giovedì 27 ottobre 2011

L'amore

(foto e parole di Garimar)  
per tutte le donne che hanno provato emozioni, gioie e dolori e ridono e piangono e sostengono il mondo...
e per tutti gli uomini che hanno amato queste donne..


Penso e ripenso
alla mia vita come un fiume,
e vedo e rivedo
insenature e anfratti
incredibili.
Penso e ripenso come un fiume in piena
alle emozioni vissute come onde,
che si rincorrono come cavalli tra la schiuma
ebbri di follia e di allegria.
Rivedo e risento le voci
e i rumori di quella vita trascorsa
rincorsa e fuggente come un lampo
dinanzi ai miei occhi ,
sperduti nel vuoto .
Penso e rivedo
il dolce
silenzio delle parole
il lungo clamore
degli sguardi
l'intenso fuoco delle mani.
Penso e risento gli odori,
il desiderio, la fame,
la sete dell'amore.
Rivedo e vedo ora
nell'istante del buio
il tuo sorriso
il tuo dolce indicare
quell'azzurro
che non è piu' lontano,
non è  piu' irraggiungibile.
Sento e risento il dolce tuo
sorriso che sa di sale
che sa di cioccolato.
Sento e rivedo tutto
di te
dal momento
del primo  ti voglio bene.

mercoledì 26 ottobre 2011

2012 La seconda caduta dell'Impero Romano


Italica gente

Spiace pensare che il dibattito attuale sia sempre e solo "il grande Silvio si" , "il grande Silvio no". Quando invece la partita è ben piu' ampia, e nessuno che abbia sollevato il benchè minimo dubbio su questa perdita di sovranità,  e sullo scempio  che viene effettuato del nostro paese. L'origine del male è alquanto antico e la manovra di accerchiamento ha origini antiche.  Gli italiani, purtroppo , essendo storicamente e atavicamente pigri,  sono stati dirottati e indottrinati su minuzie e su discorsi a latere, il vero problema viene sempre eluso. Il paese Italia è terra di conquista, e come al solito malvisto da ogni altro popolo  di questo versante occidentale , per le sue guasconate, e  - diciamolo - per quella propensione al sapersi godere la vita  che sempre ha suscitato sorrisetti, e i sorrisi non sono solo quelli delle conferenze europee.  Nessuna voce si è alzata quando si decise la moneta comune europea, gli scettici  furono additati come "out" non moderni, la nuova europa fu spacciata come una sorta di Stati Uniti d'Europa, che di unito non hanno niente. In seguito il "trattato di Lisbona" è stato firmato nel silenzio generale delle popolazioni, tenute  volutamente all'oscuro non tanto dei principi, ma delle conseguenze che tale firma avrebbe comportato. Non ultimo  il buon Silvio con le sue uscite bislacche, offre il fianco , a sviare discorsi, dibattiti, conferenze e linee politiche dai veri problemi del sistema Europa/Euro. Nessuno alza la voce  verso quel grande paese a stelle e strisce  (Obama ricordate quanto osannato ai tempi dell'elezione ? ), e  che vogliamo dirlo chiaramente, paese che  è stato la causa e la fonte di questa crisi globale  tempestosa. Nessuno osa alzare un dito ...vogliamo dire da dove nasce tutto questo caos ?
Cosa dire dinanzi ai nuovi Lanzichenecchi d'oltralpe ? quali avvoltoi stanno per completare la loro opera e appropriarsi definitivamente dell'italica gente, delle italiche aziende, dell'italico risparmio.  E il quadro è completo.  Complice di tutto questo, i nostri finanzieri di assalto , pronti a spartirsi le poche ossa, infischiandosene del destino generale,  l'osannata sinistra, assente, divisa, inconsistente, la stessa sinistra che trova unità solo per dire "abbasso Silvio"  ma che non porta alternativa, non indica rimedi, e soprattutto tace di fronte a questa europa che altro non è che una nuova era coloniale, di cui ahimè , noi rappresentiamo la colonia pù ambita. E complice in toto  l'italica gente, che di acculturarsi non ne vuole sapere, perchè di mettersi sotto e prendersi le proprie responsabilità proprio non c'è verso, molto meglio delegare  delegare e delegare e lavarsene le mani .  Ma sul serio si vuol pensare che la Spagna , che prima era il paese piu' in crisi, sol perchè ha indetto elezioni , è diventata di colpo più affidabile dell'Italia ?  Sul serio si pensa che il paese Iberico abbia più potenzialità dell'italico stivale ?....Sfugge sempre il disegno generale, nessun filosofo, politico, o semplice pensatore  ha la coscienza di indicare  quale vera partita si stia giocando.  Noi italica gente , lo si sa bene, amiamo accapigliarci  su Silvio no Silvio si, su Iuve, Inter Milan,  e ci basta sentirci come dire partecipi della scena degli avvenimenti. E invece ci fanno tutti recitare a soggetto un copione ben scritto e molto ben posto. Ci sono sorrisi è vero, anzi direi grasse risate,  ma non sono quelle che stiamo indicando....!!!
Il vero delitto al solito è contro le generazioni più giovani, che in più  dato il livello culturale degli anziani,  di certo non brillano per acume intellettivo . 

