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sabato 19 gennaio 2013

Le signore lungo le strade

(da La Gazzetta del Mezzogiorno)

Prostitute

Lo spettacolo delle nostre strade punteggiate quasi ovunque da liete signorine  disposte a  fornire piccoli o grandi servizi è sotto gli occhi di tutti noi. Non facciamo i benepensanti pronti a sentirsi scandalizzati al grido che lo spettacolo è degradante. Piuttosto occorre riconoscere che il mestiere piu' antico del mondo ha dinamiche niente affatto scontate o semplicistiche. Come definire infatti la capacità di cassa delle citate signorine, capacità che  un qualsiasi ufficio di marketing si sogna. Anche la disposizione logistica di queste signorine fa  rilevare il flusso di merci e/o percorsi metropolitani piu' congrui. Si potrebbe anche rilevare che tali presenze, spesso sono in anticipo su futuri sviluppi delle nostre poco amate città.  Tali signore e signorine si presentano in varie vesti, andiamo da quelle di colore, alle asiatiche , dalle emaciate nordiche, alle erotiche sud americane. Vediamo di tutto lungo le nostre strade , da esposizioni di parti corporali più o meno erotiche a  esposizioni di atelier di tutto punto. Ci sono vere e proprie postazioni lungo le nostre strade che sono segnalate ben piu' dei fantomatici autovelox. Fogge di ogni tipo, atteggiamenti vari : dalla menefreghista, alla simpatica, alla depressa, alla rifugiata, e anche ( e purtroppo)  alla schiava. Ci sono bambine ,quasi,  e anziane giovinotte che dire ridicole è poco. Ci sono magrissime presenze quanto abbondanti forme pronte a soddisfare ogni qualsiasi immaginazione . Ci sono trans quotati e tanto altro. Ai famosi benpensanti che son pronti ad additare , basterebbe far riflettere che se tali presenze sono aumentate a dismisura è perchè di sicuro il mercato si va espandendo, c'è presenza perchè c'è richiesta. Detto questo e descritto sommariamente questo mondo che di per se presenta aspetti anche complessi che meriterebbero ben altri ragionamenti , nasce però spontanea una domanda. A queste signore e signorine mi piacerebbe chiedere:  ma a chi telefonate continuamente ad ogni ora del giorno e della notte quando non siete impegnate in qualche servizio o servizietto ?

giovedì 29 novembre 2012

Distrazione

(foto di Garimar)

Concentrazione

Siamo in un mondo di distrazione assoluta, nel senso letterale del termine. 
Qui voglio indicare non il fatto della disattenzione, della poca concentrazione su ciò che ci vede impegnati, no tutt'altro, voglio indicare il fatto che siamo assolutamente concentrati sul nostro IO, quindi distratti da tutto ciò che è appena al di là di noi  e presi  dall'assoluto narcisismo del nostro esser perfetti. Siamo in un mondo che decanta e idealizza l'amore, lo racconta, lo favoleggia, lo descrive come la panacea di tutti i mali che affliggono l'umanità, e allo stesso tempo siamo concentrati solo sul prevalere sugli altri. Purtroppo questa gara non è una competizione leale dove finita la gara ci si ritrova tutti uniti nella passione, tutt'altro questa competizione puo' solo finire con l'annientamento degli altri. Tutto tende a far rivalere gli uni contro gli altri per poter concludere io sono il piu' bravo, io sono il meglio assoluto e io son il massimo. Siamo corpo e mente portati ad sminuire piuttosto che ammirare e complimentarsi con un estraneo per qualità evidenti. Diventiamo subito invidiosi , invidiosi di quello che sul campo dimostra capacità superiori alle nostre. Diveniamo quindi preda di mal di pancia e di strette di stomaco, di pensieri poco gentili, e concludiamo ogni discussione con una considerazione : se l'altro è piu' bravo di me, sicuramente o è un delinquente o un raccomandato, di sicuro non è per capacità .
Viviamo così , decantando la solidarietà, ma guardandoci bene dall'applicarla alla nostra vita. Questo accade quotidianamente nell'ambito familiare, e si presenta centuplicato nell'ambito lavorativo.  Siamo chiusi su noi stessi ,è un carattere ereditato dal nostro esser feudali, ed infatti  siamo fermi a quell'epoca. Non ci siamo mossi di una virgola anche se ci atteggiamo da moderni, siamo inchiodati al villico carattere di odiare il potente  chiunque esso sia e qualunque cosa faccia anche buona. 
In sostanza odiamo, a parole, colui che usa il potere e il denaro per imporsi, ma sotto sotto lo ammiriamo invidiandolo e cercando ogni mezzo per emularlo. Da questo discende che il nostro esser popolo italico è una incongruenza nei termini. Non siamo popolo , non lo siamo mai stati e nè mai lo sentiremo sulla nostra pelle. Non siamo italici , perchè italici lo siamo solo fino alla porta di casa, poi incontrando in strada l'altrui , questo diviene sicuramente un pò meno italico di noi , dato che sicuramente noi siamo meglio. Noi siamo meglio di chiunque , e per questo ambiamo a dire la famosa frase  "lei non sa chi sono io ". Ecco l'ambito premio del sentirsi realizzati, poter finalmente un giorno urlare in faccia a chiunque  "lei non sa chi sono io ". Già non lo so chi sei tu, probabilmente un cazzone. Anzi sicuramente un cazzone!!
Perchè tutta questa concentrazione su noi stessi porta di sicuro ad un solo unico effetto : la distrazione dalla vita. La disattenzione del tempo che passa e la perdita di ogni cosa possa arricchire il nostro sguardo, il nostro animo e perfino il nostro portafoglio. 
Siamo troppo concentrati su noi stessi per poter guardare orizzonti larghi , scenari ampi che coinvolgano un pò tutto . Perchè in effetti , diciamo la verità, a noi degli altri non frega un cazzo. 
Si certo declamiamo e scriviamo su Facebook  frasi solidali , appelli alla comprensione, e alla fratellanza, alla educazione. Ma spento il pc siamo solo capaci di mangiarci lo stomaco per scovare il modo di fregare il prossimo. Ci meravigliamo della poca sincerità dei governanti, della poca propensione al bene comune dei potenti, alla poca solidarietà degli imprenditori, alla poca vicinanza degli altri prelati, e poi noi stessi siamo molto peggio di quanti critichiamo. Siamo incapaci di pensare un concetto comune, e soprattutto di portarci insieme ad una meta. Il pensiero italico è sempre e solo quello di esser primo o almeno , prima di te. Non ha importanza se siamo ultimi degli ultimi, è importante solo che dietro di me ci sei tu .
Quindi distrazione da ciò che è la vita e concentrazione sul nostro io. Nessuno sarà daccordo. Lo credo bene, sentir dire che siamo dei cazzoni non piace a nessuno , ma lo siamo , lo siamo fino in fondo. Lo siamo quando nelle nostri potenti auto superiamo le code , sicuri del nostro : "lei non sa chi sono io " ....no non lo so , ma di sicuro sei un cazzone come me. Perchè così facendo in effetti dimostriamo che lo siamo tutti dei cazzoni, niente di più.

martedì 21 agosto 2012

Il turismo

(Mappa Google Maps)

L'infinito otto

Siamo l'Italia degli enunciati e dei buoni propositi, siamo anche il paese con piu' leggi e regolamenti che si possano immaginare, nonchè il paese con la pubblica amministrazione più ingolfata al mondo.
Amiamo di converso  complicare le cose semplici, con un desiderio di autoflaggellazione senza pari.
Esempio eclatante il "Turismo" di cui potremo parlare per ore, vera miniera d'oro per le nostre finanze, e di conseguenza l'aspetto piu' trascurato dai nostri governanti. Ma diciamo la verità, anche noi popolo  ci mettiamo del nostro, non è sempre e solo responsabilità degli amministratori se le cose non sono proprio  a puntino!
Senza però citare leggi e regolamenti, senza disquisirire su programmi a medio e lungo termine, senza impelagarci sul solito discorso della carenza di fondi,  citiamo un piccolo esempio di come le cose nella realtà potrebbero andare molto meglio  anche senza metterci un euro  di investimento.
In una delle piu' note località turistiche italiane ( e forse mondiali) , risutla evidente che la mente geniale dell'addetto alla viabilità stradale  ha un concetto tutto suo di "fluidificazione".
La nota S. Maria di Leuca, ha pochissime strade, per di più in estate sempre ingolfate da troppe macchine, e nella planimetria risulta evidente come ci siano solo due arterie principali che possiamo individuare quale il lungomare e la parallela interna. Assieme queste due strade formano una sorta di anello , il quale anello di propria natura sarebbe percorribile in senso orario o anche in senso antiorario, in maniera  semplice.
Ebbene, all'arguto italiano amministratore, le cose semplici non bastano, perchè altrimenti dove viene messa in evidenza la genialità dell'esser italiano ???
L'estro italiano è stato sempre sinomino di vivacità e di inventiva.
Ebbene , allora con grande soddisfazione dei turisti automobilisti, tale anello stradale è stato trasformato in un OTTO  incrociando al centro il senso di marcia.
Risultato: code chilometriche e motori in ebollizione.
Sia chiaro , anche  il semplice anello  sarebbe percorribile solo  lentamente nel mese di agosto, le nostre strutture non consentono  la presenza di migliaia di turisti contemporaneamente, ma almeno non avremmo  aggiunto caos ad una situazione già drammatica.


