domenica 7 dicembre 2008

Il buono , il brutto e il cattivo

Sempre strana la vita

Parole profonde che hanno portato il mio cuore a riflettere molto, quelle pronunciate da una mia amica in questo giorno di festa. Il concetto è sempre il solito , ognuno di noi nella vita ha una paura , la comune paura della sofferenza. Tutti abbiam sofferto, chi piu' chi meno, chi con alterne fortune si barcamena tra alti e bassi , chi invece percorre sempre parabole discendenti e chi invece scala cime tempestose.
Ma il concetto è dentro tutti noi : paura di soffrire.
Come se fin dalla nascita fosse marchiato a fuoco sulla nostra pelle questo marchio di certificazione alla sofferenza. I primi anni della nostra esistenza sono i fondamentali , e traumi e incidenti di percorso assorbiti in tenera età, portano poi in anni piu' maturi a tenere a bada il demone della sofferenza. Come se dentro di noi ci fosse uno scrigno al cui interno chiudiamo diavoli urlanti e draghi fiammeggianti, e stiamo ben attenti che tale scrigno rimanga chiuso per non risentire quelle urla e vedere quelle fiamme che ci terrorizzano.
Ebbene la vita è strana, e sempre piu' strana , dato che spesso , a livello medicamentoso , viene indicato proprio l'apertura di tale scrigno, l'affrontare tale evento quale rimedio a questo stato di depressione interna che ci tiene in gabbia , la gabbia delle nostre paure.
Ma proprio alle parole della mia amica mi son ricordato , che se è vero da un lato, che affrontare i propri demoni è la medicina che possa renderci liberi di vivere, è pur vero, d'altro canto , che dietro ogni angolo possa nascondersi un nuovo demone.
In effetti, non esiste nessuno scrigno, i demoni e i draghi circolano liberi dentro e fuori di noi , e periodicamente tornano a visitarci con inquietudine del nostro cuore. Allora cosa serve tutta questa forza nel farsi coraggio e affrontare a muso duro queste paure?
Se non altro serve a non rendersi conto che ogni giorno è una guerra con noi stessi , con il nostro cuore , il nostro cuore da un lato e le nostre angosce dall'altro. Speriamo di non soffrire, di non piangere piu' , ma questa cosa non avrà mai fine , questa è la cosa strana della vita. Ci insegnano di Paradisi Terrestri perduti , ed è la sacrosanta verità, in effetti proprio perduti . Per cui è pia illusione quella di un giorno senza paure , o di sofferenze tenute chiuse nello scrigno. Non voglio soffrire piu', la frase piu' ricorrente , come se fosse possibile, come se fosse una verità quella di una vita scevra di ogni dolore.
La verità pura e semplice è che siamo qui e i nostri dolori sono solo delle illusioni. Ci sembra di avere il cuore spaccato, ma in realtà il cuore si spacca ogni giorno , continuamente, in un ciclo infinito. Ci sembra di toccare il fondo, ma in realtà non c'è mai fondo ed è solo una nostra illusione quella di aver una scala per tornare in cima.
La sofferenza come il dolore non esiste , come non esiste la gioia, la gioia è lo stesso dolore camuffato , come Giano bifronte, gioia e dolore, sono la stessa entità.
Sciocco impegnarsi nel cercare di tener lontana la sofferenza, allontaniamo in questo modo anche la gioia.

