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giovedì 29 novembre 2012

Distrazione

(foto di Garimar)

Concentrazione

Siamo in un mondo di distrazione assoluta, nel senso letterale del termine. 
Qui voglio indicare non il fatto della disattenzione, della poca concentrazione su ciò che ci vede impegnati, no tutt'altro, voglio indicare il fatto che siamo assolutamente concentrati sul nostro IO, quindi distratti da tutto ciò che è appena al di là di noi  e presi  dall'assoluto narcisismo del nostro esser perfetti. Siamo in un mondo che decanta e idealizza l'amore, lo racconta, lo favoleggia, lo descrive come la panacea di tutti i mali che affliggono l'umanità, e allo stesso tempo siamo concentrati solo sul prevalere sugli altri. Purtroppo questa gara non è una competizione leale dove finita la gara ci si ritrova tutti uniti nella passione, tutt'altro questa competizione puo' solo finire con l'annientamento degli altri. Tutto tende a far rivalere gli uni contro gli altri per poter concludere io sono il piu' bravo, io sono il meglio assoluto e io son il massimo. Siamo corpo e mente portati ad sminuire piuttosto che ammirare e complimentarsi con un estraneo per qualità evidenti. Diventiamo subito invidiosi , invidiosi di quello che sul campo dimostra capacità superiori alle nostre. Diveniamo quindi preda di mal di pancia e di strette di stomaco, di pensieri poco gentili, e concludiamo ogni discussione con una considerazione : se l'altro è piu' bravo di me, sicuramente o è un delinquente o un raccomandato, di sicuro non è per capacità .
Viviamo così , decantando la solidarietà, ma guardandoci bene dall'applicarla alla nostra vita. Questo accade quotidianamente nell'ambito familiare, e si presenta centuplicato nell'ambito lavorativo.  Siamo chiusi su noi stessi ,è un carattere ereditato dal nostro esser feudali, ed infatti  siamo fermi a quell'epoca. Non ci siamo mossi di una virgola anche se ci atteggiamo da moderni, siamo inchiodati al villico carattere di odiare il potente  chiunque esso sia e qualunque cosa faccia anche buona. 
In sostanza odiamo, a parole, colui che usa il potere e il denaro per imporsi, ma sotto sotto lo ammiriamo invidiandolo e cercando ogni mezzo per emularlo. Da questo discende che il nostro esser popolo italico è una incongruenza nei termini. Non siamo popolo , non lo siamo mai stati e nè mai lo sentiremo sulla nostra pelle. Non siamo italici , perchè italici lo siamo solo fino alla porta di casa, poi incontrando in strada l'altrui , questo diviene sicuramente un pò meno italico di noi , dato che sicuramente noi siamo meglio. Noi siamo meglio di chiunque , e per questo ambiamo a dire la famosa frase  "lei non sa chi sono io ". Ecco l'ambito premio del sentirsi realizzati, poter finalmente un giorno urlare in faccia a chiunque  "lei non sa chi sono io ". Già non lo so chi sei tu, probabilmente un cazzone. Anzi sicuramente un cazzone!!
Perchè tutta questa concentrazione su noi stessi porta di sicuro ad un solo unico effetto : la distrazione dalla vita. La disattenzione del tempo che passa e la perdita di ogni cosa possa arricchire il nostro sguardo, il nostro animo e perfino il nostro portafoglio. 
Siamo troppo concentrati su noi stessi per poter guardare orizzonti larghi , scenari ampi che coinvolgano un pò tutto . Perchè in effetti , diciamo la verità, a noi degli altri non frega un cazzo. 
Si certo declamiamo e scriviamo su Facebook  frasi solidali , appelli alla comprensione, e alla fratellanza, alla educazione. Ma spento il pc siamo solo capaci di mangiarci lo stomaco per scovare il modo di fregare il prossimo. Ci meravigliamo della poca sincerità dei governanti, della poca propensione al bene comune dei potenti, alla poca solidarietà degli imprenditori, alla poca vicinanza degli altri prelati, e poi noi stessi siamo molto peggio di quanti critichiamo. Siamo incapaci di pensare un concetto comune, e soprattutto di portarci insieme ad una meta. Il pensiero italico è sempre e solo quello di esser primo o almeno , prima di te. Non ha importanza se siamo ultimi degli ultimi, è importante solo che dietro di me ci sei tu .
Quindi distrazione da ciò che è la vita e concentrazione sul nostro io. Nessuno sarà daccordo. Lo credo bene, sentir dire che siamo dei cazzoni non piace a nessuno , ma lo siamo , lo siamo fino in fondo. Lo siamo quando nelle nostri potenti auto superiamo le code , sicuri del nostro : "lei non sa chi sono io " ....no non lo so , ma di sicuro sei un cazzone come me. Perchè così facendo in effetti dimostriamo che lo siamo tutti dei cazzoni, niente di più.

venerdì 24 agosto 2012

Think Different

(foto di Garimar: Grotta del Drago 24 Agosto 2012 )

Fuori dalle grotte Kazzo!