Solo un piccolo esempio di come la vita possa esser molto piu' semplice se mettessimo un pò di buona volontà, e anche un pò di sale in zucca.

Buona estate.

giovedì 14 giugno 2012

Cul de Sac

(Alex Maclean)

Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

Qualcosa di anomalo , in questa folla di proposte e ipotesi per l'uscita dalla crisi. Ci sono proclami, programmi, enunciati di soluzioni , e poco velate minacce di possibili ripercussioni catastrofiche. E per altri versi , esplicite richieste di rinunce alla sovranità nazionale acquistata a caro prezzo nei secoli scorsi. 
Ai semplici , a coloro che sono lontani anni luce dai meandri finanziari, e dai calcoli amministrativi , però il tutto appare  illogico, e le strade segnalate da seguire  , si scoprono dei veri meandri inestricabili.
I professori saranno pure bravi, e tecnici, ma il contadino ha sempre avuto il cervello fino, dovrebbe essere una lezione universale. 
Un colossale e inevitabile Cul de Sac.


giovedì 7 giugno 2012

La torre di Babele

(foto di Garimar)

La comunicazione

Fogli pieni di parole, articoli, leggi,manuali, codici,  procedure, regolamenti, norme piene di parole , di formule, siamo pieni di parole che descrivono e regolano il nostro agire.
La comunicazione dell'informazione sul nostro impegno quotidiano, qualcosa che dovrebbe esser chiaro e semplice e invece assume forma di astruse frasi e citazioni di termini tecnici e avulsi da ogni contesto. 
Come possiamo esser lecitamente dediti al nostro lavoro , quando le comunicazioni che governano la nostra attività sono del tutto incomprensibili . viene il sospetto che:
 A) i vari responsabili ed esperti, ad iniziare da superpagati potenti e comandanti , non hanno la più pallida idea di cosa stiano parlando 
B) la stessa comunicazione risulta criptica , in modo da scaricare ogni responsabilità di fronte a conseguenze imprevedibili, come dire meglio coprirsi le spalle. 
Insomma, siamo in un mondo in cui il tutto e il contrario di tutto è possibile, senza che nessuno , e dico nessuno, possa un giorno responsabilmente dire : si l'ho detto io.
E' un mondo molto strano , siamo in un vivere civile dove ogni individuo vuole primeggiare, ma allo stesso tempo questo stesso individuo fa di tutto per preservare, e presevarsi , la propria integrità, e il proprio agire responsabile. In altri termini è il famoso "Io son Io e tu non sei un cazzo ", ma affiancato dal detto ben più ponderato "Non è mia responsabilità". 
Per quanto riguarda  il riconoscimento dei meriti , invece vale esattamente il contrario  "io sono il più bravo" ed è "sempre merito mio se le cose funzionano".
Siamo prontissimi tutti i giorni ad esaltare le nostre capacità, è sempre l'apparire che vince sulle nostre migliori intenzioni. Il successo , il riconoscimento che noi siamo i più bravi., e in fin dei conti quel dire oramai universale "Io ce l'ho piu' grosso" , il ribadire il proprio ego personale. 
Non è forse vero che ogni nostra lotta quotidiana è verso questo podio personale ? non è forse questo che facciamo anche nelle cose più semplici , come ad esempio comprare una macchina che sia la piu' grossa, la più potente, la migliore, la mia coppa del nonno conquistata col sudore del successo .
Siamo al solito alla mentalità ancestrale e antica, del nostro DNA, individuo che vuole esser il migliore sugli altri. Ma detto in questo modo non sarebbe neanche negativo, perchè è insito nella natura umana la facoltà di migliorarsi e migliorare anche tutti noi col proprio agire. Il problema è che in questi tempi così detti "moderni"  vogliamo la medaglia senza partecipare alla gara. Cioè vogliamo gustare il frutto senza sudare, è come se volessimo dimagrire senza impegnarci e continuando a mangiare ciò che più ci piace. 
Ma siamo ancora lontani dal nostro intimo, e ma man mano che ci avviciniamo alla nostra sfera personale le cose peggiorano, diventano paradosalmente ancor più deleterie. 
Una società che vive di "social network", a che di social hanno molto poco , mentre sono molto network, è il metodo che si impone nel nostro sistema. Su questa "network" pochi, molto pochi,  fanno una fortuna incommensurabile e basata sul niente. Incredibile ma vero , noi individui invece di sviluppare il business sul "sociale" , ci buttiamo a capofitto sul business del "network" , perchè ancora una volta, il concetto che risulta evidente è che primeggiare è meglio che collaborare, apparire è meglio di essere, guadagnare è meglio che produrre, rimpinguarsi è meglio che crescere. Anche nei rapporti più intimi non esiste comprensione, sempre più difficile intendersi, capire, sentire le parole, e ancor più i sentimenti le emozioni. Parliamo ma non ascoltiamo, scriviamo ma non leggiamo, citiamo ma non capiamo. Diciamo un semplice "ti voglio bene" e nascono tante discussioni intorno : perchè, che vuol dire, cosa intendi , come è possibile, cosa nascondi, e così via in una ridda di considerazioni e pensieri che nulla hanno a che fare con un semplice e banale "ti voglio bene". 
Siamo nel "network" e ne stiamo facendo un icona di modernità, anzi più esattamente di alternativa in uno scenario dove nessun altra soluzione appare all'orizzonte. E siamo pronti a sacrificare su questo idolo ancora una volta il nostro pensiero, il nostro agire e il nostro cuore. E ancora una volta gli esempi sotto i nostri occhi ci dimostrano tramite i nuovi (o vecchi) movimenti che proclamare e ribadire è sempre molto meglio che spiegare e programmare. Siamo pieni di buone intenzioni e sono validissimi anche questi pensieri , questi dettami, ma dimentichiamo sempre un particolare : "il come" , come ottenere quel che ribadiamo ? 
Ancora una volta si impone il "network" sul "sociale" . Puntiamo tutto sull'apparire e poco sulla sostanza .
Ci diamo aria di esser sempre più profondi  e meno ingenui, non sono forse così gli "esperti" di ogni scibile?
E quanto amiamo spacciarci per esperti di un qualcosa, il nostro ego si afferma soddisfatto. 
E' incredibile come in questa babele di comunicazione siamo immersi in una cacofonia di suoni e in un baillamme di rumori che fanno perdere il senso dell'essere vivi. Ma perchè poi, siamo davvero vivi ? Ci perdiamo perfino un semplice sorriso, e perchè no anche l'espressione contraria, corrucciata che non sempre è sintomo di esser malevolo. Quante volte , sentiamo dire e pensiamo noi stessi : " non voglio soffrire più". Ecco il punto anche nella nosta sfera intimistica è quella di dire "voglio esser felice, ma non voglio soffrire".  Anche in questo caso è come dire voglio la medaglia, ma non voglio partecipare alla gara. 
    

sabato 17 marzo 2012

Ci prendono in giro

(da Finanza & Borse)

Stiamo pagando cosa ? 

Non facciamoci prendere in giro , in questo periodo di grandi temi finanziari e di decisioni cruciali. 
Tutti , o quasi tutti , parlano dello scampato pericolo, dell'uscita dal tunnel e della prossima imminente ripresa. 
Ripresa di cosa ? Ripresa in che senso, mi domando ? 
Ma come si fa a dimenticarsi , in tutti questi discorsi di grandi intenzioni, dei puri e semplici dati , che raccontano tutta un altra stroia ? 
Possibile che grandissimi pensatori, insigni filosofi , e magnifici esperti parlino solo con astruse formule per descrivere  alchimie funanboliche che dovrebbero permetterci di traguardare un futuro  diciamo tranquillo. 
Tutti parlano di possibile ripresa, di rinascita , di ricrescita, di ripartenza di un motore fermo, di una risalita della china, e di pareggi di bilanci per decreto e di utili via via sempre più positivi che possano permettere a tutti, ma proprio tutti noi di tirare un sospiro di sollievo. 
Ma possibile che siamo 60 milioni di addormentati , di sonnacchiosi peones, che si illudono che al momento del risveglio troveremo prati fioriti e boschi sempreverdi ?
Ci siamo dimenticati che mentre abbiamo passato gli ultimi mesi a far scendere  il famoso e benedetto simbolo del nuovo millennio "lo Spread" subendo  tartassamenti fiscali fino all'inverosimile, la famosa spesa comune che tutti noi sopportiamo è aumentata fino a soglie incommensurabili ? 
Siamo con lo Spread a quota 275  ma siamo anche con un debito pubblico che a fine gennaio è schizzato in alto di 37,9 miliardi di euro in più rispetto a gennaio dello scorso anno , arrivando alla fantastica cifra di 1.935,8 miliardi di euro. (dicasi millenovecentotrentacinquevirgolaotto).