domenica 16 ottobre 2011

Quando un amico se ne va

(foto di Garimar)
Il mio amico

Quando un amico se ne va porta via con lui una parte di te, la parte migliore. Quando un amico se ne va prende la tua vita e la rapisce portandola sulla mongolfiera che sale in alto. Quando un amico se ne va ti fa morire con lui, perché i ricordi che vedono te e lui assieme, muoiono all'istante con la consapevolezza che non potranno più ripetersi per l'eternità. Quando un amico se ne va ti strappa il cuore, ma quando l'amico è più che fraterno, perchè sei nato nello stesso anno, nello stesso mese, negli stessi giorni, perchè quando anche fisicamente si è simili, e il carattere è complementare, allora è proprio un fratello che perdi nell'azzurro, e quando questo fratello se ne va, non ti strappa il cuore, no troppo semplice, invece senti che al tuo cuore lui si agrappa come con gli artigli e resiste alla forza che vuole portarlo sù, e più passa il tempo e più quegli artigli si chiudono in profondità sul tuo cuore che inizia a sanguinare copiosamente. Ma la forza è sempre più innaturale, immensa, e alla fine vince, trascinando quel dolce sorriso e quella verve che teneva in vita te e lui, e gli artigli agrappati al tuo cuore si fanno sempre più deboli. E anche il muscolo del tuo cuore dilaniato dalla sua sofferenza inizia a sfibrarsi, a strapparsi, ad aprirsi, e la presa diventa sempre più debole. E tu ti senti come un lenzuolo che si lacera, il rumore è simile, ma lo senti all'altezza del cuore, ed infine senti quel peso prendere il volo con brandelli di carne del tuo cuore. Così ti senti quando un amico, tuo fratello se ne va. Ti senti come senza forze, ma di più, ti senti con la fine delle speranze, per un tempo che fu e mai più potrà essere , per l'eternità. Quando un amico se ne va porta via i tuoi giorni, i giorni delle risate e anche dei pianti, porta via i discorsi, i consigli e le incazzature. Quando un amico se ne va capisci che i giorni son passati , e i giorni futuri non ci sono. Quando un amico se ne va puoi solo sentirti più solo, più solo  anche se soli si era da tempo. Perchè  anche l'amico più bello, più caldo, più vero  può anche essere una gabbia. Una bellissima gabbia in cui volare e cibarsi della stessa minestra. Una gabbia bellissima , grandissima e areata, ma pur sempre una gabbia. E per quell'amico fraterno la gabbia andava aperta e tenuta così , per dare a tutti la possibilità di sentire quella sua risata, quella sua ironia, quella sua profondità d'animo. Quando un amico se ne va ti senti come da giovane  nel momento in cui pensi : che faccio ? Quando un amico se ne va porta via con sè gli amori, i rumori gli umori . Quando un amico se ne va  ti ruba il sorriso per sempre  e lo porta nell'infinito, in suo ricordo ci saranno altri sorrisi, ma mai più come quelli. Quando un amico se ne va non pensi nulla nel momento, ma poi quando ti ritrovi con te e in te, ti senti dilaniato e ti scoppia nel petto il dolore cocente, e non riesci a trovare freno al pianto dirotto.
Quando un amico se ne va si rimane in silenzio, perchè le urla e le grida sono di un altro momento, perchè esiste sempre il momento della rabbia (vedi altro post) e il momento del silenzio. Il silenzio che rompe le tenebre, che squarcia l'azzurro e che urla tutti i dolori del mondo con le mute parole del cuore. Il silenzio di questa ingiustizia, perchè è sempre un ingiustizia quando un amico se ne va, per quanto possano provare a consolare le parole di fede.Il silenzio che ascoltano quanti hanno quell'amico che se ne va, e che fanno fatica ad asciugare le lagrime.
Ciao Fedele, il mio amico.....