In questo sistema che fa del business il comandamento principale, il "Think Different" è d'obbligo se vogliamo vedere esattamente dove stiamo andando. La regola che il business possa permettersi tutto è una regola che non comprendo, per due grossi motivi; innanzi tutto non si capisce mai bene il business a vantaggio di chi è - sicuramente non a vantaggio mio - e poi il fatto che per motivi di business si possano contravvenire tutte le regole, è una cosa che non digerisco. 
La legge è o no uguale per tutti ?  vale tale legge per gli affaristi e anche per i poveracci nella stessa misura? Credo proprio di no, e sempre più mi convinco che la legge vale per tutti i poveracci e basta. 
Ma un ulteriore "Think Different" mi porta anche a considerare a scapito di chi realizziamo queste attività di  business?
Certo siamo gente limitata, in una società limitata, governata dall'impero dell'immagine, e con pseudo coscienza ecosostenibile imposta da slogan e campagne pubblicitarie che lasciano il tempo che corre. 
Siamo gente che è pronta a mettersi una mano sul cuore recitando che l'inquinamento è il danno del secolo , e ci dichiariamo pronti a combattere una battaglia senza pari contro tale cancro mondiale. Poi però , dato che siamo immersi in una società del denaro, una società che si etichetta della parola "libera", ci sentiamo autorizzati a comprarci tutto con tale denaro, e ci sentiamo in diritto di pretendere tutto. Da un lato quindi  abbiamo orde di persone pronte a comprarsi un tiket per godersi la meritatissima vacanza, dall'altro abbiamo scrupolosi uomini di affari che mettono a disposizione qualsiasi servizio per far si che le nostre vacanze siano memorabili. 
Così siamo tutti felici , e tutti coscienziosamente col cuore a posto. 
Ma chi ha dato il diritto di "comprarsi" il permesso di poter trasgredire ogni puù normale regola del buon senso sol perchè è disponibile il vile denaro ?
Chi ha deciso che in nome di un profitto sempre più scarso in questi tempi dove i guadagni si stanno sempre più assottigliando è possibile derogare i regolamenti nautici?
Parliamo di questo fenomeno, ma il concetto si estende parimenti a ogni attività moderna che vuole fare "business". 
Per carità non voglio qui imbastire astruse discussioni sui controlli e sull'opera di vigilanza. PArliamo della nostra coscienza piuttosto che è ben più importante, della mia coscienza e della coscienza di quei turisti che sono su quelle barche e di chi ne è al timone. 
Il "Think Different" mi porta a pensare che tali trasgressioni portano ad un depauperamento del patrimonio naturale che altro non è che un ladrocinio nei confronti delle generazioni future. Certo facciamo business, ma rubiamo ai nostri figli ai nostri nipoti la possibilità di godere di queste stesse bellezze così come noi le abbiamo conosciute. 
Non credo che il denaro possa comprare questo diritto, non credo che possa esistere regola del business che imponga questo stato di cose. Solo gente miope e società malevola può permettere questo stato di cose. Non abbiamo nessun diritto su questa terra, siamo ospiti, e per di più ospiti di passaggio, eppure ci comportiamo da padroni e da cechi , pur professandoci moderni, intelligenti, ecologici. 
Siamo solo dei cretini, non ci sono alternative a questa considerazione. 
Anche in questo caso con un pò di sale in zucca, ci vorrebbe davvero poco a organizzare da un lato il diritto della genta di godere di meritate vacanze e dall'altro salvaguardare il principio imprescindibile della natura per quanto possibile incontaminata.
Barche a motore private e non, ormeggiatevi a 300 metri come prevede il regolamento e fate nuotare questi turisti se proprio vogliono entrare in grotta, fa bene non solo al mare e alla costa , ma fa bene alla salute un pò di nuoto, (del resto siamo la società che più spende per palestre e attività ginniche).
Un pò di intelligenza non guasterebbe per salvare se possibile questo mondo. 
Ma credo che vincerà il business....molto ricchi...ma molto poveri di risorse naturali.
Eccezionale!

martedì 21 agosto 2012

Il turismo

(Mappa Google Maps)

L'infinito otto

Siamo l'Italia degli enunciati e dei buoni propositi, siamo anche il paese con piu' leggi e regolamenti che si possano immaginare, nonchè il paese con la pubblica amministrazione più ingolfata al mondo.
Amiamo di converso  complicare le cose semplici, con un desiderio di autoflaggellazione senza pari.
Esempio eclatante il "Turismo" di cui potremo parlare per ore, vera miniera d'oro per le nostre finanze, e di conseguenza l'aspetto piu' trascurato dai nostri governanti. Ma diciamo la verità, anche noi popolo  ci mettiamo del nostro, non è sempre e solo responsabilità degli amministratori se le cose non sono proprio  a puntino!
Senza però citare leggi e regolamenti, senza disquisirire su programmi a medio e lungo termine, senza impelagarci sul solito discorso della carenza di fondi,  citiamo un piccolo esempio di come le cose nella realtà potrebbero andare molto meglio  anche senza metterci un euro  di investimento.
In una delle piu' note località turistiche italiane ( e forse mondiali) , risutla evidente che la mente geniale dell'addetto alla viabilità stradale  ha un concetto tutto suo di "fluidificazione".
La nota S. Maria di Leuca, ha pochissime strade, per di più in estate sempre ingolfate da troppe macchine, e nella planimetria risulta evidente come ci siano solo due arterie principali che possiamo individuare quale il lungomare e la parallela interna. Assieme queste due strade formano una sorta di anello , il quale anello di propria natura sarebbe percorribile in senso orario o anche in senso antiorario, in maniera  semplice.
Ebbene, all'arguto italiano amministratore, le cose semplici non bastano, perchè altrimenti dove viene messa in evidenza la genialità dell'esser italiano ???
L'estro italiano è stato sempre sinomino di vivacità e di inventiva.
Ebbene , allora con grande soddisfazione dei turisti automobilisti, tale anello stradale è stato trasformato in un OTTO  incrociando al centro il senso di marcia.
Risultato: code chilometriche e motori in ebollizione.
Sia chiaro , anche  il semplice anello  sarebbe percorribile solo  lentamente nel mese di agosto, le nostre strutture non consentono  la presenza di migliaia di turisti contemporaneamente, ma almeno non avremmo  aggiunto caos ad una situazione già drammatica.