Ma quale manovra o artificio potrà mai riuscire a calmeriare tale debito sovrano e ad estinguerlo se il nostro Prodotto Interno Lordo non è neanche sufficiente a saldare gli interessi annuali di tale fantastico debito ? 
Ma perchè nessun professore spiega, che non è sufficiente pagare gli interessi, occorre in qualche modo rinfondere quanto dovuto .altrimenti questo ammontare non può che accrescersi nel corso degli anni.
Ma quale gestione finanziaria puo' riuscire a saldare qualcosa che pende sul groppone, senza avere entrate adeguate ? 

Vogliono farci intendere , che gli interessi sono scesi (il famoso Spread) e quindi siamo a posto, ma nessuno dice che in ogni caso occorre pagare, non è che "la rata" sia sparita,  si è solo abbassata la quota  riservata agli interessi, ma il resto è rimasto del tutto invariato, anzi è aumentato, ed in modo considerevole. 

Non sono certo un esperto , ma sono consapevole che se ti devo 100 e 10 di interessi , non mi basta accordarmi per far si che quella quota di 10 generi un interesse inferiore, dovrebbe interessarmi accordarmi sul modo di come rinfondere i famosi 100 +  i 10 e + la quota che gli stessi 10 genera.

Invece ci vendono il fatto che possiamo guardare con tranquillità e fiducia al futuro. Siamo fuori dal tunnell.

Poi se approfondiamo meglio , andiamo a scoprire che il salasso che abbiamo subito  viene anche "usato" per risolvere contratti aperti non si sa bene da chi e per quali motivi , contratti che ancor di più affossano la nostra scarna finanza. I famosi derivati, la palla magica della finanza creativa , che permette sulla carta di fare tutti ricchi e nessun povero. Tutti allegri e contenti sul carro del vincitore. 

Derivati, l’Italia chiude i conti con Morgan Stanley

 Abbiamo usato 3,4 miliardi di dollari per saldare a Morgan Stanley chiudere i conti legati all’esistenza delle posizioni (in perdita) sui derivati contratti negli anni ’90.!!!!

3,4 miliardi di dollari è l'importo pari alla metà dell'introito dovuto al recente aumento dell' IVA.

Per cui la domanda è cosa stiamo pagando ? 

Ci dicono che i sacrifici sono necessari per risolvere lo stato della nostra economia, e invece dobbiamo svenarci per pagare "contratti" emessi e venduti da istituti bancari che sono essi stessi fonte di questo stato di cose. 

Ma perchè non si comincia a far pagare anche coloro che sono causa del male ?
L'america sarà pure un grande paese, un faro dell'intera umanità, come molti gridano il simbolo del paese libero a livello mondiale, ma indubbiamente è la terra in cui risiedono anche molte istituzioni che ci tengono per le palle, e ci succhiano il sangue. istituti che sembrano intoccabili per quante nefandezze facciano. 

Secondo me ci prendono in giro. 

domenica 12 febbraio 2012

..e una domanda a quelli di oggi!

(foto da biteyourapple)

..e voi dove siete cazzo!


Se quelli del '68 sono sciolti come neve al sole (anche se di neve in questo periodo siam pieni), dobbiamo obiettivamente considerare che quelli di "oggi" non sono proprio mai nati. 
Si dirà che si potrebbe ricondurre il tutto al fatto che la generazione del '68 ha tradito i suoi ideali , e il suo spirito. Infatti i contestatori di un tempo oggi , oltre ad essere classe dirigente, sono anche genitori, educatori, tutor , e i giovani di oggi sono figli di quella mentalità, purtroppo ,"avariata" che conduce a questo stato di cose. 
Dove siete ragazzi ?  io non vedo in giro giovani leve che abbiano una qualunque idea, o una qualunque proposta magari una incazzatura da portare sul tavolo della contrattazione sociale. Eppure siamo in uno stato di cose ben peggiore di quello degli annni '70. Ma mentre a quel tempo c'era un ribollire di pensieri , di cervelli che magari anche falsamente, producevano una fucina sempre accesa di affermazione, oggi c'è un silenzio direi tombale, una sorta di cappa tenebrosa che ammanta le idee, le volontà e perfino la voglia di divertimenti dei giovani di oggi. 
Appunto dove siete giovani, con le vostre forze, con la vostra testa, con il vostro sacrosanto diritto di affermare che il futuro è vostro ?
Penso a questo punto  che la generazione sessantottina abbia perpretato il più grande crimine (nonostante ciò che afferma Paolo Barnard) non è il crimine dell'economia moderna, ma è l'uccisione della nuova generazione che inizia proprio negli ambiti familiari. 
Famiglie formate da coloro che un tempo contenstavano, sono state la fucina silenziosa e ingannevole della formazione delle giovani leve che oggi sono il tessuto su cui si dovrebbe reggere il mondo di domani. 
Ed ecco che oltre ad aver tradito se stessi, questi genitori hanno tradito i loro figli, togliendo , magari come si suol dire , per troppo amore, quella speranza di luce e di affermazione sociale.Ma è vero amore quel tipo di amore ? 
Famiglie preoccupate di creare la culla morbidosa, dove tutto è sicuro, dove tutto è dovuto, e soprattutto dove tutto è facile. Del resto negli anni del progresso facile veniva naturale fare i genitori del "tutto dovuto" come una rivendicazione della vita di successo.
Coloro che un tempo brandivano le bandiere della contestazione, hanno ceduto il campo alle tentazioni di  comprare tutto a "costo zero"; facile e anche comodo, accontentare quei ragazzi,da cui gli adulti man mano si stavano allontanando sempre più spesso. I contestatori del '68  si andavano immergendo sempre più del mondo della "crescita continua" , delgli "utili in salita" dei grafici aziendali  di "business di successo". Presi da questo compito esclusivo hanno pensato bene di ammorbidire la propria coscienza del comportamento familiare  con elargizione di "benefit come premio ai propri figli".
Ed è paradossale come quegli uomini che contestavano il sistema , affermando il diritto di gestire il proprio tempo, in seguito abbiano creato un mostro di società che proprio di quel tempo fa scempio . Uomini sempre più fuori dalla famiglia, e figli sempre più esclusi dalle strade. I mezzi di questo mostro fagocitatore ?  Internet, melafonini, auto,moto social network, console di giochi , e soldi in tasca. Ecco il modello familiare perseguito da quelli del '68,un modello indubbiamente di successo. 
Dall'altro lato, un sistema di educazione (familiare, scolastico, sociale) sempre più assente e privo di contenuti, adulti sempre troppo impegnati per potersi preparare opportunamente al compito. E quindi giovani sempre più appiattiti su posizioni vuote di pensiero, conoscenza e spirito di iniziativa. 
Abbiamo giovani brandizzati "Apple" , e il ragionamento sempre più diffuso è  "se non hai un iPhone sei out"; se non usi un "iPad" sei out.  E il discorso è stato sempre più sospinto verso il mezzo , piuttosto che verso i contenuti. Telefonini, tablet, sempre più potenti , ma parole da dire tramite questi gioielli tecnici sempre più vuote.  Di cosa parlano i giovani di oggi ? ...di niente, del vuoto più assoluto. 
Parlano dell'ultimo modello come un sogno da conquistare, parlano dell'ultimo scatolotto da prendere assolutamente, perchè quello che si ha in tasca , seppur di giovane vita, è già passato. Il sistema che etichetta come vecchio qualcosa che ha solo pochi mesi di vita.  E questo succede non solo per il mondo della comunicazione, tutti il sistema consumistico si regge su questo assioma. Quando si compra un oggetto , tale oggetto è già vecchio nel momento stesso dell'acquisto, e DEVE esser sostituito da un modello nuovo. Il sistema industriale si regge solo su questo: vendere , vendere  non importa quale schifezza, ma vendere. 
E così abbiamo Telefoni, computer, auto,moto,navi, elettrodomestici intelligentissimi, vestiario, sempre più aggiornati e sempre più inutili. Oramai , con la crisi, anche impossibili da acquistare, per cui apportatori di "depressione da acquisto impossibile".
Complimenti a quelli del '68 e seguenti, per il successo di questo sistema sociale. Indubbiamente un grande obiettivo raggiunto, l'anientamento delle coscienze e dello spirito di iniziativa. 
Per questo giovani dove siete, forse è una domanda mal posta. Dovremmo prima capire  dove sono i genitori, e forse poi magari trovare dove sono i ragazzi. 

mercoledì 8 febbraio 2012

Una domanda a quelli del '68

(foto da treccani.it)

Dove siete cazzo!