Tornare alla vita .... (Pink Floyd 1994)

Dov'eri quando sono stato bruciato e rotto?
Mentre i giorni passavano guardando dalla mia finestra
Dov'eri quando ero ferito e indifeso?
Perché le cose che dici e le cose che fai mi circondano
Mentre ti stavi appendendo alle parole di qualcun altro
Morendo per credere in quello che hai sentito
Io stavo fissando lo sguardo dritto nel sole splendente
Perso nel pensiero e perso nel tempo
Mentre i semi della vita e i semi del cambiamento sono stati piantati
Fuori la pioggia è scesa scura e lenta
Mentre riflettevo su questo pericoloso ma irresistibile passatempo
Mi ha preso una passeggiata celeste attraverso un silenzio
Sapevo che il momento era arrivato
Per uccidere il passato e tornare alla vita
Mi ha preso una passeggiata celeste attraverso il nostro silenzio
Sapevo che l'attesa era iniziata
E dritto diretto... nel sole splendente

venerdì 14 ottobre 2011

Gli Eletti dell'Olimpo

(foto da Teatrostudio)

I servi della gleba

Ieri sera nella trasmissione Piazza Pulita (La7) , si è affrontata  la tematica della situazione politica/economica attuale , con dissertazioni più o meno usuali come capita sempre più spesso di questi tempi. Ma un dato interessante è emerso evidente ,  con un certo sgomento, che da parte dei nostri politici   concetti e i significati dei termini siano mal interpretati. La trasmissione ha visto l'intervento in studio di alcuni politici (ONOREVOLi) e collegamenti in diretta con le piazze, dove sempre più si va allargando la protesta degli "indignados"  etichettati sempre con troppa faciloneria come "movimenti dell'antipolitica". Il conduttore in studio  ha dato la parola alternativamente all'una e all'altra parte. Ma con sorpresa evidente , gli "onorevoli" in studio,  (alcuni) , hanno fatto affermazioni alquanto indisponenti in proposito delle affermazioni di vari giovani presenti in piazza.Ci sono state affermazioni di un certo cipiglio , andando poi a concludere che  ogni discussione non può non tener in conto la "rappresentatività" di chi espone concetti/idee/critiche/affermazioni. In buona sostanza, si è tenuto a sottolineare che quando parla un cittadino parla per prorio conto , quando parla un rappresentante "ELETTO"  parla per conto di migliaia se non di milioni di cittadini, quindi (anche se tale conclusione non è stata esplicitata ) le affermazioni degli ONOREVOLi rappresentanti sono molto piu' importanti e pertinenti e  meritano  l'assoluta considerazione, mentre il privato cittadino che pone una domanda o una critica  merita si il rispetto, ma non è certo degno di una approfondita analisi. Questo è il concetto che emerso evidente nel corso della trasmissione.  In buona sostanza, gli ONOREVOLi in studio ( almeno quelli di peso maggiore) hanno tenuto a sottolineare che loro sono "ELETTI" per cui hanno il "mandato" da un numero considerevole di cittadini , per cui non possono rispondere ad ogni cittadino. In questo modo i nostri cari rappresentanti evitano di dare risposte alle innumerevoli proteste che emergono dalle piazze. Per ironia della sorte, gli stessi ONOREVOLi, hanno in un altra sezione della trasmissione, tenuto a precisare che :     l' ONOREVOLe eletto non ha obbligo di "MANDATO" , cioè non risponde alla base elettorale, per cui è libero di cambiare opinione e appartenenza politica nel corso della legislazione. 
