e nel silenzio generale di coloro che si accingono a "consumare" all'approssimarsi del Natale.

P.S. ultim'ora : parole profetiche , in serata si diffonde la notizia (da repubblica.it)

Dubai, senza soldi l'isola dei ricchi
tremano le Borse di tutto il mondo

Ogni tanto capita che chi si è esposto deve comunque far fronte agli impegni e si rende conto di non farcela .
"L'annuncio è arrivato a causa delle difficoltà finanziarie della Nakheel, la società di costruzioni, considerata almeno fino a poche settimane il gioiello dell'emiro di Dubai, ma che entro la metà di dicembre deve far fronte al pagamento di un emissione obbligazionaria in scadenza per 3,5 miliardi di dollari."

Come detto il lupo perde il pelo ma non il vizio e la crisi non è affatto risolta, e ancora grosse bolle speculative devono scoppiare.

domenica 5 luglio 2009

Il libero mercato.....forse!


La democrazia e la libertà

In questi tempi di rivalutazione di determinati paradigmi fin qui ritenuti inviolabili, una considerazione è dovuta.
Dato per scontato che, al solito, non tutte le cause e gli effetti di questo disastro finanziario siano stati resi noti ai più, rimane di sottofondo una sorta di sfiducia nei soliti assiomi che si ripetono all'infinito.
Siamo in una società occidentale e definita "democratica" , quindi una società che fa della libertà la base di ogni sua esternazione e attività finanziaria e non.
Un dubbio , però oramai, assale i comuni cittadini di tale società. Cittadini che sempre più spesso sono alle prese con rendiconti e programmazioni di vita quotidiana che difficilmente riescono a soddisfare le sepur minime normali aspettative.
Siamo sempre più alle prese con incomprensibili fenomeni , che di per sè sono lontani dal nostro manage familiare, ma che inequivocabilmente ne decidono le sorti.
Oramai son passati mesi dal manifestarsi di questo crack globale , e in fondo ci chiediamo tutti noi , se con i moderni mezzi e conoscenze , fosse davvero così imprevedibile , dato che nell'ambito finanziario la voce poteva esser nota da tempo. (ad esempio vedi le analisi negli anni 2007 - 2008 di E. Benettazzo )
Ma in più, a distanza di mesi , si continua a ribadire il concetto post-moderno "sono le regole del mercato".
Continuiamo a chiederci del perchè il costo del petrolio continua a salire , o meglio a fare una montagna russa dell' up-down, senza tuttavia portare benefici all'utente finale (il salire produce aumenti, lo scendere quasi mai riporta i valori al precedente aumento). Mistero buffo dell'alchimia finanziaria, che viene spiegata ai profani come " è il libero mercato".
Chiaro come il sole!, siamo in una economia CAPITALISTICA inserita nelle più grandi e avanzate democrazie occidentali per cui libertà è anche la base dei mercati finanziari ritenuti ...appunto...liberi!
Allora noi "poveri cittadini seguiamo questo libero mercato e continuiamo a pagare (in particolare in Italia) sempre più i beni essenziali quali carburanti, energia, comunicazioni, cibi di prima necessità (pasta, pane, pesce, carne) .
Grandissimi personaggi ci invitano all'ottimismo, alla ripresa, all'uscita dal tunnel prossima, ci invitano al sorriso, ma si guardano bene a chiarire perchè tutto ciò è successo, e perchè , soprattutto, nessuno ha rintracciato i colpevoli di questo stato di cose (escluso qualche sparuto anche se eclatante caso di inquisizione e condanna).
Si ritorna a parlare di "libero mercato" e quella prima parola ci rassicura tutti .
Ma è proprio così?
Allora ci riferiamo alla cronaca di questi giorni per rilevare davvero quanto sia "libero" questo mercato e indenne da sotterfugi e interessi di parte.
Leggiamo sulla repubblica di oggi :

"Un trader del petrolio fa perdere 10 milioni di dollari al suo gruppo"

un titolo così non ci allarma, ma il titolo del giorno prima (4 luglio) sulla stessa notizia è di ben altro tenore

"Il brocker canaglia del mercato del petrolio "