sabato 6 dicembre 2008

Lo scrivente

Chi l'avrebbe mai detto

Aspetti imprevedibili rendono questa nostra vita interessante da capire . A volte ci si ritrova in situazioni del tutto inaspettate; spesso si dice : chi l'avrebbe mai detto.
Siamo in un' epoca di informatizzazione spinta , e per certi versi questo nuovo mezzo offre possibilità illimitate. Niente di tutto cio' , nella vita quotidiana si immaginava diciamo 30 o 40 anni fa. Ebbene internet oramai è divenuto un normale mezzo di uso comune, anche gli anziani hanno sentito parlare di internet, e moltissimi di ogni età sono gli utilizzatori.
Con internet sono aumentate a dismisura le modalità espressive e le vetrine di esposizione. Ognuno di noi puo' creare a piacimento un proprio luogo e , si suol dire, anche una seconda o una terza identità virtuale. Sono nati a milioni i siti personali , siti di tutti i generi , da gallerie di foto , a esposizioni di arte, da pubblicazione di documenti , a siti di informazione. Poi sono arrivati gli spazi personali e i blog, ed è stato tutto un fiorire di diari on.line. Tantissimi articoli , alcuni ottimi , alcuni solo decenti, milioni in tutto il mondo. Moltissima gente che espone on.line il proprio pensiero , liberamente . Una rivoluzione di espressione.
L'esposizione on.line, delle proprie idee ha permesso a molte persone di presentarsi alla vita , al mondo , come mai avrebbero creduto di fare.
Questo è un blog, anche io in questo momento scrivo al mondo e a quanti leggeranno , chi con attenzione, chi distrattamente.
Ma non voglio parlare nè di internet nè di blog, nè tantomeno di tecnica, voglio parlare della mia professoressa di italiano.
Per vicende della vita io ho fatto le scuole lontano dalla mia famiglia , fin dalle scuole elementari e poi medie , io ho frequentato la scuola lontano da quello che è l'ambiente familiare. Non sempre si ha una famiglia canonica in cui vivere . Per cui ho frequentato le scuole inferiori vivendo presso la casa dei nonni, i quali essendo anziani , non avevano certo le capacità di seguirmi come si suol fare con i fanciulli che iniziano a studiare qualcosa.
Studiavo da solo , con l'aiuto del nonno ogni tanto .
A scuola c'era una professoressa di italiano , di grammatica italiana.
In ogni caso in italiano non avevo un rendimento buono, la professoressa aveva l'idea che dovessi impegnarmi molto di piu' , e che le mie espressioni fossero alquanto da migliorare, e la mia grammatica molto aleatoria.
Io non capivo bene cosa lei intendesse, dato che i miei temi erano sempre come dire.....presi dalla mia vita.
Ricordo ad esempio un tema : a chi vorresti assomigliare da grande. Ricordo che io scrissi molto di mio zio , a quel tempo ero innamorato di mio zio, lo vedevo bello, alto , pieno di amici, da ammirare.
Ricordo che il tema fece il giro del paese, perchè era un 'ode....piu' che un tema, una specie di poesia.
Un altro tema che ricordo bene era un tema sulle città. In quegli anni c'era la piena industrializzazione per cui tutti volevano andare a vivere in città, "la via Gluck " ancora doveva essere incisa da Celentano; insomma tutti scrissero delle vetrine dei grandi negozi, dei palazzi, delle strade, delle macchine.....io invece, ricordo che feci un tema sulla distanza dalla città. Io vivevo con i miei nonni nel paesello , e i miei genitori invece erano in città, quando mi ci portavano, potevo vedere cosa era la città , e la casa di città, e non vedevo l'ora di tornare al campicello del nonno, al verde della collina presso cui vivevamo. Feci un tema sulla assenza di verde che avevo visto in città, e lo conclusi con la frase : ma vorrei sempre tornare al mio paese sperando di trovarlo sempre pieno di verde.
Questo lo scrivevo molto prima di Celentano. Anche questo tema suscitò molto scalpore, perchè al paese non c'era niente , e io ero l'unico che avevo scritto del paese in cui avrei voluto vivere per sempre.
Passarono gli anni e gli studi , sempre però tartassato a scuola per le mie esposizioni. Ricordo anche al liceo un giudizio : ottimo tema, ma sarà tutta farina del tuo sacco?.
A distanza di quarant'anni ricordo ancora questo giudizio, mi è rimasto scolpito dentro.
Passano gli anni , passano i decenni e ora son qui , e nonostante tutto , dal mio sacco è uscita una buona farina, non posso dire se ottima o eccellente, ma di sicuro buona e onesta, e così capita che da questa farina vengano fuori un post come "ci son notti" , "mi chiamo Antonio" ,"11 anni" , "Gone Baby Gone", e capita che dalla stessa farina venga fuori un sito come "Garimar"che raccoglie commenti di persone inimmaginabili e reazioni che la mia vecchia professoressa forse non ha mai neanche potuto immaginare. Chi l'avrebbe mai detto ..... è proprio vero nella vita spesso ci si sbaglia....si commettono errori madornali , capita a tutti noi , me compreso naturalmente. Ma quando capita ad un professore i danni sono piu' gravi di qualunque altra professione.