Questa in estrema sintesi la trasmissione nelle fasi salienti. 
Non si può non denunciare questo atteggiamento mentale, e questo delirio di onnipotenza della nostra classe politica.
Come poter far capire ai nostri cari rappresentanti che "ELETTO" non è un specie di "unto dal Signore" nè tantomeno la vincita di una elezione si deve intendere come "ELEVATO sul monte delgi DEI", piuttosto "ELETTO" dovrebbe essere colui che viene incaricato di "RAPPRESENTARE" i cittadini da cui riceve DELEGA di rappresentanza. Anzi più approfonditamente, una volta "ELETTO", il nostro caro ONOREVOLe, non deve rispondere SOLO ai propri elettori, ma proprio perchè rappresentante democraticamente eletto dal popolo , deve RISPONDERE ad OGNI cittadino dal primo giorno dell'incarico fino all'ultimo giorno della carriera politica. Si vuol dire che un ONOREVOLe deve avere il dovere MORALE e l'OBBLIGO civile di ASCOLTARE TUTTI  i cittadini , senza distinzione, e deve essere punito se rifiuta qualsiasi confronto e rifugge da incontrare de visu quanti vogliono esporre le proprie idee. 
Un ONOREVOLE, per rispetto della parola "ONORE"  dovrebbe sentire dentro di se il rispetto del  POPOLO e non imperare sul POPOLO. E per questo in questo post si scrive a proposito ONOREVOLe con l'ultima lettera in minuscolo , proprio per ricordare che è il piccolo ad esser importante in definitiva. I nostri amati rappresentanti , tutti indistintamente, credono e ne sono convinti, di essere sul "MONTE OLIMPO" , e di poter decidere in perfetta indipendenza cosa fare o non fare, cosa sia giusto e cosa ingiuusto, e soprattutto di avere il diritto di non rispondere e neanche ascoltare, dato che sono "ELETTI" , per cui superate le forche gaudine delle tornate elettorali, possono fare il bello e il cattivo tempo, salvo piangere miseria  ad ogni nuova tornata elettorale. Ma sono lagrime di coccodrillo, e purtroppo , ahimè, i cittadini italiani ci cascano sempre quando comincia la ridda delle elezioni, questo bisogna ammetterlo. Ieri sera si è superato il limite, affermando tutto e il contrario di tutto : " ho il MANDATO e rappresento una moltitudine, non posso tener conto si una singola voce " e poi  " il MANDATO non obbliga ad una appartenenza, e lascia liberi di cambiare opinione" - mi chiedo se cambio opinione come faccio a sentirmi ancora "ELETTO" ??!!! .
I nostri ONOREVOLI, dovrebbero capire che sono in Parlamento per esser SERVI DELLA GLEBA  e non Dei dell'Olimpo. Dovrebbero comprendere che sono in quel luogo non per ascoltare se stessi, ma per ascoltare ogni  cittadino,  dai propri elettori a finire a chi non ha neanche votato, perchè i nostri "RAPPRESENTANTI", devono  dare rendiconto ad ogni cittadino della nazione senza distinzione di bandiere e/o credi politici, perchè le decisioni prese cadono a pioggia su tutti i cittadini del paese. Governare non vuol dire IMPERARE, nè tantomeno godere di benefici assoluti di onnipotenza.  I nostri onorevoli dovrebbero affrontare la gente a viso aperto, se non hanno nulla da temere o da nascondere  questo sarebbe il vero "MANDATO" di cui sono investiti.