Solo un piccolo esempio di come la vita possa esser molto piu' semplice se mettessimo un pò di buona volontà, e anche un pò di sale in zucca.

Buona estate.

mercoledì 8 febbraio 2012

Una domanda a quelli del '68

(foto da treccani.it)

Dove siete cazzo!

Una domanda vorrei fare a coloro che il '68 lo hanno vissuto. A coloro che hanno marciato urlato, contestato in quel mito degli anni della contenstazione nelle facoltà occupate, degli scioperi e degli scontri spesso violenti con le forze dell'ordine. 
Una domanda che sempre più dirompente sale dallo stomaco dinanzi allo sfascio del nostro paese, della nostra società che stà soccombendo non solo sotto cumuli di neve e ghiaccio, ma sotto cumuli di monnezza culturale ed etica. Sotto l'imncombere di personaggi sempre più maleducati, irruenti, ignoranti, offensivi e supponenti. E sotto l'imcompetenza a tutti i livelli dei nostri uomini dell'era moderna.
Una domanda che di fronte ad un paese chiuso per maltempo, ma allo stesso modo si potrebbe dire dinanzi un paese chiuso per ferie (nel periodo solare) , chiuso per inefficenza in generale. Nasce dallo stomaco oramai pieno solo di conati che ammalano il corpo , ma soprattutto lo spirito. 
Una domanda a quei giovani contenstatori degli anni '68 e '70. A quei movimenti pieni di idee, proposte, teoremi e filosofie di cambiamento sociale. 
Dove cazzo siete andati a finire ? 
Dove siete con le vostre antiche barbe di contestazione e con l'eschimo e con il kefiah sempre indossato. 
Dove cazzo siete uomini che un tempo urlavate contro il sistema e ora siete del sistema parte importante. Dove siete finiti giovani di un tempo che ora sedete dietro fascinose scrivanie a imbastire sotterfugi e inciuci di ogni genere, a ricevere mazzette e a spartire bustarelle.
Ma non vi VERGOGNATE ? 
Dinanzi ai vostri figli , ma soprattutto dinanzi ai vostri ricordi come fate ad avere una coscienza tranquilla ? 
Siete degni della più bassa considerazione che si possa dare ad un essere umano. Siete scomparsi ed eclissati di fronte alle vecchie idee, rassegnati e piegati a leggi ben più intriganti e remunerative piuttosto che la vecchia legge del vostro cuore e delle vostre speranze. 
Dove siete, cazzo, giovani di un tempo che sulle barricate, dinanzi alle scuole urlavate con quanto fiato avevate in gola. 
Allora non avreste mai immaginato un giorno di diventare peggio proprio di coloro che allora contestavate con tanto ardore. 
Vi siete venduti l'anima e il cuore ai più bassi istinti dell'avidità e dell'imbroglio. 
Tutti quelli che un tempo erano incazzati col "sistema" oggi ne sono asse portante e contribuiscono con tutte le loro forze a peggiorare lo stato delle cose. 
E non sono solo gli addetti al potere (conquistato anche questo non si sa bene per quali meriti) , ma sono in ogni ambito sociale, professionisti, economisti, avvocati, dottori, impiegati, artigiani, per non parlare dei politici, tutti concentrati solo al proprio interesse a ad intascare sempre di più costi che quel che costi , e fan culo le idee del '68.
Dove siete cazzo, fatevi riconoscere in modo che almeno si possa rimanere in silenzio di fronte a voi e guardarvi negli occhi esprimendo solo con lo sguardo e il silenzio : VERGOGNA!
Vergogna per le idee tradite, per le anime vendute e per i valori mandati al diavolo senza pensarci troppo. 
A tutti coloro che han fatto il '68 fan culo!

 


venerdì 3 febbraio 2012

Monti , i lavori monotoni, l'art. 18 e tanto altro

(foto di Garimar)