Una domanda vorrei fare a coloro che il '68 lo hanno vissuto. A coloro che hanno marciato urlato, contestato in quel mito degli anni della contenstazione nelle facoltà occupate, degli scioperi e degli scontri spesso violenti con le forze dell'ordine. 
Una domanda che sempre più dirompente sale dallo stomaco dinanzi allo sfascio del nostro paese, della nostra società che stà soccombendo non solo sotto cumuli di neve e ghiaccio, ma sotto cumuli di monnezza culturale ed etica. Sotto l'imncombere di personaggi sempre più maleducati, irruenti, ignoranti, offensivi e supponenti. E sotto l'imcompetenza a tutti i livelli dei nostri uomini dell'era moderna.
Una domanda che di fronte ad un paese chiuso per maltempo, ma allo stesso modo si potrebbe dire dinanzi un paese chiuso per ferie (nel periodo solare) , chiuso per inefficenza in generale. Nasce dallo stomaco oramai pieno solo di conati che ammalano il corpo , ma soprattutto lo spirito. 
Una domanda a quei giovani contenstatori degli anni '68 e '70. A quei movimenti pieni di idee, proposte, teoremi e filosofie di cambiamento sociale. 
Dove cazzo siete andati a finire ? 
Dove siete con le vostre antiche barbe di contestazione e con l'eschimo e con il kefiah sempre indossato. 
Dove cazzo siete uomini che un tempo urlavate contro il sistema e ora siete del sistema parte importante. Dove siete finiti giovani di un tempo che ora sedete dietro fascinose scrivanie a imbastire sotterfugi e inciuci di ogni genere, a ricevere mazzette e a spartire bustarelle.
Ma non vi VERGOGNATE ? 
Dinanzi ai vostri figli , ma soprattutto dinanzi ai vostri ricordi come fate ad avere una coscienza tranquilla ? 
Siete degni della più bassa considerazione che si possa dare ad un essere umano. Siete scomparsi ed eclissati di fronte alle vecchie idee, rassegnati e piegati a leggi ben più intriganti e remunerative piuttosto che la vecchia legge del vostro cuore e delle vostre speranze. 
Dove siete, cazzo, giovani di un tempo che sulle barricate, dinanzi alle scuole urlavate con quanto fiato avevate in gola. 
Allora non avreste mai immaginato un giorno di diventare peggio proprio di coloro che allora contestavate con tanto ardore. 
Vi siete venduti l'anima e il cuore ai più bassi istinti dell'avidità e dell'imbroglio. 
Tutti quelli che un tempo erano incazzati col "sistema" oggi ne sono asse portante e contribuiscono con tutte le loro forze a peggiorare lo stato delle cose. 
E non sono solo gli addetti al potere (conquistato anche questo non si sa bene per quali meriti) , ma sono in ogni ambito sociale, professionisti, economisti, avvocati, dottori, impiegati, artigiani, per non parlare dei politici, tutti concentrati solo al proprio interesse a ad intascare sempre di più costi che quel che costi , e fan culo le idee del '68.
Dove siete cazzo, fatevi riconoscere in modo che almeno si possa rimanere in silenzio di fronte a voi e guardarvi negli occhi esprimendo solo con lo sguardo e il silenzio : VERGOGNA!
Vergogna per le idee tradite, per le anime vendute e per i valori mandati al diavolo senza pensarci troppo. 
A tutti coloro che han fatto il '68 fan culo!

 


giovedì 26 gennaio 2012

La coscienza e la tecnologia

(da Telefonino10.it)
 
Lavorate duramente oggi o duramente trovatevi un altro lavoro domani

Siamo immersi in un mondo che del rispetto dei dirittti civili fa una bandiera. E sempre di più l'informazione e l'attuale crisi ci fanno comprendere come il bisogno faccia accettare cose che umanamente consideriamo oscene. Ma tutto questo non spiega in ogni caso come ci ritroviamo a sostenere questo stato di cose, magari senza averne coscienza. Semplicisticamente viene definita  "la società dei bisogni futili". Può piacere o meno, ma siamo in questo sistema che del consumismo ha fatto una bandiera, e non illudiamoci che di punto in bianco e senza nessuna sofferenza questo stato di cose possa cambiare. In buona sostanza siamo indotti a desiderare tutto e di tutto , nella stragrande maggioranza dei casi  oggetti inutili e addirittura dannosi. Ma il sistema è questo, e tutti contribuiamo a tenerlo in vita così com'è. L'attuale crisi ha solo ridimensionato le cose,   ora facciamo fatica anche ad acquistare il necessario, ma il vizio di anelare l'oggetto superfluo è sempre presente. Non ci sarebbe niente di male, del resto si dice "si vive una sola volta", il problema è che riflettendoci bene veniamo in contrasto con la nostra coscienza genuina che invece, su altri lati della barricata, si indigna per i diritti civili non rispettati, per la fame nel mondo, per i poveri tartassati , per i maltrattamenti agli animali e tanto altro, quindi siamo persone tra incudine e martello, e non ci accorgiamo che siamo proprio noi a causare in buona parte le manifestazioni sociali che ci indignano.
Quanti di noi hanno in tasca o anelano un oggetto della magica Apple ???  iPhone, iPad, iPod  i mitici prodotti della mela oramai simbolo del secolo. Sia chiaro è un esempio attuale, ma potremmo parlare di tanti altri oggetti tecnologici, quello della Mela essendo conosciuto  e anelato a livello mondiale è quello che rende bene.
Siamo disposti a tutto per metterci in tasca un simil oggetto. Probabilmente siamo disposti a fare cose per possedere quell'oggetto  che non faremmo per nessuna persona viva al mondo.
Premesso questo leggiamo come vengono prodotti tali oggetti tecnologici .
Apple, la Cina e i costi umani    (dal Corriere.it)

Sfruttamento nascosto    (da G I A P - Wu Ming Fountation )

Big hi-tech e il fisco  ( da Corriere.it)

Credo che riflettendo veramente sul senso della vita possiamo renderci conto di quanto tutti noi siamo corresponsabili e intimamente in contraddizione: da un lato il  nostro agire nella vita quotidiana dall'altro le battaglie filosofiche e spirituali e sociali che proprio quel nostro agire causa in buona parte.    

domenica 22 gennaio 2012

I ricchi....

(foto da Pimlico)

..E i poveri.


E' andato in onda su MTV una trasmissione sulla festa organizzata per festeggiare il 21° compleanno di una donzella londinese, figlia di un impresario che ha una "società a conduzione familiare di idraulica" così recita il sito . (Pimlico site). La trasmissione ha seguito la ragazza, durante i preparativi intrapresi nella preparazione della festa  che si è celebrata a Marbella (Espana) , La celebrazione è anche annunciata sul sito dell'azienda (Alice's MTV Sweet 21st Birthday Party) .
Lasciamo stare in questo post discorsi sulla qualità delle trasmissioni TV,  in fin dei conti in giro nell'etere c'è di peggio. 
Quello che però traspare evidente è uno squarcio sul mondo di oggi, con una immediatezza che vale più di ogni parola, sulla umanità variegata delle persone.  Non che sia necessaria una trasmissione TV per capire che ci sono i fortunati e gli sfortunati, ma codesta trasmissione sbatte in faccia la miseria che vive la stragrande maggioranza dell'umanità contro la sfacciataggine aberrante della ricchiezza di pochi, pochissimi fortunati o furbi. 
Nulla da dire sull'impresario che a quanto recita il sito ha fondato questa azienda nel 1979 con la filosofia  "...di mantenere le cose semplici, che facciamo il lavoro giusto, al giusto prezzo, al momento giusto per soddisfare i nostri clienti."
e ancora  
"Pimlico è diventato un affare di famiglia che fa parte del Gruppo Pimlico plc, ed è ora di Londra, la più grande società indipendente idraulici e di servizio, fornendo tutti i mestieri, con un organico di circa 200, 160 veicoli e un fatturato superiore a £ 16 milioni.( di sterline) "
Quindi in 30 anni di attività (non un secolo)  ha fatto una discreta fortuna .
Nulla da dire, anzi onore al merito , come si suol dire in un mondo libero chi intraprende un impresa di successo ha senza dubbio dei meriti e delle capacità.
Ma quello che lascia basiti è l'indifferenza verso il valore del denaro, e l'indifferenza sui costi per spese futili quali abbigliamento,gioielli,scarpe,borse ...e macchine (chicca finale una Bentley Continental Gtc per regalo!!.).
La trasmissione ha mostrato la famiglia alle prese con lo shopping lussuoso con l'onnipresente padre pronto a soddisfare ogni più piccolo vezzo dell'amata figliola. 
Ma anche questo non è diverso da tantissimi altri padri che viziano e straviziano i propri figli. Del resto viviamo in una società di viziati. 
Il problema vero è che tale impresario , che vive al giorno d'oggi , dove si dice che la crisi è globale e profonda, trova del tutto naturale spendere 70mila sterline per un party di compleanno come se fosse una spesa di tutti i giorni. (la trasmissione ha riportato fedelmente la richiesta che il party fosse del tutto perfetto indipendentemente dal costo). 