martedì 23 agosto 2011

Il fan culo e la vita 2

Il fan culo alla vita è quando  ti accorgi della futilità e l'inutilità del tutto .
Tutto ciò che ci circonda è effimero e aleatorio. Basta un nonnulla e tutto cambia drasticamente.
Le prospettive assumono una colorozaione diversa, macabra, lugubre.
E cosa puoi dire al caro amico che è ridotto come non augurersti al tuo peggior nemico se non un
bellissimo fan culo?!!!
Cosa ci rimane a noi umani morenti , se non l'imprecazione contro l'inequivocabile fatalità del caso..o forse non è il caso  ?
A cosa dobbiamo tutto questo , a cosa dobbiamo addebitare il nostro stato , quando noi stessi
siamo stati osservanti, gentili, attenti, accorti,educati, circostanziati, morigerati,
parsimoniosi, misericordiosi, risparmiosi ????
A cosa dobbiamo tutto questo quando ci si rende conto che a nulla serve il nostro essere, se non
una veloce passata su questa terra priva di significato  ?
Allora viene naturale rivolgersi all'Altissimo dei cieli , e cantarglierne quattro , senza paura
e senza falsi moralismi, che ci siamo rotti le scatole di questi moralismi che non fanno
altro che ottenebrarci la mente.
Fan culo voglio gridare, sarà meglio che niente, ma almeno mi sono tolto la soddisfazione
del gridare. Rifuggo da persone che sono caste e così ben posizionate di fronte alle disgrazie, quasi ben pensanti.
Io non penso bene, anzi io penso male...mi piace pensare male, mi salva in questa
situazione disastrosa.
Fan culo.
E tu che dall'alto della tua croce perchè non scendi tra di noi e ci dai una mano? che aspetti di sterminarci tutti prima di darti una mossa?
Ma non sei tu il misericordioso, il campione di bontà?
E come mai quaggiù siamo pieni di problenmi e disastri ?
Si certo - si dirà - colpa del libero arbitrio.
Libero arbitrio un par di palle!!! con rispetto sempre!
Scendi da quella croce piuttosto, e vieni a metterti all'opera, c'è tanto da fare.
E spiegami una buona volta, sissignore...io te lo chiedo, spiegami con parole
semplici il perchè di tutto questo !!!!
Ohhh certo  non saltate sulla sedia voi benpensanti, voi racchiusi nei vostri ricchi abiti
e nelle vostre menti clericali, così coscienziose....io bestemmio e me ne vanto.
Fan culo ancora, a tutto , a tutto che non ha un senso. A tutto ciò che ci circonda e che fa veramente schifo.
Come schifosa è questa vita che tu ci regali , dall'alto della tua misericordia.
Vieni qui al mio cospetto, sissignore... Tu da me..non io da te...sei tu l'onniscente,
sei tu che devi venire da me e spiegarmi "perchè ?"
E spiegamelo una buona volta, perchè io non l'ho capito fin ora, e più passa il tempo e meno
capisco, spiegamelo perchè me lo devi, perchè è tuo dovere farlo....per salvare la famosa
pecora fuori dal gregge.
Sai perchè, a furia di parlare di greggi, qui è finito che siamo tutti amalgamati al basso,
tutti inseriti in un contesto uguale, e grigio che avvolge le menti e soprattutto
i nostri cuori.
Ma non ti accorgi che tutti i nostri cuori sono morti ???
Cosa aspetti....che ci estinguiamo?....non eravamo i figli eletti?
Eletti di cosa?...eletti nella sfortuna forse ???
Fammi il favore, fammi almeno dormire....non è una gran richiesta....ma è una richiesta umana.
Sissignore umana....forse non sei più abituato ad avere richieste umane...!!!
Fan culo a tutto ....è quello che mi son sentito di dire vedendo il mio amico
e quello che mi è venuto da dire tempo addietro...e ancora ieri l'altro... (17 dic. 2007),
insomma tutta la mia vita è un Fan Culo!!!!
E allora Altissimo che tutto provvedi dai almeno qualche risposta...e non rimanere impassibile
su quelle due assi che chiamiamo croce. Ma mi sa che la croce tutto sommato l'abbiam
sempre portata noi miseri mortali peccatori e bestemmiatori. Almeno però abbiam fatto qualcosa.
Noi miseri.
Fan culo.

sabato 25 giugno 2011

Correva l'anno 1976...

Pane e cioccolata

Piano piano ci stiamo chiudendo e  ne siamo coscienti, diventiamo sempre più avidi ed egoisti e ne gioiamo. Saremo sempre più soli , soli nella solitudine, come un fiore isolato di ginestra sul Vesuvio.


Perchè questo, perchè ?
Chi può dirlo , per avarizia, per paura di cambiare, per comodità.
"Pensa a te prima, chi te lo fa fare, lascia fare agli altri , ma non lo fa nessuno.. "


Frasi correnti, frasi che segnano un passaggio un evoluzione all'interno dell'uomo , nel suo cuore, uomo essere sociale che si isola autodistruggendosi.


E quando si è soli può far compagnia anche una fetta di pane e cioccolata.