Parole senza riflessione

Siamo all'assurdo dell'affermazione , all'illusione della parola detta ma non sentita, all'imbroglio dello scritto  ma non chiarificatore. Tutti parlano di tutto , e tutti immersi in una cacofonia di suoni e rumori che nulla lasciano capire con chiarezza. Chi dice , chi contraddice, chi nega e chi afferma, e chi nega quanto prima affermato. Ci sono coloro che urlano e insultano, ci sono coloro che tacciono e tramano  come sempre han fatto. Ci sono coloro che mentono sapendo di mentire, ci sono coloro che dicono la verità, ma non tutta. Ognuno sul carro del vincitore o del perdente indifferentemente, dato che alla fine sono tutti conquistatori di una poltrona, di un vantaggio, di un potere. Siamo al parossismo dell'illusorio e della vacuità dell'essere. Siamo con i dati falsi e taroccati , e sempre più spesso manovrati per spiegare e dare significato a quanto giornalmente ci forzano a bere come una medicina che dovrebbe farci guarire ma come tutte le medicine ci avvelena pian piano. 
Siamo all'osanna del tutto, indipendentemente dal ragionamento e dalla critica, siamo all'esaltazione "per necessità". Neccessità di cosa? Nessuno si guarda bene di spiegare il perchè e la motivazione. Siamo al manifesto elettorale del "DEBITO". Il prossimo vincitore delle elezioni sarà il "DEBITO" nuovo partito europeo, anzi mondiale, del Nuovo Ordine Mondiale.
La domanda universale che nessuno pone, e soprattutto nessuno oaa rispondere è : se siamo tutti debitori nessuno escluso , chi sono i CREDITORI ???
E possibile di grazia avere una risposta in modo almeno di avere la soddisfazione di conoscere chi siano lorsignori che sono padroni della mia vita, della vita di mia figlia e di mio nipote ?
Una semplice domanda cui nessuno vuol rispondere.
Ai verdi Monti e a tutti gli altri invece molto più terra terra solo alcune osservazioni, basilari, di pensieri comuni che dimostrano come tutti mentono, perseguendo obiettivi che son ben lungi dal nostro benessere. 
Vince infine il pensiero sovrano che  NESSUNO TI REGALA NIENTE, e SE TI VIENE PROMESSO QUALCOSA IN QUEL PRECISO ISTANTE STANNO COMPRANDO LA TUA ANIMA.
Lo scorso 15 Giugno  pubblicavo "Per un tozzo di pane" una rilettura a Sig. verdi Monti , farebbe bene, e ai  professori una matematica del 2+2 potrebbe insegnare cose che astrusi algoritmi hanno perso di vista. 
Essere monotoni non è affatto mortificante, dato che siamo già mortificati nel nostro essere di cittadini che vivono (e malamente) per un tozzo di pane. Questa è la vera mortificazione. Guardare negli occhi i propri figli o anche se stessi allo specchio e darsi una ragione che facciamo tutto questo per un tozzo di pane. I professoroni , troppo lontani oramai dalla realtà delle cose, pontificano e affermano dimenticando con cosa hanno a che fare, con carne viva che è mortificata dalla depressione interiore e dal fatto che INCONTESTABILMENTE siamo solo degli sfruttati a beneficio di quei pochi che possono permetterselo. Si badi bene, anche coloro che se la "passano un pò meno peggio", alla fine dei conti non è che facciano una gran vita. La coscienza dovrebbe permetterci di capire che in effetti siamo sotto una cappa plumbea che sempre di più si appropria del nostro spirito. L'obiettivo è solo quello di ottenere una moltitudine di schiavi e rininciatari al più piccolo sussulto di vita. 
Si pontifica che variare è bello , salutare e rende giovani. Sentirsi impegnati sempre con nuove sfide realizza l'animo umano. Quante belle parole. Sig verdi Monti, lei dovrebbe anche dare la POSSIBILITA' del cambiamento , non affermare solamente il principio del cambiamento della variabilità, citando Crozza nell'imitazione famosa, dire "COME ?" ...già  Sig. verdi Monti dov'è il foglio del "COME ?" 
Come si fa col tozzo di pane ad avere la più piccola possibilità del cambiamento ? Ha affermato che avere esperienza all'estero è bello, formante, entusiasmanate....certamente si , ma ha fatto i conti in tasca ?  si rilegga il post dello scorso giugno e dica come ricavare i fondi per permettere tutto ciò. E inoltre chi dovrebbe offrire tale opportunità ? Pensa sul serio che abolendo il fantomatico art. 18 si possa offrire a larga parte del mercato del lavoro maggiore chance ? maggiore alternativa allargando come d' incanto l'offerta di lavoro ?
Mi faccia il piacere la smetta di raccontare fesserie, andando da una tv all'altra, le stà prendendo la mano, ci stà provando gusto a saltellare da una poltrona ad un altra dello schermo televisivo. In questo assomiglia sempre più al suo predecessore.
Si dice che la maggiore (per ora) industria italiana , la FIAT, col nuovo contratto imposto unilateralmente  , ha rivalutato il proprio piano industriale, offrendo molto di più rispetto al passato. Ma sogno o son desto. Parlate sempre a vanvera o credete sul serio a ciò che affermate ? Conoscete i modelli della FIAT ?  parlate di principi , ma dimenticate che questa azienda dovrebbe PRODURRE AUTO valide e propositive con idee innovative.
(vedi affermazioni  a in onda su LA7) e poi ancora (in onda LA7)
La vera riforma del mercato del lavoro Sig. verdi Monti, sarebbe invitare e costringere e incentivare  le aziende e gli impresari a produrre prodotti validi ed efficienti che possano esser venduti e ricavarne un business che ricada su tutti e non a ricavare utili mortificando il lavoratore e raschiare il fondo del barile della sovvenzione statale. 
Dica Sig. verdi Monti  "COME" si possa offrire maggior lavoro , e non affermi genericamente occorre abolire l'art. 18. Sarebbe bello che questo paese una volta tanto porti una proposta positiva, piuttosto che una proposta abrogativa. Si parla sempre di abolire questo o quel diritto. Mai che si pronunci con un dato affermativo, una nuova proposta, una nuova apertura. Abbiamo ora una maggior durata di lavoro, ma se c'è questa necessità , come mai non si è scelto di offrire lo stesso lavoro alle giovani leve, che son molto più capaci e motivate e potrebbero assicurare il sostentamento di quello che è il sistema sociale ?.
Aumentare il lavoro è in contraddizione con tutte le culture moderne e teorie della socialità. E' la riduzione del lavoro , aiutata dall'avanzare della tecnologia, che porta il benessere non l'aumento dello stesso, mio caro professore.
Illustri personaggi che si chiamano destra, sinistra, centro, opposizione e parti sociali , industriali e lobbisti e tanti altri, tutti amalgamati e evanescenti come il fumo. Tutti ancora uniti (senza dar retta molto alle false proteste) . Si parla a sproposito delle sforbiciate date con equità a destra e manca, senza guardare in faccia a nessuno. Peccato che non ho notato decreti equi verso il mondo bancario, o finanziario, non ho notato nessun intervento sulle transazioni oscure che sono (come viene sventolato) all'origine del male. Non ci sono stati interventi verso i veri poteri , solo parole, principi, teoremi, fin anche il pubblicizzato taglio degli emolumenti alla casta è stata una falsa enunciazione, andando a studiare le parole scritte ci si accorge come in effetti  di taglio c'è ben poco, anzi non esiste affatto. L'ultimo scenario della norma della responsabilità civile dei togati (altissimi personaggi impomatati e diciamolo una buona volta..pieni della propria personalità)  perchè agitarsi tanto ? Non sono forse anche simili personaggi una casta ?  siamo o non siamo contro tutte le caste ?  Sinistra dove sei ...non ho visto una bella presa di posizione . Sarà una norma da affinare , daccordo, da limare, ma è sacrosanto e non si capisce perchè i giudici non debbano esser responsabili di sbagli lampanti e provati. Gli unici interventi pesanti sempre e solo verso i soliti noti, tartassati e privati oramai anche dell'aria che respirano.
E' tutto una farsa questa è la verità, una farsa su un palcoscenico dove personaggi più o meno riusciti tentano di tenerci buoni e assorti seduti sugli scanni ad assistere. Se un tempo avevamo il diritto di applaudire o fischiare, ora si tenta di imporre il silenzio assoluto. Solo schiavi che devono assentire in silenzio e subire la MONOTONIA di questi governanti , tutti compresi. Loro si che sono MONOTONI, Sig, verdi Monti e tutti gli altri ...ma perchè non provate voi a cambiare lavoro ????