Faccio una semplice considerazione che non riguarda questi signori, che del resto spendono i propri soldi come più gli aggrada e nessuno certamente può dir niente, vorrei invece rivolgermi a quanti dall'altro lato della barricata (o almeno si suppone) vanno in giro  diciamo a chiedere offerte e/o aiuti per i poveri o per le genti meno fortunate, che  son sempre più al mondo. Bene , vorrei invitare lorsignori (che in tv, sui giornali, in chiesa,  al telefono, in strada perseguitano la povera gente alla ricerca di un obolo) di non rompere le scatole a chi ha già tanti problemi ad arrivare a metà mese, e di rivolgersi ai personaggi similari mostrati in Tv, e che non sono solo a Londra o negli States o negli Emirati Arabi, ma sono molto più diffusi di quanto non si creda. 
In altri termini ,non ho nulla contro chi spande del denaro (giustamente guadagnato) , ma  fa inorridire la sfacciataggine dello spreco (sepur legittimo), come al contrario fa indegnare la pubblicità della propria miseria.  La dignità della persona è il valore da salvaguardare sia che questa persona sia ricca, sia che sia povera. Dopo la tomba il ricordo della dignità della persona rimarrà.


video on demand Alice's Birthday
Gallery su Pimlico site 
The diamond


 

domenica 8 gennaio 2012

Sani & Belli

(foto di Garimar)
2007..prima della crisi....







 ...
L'era del divieto
l'era del vietato
ecco a voi il principio del
perfetto e sano
come in altri tempi.
E la gente dimentica
beota si diletta
col nuovo dittame
del bello
In altri tempi
in altri luoghi
in altri modi
ebbe lo stesso inizio.....


Sani_Belli


giovedì 16 giugno 2011

Dignità

Il popolo sovrano

Dignità è una parola abbandonata e lasciata nel dimenticatoio delle coscienze. Ci viene naturale pensare che  l'essere dignitosi e vivere con dignità sia una cosa d'altri tempi, un qualcosa legato ad una vita agraria e semplice che al giorno d'oggi oltre che impossibile da  ottenersi sarebbe anche controproducente. Il problema è che non solo tale parola è stata bandita  negli ambienti che governano il nostro paese, ma soprattutto e purtroppo , è stata bandita nella vita di tutti noi cittadini.  Il problema vero è che oramai siamo tutti noi ad aver perso il senso del vivere con dignità. L'oggi è piuttosto fondato sul vivere e sopravvivere conquistando a denti stretti il proprio spazio, dato che la sopraffazione e la prevaricazione la fanno da padrona. Per cui  è dal basso che si è perso il senso dell'essere dignitosi.
Assistiamo ogni giorno ad una caduta sempre più ripida di quelli che sono i comportamenti più comuni.  E siamo sopraffatti da  commenti e immagini che mostrano gli uomini che ci governano sempre più piccoli (!!!) nei loro comportamenti.  Ma la considerazione che facciamo  e che indica sempre in "loro"  "quelli"  ci fa perdere di vista il concetto base : non sono solo "loro" "quelli"  che non hanno più dignità, siamo tutti NOI a non aver più dignità, ad aver perso il senso di vivere con dignità.
Sempre di più si diffonde  il giudizio facile, verso tutti e tutto, ci sentiamo autorizzati a ergerci a giudici e a sentenziare, pur mancando di considerare che siamo in primis noi stessi a comportarci solo pensando al nostro interesse, al nostro piccolo profitto, ai nostri grandi desideri. Siamo in una società sempre più rivolta verso l'individuo, e i timidi segnali di un risveglio delle coscienze, vuoi per i movimenti popolari, vuoi per una informazione più capillare, e vuoi anche per una spinta maggiore delle giovani leve, a ben vedere possono essere solo frutto di uno sbandamento mediatico e morale dell'intero paese. Il problema è  di tutti noi, finché non prendiamo atto che l'unica possibilità è quella di riconquistarci la "dignità" non potremo mai affermare la nostra individualità, e neanche  la nostra coscienza sociale .
Solo se saremo dignitosi potremo pretendere che i governanti si comportino di conseguenza. Altrimenti è un abbaiare al lupo al lupo  essendo poi a nostra volta lupi dietro la porta. 
Siamo ad un bivio, possiamo decidere ora  se  riconquistare questo senso della vita e tornare ad essere in primo luogo dignitosi  oppure proseguire sul baratro della vita vissuta con prevaricazione. 
In ogni dove , per ora , i segnali sono solo di prevaricazione:  non è solo un pubblico Ministro che ci dileggia impunemente, non è solo  un pubblico onorevole che può affermare palesemente il falso, non è solo un pubblico rappresentante a poter contraddirsi ogni ora, siamo invece tutti noi a vivere nella stessa maniera. Siamo noi ad avere gli stessi comportamenti . Per strada, in casa , al lavoro  noi agiamo esattamente come i nostri rappresentanti, e quindi, se non cambiamo noi, non potremo avere un cambio reale  della testa del paese. 
Possiamo indignarci quanto vogliamo, possiamo fare catene umane, possiamo creare movimenti a 5 stelle a 1000 stelle, possiamo fare milioni di referendum, ma se non cambiamo il nostro concetto di vita, il risultato sarà sempre uguale, vestito di abiti diversi, ma sempre uguale nella sostanza. Solo la dignità può salvare noi e il nostro paese. Riprendere la dignità di dire "io sono "  e quindi poter arrivare ad affermare "noi siamo".
Solo questo ci porrà nella condizione reale di poter pretendere che i nostri politici siano dignitosi, siano morali, siano etici, siano veri, e siano al nostro servizio. Altrimenti continueremo a vivere in una foresta dove il più furbo e forte mangia sempre il più piccolo.
Dignitosi di fronte alla bandiera.

lunedì 23 maggio 2011

Number Station X

(foto di Garimar)

Come pulcini in una scatola

In principio era l'epoca degli ideali , e dei sogni. Giornate di programmi e di rivoluzioni eclatanti e silenziose. La caduta dei paradigmi e le trasformazioni sociali e spirituali. I figli dei fiori, la beat generation, il rock, il famoso "mettete dei fiori nei vostri cannoni", e a seguire figlie di queste rivoluzioni le brigate della morte, rosse, nere, la violenza, la guerra, le bombe, le mitragliatrici, sempre in nome di quel "mettete dei fiori nei vostri cannoni". E di contorno le canne, gli spinelli, l'LSD, l'eroina , viaggi turistici all'interno dell' io spacciati con noncuranza come la soluzione di tutti i mali del mondo. Abbiamo dimenticato tutto questo , archiviato come storici ricordi, e passato remoto come l'epoca dei romani. L'epoca romana però ci ha lasciato cultura, monumenti, insegnamenti, codici, leggi, e soprattutto valori universali, la rivoluzione giovanile invece ci ha lasciato in eredità la decadenza del sistema capitalistico, l'esplosione demografica cementizia delle grandi città, l'universalizzazione del malaffare, la diffusione capillare dell'imbroglio e la truffa come motore dell'economia.
Generazione tradita e sbandata che ha voluto rovesciare in pochi anni ciò che l'umanità aveva conquistato in millenni di lotte e cultura profonda. Ogni aspetto del nostro oggi non può prescindere da quello che è il nostro passato, la nostra storia, il nostro evolvere.
Evoluzione della specie , viene indicata sui libri scientifici, intendendo con questo sempre un progresso positivo, un ragiungimento di un nuovo livello di equilibrio genetico che rende più forte e adattata la specie all'ambiente. Invece socialmente , evoluzione della specie , si indica anche un cambiamento che può esser negativo. In effetti è il negativo che si è imposto in questi ultimi decenni. In specialmodo nei nostri paesi occidentali, la parabola discendente si fa sempre più ripida, come una corsa verso il fondo senza fine.
Alcuni indicano con demagogia simili discorsi, altri tacciano di qualunquismo. Pochi si soffermano a ragionare sul significato che abbiamo dato e diamo alla vita.
Ecco che il decadimento è innanzi tutto personale e intimo, per poi espandersi come gelatina sulla società , sui nostri rapporti, sulle nostre relazioni. Oramai essendo enorme il complesso delle relazioni nella  società  è ben difficile capire il perchè delle cose e alla fine il perchè di noi stessi.

