sabato 15 dicembre 2007

Mistress

(foto di Garimar) 

"Io sono "
 
Alchimia nella ricerca eterna della pietra filosofale.
La trasmutazione del metallo povero in oro , della materia povera in metallo nobile, oltre alla ricerca del famoso elisir di lunga vita.
Tutta l'esistenza dell'essere umano è portato alla ricerca di ciò che è sempre stata la paura ancestrale della fine, la fine di questi giorni e del conseguente obblio.
Non è forse questo il vero senso del vivere? riuscire a comprendere perchè siamo solo di passaggio, e di più trovare la verità che possa testimoniare che sia davvero così. Siamo fantasmi di passaggio , oppure c'è qualcosa che davvero ci sfugge e simboleggia questo nostro esser in vita?
Ecco che la propensione umana a spingersi verso la divinità può rappresentare la risposta a questo dissidio interiore.
Il popolo spesso ammicca di fronte a questi pensieri, i più alzano le spalle, in molti non comprendono e tanti altri possono anche reagire a malo modo, perchè questa è la reazione naturale a ciò che non si comprende.
Ma nel popolo non risiede mai la verità assoluta, la gente in senso lato , è piuttosto una bandiera al vento che soffia da svariate direzioni. Il popolo può solo dare un indicazione dell'aria che tira, ma mai essere il crogiuolo di pensiero e di meditazione.
Il pensiero e l'attitudine al sapere cresce nel cuore di pochi eletti , di poche persone che in realtà trascorrono la vita nella ricerca, la ricerca del perchè, e intraprendono un percorso pieno di sofferenza, di dolore, di solitudine. L'eletto culturale non è mai un esser superiore come comunemente interpretato, ma è piuttosto un esser invisibile, etereo quasi, ma che ha fatto dei suoi dolori e ferite profonde, la propria forza, e poi è riuscito a comprenderne l'essenza, trasformando gli stessi dolori in orizzonti di conoscenza.
Questi esseri , capiscono cose che ai più son negate e invisibili, sono uomini che con saggezza possono ascoltare e vedere l'essenza degli atteggiamenti, anche in aspetti di vita che i più considerano con sufficienza o rifiutano.
La ricerca filosofale fa capire che la giunzione umana con la divinità esiste , ed è data tale opportunità a tutti noi poveri di spirito, sentire dentro la divinità , l'esser supremo.
Avviene ciò , quando l'uomo può esser più vicino al Dio nell'atto del godimento , quando per pochi attimi della propria vita si sente quell'impulso di onnipotenza e di gioia che ci rende Dei.
Ma non è la divinità di esser superiore che rende l'uomo immortale, piuttosto è il divino esser cosciente che rende la vera umanità. Questo dicono i saggi , questo apprendono alla fine del loro percorso irto di difficoltà e anatemi.
Guardiamo alcuni Mistress come esempi da evitare, deviazioni dell'animo umano , in realtà poco possiamo percepire e poco possiamo capire. Ci manca la cultura , il sapere, e la volontà del conoscere. Cosa è nel rapporto amoroso se non il voler possedere. Non il possedere voluttuario dell'oggetto (quello che conoscono bene impomatati impiegati di marketing che spingono le leve del consumismo) , ma il possedere la coscienza della persona amata. Forse non lo siamo tutti Mistress quando davvero vogliamo amare con tutto il nostro essere?
Non è questo o quello che vogliamo quando parliamo dell ' Amore umano con al famosa "A" maiuscola??
Sentire la persona, capirla, capirla dall'interno, sentirsi dentro il suo corpo , sentirne i fremiti, sentire a distanza le sensazioni, avere la prerogativa del piacere su di esso e lei/lui su di noi!
Una commistione di anime, che proprio dall'unione potente trovano la forza di elevarsi e giungere a quel fatidico momento dove il cielo diviene terra e la terra diviene mare, dove il Dio si fa uomo e l'uomo diventa Dio.
Questa è la vera essenza dell'essere terreno, se davvero vogliamo descrivere ciò che è passione, amore, desiderio.
Come descritto nel profondo Eyes Wide Shut la ricerca del coito finale , elevato e riservato è una parafrasi per indicare la difficoltà del trovare la strada , il finale del supremo, il raggiungimento della luce , che poi si richiude su di noi, noi stessi che eravamo in partenza , ci ritroveremo in fondo piu' nudi e inermi di quanto non eravamo in partenza, ma molto piu' coscienti di noi stessi.
Il girotondo del percorso della conoscenza che non porta mai ricchezza o vincite, quanto piuttosto la forza dell'essere cio' che siamo , e qui vagheggia l'imperituro "Io sono colui che è".
In estrema sintesi il rimarcare dell' Io sono, per esser e fermarsi , e non passare e sparire.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Grillot de Givry ha detto:'Non troverai la pietra filosofale finché non sarai perfetto!' Infatti,la pietra filosofale è il simbolo dell’uomo perfetto, il risultato finale del lavoro filosofico che l'uomo fa su stesso.
Sappiamo anche che la pietra filosofale è presente nelle leggende del Graal. In questo caso, si tratta del calice colmo di azioni cavalleresche e buone, che donerà fertilità al regno del Re. Il Re in queste leggende è il nostro Sé superiore, il nostro Sé divino, lo Spirito, l’Uomo Celeste o Adamo, che è stato relegato giù nel mondo terreno, dove ci sono le sofferenze. Trovare questa pietra, o il divino interiore, e lavorare su se stessi per portarlo alla superficie, donerà successo al Palazzo del Re, cioè a noi stessi.
Non dimentichiamo che Harry Potter, con la sua ricerca della Pietra Filosofale, cercava i veri valori valori della vita.
Insomma, per operare una giusta alchimia della propria trasformazione bisogna avere gli 'occhi chiusi spalancati', proprio 'eyes wide shut', sul proprio Sè superiore per capire l'altro Sè.
Per concludere, Shakespeare nel suo magnifico sonetto 130: "My mistress'eyes" decantava gli occhi della sua Signora, in cui aveva visto il suo Sè.
Degna di una visione questa recitazione:
http://www.youtube.com/watch?v=cw6Swr-ME40&feature=related

md

nartek ha detto...

proprio nella parola "alchimia".
Una citazione appunto, dato che nei rapporti amorosi si dice "non c'è la giusta alchimia".

Anonimo ha detto...

Interessante!!