domenica 8 gennaio 2012

Sani & Belli

(foto di Garimar)
2007..prima della crisi....







 ...
L'era del divieto
l'era del vietato
ecco a voi il principio del
perfetto e sano
come in altri tempi.
E la gente dimentica
beota si diletta
col nuovo dittame
del bello
In altri tempi
in altri luoghi
in altri modi
ebbe lo stesso inizio.....


Sani_Belli


giovedì 16 giugno 2011

Dignità

Il popolo sovrano

Dignità è una parola abbandonata e lasciata nel dimenticatoio delle coscienze. Ci viene naturale pensare che  l'essere dignitosi e vivere con dignità sia una cosa d'altri tempi, un qualcosa legato ad una vita agraria e semplice che al giorno d'oggi oltre che impossibile da  ottenersi sarebbe anche controproducente. Il problema è che non solo tale parola è stata bandita  negli ambienti che governano il nostro paese, ma soprattutto e purtroppo , è stata bandita nella vita di tutti noi cittadini.  Il problema vero è che oramai siamo tutti noi ad aver perso il senso del vivere con dignità. L'oggi è piuttosto fondato sul vivere e sopravvivere conquistando a denti stretti il proprio spazio, dato che la sopraffazione e la prevaricazione la fanno da padrona. Per cui  è dal basso che si è perso il senso dell'essere dignitosi.
Assistiamo ogni giorno ad una caduta sempre più ripida di quelli che sono i comportamenti più comuni.  E siamo sopraffatti da  commenti e immagini che mostrano gli uomini che ci governano sempre più piccoli (!!!) nei loro comportamenti.  Ma la considerazione che facciamo  e che indica sempre in "loro"  "quelli"  ci fa perdere di vista il concetto base : non sono solo "loro" "quelli"  che non hanno più dignità, siamo tutti NOI a non aver più dignità, ad aver perso il senso di vivere con dignità.
Sempre di più si diffonde  il giudizio facile, verso tutti e tutto, ci sentiamo autorizzati a ergerci a giudici e a sentenziare, pur mancando di considerare che siamo in primis noi stessi a comportarci solo pensando al nostro interesse, al nostro piccolo profitto, ai nostri grandi desideri. Siamo in una società sempre più rivolta verso l'individuo, e i timidi segnali di un risveglio delle coscienze, vuoi per i movimenti popolari, vuoi per una informazione più capillare, e vuoi anche per una spinta maggiore delle giovani leve, a ben vedere possono essere solo frutto di uno sbandamento mediatico e morale dell'intero paese. Il problema è  di tutti noi, finché non prendiamo atto che l'unica possibilità è quella di riconquistarci la "dignità" non potremo mai affermare la nostra individualità, e neanche  la nostra coscienza sociale .
Solo se saremo dignitosi potremo pretendere che i governanti si comportino di conseguenza. Altrimenti è un abbaiare al lupo al lupo  essendo poi a nostra volta lupi dietro la porta. 
Siamo ad un bivio, possiamo decidere ora  se  riconquistare questo senso della vita e tornare ad essere in primo luogo dignitosi  oppure proseguire sul baratro della vita vissuta con prevaricazione. 
In ogni dove , per ora , i segnali sono solo di prevaricazione:  non è solo un pubblico Ministro che ci dileggia impunemente, non è solo  un pubblico onorevole che può affermare palesemente il falso, non è solo un pubblico rappresentante a poter contraddirsi ogni ora, siamo invece tutti noi a vivere nella stessa maniera. Siamo noi ad avere gli stessi comportamenti . Per strada, in casa , al lavoro  noi agiamo esattamente come i nostri rappresentanti, e quindi, se non cambiamo noi, non potremo avere un cambio reale  della testa del paese. 
Possiamo indignarci quanto vogliamo, possiamo fare catene umane, possiamo creare movimenti a 5 stelle a 1000 stelle, possiamo fare milioni di referendum, ma se non cambiamo il nostro concetto di vita, il risultato sarà sempre uguale, vestito di abiti diversi, ma sempre uguale nella sostanza. Solo la dignità può salvare noi e il nostro paese. Riprendere la dignità di dire "io sono "  e quindi poter arrivare ad affermare "noi siamo".
Solo questo ci porrà nella condizione reale di poter pretendere che i nostri politici siano dignitosi, siano morali, siano etici, siano veri, e siano al nostro servizio. Altrimenti continueremo a vivere in una foresta dove il più furbo e forte mangia sempre il più piccolo.
Dignitosi di fronte alla bandiera.