giovedì 4 dicembre 2008

La mucca da mungere

La finanza creativa

Esiste una splendida mucca, in un luogo incantevole, produttrice di ottimo latte , coccolata e vezzeggiata dal laborioso contadino che oltre ad avere un animale da produzione la considera un bene proprio di famiglia , come una sorta di compagna.
Tutto bene per ora, finchè passa da quelle parti un Big Financial Man capo di una indiscussa Business Company , quelli che girano sempre in giacca e cravatta, in mercedes o audi nera, dunque - si diceva - capita da quelle parti e notando lo splendido animale e il contadino placidamente seduto a sfumacchiare una pipa , si informa sulla conduzione casareccia di quella mini-mini azienda.
Bene pare che la mucca valga 100, il latte prodotto (a quel momento) permette un ricavo di 50 e il contadino per mantenere quello stato di cose spende 40 , intascando quindi 10 che gli permette di sfumacchiare tranquillamente la pipa mentre la mucca pascola libera.
Il Big Financil Man pensa che potrebbe acquistare quella mucca e anche assumere quel contadino , promettendogli un guadagno di 12 e non piu' 10 , rimane il problema di come ottenere quel 100 per l'acquisto del valore totale dell'animale.
Detto fatto il Big Financial Man , capo della Business Company, non ha mica tanta voglia di "spendere" dal proprio bilancio (leggi dalle proprie tasche) quel 100 che occorre per l'acquisto della mucca, allora cosa si inventa ? Siccome ogni Big Financial Man ha come amico almeno un Big Banck Man oltretutto anche consigliere della sua Business Company, si rivolge al Big Banck Man e gli chiede : Senti se tu mi dai 100, io compro la mucca, ti restituisco i 100 dando a te 10 del latte venduto nel giro di poco tempo recuperi i tuoi 100 iniziali e in piu' inizi a guadagnare, almeno fino a quanto dura. Ottimo - risponde il Big Banck Man - eccoti i 100 necessari all'impresa.
Detto fatto il Big Financial Man si reca dal contadino e gli versa brevi manu i 100 , in piu' gli assicura che d'ora in avanti dalla vendita del latte prenderà 12 e non piu' 10 , solo che dovrà un tantinello cambiare abitudini (questo lo dice dopo). Ad esempio niente piu' pascolo libero , ma forzato all'interno (efficienza dell'investimento e razionalizzazione delle attività) , in piu' la razione media giornaliera che costava 40 deve essere dimezzata o raddoppiata nel tempo in modo da ridurre il costo a 20 , a nulla valgono le indicazioni del contadino che indica in tale modalità un rapido declino della salute della mucca e uno scadimento della qualità del latte. Non ha importanza risponde il Big Financial Man , questa è riduzione di costi essenziale alla sopravvivenza di tutto il business non possiamo guadagnare solo 50 dalla vendita del latte spendendo 40 , ma dobbiamo guadagnare 80 spendendo 20 .
Come chiede il contadino ? ad esempio mungendo due volte al giorno la mucca e mischiando al latte appena munto il 10% di acqua di quella fonte che è lì disponibile....un po' di acqua rende il latte piu' leggero , fa bene alla salute.
Per cui detto fatto ora la mucca non è piu' libera di circolare, mangia mezza razione al giorno, viene munta non una ma due volte , e per di piu' la signora Luisa che compra un litro di latte ne compra solo 0,9 perchè 0,1 è acqua pura, il contadino intasca 12 , e pensa di aver fatto un affare, ma si accorge che non ha piu' tempo di fumare la pipa perchè deve mungere non piu' una ma due volte e deve vendere non più un solo litro di latte puro ma ben 2,2 litri di latte annacquato.
Comincia a pensare che non ha fatto un bell'affare tutto sommato .
Il Big Financial Man si frega le mani perchè già in partenza intasca 68 , non avendo neanche il debito con il Big Banck Man che si stà rifondendo direttamente alla fonte (vendita del latte) prelevado ogni volta 10 .
Questo nel primo tempo , poi la mucca comincia a dimagrire.....mezza razione, doppia mungitura...chiaramente nel tempo l'effetto si sente.
A nulla valgono i segnali del contadino che ogni giorno trova piu' difficile ottenere 2,2 litri , tranquillo dice il Big Financil Man, aggiungiamo lo 0,2 di acqua e ristabiliamo il livello , anzi aggiungiamo lo 0,3 , abbassiamo il prezzo di vendita e in piu' 12 ma 13 d'ora in avanti per te.
In poco tempo come vedi ora guadagni il 30 % in piu' rispetto a prima.
Intanto la mucca deperisce sempre piu' , ma il Big Financial Man che non capisce niente di latte e fieno , ma comprende benissimo l'acquistare e il vendere, pensa che puo' fare due cose
1) vendere la mucca ad un altro Big Financial Man, magari della fattoria vicina, certo il contadino dovra arrangiarsi , magari lasciare il lavoro di stalla e dedicarsi all'orto (attività di riqualificazione)
2) decidere di vendere al macellaio i quarti posteriori e anteriori , dato che la carne di manzo è una prelibatezza...in piu' puo' vendere la pelle e gli altri pezzi pregiati per mercati shic , l'affare è d'oro perchè da un valore 100 vendendo a pezzi puo ' ottenere 500, c'è molta richiesta di carne. 3) dire al Big Banck Man, mi compri a 200 la mucca che mi hai aiutato a comprare, potrai così incassare molto di piu' dalla vendita del latte , recuperare i primi 100 e questi 200 velocemente e poi vendere anche tu a pezzetti per il mercato della carne.