L'evoluzione del desiderio, del bisogno, della necessità e perfino di ciò che sogniamo è condizionato  da una serie di fattori che prescindono dal nostro essere, e molto spesso sono imposti da operazioni di puro e semplice marketing.
La nostra gioventù  è sciolta come neve al sole;  in ogni società la gioventù ha sempre rappresentato la potenza, il futuro, e la vita della stessa, questo implica che non abbiamo futuro, abbiamo cannibalizzato il nostro avvenire, anzi , quello dei nostri figli.
Capiamo questo quando ci accorgiamo come abbiamo trasformato il modo di desiderare. Siamo passati dall'antico e salutare desiderio di emancipazione, di miglioramento basato su noi stessi, al desiderio  delle cose per foraggiare il sistema consumistico, e da questo  infine siamo passati al desiderio delle cose che ha il mio vicino per puro e semplice spirito di emulazione senza nessun perchè. Il tutto condotto e diretto mediaticamente   e capillarmente onde ottenere il pieno controllo e  il livellamento delle menti e della gente come pulcini in una scatola.

Number station X

P.S: nessuno dei miei amati lettori ha avuto la curiosità di cercare con Google "Number stations"?...peccato!!!

lunedì 9 maggio 2011

martedì 5 aprile 2011

Fogli di carta

Soldi facili

Quale può essere la ragione per cui noi umani abbiamo ceduto la nostra vita a dei fogli di carta senza valore alcuno ?
Pensiamoci bene, passiamo il 90% del tempo della nostra miserabile vita , alla ricerca spasmodica di quei fogli di carta che ci possano permettere di andare dal macellaio e comprarci un bel tocco di carne, oppure ci possano permettere di prendere l'auto dei nostri sogni, o ci possano permettere di vestirci alla moda, o semplicemente indossare del vestiario.
Quale è la ragione recondita (per la stragrande maggioranza delle comune persone) per la quale siamo mani e piedi legati a tale sistema ?
Facciamo un lavoro , specifichiamo meglio - forniamo una prestazione - e  come corrispettivo di tale prestazione riceviamo dei comuni fogli di carta in quantità variabile a seconda del nostro contratto o contrattazione. Con più o meno fogli possiamo permetterci di entrare in possesso di beni voluttuari e/o risolvere necessità base (mangiare, vestire, viaggiare).
Il ragionamento potrebbe avere un senso  senon che  questi benedetti fogli di carta non hanno valore intrinseco, come potrebbe essere ad esempio un pezzo di oro o di argento, che poi se vogliamo sempre valore assegnato è,  data la non abbondanza di questi metalli su questo pianeta.
Questo vuol dire che questo stesso foglio di carta che oggi mi permette di andare in un negozio e comprare un oggetto o del cibo, domani  nello stesso negozio  con lo stesso foglio potrei comprare molto meno (meno oggetti, meno cibo). Tradotto in altri termini, i tecnici affermano che il foglio di carta si è svalutato . Cioè con un colpo di magia quel pezzo di carta che fino a ieri prima rappresentava un valore (X) , oggi di colpo rappresenta un valore (X-Y) .
Il bello di questo gioco è che questa diminuzione costante e fluttuante è decisa in base a parametri e manovre finanziarie più o meno occulte, più o meno note. 
Per assurdo , il sistema in essere è autoprotettivo, nel senso che se io decidessi di rompere tale catena, ad esempio coniando una moneta di puro argento, e quindi con un valore intrinseco "reale" e la usassi come moneta di scambio , sarei di colpo indagato e indicato come un truffatore.
Questo è quanto viene denominato "battere moneta" . Peccato che tutte le monete attuali legalmente in circolazione sono un prodotto truffaldino per natura, nel senso che i possessori sono sottoposti giornalmente al deprezzamento del valore rappresentato con ingenti danni per la propria economia. 
In sintesi questo è il processo della messa in schiavità di moltitudini di uomini su questo pianeta. Messa in schiavitù a scapito di pochi, pochissimi eletti che sguazzano come si sul dire nella stanza dei bottoni. In effetti non esiste una stanza dei bottoni, ma esiste ed è ben reale il "sistema" in essere che si autosostiene . Chiaramente il ragionamento è molto più complesso e articolato. Ci vorrebbero professori di economia e scenziati del calcolo per spiegarci bene le arti della FINANZA/ECONOMIA/MONETA. Ma a noi comuni esseri mortali basta la considerazione che la mia prestazione, il mio lavoro , il mio sudore oggi vale un tot e appena poche ore dopo vale un altro tot. Cioè il valore della MIA vita è variabile secondo criteri e parametri che sono del tutto estranei al mio IO.
Dobbiamo esssere solo penitenti (come mamma religione insegna) , chinare il capo e sgobbare per un foglio di carta senza valore. Dobbiamo avere notti insonni, litigi furiosi, preoccupazioni eclatanti per un foglio di carta qualunque.
Coloro che fuoriescono da tale giro amletico sono a dir poco considerati pazzi .

Viviamo per un pezzo di carta senza alcun valore, questa è la nostra vita . 

P.S. : i sapientoni  obiettereanno che si vive per tutt'altro, per realizzare il proprio essere, per assolvere ad una precisa missione, per  impegnarsi in un qualche lavoro, per realizzare una famiglia, un affetto, per  costruire qualcosa, per raggiungere la soddisfazione personale.  Sono tutte disquisizioni che nulla tolgono al fatto che quel benedetto foglio di carta non ha valore in se.

mercoledì 30 marzo 2011

WAR

Guerra in Libia


Per chi è  davvero convinto che i bombardamenti in Libia siano contro Gheddafi !

Guerra ai nostri orizzonti una mia pagina sugli scenari rossi di sangue appena oltre la portata del nostro sguardo , di anni orsono....ma sempre attualissima. (attendere il caricamento..nella finestra che si apre)


Mattei e la Libia  (di Matteo Zallocco)



La guerra finanziaria italo-francese  ( di Alessandro Li Donni Economia & Mercato)


Multas per gentes et multa per aequora vectusadvenio has miseras, frater (*) :

NEL CIELO  E NELLE ALTRE COSE MUTE  (DO LARGO)

(*) carme 101-Catullo

mercoledì 23 febbraio 2011

La beatificazione delle coscienze

(foto Dailyblog)