lunedì 9 maggio 2011

domenica 16 maggio 2010

Gli uomini del fare


Paura....

Periodo travagliato .
Vicende note, lavoro compromesso, futuro incerto, sacrifici inutili , orizzonte familiare nero.
Nell'aria in questi giorni di maggio , accompagnati non ultimo anche dalle condizioni meteo lontane da quelle che sono le medie stagionali, la rabbia .
Questa compagna ha intriso i nostri cuori di fronte a comunicati stampa , discussioni e osservazioni, blog, giornali e mail di comunicazione sociale. Allarme, chiamata alle armi, e aiuti di personaggi più o meno noti sono stati invocati dalla folla. Insomma un mare in tempesta, le cui acque sferzate dal vento dell'incertezza , vento che man mano è cresciuto fino a scompigliare i nostri capelli e i nostri pensieri. Sempre più palpabile, infine , si è reso evidente l'arrendevolezza del cuore, di fronte al maglio pesante dell' ineluttabile realtà.
Si continuano a leggere negli occhi delle persone incertezza e pregiudizio. In generale si legge paura, paura verso ogni cosa , paura verso la più semplice azione.
Riunioni e dibattiti sono stati pervasi da questo senso comune di paura per l'azione, e per il futuro da dover subire in ogni caso .
In buona sostanza, quello che emerge evidente , più in generale in ognuno di noi abitanti del mondo occidentale , è il senso di impotenza e il senso di disastrosa paura verso il domani.
Se da un lato quando la rabbia prende il sopravvento si è avuto un guizzo di vivacità, di affermazione del proprio io , dell'affermazione della "persona" e non dello schiavo, dall'altro lato tale guizzo è pur sempre stato di breve durata , o dirottato esclusivamente verso azioni di facciata , da palco, che poco hanno a che fare con la vera tattica di battaglia.
Il concetto è molto semplice, per quanto si cerchi di non diffondere allarmismo, per quanto a livello generale giornali, televisioni e perfino trasmissioni dichiaratamente non "politicamente corrette" cerchino di avere un atteggiamento soft verso il disastro sociale che ci stà avvolgendo, occorre rendersi conto che siamo sulle barricate, siamo in guerra e ci saranno morti e feriti.
Non dobbiamo illuderci che siamo fuori pericolo, che il peggio sia alle nostre spalle, che in qualche modo ce la faremo.
Si vede lampante l'atteggiamento della persona media, quale noi tutti siamo.
Un grande parlava di uomini, ominicchi e quaquaraquà e dipingeva con acume profondo l'essere civile moderno. Appunto ora viene da chiedersi , senza al solito additare gli altri, io cosa sono ?
Un uomo , un ominicchio o un quaquaraquà?.
Sull'esser quaquaraquà abbiamo avuto evidenza di come tutti siamo pronti a declamare, a fare annunci e anche a infervorarci accusando col dito indice puntato , come un arma, l'altro. Siamo i più bravi a declamare e leggere grandi affermazioni di civiltà e di principio. Poi siamo anche ominicchi nel vero senso del termine, perché dietro le scene, intraprendiamo azioni di accomodamento e di ricerca personale del proprio vantaggio, avulse dal contesto generale.
Spesso indichiamo i politici come maestri del proprio interesse personale, dimenticandoci che noi stessi , siamo pronti , prontissimi a intessere personalissime ragnatele per il solito e vecchio detto: "mi coltivo il mio orticello personale".
Quindi delle tre categorie possiamo ambire al massimo a esser catalogati nelle due basse. In quanto alla categoria degli uomini , quella la dobbiamo proprio dimenticare. L'uomo moderno è incapace di essere e affermare la propria umanità. Siamo lontani anni luce dal seguire un dettame universale : "beati coloro che hanno affermato ciò che avrebbero fatto , e poi l'hanno fatto davvero".
Dopo il tempo degli annunci e delle grida viene sempre il tempo del silenzio, ed è il tempo in cui gli uomini agiscono. Il tempo in cui gli ominicchi e i quaquaraquà si eclissano. Agli uomini rimane di "fare" e non parlare.
A coloro che si impegnano per la propria vita e per il proprio valore di "persona" rimane solo questo , il resto sono solo facciate che crollano col tempo , lasciando a nudo il vero essere presente in tutti noi : l'essere pieno di paura.
Avere paura non è un male in senso lato, non è mai stato un elemento negativo la paura, tutti sappiamo bene che i supereroi esistono solo nei fumetti; il problema è decidere se la paura debba o meno diventare la signora della nostra vita. Il problema è solo questo.
Il problema è guardare negli occhi i propri figli e dire : ho fatto ciò che ritengo giusto per voi e per me!

mercoledì 31 marzo 2010

CUI PRODEST


OK Panico!