Leggendo l'articolo si scopre come quest'unico individuo col suo agire abbia determinato in una sola ora la salita del barile di petrolio da 71 a 73,5 dollari a barile .
Questo broker martedì us. ha iniziato a compiere operazioni non autorizzate portando il mercato dei FUTURES (che determinano il prezzo del greggio) a innalzarsi rapidamente.
Ora noi liberi cittadini dovremmo chiederci ......ma sul serio questo mercato è libero e i suoi prezzi vengono determinati dalla regola domanda/offerta e quindi da tutti noi, oppure le leve di comando sono al solito in mano ad uno sparuto gruppo di uomini e le conseguenze le paghiamo sulla pelle di tutti noi ?

Ora chiediamoci cosa significhi libertà, e per rammentarlo rivediamo un illuminante video di Carmelo Bene su Democrazia e Libertà, del '94 ma sempre attuale, anzi direi più che mai attuale.


domenica 17 maggio 2009

Le regole da cambiare


Insopportabile La Deriva Dei Prezzi

Le agenzie riportano con grande evidenza la poco gradita notizia della ripresa al rialzo del prezzo della benzina per i consumatori -
Ciò con il solito giochetto , tutto italiano, del rialzo immediato a fronte di una discesa sempre ventilata e mai adottata .
Questo il testo delle agenzie :

"A prescindere dalla insopportabile velocita' di adeguamento del prezzo della benzina quando il costo del petrolio sale a differenza di quando scende, a prescindere dalla ormai endemica differenza, naturalmente in piu', del prezzo dei carburanti dai 3 ai 5 centesimi al litro rispetto ai paesi europei, a prescindere dai conteggi che l'Osservatorio Federconsumatori attua rispetto agli andamenti del prezzo del petrolio, delle percentuali di tassazione e del cambio dollaro/euro che farebbe ritenere attuale una speculazione di circa 12 centesimi al litro sui carburanti. In queste ultime ore si sta perpetuando una ulteriore speculazione sul prezzo della benzina''. Lo affermano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Infatti, utilizzando non i dati dell'osservatorio bensi' quelli del Ministero della Sviluppo Economico -spiegano- si evince che con gli stessi costi del petrolio nel 2007 il prezzo della benzina si situava su 1.20/1.22 contro l'attuale attestazione a 1.27/1.28, che oltretutto sono prezzi consigliati ma lontani anche di 3-4 centesimi di quanto in molte regioni sono pagati dagli automobilisti''. Trefiletti e Lannutti invitano il Governo sia ad intervenire sulla filiera ''per porre fine a questi abusi, anche cominciando ad ipotizzare sanzioni per tali comportamenti, e sia di realizzare concretamente un processo di liberalizzazione della rete distribuzione carburanti e non intralciandone l'operativita' con decisioni normative che impediscono alla grande distribuzione di poter compiere l'opera di erogazione dei carburanti''.

''Intervenire su tale materia -concludono Trefiletti e Lannutti- significa poter alleggerire le spese dei cittadini da cifre che oscillano solo per costi diretti da 160 a 180 euro in meno all'anno e per costi indiretti dovuti a quelli di trasporto dei beni di largo consumi a benefici pari ad ulteriori 120 euro annui"



Le evidenti considerazioni sono lasciate a libera interpretazione, un unico commento possiamo fare alla luce di questi avvenimenti.

Si era annunciato e preannunciato, proclamato ed evidenziato, che le regole del mercato dovevano esser riscritte, e che la crisi profonda avrebbe portato inevitabilmente ad una nuova etica finanziaria.

Il tempo è trascorso, e sotto i riflettori abbiamo avuto veline e tradimenti, imperatori e puttane, ma nessuna voce in merito a questo cambio di regole e di rifondazione di economia di mercato.

Tutto questo vuol solo dire che siamo costantemente, presi in giro e tartassati da una schiera di finanzieri e politici e mercanti che come cornacchie sono aggrappate alle nostre spalle e come coyote si cibano del nostro corpo.