Morale e moralisti

Cosa hanno in comune le due forme di vita più diffuse sulla terra se non la caratteristica di essere predatori ?
La capacità della moltiplicazione e della diffusione è attiva in entrambe, ed in entrambe può manifestarsi con effetti deleteri per tutto l'ecosistema presente sul pianeta. Ma in più, nell'uomo  si aggiunge anche la perniciosità della volontà del comportamento. Mentre nelle forme di vita più arcaiche, il comportamento dell'essere è naturale e scritto nelle catene di DNA o RNA, nell'uomo si aggiunge qualcosa che lo contraddistingue e lo pone una casella più sù di qualsiasi  forma vivente :la volontà. In altri termini l'uomo è l'essere più contagioso e pericoloso che viva su questa terra, e probabilmente, in questo remoto angolo di universo. 
L'alta pericolosità dell'essere umano è data non tanto dal propagarsi di malattie e infezioni strettamente legate all'essere Homo Sapiens, ma è data da un aspetto più pericoloso : quello della diffusione di ciò che chiamiamo semplicemnte  "comportamento", più spicificatamente  deterioramento del "comportamento umano". 
L'uomo è l'unico essere vivente che è in grado di "spiegare" i propri comportamenti , e nella grandiosità di questa capacità trova quella che è anche la sua caratteristica più negativa : la capacità di ingannare se stesso.
Siamo gli esseri che possiamo giustificare tutto e il contrario di tutto con altrettanta validità, e possiamo affermare con convinzione un credo per poi disconoscerlo con fermezza il minuto successivo.
"In verità ti dico che questa stessa notte , prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte" (Matteo/26).
Siamo gli esseri che sono in grado di combattere battaglie per questioni di principio, alte questioni di principio, ma siamo quegli stessi esseri che sono in grado di ammazzare per il solo possesso di poco vile denaro.
Siamo l'alfa e l'omega allo stesso tempo, e probabilmente in questa essenza  è riassunto tutto il mistero dell'essere umano.
Siamo quindi in tempi in cui  tutti , per un verso o per un altro, ci ergiamo a difensori di quella che è l'etica. Che sia pubblica o privata poco importa, e del resto non comprendo cosa voglia significare etica pubblica o privata, l'etica è etica punto!.
Siamo affascinati dal discorso dei comportomenti e volumi su volumi sono recitati e scritti su questo argomento, e fazioni immense si fronteggiano con  impegno sovrumano.
Rimane però il fatto incontestabile che la decadenza continua  è in atto, e l'abisso della povertà umana, è dinanzi i nostri occhi ogni giorno.
L'infezione da essere umano si propaga con velocità innaturale, e il diffondersi di comportamenti sempre più privi di "coscienza"  è innalzato a modello da seguire, anzi, è l'unico modello conosciuto.
Naturalmente , in particolare, noi italiani  oggi  ci potremmo riferire a determinati argomenti dello scandalo politico sul tappeto. Sbaglieremmo di molto in questo caso, perchè a ben guardare, la decadenza in atto è molto più profonda e non è mai solo dall'altra parte, ma sono convinto, alberga in tutti noi , come esattamente fa un virus mortale infettivo di 4° grado in quello che viene chiamato "ospite".
Siamo sempre portati a pensare che è l'altro ad avere comportamenti scorretti, è l'altro che  è il cattivo, che è l'altro ad essere colpevole, riserviamo una sorta di impunità parlamentare a noi stessi, pur indignandoci quando della stessa impunità vogliono arrogarsi altri.
Siamo strani, malefici, micidiali nella nostra essenza.
Per i meno attenti basti pensare che in occasione della prossima beatificazione del Santo Padre, gentiluomini  affaristi, hanno pensato bene, pur con tutte le legittimazioni legali del caso, e le giustificazioni  economiche del caso, di alzare fino a 8-10 volte  il prezzo del soggiorno in occasione dell'evento.
Ora i più salteranno sulla seggiola dinanzi questa notizia, e gli stessi alzeranno le sopracciglia commentando semplicemente "è il mercato" "sono le leggi della domanda e dell'offerta" "è il capitalismo" .
"E' il mercato!"  la giustificazione e la spiegazione più ricorrente di questi decenni. L'essere umano ha trovato la spiegazione scientifica ad un comportamento blasfemo e inverecondo, e la soluzione a portata di mano per tutto.
Gli stessi che danno questa spiegazione, per questo fatto portato ad esempio, si ergono a giudici inflessibili per altre vicende.
Questo è il nostro essere supremo, comportamenti di "basso valore" possono essere giustificati o condannati a discrezione, dimenticando invece di puntare l'attenzione sul vero problema indicato da quel "basso valore".
Non ci indignano per il "basso valore" in sè, ma ci indignamo (lievemente!!!) per l'mbito in cui si esplica questo comportamento di "basso valore".

Penso che come uomo , indipendentemente dall'ambito,  il "basso valore" è sempre un comportamento negativo. La coscienza dell'albergatore di turno  o quella del politicante da party notturni non è diversa, la coscienza è la stessa, e per questo non è che uno sia meglio dell'altro.
Questo vale per la coscienza di noi tutti, basta rifletterci, siamo tutti come gli albergatori o come i politicanti beneamati, nel nostro piccolo ambito.
Pace a tutti.

giovedì 3 febbraio 2011

Leggera follia

(foto di Garimar)

Che sensazione di leggera follia...

Ci si ritrova sempre più spesso in questi anni  come folli su una nave di folli, come estasiati , euforici e incoscienti di fronte a tutto ciò che accade. 
Sempre più spesso questa estasi di coscienza ci avvolge e ci pone in uno stato catatonico di rassegnazione. "Così è perchè così deve essere". 
Si badi bene, qui non si  indicano eventi e misfatti noti ai più e di cui tanto si parla o si sparla. Non si indicano in questa sede gli eventi importanti e  accadimenti disastrosi che ci portano vorticosamente a cambi epocali. Siamo in questa sede molto più limitati  all'ambito familiare e quotidiano che ogni ora, ogni minuto quasi ogni secondo anestetizziamo con la nostra considerazione sempre più frequente : "così è!"
E diciamo che la normale prosecuzione della nostra allocuzione sarebbe  "perchè così dev'essere". 
La follia appunto , la follia della nostra umana mente oramai persa nei meandri sillogistici dei condizionamenti sistemistici del vivere comune.Appunto vivere comune del tipo "così fan tutti " ,
Il bello di tutto questo, è che essendo, noi tutti coinvolti , non c'è speranza di menti eccelse che ci possano in qualche modo salvare o avvisare.
Tutti i riferimenti sono andati persi, tutti i paradigmi saltati, e anche le parole sono pronunciate per dire tutto e allo stesso tempo il contrario di tutto. Ognuno afferma e dice per poi  negare e riaffermare. Ognuno di noi è avvolto da una coperta quale corazza impenetrabile ai tanti , unica parte di noi esposta , e quindi  l'unica preoccupazione nostra è pulire tale coperta perchè all'esternopossa esser bella.
Ciarliamo, vociferiamo, urliamo e lanciamo parole a vuoto , proclamiamo a gran voce significati di cui non comprendiamo neanche una infinitesima parte, ci atteggiamo a far parte di un tutto e invece non rappresentiamo niente, men che meno noi stessi. 
Un animale ha molta più rappresentanza di se stesso e molta più coerenza esistenziale.
Siamo uno e tutti, siamo il bene e il male, siamo il buono e il cattivo allo stesso tempo. Siamo aguzzini e carnefici e siamo anche le vittime . La nostra mente è oramai ubriaca e preda di grandi dosi di  ecstasy. Viviamo questa parvenza di vita , convincendoci, facendo in modo di convincerci, che sia vita. In effetti i nostri sforzi quotidiani sono in questa direzione : dobbiamo convincerci che stiamo vivendo. 
Tutti i nostri muscoli , tutte le nostre energie sono rivolte ad affermare che stiamo vivendo, e poco importa  , al contrario , il come. 
Il come non convince nessuno, il come non importa a nessuno, importante è esserci, il come è un dettaglio di scarsa rilevanza. Non importa alla società , vuoi che ci interessi individualmente ? 
Siamo macchine che vivono in una qualche maniera, non importa come, importante è poter dire : io vivo. 
Del resto , si suol dire, con i tempi che corrono ci mettiamo forse a fare dei distinguo ? ci mettiamo a mettere i puntini sulle "i" ? Oggi è già difficile fare qualcosa, figurarsi se perdiamo tempo a chiederci il "come" fare quella cosa. 
Siamo disposti a tutto, sopportiamo tutto, troviamo giustificazione per tutto,  per poter concludere e recitare il verbo essere. 
Recitiamo infatti una parte, che sarebbe del tutto estranea alla nostra natura se solo ci fosse un attimo di tempo e la volonta a riflettere. 
Orbene i veri folli  sarebbero  le persone più giuste , il nostro problema  è che anche come folli siamo annacquati e alquanto scarsi. 
La nostra recita fa pena.


domenica 9 gennaio 2011

Cosa viviamo

Come viviamo

In quale modo trascorriamo la nostra vita che di solito descriviamo come meravigliosa e irripetibile ?
Cosa inseguiamo nel corso della nostra breve esistenza se non il modo di vivere che ci viene imposto quasi obbligato da tutto ciò che con un eufemismo chiamiamo vita sociale ?
Ad ogni angolo declamiamo che è questo il modo giusto per vivere degnamente da uomo. Ma ne siamo convinti fino in fondo ?
Parole come denaro, investimenti, debiti, profitti, bilanci,  tasse, obbligazioni, bollette, more, prestiti, finanziamenti, derivati, azioni,  fondi di investimento, mutui, costellano la nostra vita come un epitaffi lugubri della strada verso il cimitero.
Ma che vita  che esistenza è quella di passare quel breve tempo che abbiamo a nostra disposizione inseguendo il pareggio del bilancio familiare , affannandoci a pagare le tasse, imprecando contro gli evasori, che sempre ci sono e ci saranno, e maledicendo il portafoglio sempre troppo vuoto.
Ma che sistema è quello messo in piedi da questa umanità, dove i pochi detengono il potere mondiale finanziario e i molti si affannano e letteralmente la stragrande maggioranza dei popoli nuore di fame.
Ma che umanità è quella formata da questi individui che sono le persone comuni , e che siamo tutti noi ad iniziare da me , che si affannano a correre a destra e a manca, a salire su treni pendolari, su autobus strapieni, a farsi lunghissime code sulle strade strapiene per fare un lavoro che possa portare la pagnotta a casa, e a volte neanche arriva la pagnotta.
Ma sul serio ognuno di noi crede intimamente ed è fermamente convinto che questa è la vita che si merita un essere vivente su questa terra per l'arco di una esistenza sempre effimera?.
Quanto tempo ...quanto tempo sul serio viviamo per noi come persone, come persone coscienti, come persone ragionevoli.
Quanto tempo ?
Trascorriamo la nostra esistenza inseguendo cosa ? L'acquisto di una casa ?  che sempre cosa fatta di pietre e cemento è ,  l' acquisto di una macchina ?  che sempre un pezzo di ferro è , destinato ad arrugginire come noi. L'acquisto di oggetti che per di più si dimostrano alla lunga inutili cianfrusaglie che non testimoniano niente che non sia passeggero ?
Per cosa viviamo quindi ?
Si dirà, che si vive per i figli e per conoscere il mondo.
Quanto possa essere vero questo mi sembra alquanto aleatorio. I figli rappresentano la continuazione della stirpe. La discendenza, il perdurare del proprio sangue di fronte alla scomparsa che ineluttabile ci aspetta tutti.
Ma che mondo diamo a loro stessi ? Cosa tramandiamo che non siano le solite tasse, debiti,cambiali,rate,bollette, ingiunzioni di pagamento, e scadenzari vari . E non parliamo della terra che consegniamo loro , dato che è tristemente noto come lo scempio profondo sia oramai irreversibile avendo inquinato l'impossibile, e avendo adulterato in maniera permanente tutto ciò di cui ci nutriamo.
In quanto a conoscere il mondo , credo che solo una piccola parte di tale mondo possa esser davvero conosciuto da noi cittadini universali. Siamo troppo presi oramai da millenni di "sistema"  i nostri sensi non possono che esser dormienti. Certo possiamo viaggiar nei nostri  - pochi - momenti liberi , possiamo visitare luoghi lontani, incontrare genti e costumi più vari, ma conosceremo il mondo in questa maniera?.
Ripetiamo la domanda per cosa viviamo   e come viviamo ?