Così da una bella e prospera mucca che produceva dell'ottimo latte di montagna accudita da un contadino sfumacchiante la pipa e felice siamo arrivati ad un quarto di manzo venduto (spezzatino) , con un litro di latte annacquato al 30 % e un contadino ortolano alle dipendenze di un altro datore, e depresso ma riqualificato.

Ci ritroviamo con un Big Financial Man felice, ma con una mucca morta, del latte annacquato e un contadino riciclato.

Ah , ho dimenticato il nome della mucca si chiamava Alice.

domenica 30 novembre 2008

Mi chiamo Antonio


Che fantastica storia è la vita

Mi chiamo Antonio e faccio l'impiegato, questo pensavo quando per l'ennesima volta mi accingevo a lasciare la mia casa , per tornare nel luogo in cui lavoro. Che fantastica storia è la vita, pensavo sempre tra me e me, parafrasando l'Antonello Venditti nazionale, fantastica e maledetta.
Sempre con gli occhi puntati su cio' che è dinanzi , e con i colori nel cuore, ancora una volta lasciare il luogo del cuore , per tornare alle tribolazioni. Qualcuno parla di sogni , di ideali , per raggiungere i quali siamo disposti a tutto, rinunciando appunto a quella fantastica storia che è la vita. Qualcuno dice che non ne vale la pena, che non ne vede la ragione, in parte , in effetti non c'è mai una ragione, seguire i propri sogni per se stessi e non per qualcun altro. Seguire cio' che si ha dentro , lo facciamo per noi , per questo pulsa il nostro cuore, e non importa quanto dobbiamo sacrificarci , non importa per quanti pianti dobbiamo fare, lo facciamo per noi , per noi soli , e non per chì , magari, godrà nel tempo del frutto dei nostri sogni. Io lo faccio per ricordare , per sentire dentro un ricordo, per avere un ricordo , per farmi trovare pronto quando nostra sorella verrà a trovarci e ci farà un unica domanda : tu cosa ricordi ? E il nostro cuore dovrà avere un ricordo per non crollare, un ricordo che abbia il senso della nostra vita, perchè è quello il ricordo che conta, e non quello che gli altri avranno di noi quando saremo andati.
Appunto a nostra sorella dovremmo dire : io ho questo ricordo. Bene - lei ci risponderà - ti permetto di portarne un pezzettino. Ecco perchè seguiamo i nostri sogni , per poter portare con noi qualcosa nell'ultimo viaggio.
Sotto questa luce non ha importanza se i nostri sacrifici possano portare benefici solo a chi ci sarà dopo di noi , o a chi di noi si è sempre disinteressato. Cosa conta? Cosa ha importanza? Il nostro sogno è per noi per nessun altro. E' dentro di noi e vive con noi, e verrà con noi. Solo quello potremo portare e niente altro. Il sogno.
Sempre al momento del distacco , mi son recato dalla mia amica quercia, l'ho toccata come per salutarla ancora una volta. Anche lei ha un sogno, diventare come sua madre "La quercia dei cento cavalieri" , e io son con lei, perchè ne traggo forza, ne traggo beneficio al contatto con quei rami. E' con me fin dall'inizio , e stiamo andando avanti insieme, e insieme affrontiamo difficoltà negli assolati pomeriggi come nelle tempestose notti di questo inverno. Ma se lei va avanti anche io vado avanti, e insieme diventiamo sempre piu' forti, e sarà lei ad accompagnarmi.
Mi chiamo Antonio e sono un impiegato , e quando penso che sia finita è proprio adesso che comincia la salita , che fantastica storia è la vita.
Guardo ancora questo mare, è tempestoso , come il mio cuore, non voglio lasciarlo perchè è dentro di me e piu' lo guardo piu' mi entra dentro , prendendo il posto del mio sangue.
Ci vuole molta forza per lasciare cio' che ami , e solo la consapevolezza che farai di tutto per tornare presto ti dona il coraggio di farlo : il distacco.
Mi chiamo Antonio e sono un impiegato .