Correva l'anno 1976,  quando scrivevo queste parole, un arco di tempo infinito  , un tempo remoto con una visione nitida di ciò che poi sarebbe stata la mia umanità.
Strano come più di quaranta anni fa  avessi tali pensieri , pensieri così veritieri da far male ora  considerare  quanto chiara avessi in me la consapevolezza del cammino che avrei percorso.
Se queste parole non fossero scritte, sarebbe da mettere in dubbio questa consapevolezza interiore, ma quel pezzo di carta, ingiallito, rimane  testimone di una chiara visione anticipataria di ciò che poi sarebbe stato. 
Correva l'anno 1976, e nulla è cambiato da allora.

giovedì 16 giugno 2011

Dignità

Il popolo sovrano

Dignità è una parola abbandonata e lasciata nel dimenticatoio delle coscienze. Ci viene naturale pensare che  l'essere dignitosi e vivere con dignità sia una cosa d'altri tempi, un qualcosa legato ad una vita agraria e semplice che al giorno d'oggi oltre che impossibile da  ottenersi sarebbe anche controproducente. Il problema è che non solo tale parola è stata bandita  negli ambienti che governano il nostro paese, ma soprattutto e purtroppo , è stata bandita nella vita di tutti noi cittadini.  Il problema vero è che oramai siamo tutti noi ad aver perso il senso del vivere con dignità. L'oggi è piuttosto fondato sul vivere e sopravvivere conquistando a denti stretti il proprio spazio, dato che la sopraffazione e la prevaricazione la fanno da padrona. Per cui  è dal basso che si è perso il senso dell'essere dignitosi.
Assistiamo ogni giorno ad una caduta sempre più ripida di quelli che sono i comportamenti più comuni.  E siamo sopraffatti da  commenti e immagini che mostrano gli uomini che ci governano sempre più piccoli (!!!) nei loro comportamenti.  Ma la considerazione che facciamo  e che indica sempre in "loro"  "quelli"  ci fa perdere di vista il concetto base : non sono solo "loro" "quelli"  che non hanno più dignità, siamo tutti NOI a non aver più dignità, ad aver perso il senso di vivere con dignità.
Sempre di più si diffonde  il giudizio facile, verso tutti e tutto, ci sentiamo autorizzati a ergerci a giudici e a sentenziare, pur mancando di considerare che siamo in primis noi stessi a comportarci solo pensando al nostro interesse, al nostro piccolo profitto, ai nostri grandi desideri. Siamo in una società sempre più rivolta verso l'individuo, e i timidi segnali di un risveglio delle coscienze, vuoi per i movimenti popolari, vuoi per una informazione più capillare, e vuoi anche per una spinta maggiore delle giovani leve, a ben vedere possono essere solo frutto di uno sbandamento mediatico e morale dell'intero paese. Il problema è  di tutti noi, finché non prendiamo atto che l'unica possibilità è quella di riconquistarci la "dignità" non potremo mai affermare la nostra individualità, e neanche  la nostra coscienza sociale .
Solo se saremo dignitosi potremo pretendere che i governanti si comportino di conseguenza. Altrimenti è un abbaiare al lupo al lupo  essendo poi a nostra volta lupi dietro la porta. 
Siamo ad un bivio, possiamo decidere ora  se  riconquistare questo senso della vita e tornare ad essere in primo luogo dignitosi  oppure proseguire sul baratro della vita vissuta con prevaricazione. 
In ogni dove , per ora , i segnali sono solo di prevaricazione:  non è solo un pubblico Ministro che ci dileggia impunemente, non è solo  un pubblico onorevole che può affermare palesemente il falso, non è solo un pubblico rappresentante a poter contraddirsi ogni ora, siamo invece tutti noi a vivere nella stessa maniera. Siamo noi ad avere gli stessi comportamenti . Per strada, in casa , al lavoro  noi agiamo esattamente come i nostri rappresentanti, e quindi, se non cambiamo noi, non potremo avere un cambio reale  della testa del paese. 
Possiamo indignarci quanto vogliamo, possiamo fare catene umane, possiamo creare movimenti a 5 stelle a 1000 stelle, possiamo fare milioni di referendum, ma se non cambiamo il nostro concetto di vita, il risultato sarà sempre uguale, vestito di abiti diversi, ma sempre uguale nella sostanza. Solo la dignità può salvare noi e il nostro paese. Riprendere la dignità di dire "io sono "  e quindi poter arrivare ad affermare "noi siamo".
Solo questo ci porrà nella condizione reale di poter pretendere che i nostri politici siano dignitosi, siano morali, siano etici, siano veri, e siano al nostro servizio. Altrimenti continueremo a vivere in una foresta dove il più furbo e forte mangia sempre il più piccolo.
Dignitosi di fronte alla bandiera.