Quando potremo scrollarci dalle spalle questi vampiri che per ogni cosa, prelevano fondi con regole e leggi ad personam e ad aziendam , allora ci accorgeremo che noi italiani non siamo poi diversi dall'antico popolo romano che ha conquistato il mondo. Noi siam sempre gli stessi, se solo prendessimo coscienza.

Scrollando e scacciando questo stormo di succhiasangue, potremo avere una nazione decente, una società di servizi a livello del nostro vivere , un prodotto interno che rispecchi sul serio i valori in campo della nostra forza lavoro , e avere anche un lavaggio centrifugale di quanti, assieme a questo gruppo di esimi signori , con furbizia imboscano letteralmente i loro proventi evitando di contribuire allo Stato .

Finirà un giorno che ci accorgeremo di questo stato di cose ?

Forse quel giorno potremo iniziare a crescere ed esser trattati da cittadini piuttosto che da servi.



lunedì 4 agosto 2008

L'alternativa biologica

Metti un alga nel tuo motore

L'epoca moderna , sotto il peso di problemi energetici enormi, vede alternarsi di movimenti piu' o meno ecologisti , che spingono per l'uso e il consumo di biocarburanti, come rimedio alla industrializzazione basata sul petrolio.
Spesso i concetti che sono alla base di tali intendimenti sono però del tutto mal posti , o peggio , tenuti nascosti o alterati. Perchè se da un lato è pur vero che l'industrializzazione basata sul petrolio ci ha portati ai nefasti effetti che tutti conosciamo , è pur vero che la ventilata ipotesi di biocarburante basati su estratti da cereali (mais e soia in primo luogo), produrrebbe ancor piu' nefandi effetti per l'intera popolazione , in special modo per le popolazioni piu' povere (leggi terzo mondo). Il problmea non è se il biocarburante è una soluzione o meno all'inquinamento e ancor piu' (non dimentichiamo) alla scarsezza di petrolio, il vero problema è la resa di ettaro/litro prodotto. Nessuno ne parla, nessuno cita dati , come se le piantaggioni a disposizione fossero infinite e disponibili , e ancor di piu' in aggiunte alle attuali piantaggioni dedicate alla produzione di cibo. Così non è in effetti. La compagnia di San Diego Sapphire biotech (in California) ha annunciato una scoperta nel campo dei biocarburanti , su un nuovo procedimento che consentirebbe di estrarre biocarburante dalle culture di un alga (organismo unicellulare) , ottenendo un carburante esente da azoto e benzene, ed compatibile con i moderni motori , senza nessun adeguamento meccanico. Tale carburante, bruciato , rilascerebbe nell'atmosfera solamente anidride carbonica assorbita dalle alghe durante la loro crescita. La resa ti tale estrazione è straordinaria , si parla infatti di 100 mila litri di carburante all'anno per ogni ettaro di coltivazione. Contro i normali attuali 6 mila litri per ettaro all'anno per culture basate su mais e/o soia. Le coltivazioni di tali alghe non richiederebbero nè cure particolari nè attenzioni incredibili , potendo essere irrorate anche di acqua non potabile, e accontentandosi di tanto sole.
La società Sapphire intende immettere sul mercato , agli attuali prezzi dei carburanti, questo "green crude" nei prossimi tre anni.




giovedì 17 luglio 2008

1929 e NWO

1929

Troppo giovani oramai nel 2008 , per ricordare quel che accadde nel '29. Gli anziani di memoria oramai vacillante chi li ascolta?

Citiamo testulamente :
"Insomma tutto si ripete. Con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentary, che dopo il ‘29 erano al minimo (deflazione), ora continuano a salire nonostante la stagnazione (stagflation). E peggio che nel ‘29, il centro dell’impero mondiale è senza testa (l'America)."

"Finito il credito facile, la causa delle allegre bolle finanziarie che stanno scoppiando una dopo l’altra. C’era tantissimo «denaro», ed ora di colpo non ce n’è più, s’è prosciugato. Eppure le Banche Centrali americane ed europeee hanno alluvionato di liquidità le banche e i fondi speculativi; questo denaro dovrebbe circolare in massa nel sistema, provocando inflazione ma mantenendo lubrificata la grande giostra. Invece la giostra è a secco, cigola, si arresta."