giovedì 27 novembre 2008

1.....2....3...et voilà!


Carte di Limes - carte di Laura Canali

La storia si ripete

Viene spontaneo dichiarare lo sgomento di fronte alle notizie via via piu' disastrose degli ultimi attentati in India a Mumbai. Ma poi riflettendo a freddo come si suol dire sovvengono alla mente le sequenze di eventi che han portato all'oggi:


18-08-08 (Pakistan) Musharraf ha annunciato le sue dimissioni
06-09-08 (Pakistan) Asif Ali Zardari è stato eletto nuovo Presidente
04-11-08 (U.S.A.) Barack Hussein Obama eletto Presidente
26-11-08 (USA): FBI, AL-QAEDA PRONTA A COLPIRE METRO NEW YORK A NATALE
26/27-11-08 (India) Terrore in India, oltre cento morti
27-11-08 (India) India: attentati a Mumbai, 80 morti, italiani coinvolti
27-11-08 (Italia) FRATTINI: I terroristi di Mumbai sicuramente collegati ad al Qaeda


Una sceneggiatura perfetta, perfino migliore di noti film di spy-story. Perfino meglio di "prospettive di un delitto" che consiglio di riguardare alla luce degli avvenimenti attuali .

1...2...3......et voilà il mega attentato è servito...9 obiettivi colpiti contemporaneamente..... guerriglia per giorni......dagli al nemico...... naturalmente e sicuramente Al Qaeda , e chi se no...e chi fornisce supporto....e chi se no quel Pakistan ...che da quando ha il nuovo Presidente...si permette di sostenere la cacciata degli Americani......... !!!!!

martedì 25 novembre 2008

Obama : change we need


Lo staff dirigenziale del neo presidente Obama (yes we can) è pronto. Ci lecchiamo i baffi di fronte a cotanta novità, finalmente qualcosa di nuovo :

Segretario del Tesoro : Timothy Franz Geithner
Capo del Consiglio Economico nazionale : Lawrence Henry "Larry" Summers
Chairman del CFR : Robert Rubin


E tutti a esclamare , estasiati ohhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!


Bene , una sana lettura per comprendere chi sono costoro.

Il gatto , la volpe e il volpone. ( www.luogocomune.net)


Change we need.