giovedì 11 novembre 2010

Capire i nostri figli

L'insegnamento e il sistema educativo nell'epoca moderna

Il nostro mondo vive un periodo complesso e pieno di nuove tematiche fin qui sconosciute. Affrontiamo questo mondo che evolve alla velocità della luce avendo a disposizione strumenti tecnici innovativi , sconosciuti solo qualche anno fa; al contrario noi siamo armati unicamente di concetti e nozioni che oramai sono stantii e frutto di un epoca che  è lontana nei tempi. 

Il comportamento di tutti noi é determinato dalla nostra formazione culturale e dalla concezione scolastica antica fondata sulle colonne  economico/intellettuale dell'epoca industriale del secolo scorso. Ne discende che ogni nostra considerazione viene basata sulle nozioni apprese secondo questo modello e dalla esperienza che abbiamo acquisito nella nostra vita del quotidiano. Purtroppo il modello adottato (ancora min essere) non è affatto adatto a seguire l'evoluzione e il cambiamento  globale della società di noi uomini dell'epoca moderna. 
La scuola e l'intero sistema formativo è rimasto ancorato a vecchi e superati "paradigmi" , che rispetto alla odierna realtà delle cose hanno perso più di un treno. 
Si presenta agli occhi di noi tutti una sorta di incomprensione di fondo non solo tra generazioni genitori/figli ma anche tra società/individuo. Ci ritroviamo con famiglie disgregate e incompetenti nell'educazione di figli che sembrano extraterrestri rispetto ai genitori  vecchi uomini terreni. Sembra che ci siano due mondi distinti in essere ognuno con le sue espressioni mediatiche ,  e tali mondi sono del tutto divisi . Il tutto è cpoggiato su un  sistema formativo culturare che non è al passo dei tempi dato che persegue obiettivi che valevano solo per l'epoca passata. 
Ora siamo nell'epoca di Internet, della comunicazione immediata, della TV, dell' iPhone, e  a poco vale oramai la buona nozione ritagliata su tomi  di un antico sapere. 
Ci meravigliamo che i nostri figli siano distratti , svogliati e disattenti,  dimenticando (e in questa incapacità gli insegnanti, mi duole dirlo , sono i migliori)  che questi figli vivono in un sistema moderno che NOI padri e madri abbiamo realizzato . Chi deve adattarsi per far si che la distanza tra vecchie e nuove leve diminuisca? Chi deve adoperarsi affinchè gli strumenti di apprendimento vengano rimodellati e riconfigurati secondo le nuove esigenze ? 
La risposta e logica e semplice : tocca a noi adulti moderni. 
Capire le nuove leve deve essere un nostro sforzo , individuare un nuovo sistema di insegnamento deve essere il nostro obiettivo di genitori e di uomini moderni, è inutile appellarsi sempre a strumenti legislativi  assenti  e a carenza di risorse.
Il priumo passo è sempre insito nell'uomo , quindi indipendente da sovvenzioni  e legislazioni appropriate, il primo passo è sempre la comprensione di chi per dovere e per professione è deputato all'uopo. Gli insegnanti, i maestri di buona memoria, i genitori sono obbligati o dovrebbero essere obbligati a capire questo , a fare questo salto di qualità per poter meglio comprendere questo mondo che abbiamo così formato. Genitori, insegnanti, filosofi, politici, medici, sono in primo luogo persone, e se queste persone non sono bene addentro nella comprensione di quello che è la realtà, ben difficilmente possono indicare la strada da seguire nello sviluppo educativo, per di più quando il metodo educativo adottato è frutto di un epoca orami superata. 
Nel filmato illustrativo fornito , è messo ben in evidenza , ad esempio, che già la distinzione  che operiamo dei nostri ragazzi per fascia di età,  quando li inseriramo nel percorso scolastico , è di per se un controsenso nell'epoca moderna. 
Ci chiediamo sempre perchè nostro figlio sia piu' sveglio per alcune attività rispetto ad altre, perchè sia distratto verso le lezioni canoniche e molto attento verso gli aspetti ludici, ci chiediamo perchè sia attivo col gruppo di amici e apatico  nell'apprendimento individuale, orbene nel filmato c'è una possibile risposta, una indicazione scientifica di queste manifestazioni. Ognuno dovrebbe comprenderlo.

La capacità del pensiero divergente  non uniformato allo standard della creatività canonica viene ancora poco riconosciuto, perchè implicherebbe un agggiornamento dei sistemi educativi non indifferente.
Ammettiamo anche , una buona volta, che i corsi di formazione, gli aggiornamenti professionali, di quanti formano il corpo docente , sono ben lungi da rappresentare un vero aggiornamento. 
Ci sono poche teste pensanti  in un ambiente uniformato e standardizzato su concetti datati e illogici.
L'indicazione Principale , che ne scaturisce, è quindi che ognuno apartire dal  livello personale, dovrebbe AGGIORNARSI,   ed evolvere mentalmente prima di poter lanciarsi in un opera di comprensione del mondo giovanile. Per far questo non c'è bisogno di fondi  o di leggi specifiche  o manovre finanziarie. A volte i cambiamenti sostanziali sono GRATIS se solo si avesse la volontà e la capacità di evolvere.
Non è forse la comprensione la capacità principale di un insegnante , o dovrebbe essere ?  E i genitori non dovrebbero essere dei campioni in questo ? 
Quando parliamo di valore della vita e valore di insegnamento a cosa ci riferiamo se non a questo ?

 Il portico dipinto ci permette di visualizzare questo filmato esplicativo dove, in forma talmente semplice e grafica ,  ogni genitore e/o insegnante potrebbe trovare spunti di riflessione e avere finalmente la spinta verso quell'aggiornamento culturale necessario per affrontare questo mondo moderno, e da cui potrebbe e dovrebbe scaturire la vera riforma della scuola.

Da http://ilporticodipinto.it/rsa
Non possiamo conoscere il mondo in cui i bambini che oggi iniziano il loro percorso scolastico si ritroveranno quando saranno adulti.
Per questo motivo è essenziale fornire ai bimbi di oggi strumenti mentali che li rendano in grado di affrontare al meglio il loro futuro.
Il sistema scolastico che conosciamo è in grado di preparare i nostri figli al mondo in cui vivranno da adulti?
Per affrontare con successo situazioni nuove e inaspettate è importante saper pensare in maniera creativa, trovare idee innovative, immaginare tutte le possibili soluzioni.
Ma questo tipo di approccio non è quello che viene applicato nel sistema scolastico, che anzi tende ad appiattire la creatività insita in ognuno di noi, ad uniformarci secondo un unico standard, a pensare in maniera univoca.
Sir Ken Robinson definisce la creatività come "il processo dell'avere idee originali che hanno valore".
Esse creano l'innovazione che plasma l'evolversi della società.


N.B: si veda anche
Ivan Illich, nel suo libro “Descolarizzare la società”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich

I  video di Sir Ken Robinson :
(link diretto: Cambiare il paradigma)
(link diretto: Comincia la rivoluzione dell'apprendimento)
(link diretto: La scuola uccide la creatività)