Riportiamo una serie di "amenità" che hanno portato all'attuale confusione di intenti e di strategie , in quella che "era" una delle più grandi realtà aziendali italiane, e che manager e finanzieri di indubbio valore , hanno ridotto nell'arco di neanche un decennio (o poco più) in una baracca cadente e pure sporca.

Di seguito dei link su ciò che si è scritto e/o affermato in merito alla vicenda TELECOM in questi ultimi giorni.
Un veloce escursus nel blog può riportare all'attenzione vecchi articoli per memoria di questa vicenda che ha antiche origini.

29 marzo 2010 su Repubblica.it compare l'articolo "IL TENENTE DROGO NELLA FORTEZZA TELECOMITALIA" da cui estraiamo la conclusione di Massimo Giannini "A chi conviene lasciarla deperire così?" riferita alla situazione attuale dell'azienda.

La risposta non si è lasciata attendere, evidenziando che lo scritto di Giannini ha posto una domanda di innegabile valenza, probabilmente mettendo a nudo nervi scoperti.
Dalla risposta dell'AD di TELECOMITALIA, la stampa a vario titolo ha riportato stralci e considerazioni.
Un simpatico passatempo è leggere quanto è comparso su internet in ordine sparso

"Che ne sarà di telecomitalia ? " da key4biz a firma Alessandra Talarico

"Non perde nè valore nè rilevanza strategica" affermazione di F. Bernabè riportata da Primaonline Comunicazione

"Non scorporeremo la rete" altra affermazione messa in evidenza da TeleComunicazioni

"Telecomitalia, partono le giornate di controinformazione" l'iniziativa dei lavoratori e sindacati messa in evidenza da Rassegna.it

Bene sono tutte letture interessanti e ci fanno rendere conto come in Italia attualmente vengano affrontati problemi rilevanti , al di là di spot televisivi e proclami di trionfi sociali.

Ora è pur vero che la situazione è drammatica a causa della situazione debitoria ( ma anche questa magari...voluta ? ) , è pur vero che occorre far fronte all'evasione fiscale emersa con le indagini su Sparkle, per cui occorre raccattare un pò di liquidità, ("La Fortezza TELECOM" da Repubblica.it), si parla di circa 600 mln di € da raccattare magari vendendo TELECOM ARGENTINA .
Ma è pur vero che occorrerebbe chiedere ragione di particolari manovre.
Perchè non chiedere alle passate gestioni conto di malefatte accertate ? in fondo quei manager non hanno forse intascato laute ricompense per successi tanto decantanti quanto fraudolenti ?
E perchè non chieder ancor piu' a ragione all'attuale management come mai si son svenduti pezzi pregiati a prezzo scontatissimo senza alcuna apparente ragione ? vedi la vendita di HANSENET a 900 mln di € a fronte di un valore di 1,45 mld di €. Non è questo un massimo punto di attenzione ?

Sig. AD cosa ha da dichiarare in proposito ? CUI PRODEST egregio Sig. AD ?

sabato 6 marzo 2010

Primus inter pares

(immagine http://www.rgle.org.uk/MHC_MHCUSA.htm)

Le regole

Fatta la legge trovato l'inghippo ....non è forse la regola di tutti noi italiani ???? Ora facciamo i finti indignati...e disapproviamo...!!! ma siamo tutti noi i primi ad andare in deroga anche ai più elementari principi quando ci fa comodo....cioè...sempre!!! Primus inter pares...!!!! .... inter e non super partes !!!! .....

L'abuso di potere di Ezio Mauro



mercoledì 17 febbraio 2010

Maierato : il prima e il dopo

Meglio controllare

Con street view di Google.maps possiamo dare uno sguardo come si presentava la zona franata di Maierato . Come si puo' notare un vasto sbancamento era presente ben prima del disastro , e non certo per fenomeni naturali.
Come al solito l'uomo è sempre causa del suo mal. Inutile ora spargere lagrime di coccodrillo .

Vedi con Street view : Maierato la zona della frana

Quindi si puo' visualizzare l'oramai ( purtoppo!!!) video della frana in diretta.

vedi il video

A voi le deduzioni.

mercoledì 13 maggio 2009

Considerazione ultima








L'ULTIMA CONSIDERAZIONE

Ma noi italiani sappiamo coalizzarci e scendere in piazza solo in queste occasioni ?

sabato 28 marzo 2009

Nascita e morte


27 marzo 2009 

Celebriamo in tutta italia la nascita del nuovo movimento politico che ha come obiettivo quello di arrivare al 51% dei consensi degli elettori italiani.

In ogni caso in questi giorni siamo sottoposti alla sfilza di servizi, interviste, linee dirette per la celebrazione della nascita di questo polo di destra .

Occorre però notare un piccolo aspetto , di non trascurabile importanza. 