sabato 22 novembre 2008

L'infinitamente grande

Il granello di sabbia

Tra gli esseri umani accade che , paradossalmente, la conoscenza porta verso la discordia. L'innalzamento culturale delle masse , che progredisce man mano con l'avanzamento della così detta civiltà, porta verso l'acuirsi delle discordie e delle divergenze, piuttosto che l'allargarsi della concordia. Essendo esseri pensanti, dotati , chi piu' chi meno, del potere di discernimento, la conoscenza allarga la forbice delle opinioni e delle considerazioni personali, nonchè degli interessi personalissimi. Conoscenza allargata da un lato e espansione del pensiero personale che assurge a enunciato generale. Di converso, l'arretratezza e l'ignoranza ha sempre favorito la quiete, anche se coperta da cio' che chiamiamo sottomissione. Quindi più ci acculturiamo più siamo portati al guerreggiarci, e questo non solo a livello di popoli, ma molto piu' profondamente nei rapporti personali. La guerra dei sessi si allarga a macchia d'olio, l'economia guerrafondaia prende possesso degli angoli piu' sperduti del globo, la prevaricazione lavorativa diventa l'obiettivo per l'avanzamento nella scala sociale. Allarghiamo la conoscenza e perseguiamo con convinzione obiettivi sempre più personali, piuttosto che comunitari e sociali di comunità di viventi. Il tutto ci vede affannati su questo minuscolo granello di sabbia, tutti presi dalla sopravvivenza personale e l'annientamento del prossimo, neanche il piu' minuscolo degli insetti ha questo comportamento. Questo perchè la conoscenza non è la saggezza, ma solo un primo duro scalino verso quello che è l'allargamento dell'orizzonte intellettivo che possa sul serio elevare lo spirito umano. La saggezza è un secondo difficile grado cognitivo che pone l'essere umano al centro e rende la capacità di porsi verso gli eventi con umiltà e comprensione e soprattutto con la calma interiore che può dare la visione globale. Il problema è che il secondo gradino solo pochissimi ,da quando l'essere umano calca questo suolo , sono riusciti a raggiungerlo. Su questo minuscolo granello di sabbia la saggezza, se presa nella sua essenza, ci rende in grado di estraniarci e sollevarci e portarci in alto per guardare la visione di cio' che è. In effetti se ci allontaniamo non possiamo non notare che siamo degli esseri minuscoli, piccini piccini , in guerra perenne tra di loro , su un minuscolo , piccolo piccolo , infinitesimale, granello di sabbia, che è immerso tra tanti, tantissimi , miliardi di miliardi , di altri granelli di sabbia , le cui pulsazioni di vita non si notano per niente.
Siamo degli esseri così piccoli e insignificanti che sulla scala cosmica non possiamo rappresentare niente di meno che uno zero assoluto. Le nostre discussioni, i nostri credi, le nostre elucubrazioni, le nostre angoscie, i nostri pavidi tentativi di ragionamento, i nostri presupposti principi, le nostre magagne, i nostri sotterfugi, le nostre manovre, i nostri tafferugli , sono neanche un pulviscolo di polvere nell'universo che è la globalità dell'essere. Ci diamo una parvenza di intelligenza sol perchè procliamiamo a gran voce di essere in grado di "pensare" di allargare la nostra "visione" di riuscire a comprendere concetti . Ma in realtà siamo pronti , appena 5 minuti dopo aver proclamato ciò, a tornare alle nostre bassezze, ai nostri litigi, alle nostre prevaricazioni personali che amiamo alla follia. Amiamo imporci , amiamo dire "io" , amiamo spasmodicamente affermare "io posso", amiamo alla follia Dio perchè questo ci fa sentire noi stessi degli Dei. Perchè forse non è vero che tutti i sentimenti religiosi illudono l'uomo di poter divenire simile a questi Dei ? immortali, infiniti, eterni.
Siamo solo pulviscolo su scala cosmica, ed è altrettanto infinitamente vanitoso da parte nostra pensare che siamo gli unici , i prediletti , gli esseri superiori che sono i padroni di tutto cio' che è. E così ci siamo dannati l'anima per distruggere, distruggere da piccoli come siamo, quel pochissimo che abbiamo, guerre , eccidi, bombe atomiche, missili, virus, chimica, modifiche genetiche , cambiamenti climatici, insetticidi, inquinamento, tutto per portare questo minuscolo granello di sabbia a divenire sterile. Piccoli esseri insignificanti che fanno cose piccole. Solo il pensiero umano puo' essere talmente vanitoso da pensare che siamo importanti, che facciamo cose buone e giuste e che siamo i prediletti degli Dei. Siamo delle cose così minuscole che davvero non possiamo nè aspirare ad essere men che niente. Siamo un niente sempre tra i due punti inizio - fine , e pensiamo di essere tutto. Siamo immersi in un pulviscolo sperduto in un angolo remotissimo di una qualunque dei miliardi di agglomerati che sono in questo Universo. Come possiamo pensare di rappresentare una qualunque cosa? come possiamo pensare o presumere di rappresentare un "valore" se non siamo neanche in grado di apprezzare un minuscolo bicchiere d'acqua che ci permette di sopravvivere.
La saggezza ci pone dinanzi alla nostra nullità, e ci rende padroni del nostro essere, restituendoci il senso del nostro essere : lo zero assoluto.