"Così, avviene un fenomeno inaudito: la massa monetaria (la moneta di tutti i tipi, da M1 a M4), in USA ed Europa si è striminzita anzichè aumentare. Ciò segnala che è in atto una deflazione, mentre i rincari delle merci segnalano inflazione."

Andiamo a spron battuto verso una grande nuova Depressione, anche se tutti i media e tutte le TV incitano alla calma, all'assenza di pericolo , e al fatto che siamo sotto "inflazione".
E per dirla con le parole di Blondet , cosa facciamo noi in Europa : "Trichet, duro nella sua dottrina, mantenendo assurdamente divaricato il differenziale tra il tasso europeo e i Buoni del Tesoro americani, ha ottenuto solo una cosa: che fiumi di denaro rovente si sono rifugiati nell’euro abbandonando il dollaro che rende meno e si squaglia; con ciò, ottenendo un euro assurdamente forte, che strangola le esportazioni. Al punto che l’Europa crolla a picco prima ancora dell’America."
Per dirla in altre parole , tutto pare preordinato e proggrammato secondo una schema logico e conseguenziale che parte dall'innalzata del terrorismo a livello mondiale , alla prima invasione in Kuwait (perchè di invasione si trattava) fino all' 11 settembre 2001 , all'invasione in Afghanistan ( per poter costruire un oleodotto transcontinentale) , fino alla seconda invasione in Kuwait, e per finire con l'innalzamento a picco, e non giustificato del prezzo del petrolio e il crollo delle economie mondiali.

Citiamo ancora Blondet :

"Era il 1994, e David Rockefeller parlava allo United Nations Business Council. Disse: «We are on the verge of global transformation. All we need is a major crisis, and the nations will accept the New World Order» (4). «Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale»."

Sono da inquadrare in questo scenario tutte le decisioni politiche locali e no, vedi gli ultimi decreti legge....

Brani tratti da :
1929, reloaded di Maurizio Blondet

venerdì 6 giugno 2008

Pronti....si salvi chi può!

I Derivati , se li conosci li eviti , se non li conosci ci caschi!
Il bello è che ci siam cascati tutti , dato che la stragrande maggioranza delle nostre istituzioni comunali (317) e provinciali e quindi noi , si è venduta le mutande (nostre!) in cambio di pochi spiccioli attuali.
Vedi Report, 08 Aprile 2008.
Ma questo è ancora niente , dato che oltre ad aver inguaiato le generazioni future , e quindi i nostri figli e nipoti ( ma dove è finito mai il famoso concetto della salvaguardia della specie? ), GENI (!!!) della finanza creativa (ricordiamoci figli di madri e padri che son cresciuti a '68 , quelli di mettete dei fiori nei vostri cannoni , ricordiamo questo piccolo particolare!!!) , hanno pensato bene, per mero interesse speculativo (quasi che il mondo intero possa esser un pozzo senza fine) di indebitare noi tutti per circa 12 volte l'intero valore dell'economia MONDIALE esattamente 596 trilioni di dollari .
I
l debito complessivo degli Stati Uniti – composto dal debito delle amministrazioni pubbliche, dei privati e delle imprese – ha raggiunto i 35 mila miliardi di dollari (35.000.000.000.000 $) e come dire ...sò cazzi!!!!

Ma ancora piu' cruda vogliamo dirla, se la bolla dei mutui subprime è stata dannosissima per tanti, pensiamo alla salita del greggio, all'impennata del grano che colpisce miliardi di persone nel mondo, non avete ancora visto niente . Warren Buffet , il secondo uomo più ricco del pianeta, famoso per le sue performance a due cifre grazie al suo fiuto di contrarian trader, ha recentemente sentenziato di come il ricorso all'utilizzo speculativo dei contratti derivati sia peggiore di tutte le armi di distruzione di massa messe assieme. (Tex and City).