Assieme all'analogo movimento di sinistra ( PD docet!)  anche questo grosso movimento di destra celebra oggi la sua morte. 
Mentre il movimento culturale, economico politico dell'intero paese si affanna ad osannare plebiscitariamente il Silvio nazionale (piu' che il movimento politico in sè) , nessuno nota l'età di quello che è il padre padrone assoluto di questo PdL.
Possiamo fare finta di non vedere l'enorme baratro che esiste dietro questo personaggio, possiamo fare finta di non notare il vuoto assoluto di persone di iniziativa che sono alle spalle di questo  istrione, ma la realtà ineluttabile rimane ed è quella che dietro Silvio esiste solo il buio.
Per cui oggi festeggiamo la nascita e la morte di questo partito , destinato a perire nell'arco di un breve periodo  (se stimato su larga scala).
L'ultra settantenne potrà dirigere e governare per un decennio , probabilmente , non di più,  per cui senza un adeguato e corroborante successore di cui non si nota traccia , tutto il movimento è destinato a sgonfiarsi così come è nato.
Ora ragionaniamo dal punto di vista dei nostri bimbi, che oggi hanno  , diciamo, 5 o 8 anni.
cosa sono 10 anni nell'arco della loro vita ? 
Un niente, un alito di vento ininfluente. 
I nostri figli tra 10 anni non avranno neanche l'età per votare , cosa vuoi che subiscano l'influenza di un vetusto , per quanto scaltro a livello mediatico ? 
Il PdL si scioglierà in questo arco di tempo , c'è da dire che analogamente la sinistra che non gode di migliore salute, scomparirà ben prima.
Piuttosto sono le conseguenze indotte che ricadranno sui nostri beneamati figliuoli . E purtroppo questo è il problema serio , di cui nessuno parla. 
Purtroppo scelte che facciamo / subiamo  oggi , ricadranno unicamente su di loro . E di questo noi dovremmo sopportare il peso a livello di coscienza. 
Ma il discorso dei danni "collaterali" è troppo lungo per questo post.
Il dato rilevante è che oggi  inizia quella che è la parabola discendente di questo ( che ci piaccia o no ) è il piu' grande movimento politico italiano.

Rimane il fatto che i personaggi  che oggi sul palco alzano le mani al cielo cantando a squarciagola , ben presto verranno alle mani , non piu' cantando  ma lanciando strali.

Una cosa che i saggi hanno in piu' rispetto a tali personaggi è il tempo, il tempo che inesorabile scorre e segna i passaggi.  Coloro che hanno fretta e fanno finta di esser eterni son destinati a scomparire, la saggezza , al contrario , rimane, ma è anche noto che la saggezza è di pochi.     

lunedì 15 settembre 2008

Interpretazione della realtà: 2008


Il tour Disney Cars

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma."


La risposta di Carrefour:

“Buongiorno.

Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che non rientra assolutamente nelle nostre filosofie e nei comportamenti dei nostri collaboratori.

Non possiamo che confermare che il nostro costante impegno è rivolto alla soddisfazione dei nostri Clienti, al totale rispetto delle loro esigenze ed aspettative, dai più piccoli ai più grandi.
L’etica è alla base della nostra attività e condizione imprescindibile del comportamento dei nostri collaboratori.

Il tour Disney Cars, realizzato presso il Carrefour di Assago e programmato in altri ipermercati della nostra rete che ne fanno da cornice, rientra pienamente in questo nostro impegno: abbiamo voluto offrire ai bambini ed alle loro famiglie un momento di divertimento.

Affinché i piccoli frequentatori degli ipermercati potessero vivere per un attimo dentro la “favola”, l’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli, anche attraverso l’ausilio di società esterne. Tutte le persone coinvolte sono state adeguatamente selezionate ed informate circa la filosofia aziendale ed i comportamenti necessari.

Abbiamo preso contatto con la Signora con la volontà di approfondire l’accaduto affinché ogni responsabilità accertata venga punita con il massimo rigore.

Ci auguriamo peraltro che un singolo sfortunato episodio non pregiudichi il rapporto di fiducia che siamo riusciti a costruire con le migliaia di Clienti che ogni giorno frequentano i nostri punti di vendita e che ci scelgono anche per i valori che contraddistinguono la nostra insegna.

Molti cordiali saluti

Gruppo Carrefour Italia”


Note personali:

La vicenda richiamando le varie responsabilità, occorre che sia riportata c ciò che siamo o vogliamo essere . La coscienza non solo aziendale (entità astratta) ma personale di ognuno di noi perchè in fondo, le aziende sono comunque fatte di "uomini" o almeno "dovrebbero" essere formate da uomini,che ci lavorano, si affannano, ci vivono, è sempre e solo una questione di uomini in ogni attività umana. Occorre, però anche ricordare la corresponsabilità dello stimato professionista incaricato del servizio fotografico. Anche nello svolgimento di un incarico di cui non si condividono le tematiche , un serio professionista, le osserva e le rispetta in toto. Ora le reazioni sono tutte indirizzate verso il grande supermercato, quasi nessuno parla del serio professionista, che magari è anche all'oscuro dell'ondata di indignazione che ha sollevato.
Ogni nostra attività , nostra nel senso di "uomini" , trova nell'agire personale una responsabilità nell'attuazione di azioni e atteggiamenti che devono sempre essere osservante delle regole civili. Stress e motivi di inderogabili impegni non sono una scusa per ovviare a queste regole.
Sarebbe stata consona una convocazione dello stimato professionista , onde ripetere ex-novo il servizio fotografico con tutta la calma possibile e rendere felice il bimbo di Barbara.
Una società civile (azienda, privato,stato che sia) non si vergogna dei propri errori, li ammette e pone rimedio a viso aperto, verso ogni persona e soprattutto verso la "coscienza" di noi che ci riteniamo uomini.

Citazioni :
Andrea Lazari's blog
Magazine excite
Black Cat
Pandemia.info
Kawakumi

giovedì 24 luglio 2008

Art. 3 Costituzione Italiana


Art. 3 della Costituzione Italiana


Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La costituzione Italiana