Allora ...
pronti... si salvi chi puo'


Maurizio Blondet : Sta per scoppiare la bolla dei derivati
Movisol : Il crac finanziario in un colpo d'occhio
Eugenio Benettazzo : Tex and City
Daniele Framarin: Il trattato di Lisbona
Marcello Pamio: Trattato di Lisbona & Nuovo Ordine Internazionale

lunedì 26 maggio 2008

L'ascesa inarrestabile o quasi

Già abbiamo detto in altri post dei motivi e dei perchè di questa corsa in salita del prezzo del greggio. La stranezza è che tutti accettino con una sorta di rassegnazione questo stato di cose.
Come dire.... notiamo i caduti sul campo , oramai a centinaia, migliaia, ma cosa possiamo fare? protestare contro la guerra non mi và proprio.

Pare proprio che sia così, una guerra in corso , migliaia di caduti sui campi di battaglia, ma pare che questa guerra non dia adito a movimenti di indignazione. Nessuna protesta, nessun segno di ribbellione, niente di niente.
Forse siamo troppo presi nella vicenda della "monnezza Napoletana" o dal "decreto sicurezza", ma se cio' è vero per il popolo italiano , quali sono i motivi dell'assoluta assenza di movimento di protesta nelle altre nazioni?
E' pur vero che altrove il greggio vien pagato leggermente meno che in Italia...ma appunto "leggermente".
Come dire : "madonna che silenzio c'è stasera!"
In effetti qualcosa di strano c'è, ma questa sensazione è eterea , appena accennata, e se si prova ad approfondire ci si ritrova in un mare magnum di citazioni e discorsi di congiuntura economica.
Percepiamo l'assoluta anomalia di quanto stà succedendo, ma non abbiamo strumenti idonei di valutazione e quindi rimaniamo inebetiti di fronte all'inevitabile.
Ebbene per cercare di fa luce un buon articolo è quello di Maurizio Blondet :

Goldman Sachs: aggiotaggio sul petrolio

Buona lettura!

sabato 19 aprile 2008

Il giusto prezzo

Petrolio, la minaccia di Teheran


Ora è piu' chiara la disfida tra Euro e Dollaro Americano, quando la borsa di Teheran annuncio' di voler trattare (prima al mondo) il barile di petrolio in Euro e non in Dollari.
Non sono i produttori arabi a tenerci per la gola....ma sono gli amici americani....gli amiconi che davanti ti sorridono YES WE CAN e dietro....YES FUCK YOU!!!!!



Fonte : da Repubblica.it

"Non è ancora al giusto prezzo"


TEHERAN - Il prezzo di oltre 115 dollari al barile raggiunto dal petrolio è "ingannevole" a causa della svalutazione della divisa americana, e quindi il greggio "dovrebbe trovare il suo giusto valore". Lo ha detto il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, citato oggi dall'agenzia Isna, sottolineando che "mentre il prezzo delle altre commodity è salito, il valore economico reale del prezzo del petrolio è ancora inferiore agli anni '80. Ahmadinejad, che parlava durante una visita ad una esposizione sull'industria petrolifera e petrolchimica a Teheran, ha accusato anche i governi e le compagnie occidentali di "fare più soldi dei Paesi produttori" grazie alla vendita del petrolio e ha avvertito che "questo è uno spirito di arroganza ed egoismo che presto finirà". "Alcuni - ha detto il presidente iraniano riferendosi ai maggiori Paesi consumatori - pensano che il petrolio appartenga a loro e che nei Paesi produttori venga solo conservato per loro. Per questo cercano di averlo a prezzi bassi, ma quando lo forniscono alle loro popolazioni fanno più soldi dei Paesi produttori". Per quanto riguarda il dollaro, Ahmadinejad ha affermato che esso "non è più una moneta di scambio" a causa della svalutazione. "Stampano in gran quantità banconote che non hanno valore - ha detto il presidente - e le distribuiscono nel mondo. Per questo un prezzo di 115 dollari al barile per il petrolio è ingannevole, e il greggio deve trovare il suo giusto valore".
(19 aprile 2008)

mercoledì 28 novembre 2007

Energia

Con in mano la nostra bolletta della luce cerchiamo di individuare la voce di spesa realitva ai CIP6.
I CIP6 volevano essere la quota parte per sovvenzionare fin dagli anni '92 lo sviluppo delle fonti rinnovabili (eolico,solare,idrico). Fu introdotta la dicitura "assimilabili" per far si che si potessero finanziare insediamenti non proprio "puliti" nè tantomeno "rinnovabili", detti appunto assimilabili alle fonti rinnovabili quali i rigasificatori e gli inceneritori.
Parola che solo con un emendamento approvato nel dicembre 2006 è stata eliminata , ma non per gli impianti a tutt'oggi autorizzati (si badi bene ....autorizzati e non realizzati!!)
Emerge anche come la quota di energia da fonti rinnovabili sia sempre piu' bassa mentre cresce la quota di energia ricavata da fonti assimilate.

Energia CIP 6 dal Gestore Servizi Elettrici S.p.A.

E' l'energia prodotta da impianti di generazione a fonti rinnovabili e assimilate che gode del sistema di remunerazione incentivata stabilito dal provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi del 29 aprile 1992, che fissava incentivi economici per la cessione di elettricità ottenuta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate. Sono considerati impianti alimentati da fonti assimilate: quelli in cogenerazione; quelli che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico e altre forme di energia recuperabile in processi e impianti; quelli che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati.
A partire dal 2001, con il decreto del Ministero dell'Industria del commercio e dell'artigianato del 21 novembre 2000 , l'energia prodotta dagli impianti che beneficiano dell'incentivo CIP6 viene ritirata dal GSE.
Nel 2004 il GSE ha ritirato una quantità di energia elettrica prodotta da impianti incentivanti pari a 56,7 TWh, di cui: 43,3 TWh da impianti alimentati da fonti assimilate e 13,4 TWh da impianti alimentati da fonti rinnovabili.
L'energia ritirata dal GSE è stata rivenduta in parte al mercato libero (32,7 TWh) e in parte al mercato vincolato (24TWh).

Nel 2005 il Ministero delle Attività Produttive ha adottato un nuovo schema per l'assegnazione dell'energia Cip6: il GSE offre l'energia Cip6 direttamente sul mercato dell'energia, mentre i soggetti assegnatari della capacità Cip6 per il 2005 (5.800 MW) stipulano con il GSE un contratto per differenza in base al quale ricevono o versano, per le rispettive quote di capacità assegnata, la differenza tra il prezzo medio di mercato (PUN) e il prezzo di assegnazione fissato a 50 €/MWh.

Assegnazione dell'energia Cip 6 al mercato

L'energia ritirata dai produttori incentivati viene destinata dal gse agli operatori del mercato libero e del mercato vincolato secondo modalità, definite di anno in anno, con decreto del Ministero delle attività produttive.

Dal 2001 al 2004 le modalità di assegnazione dell'energia Cip6 è avvenuta per bande di potenza di durata annuale (o trimestrale o mensile) agli operatori di mercato, libero e vincolato, in funzione della capacità produttiva garantita in tutte le ore dell'anno.
La "capacità residuale", intesa come differenza tra l'energia complessivamente ritirata dal gse e l'energia assegnata, è stata destinata sempre a copertura del fabbisogno del mercato vincolato.

In concomitanza dell'avvio del mercato dell'energia con domanda attiva (formulazione attiva di offerte di acquisto da parte degli operatori della domanda ammessi alle contrattazioni), a partire dal 2005 il Ministero dello sviluppo economico (ex MAP) ha adottato un nuovo schema per l'assegnazione dell'energia Cip6: il GSE offre l'energia Cip6 direttamente sul mercato dell'energia, mentre i soggetti assegnatari della capacità Cip6 (5.800 MW per il 2005 e 5.600 MW per il 2006) stipulano con il GSE un contratto per differenza in base al quale ricevono o versano, per le rispettive quote di capacità assegnata, la differenza tra il prezzo medio di mercato (PUN) e il prezzo di assegnazione (pari a 50 €/MWh per il 2005 e pari a 55,5 €/MW per il 2006).

Per l’anno 2007 il Ministero dello sviluppo economico con il DM del 14 dicembre 2006 ha definito le modalità per l’assegnazione di 5.400 MW di diritti Cip6 per l’anno 2007 introducendo anche un meccanismo di aggiornamento trimestrale del prezzo di assegnazione sulla base della variazione del prezzo medio trimestrale registrato sulla borsa dell’energia elettrica (di cui all’articolo 5 del decreto del Ministero delle attività produttive 19 dicembre 2003). Per il 1° trimestre 2007 il prezzo di assegnazione è stato fissato a 64 €/MWh ed è aggiornato nel corso dell’anno con modalità stabilite dall’AEEG.

Con la delibera 82/07 l’AEEG ha precisato i criteri per l’aggiornamento trimestrale del prezzo di assegnazione di cui all’art. 4, comma 3 del DM 14 dicembre 2006. Per il 4° trimestre 2007 il prezzo di assegnazione, pubblicato dal GSE in base alle indicazioni dell’AEEG, è stato fissato pari a 62,60 €/MWh.

Si veda : Assegnazione dell'energia Cip6 relativa al 2007 (Documenti)

Ora passiamo all'elenco delle percentuali di sovvenzionamento di cui hanno goduto le maggiori 10 società nella generazione CIP6 (dati anno 2004) di fonti assimilate rinnovabili

Gruppo Edison 53,4 %
Sarlux 10,3 %
Gruppo ERG 10,8%
Rosen Rosignano Energia 6,3 %
Foster Wheeler.MPE 5,1 %
EniPower 3,8 %
Gruppo Apienergia 5,3 %
Elettra GLT-GLL 3,2 %
Irene 0,9 %
Italiana Coke 0,3 %
Altri produttori 0,6 %

Sono ben note società impegnate nella produzione di energia convenzionale!

A onor di cronaca si riportano anche le 10 piu' grandi società al mondo per ricavi
e i loro ambiti operativi (dati 2004 fonte blog Beppegrillo )

ExxonMobil Corp. petrolio
Royal Dutch Shell plc petrolio
Wal-Mart Stores, Inc distribuzione
BP petrolio
Chevron Corp. petrolio
DaimlerChrysler AG automobili
General Motors Corp. automobili
ConocoPhilips petrolio
Toyota Motor Corp. automobili
Total S. A. petrolio


Non esiste inceneritore che non abbia un bilancio energetico passivo, il che vuol dire
che occorre consumare piu' energia di quanta se ne produca bruciando gli scarti (quali la pece ), per di piu' con produzione di polveri sottili molto pericolose per la salute.

Nella finanziaria 2007 per fortuna è passato il provvedimento di annullamento dei sovvenzionamenti per le fonti "assimilabili" , i CIP6 sono riserevati esclusivamente alle fonti rinnovabili, a meno però degli insediamenti già AUTORIZZATI!!!!!

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria 2007 )

1119 644-bis. Dalla entrata in vigore della presente legge i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica sono concedibili esclusivamente per la produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dall’articolo 2 della Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Sono fatti salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti gia’ autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione anteriormente all’entrata in vigore della presente legge, ivi comprese le convenzioni adottate con delibera del Comitato interministeriale prezzi il 12 aprile 1992 (CIP6) e destinate al sostegno alle fonti energetiche assimilate, per i quali si applicano le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 644 –ter.
Em. 18.706 18.707 18.4232 18.688 relatore

mercoledì 21 novembre 2007

L'economia di mercato (2)

peak oil

Dopo che ci hanno spiegato che siamo nella zona discendente della produzione mondiale di petrolio , dopo che ci hanno erudito sul fatto che ci avviciniamo frettolosamente al punto in cui l'estrazione di un singolo barile di petrolio verrebbe a costare piu' di quanto potremmo ottenere dalla stessa quantità di materia trasformata in energia.
Il tutto spiegato secondo la teoria di Hubbert.
Assistiamo inebediti al rialzo ben piu' veloce del relativo prezzo di questo bene indispensabile. Vediamo volare le quotazioni , che si aggiornano non settimana per settimana, non giorno per giorno, ma ora per ora. E sfondare il mitico confine dei 100 $ al barile oramai è questione di minuti. Ma tenendo presente, quanto affermato nel blog di ieri mi sorge spontanea la domanda: ma questo valore intrinseco di 100 $ è dato dal valore in sè del greggio oppure c'è qualche altro valore aggiunto da considerare?
Perchè se è pur vero che la produzione è piu' difficile, più scarsa, piu' costosa, è anche vero che è inconcepibile che il costo di estrazione di un singolo barile possa variare ogni minuto...!!!!
Allora è chiaro il progetto dell'economia di mercato, la salita del prezzo è dovuta ad altri fattori, in parte indipendenti e distanti dai parametri tecnici (costi estrazione / benefici) .
E allora il sospetto che siano i maggiori fondi internazionali a spingere verso il superamento dei 100$ al barile , per poter magari incassare scommesse e farsi ricchi con poca spesa.
Si , è evidente che il parametro prezzo è slegato da cio' che è la richiesta di mercato...ma è legatissimo al numero di scommesse sull'andamento dello stesso.
Ecco che per salvare da crisi e/o crack e depressioni del mercato in altri settori , non c'è niente di meglio che incassare qualche buona scommessa.
L'ottima analisi di

Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html
www.youtube.com/eugeniobenetazzo

Il letargo dell’orso: e la borsa si impenna

Fino a qualche anno fa quando il petrolio scendeva, le borse salivano in quanto questo influiva direttamente sui costi di estrazione delle materie prime, rendendole meno costose, e sui costi di trasporto. Un ragionamento dopotutto sensato. Negli ultimi 12 mesi invece abbiamo assistito al contrario, ed anche al contrario di tutto.

Quando il greggio nell’agosto 2006 realizzò il suo massimo storico, le borse lo seguirono perfettamente, continuando a salire, assolutamente al di fuori di ogni logica razionale.
In quel periodo ci veniva raccontato che le borse salivano perché vi era grande richiesta di greggio, e questo era un segnale di slancio economico per tutto il pianeta.
Un mese dopo il greggio scese violentemente del 25 % a causa di una manovra speculativa della Goldman Sachs (!!!) ed i mercati di borsa realizzarono ugualmente nuovi massimi: della serie non ci interessa del petrolio, vogliamo salire e basta, quasi fossero pilotati da oscure mani forti.
Un ulteriore elemento di riflessione è l’indebitamento degli USA . Le borse del mondo scimmiottano l’andamento di Wall Street, se continuano a salire gli indici statunitensi allora continueranno a salire pure gli altri. Ricordiamo a tal punto che gli USA sono il paese più indebitato del mondo, ed a chi è in mano questo debito ?

Per oltre la metà a Cina e Giappone, i quali oltretutto sono i principali partners commerciali proprio degli USA: potremmo tranquillamente affermare che se cadono i primi, gli altri si fanno parecchio male.
Ed in USA lo scenario economico non è affatto rincuorante, anzi si potrebbe tranquillamente definire in prossimità ad un baratro finanziario senza precedenti, con famiglie indebitate ai massimi storici e multinazionali legate alle sorti delle grandi banche d’affari per il ricorso alla speculazione ed indebitamento valutario.
Anche il mercato immobiliare statunitense ha già iniziato a mietere vittime sulla strada a causa di innumerevoli stati di insolvenza finanziaria, che è aumentata come non mai prima.
Tuttavia vi continuano a dire che la situazione è tranquilla e prosperosa, certo prosperosa di debiti contratti con carte che hanno a garanzia altre carte.

Sono in molti ad essere scettici di questo rialzo pilotato, quasi forzato contro un suo naturale ritracciamento. Similmente al 1987, anche il 2007 mostra questa peculiarità: ognuno ne tragga le proprie conclusioni. Vi è un detto in borsa: salire a forza di uno scalino alla settimana per poi scendere con l’ascensore in un giorno. Meditate.
Ricordo comunque che la storia si ripete e che un trend fortemente al rialzo si trasforma in un pesante ribasso quando anche l’ultimo degli operatori ribassisti si è ormai convinto che il mercato non potrà fare altro che continuare a salire. Quando arriverà quel giorno aspettatevi l’inferno.

(fonte www.disinformazione.it)

E' notizia di pochi minuti fa:

Le Borse europee

bruciano 217 miliardi

(fonte repubblica.it)

...sarà cominciato l'inferno ?!!!!