mercoledì 29 ottobre 2008

Top Ten

Ascensori


Record mondiale in italia

(da repubblica.it)

In Italia sono piu' che in America o in Cina



Italia 850.000
America 700.000
Cina 610.000


























































Tutto cio' la dice lunga sull'essenza di questi italiani.

1) non pare che il popolo italiano tenga tanto alla scuola in generale, e alla cultura. A parte qualche eccellenza di istituti e università, la media generale è ben che bassa. La vendita di libri statisticamente bassa dimostra come il popolo sia ben lontano da tutto cio' che è conoscenza in senso lato, con buona pace dei contestatori della riforma della scuola.

2) il popolo italiano passa per un popolo pacifico ed ecologista , ma a guardare il grafico di vendita dei cellulari non si direbbe , siamo il primo paese al mondo (tenuto in conto la proporzione con la popolazione) per consumo di cellulari. Cosa mai avrà a che fare con l'ecologia e il pacifismo la vendita dei cellulari ? basti pensare al "coltan" (o tantalio che dir si voglia, vedi inchiesta di Report) e la spiegazione vien chiara ; possiamo concludere che pur pacifici siamo i maggiori sostenitori della guerra civile e l'eccidio, nel silenzio generale dei media, in Congo. Marciamo per la pace , ma ognuno di noi in tasca ha un arma di distruzione di massa.

3) il popolo italiano è un popolo comodo , del resto perchè mai privarsi delle piu' ovvie comodità, come quelle appunto di godere di un numero sterminato di ascensori per salire su svettanti grattacieli di due piani ? possiamo anche pensare di essere verdi nell'anima, non rinunciamo però ad un bell'ascensore , del resto per fare moto paghiamo lussuosissime palestre e centri benessere....vuoi mettere ? e chi se ne frega se 12,8 % dell' energia elettrica la importiamo e il 73.8 % la produciamo tramite centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili in gran parte importati dall'estero.

lunedì 27 ottobre 2008

Ti conosco


Sulle nostre strade

Capita sempre piu' spesso sulle nostre strade di incontrare gente piu' o meno conosciuta.
Altrettanto è vero , che in questo periodo si pone attenzione a quanti affrontano le nostre strade come fossero piste.
Del resto la banale constatazione di quanto occorra andare leggeri, non tanto per le infrazioni, quanto per i risparmi indotti, sarebbe da normali esseri pensanti. Ma i normali esseri pensanti non abitano su questa terra, dato che il piu' lento viaggia mediamente intorno al 150 kmh. La cosa non mi tange piu' di tanto, se non che mi induce a pensare sul serio che io sia l'ultima ruota del carro, micragnoso alla ricerca del risparmio perduto.
Viene sempre una sorta di rabbia quando qualcuno a fari spianati si pianta nel retro chiedendo anzi pretendendo strada, quasi chiedendo la nostra disintiegrazione immediata.
Questo sarebbe anche normale trattandosi di questioni tra comuni cittadini.
Ma quando nello specchietto retrovisore compare una bellissima lucetta blu a ribadire ancor di piu', il fate strada o Voi che siete peones, allora la rabbia sale nello stomaco e ancor più nella testa.
L'Egregio Signore che si fa scorazzare (e non dico Onorevole , perchè Onorevole dovrebbe essere in primo luogo qualcuno di indubbia coscienza e moralità) evidentemente ha una fretta del diavolo per recarsi a qualche non meglio nota riunione.
Mi chiedo dato che non si tratta di un auto del servizio d'ordine, nè tantomeno con la sirena spiegata , quale sia il motivo e la giustificazione per il quale il succitato signore puo' scorazzare in deroga ai citati limiti dei peones mortali ?
Rispetto a quale criterio si puo' concludere che la Sua riunione è piu' urgente di quella di un banchiere, o di un idraulico o di un medico chiamato al capezzale di un sofferente, o di una mamma che corre dal suo bimbo, o rispetto quella di condominio che è sempre pregna di importantissime decisioni da prendere?
In piu' , mi domando e dico dato che quella macchina è da me pagata, se volesse avere la cortesia di moderare la velocità, dato che mi permetterebbe di risparmiare qualche euro .
Per cui Egregio Signore con la luce blu abbia la cortesia di moderare i modi d'uso di un bene che IO le fornisco e che IO provvedo a mantenere.
Magari Lei sarà assorbito nella lettura di importantissimi documenti nel divano posteriore , mentre il suo autista , che pago sempre io , pigia sul quell'aceleratore per farla giungere in tempo ai suoi improrogabili impegni.
Di certo Lei penserà, quando qualche incauto osa perdere tempo nel rientrare nella corsia e lasciarLE strada libera, che i peones non sanno chi sia Lei.
E qui che si sbaglia, vede caro Egregio Signore, dato che di questi luoghi io sono un navigato abitatore, conosco benissimo ogni luogo e ogni abitante , in specie i piu' illustri. Per cui sono a conoscenza perfettamente che la direzione che ha la sua auto non è quella di qualche palazzo sede di importanti istituzioni, ma è solo la strada di casa , di casa che sia io che Lei conosciamo benissimo.
Per cui non mi faccia il discorso del tipo : Lei non sà chi sono io. Lo so benissimo chi sia Lei e so benissimo anche cosa sia Lei.
Mi faccia la cortesia , per questo , dato che Lei non ha minimamente la sensazione di sapere a sua volta chi IO sia , mi faccia, dicevo, il favore di rispettare regole che Lei è tenuto in primis a rispettare , e mi faccia il favore di non disprezzare cio' di cui gode a spese di altri , dato che ne gode in maniera passeggera e in tutto, solo per mandato ricevuto e non per imprimatur divino.
Mi faccia la cortesia di rispettare i cittadini piu' che se stesso se vuole che io le faccia strada , altrimenti la prossima volta le pianto una frenata sul muso che ci manderà al creatore prima io e poi Lei. Solo che , io non ho niente da perdere ...e Lei egregio Signore ha qualcosa da perdere????

domenica 26 ottobre 2008

E la protesta va.....


Dove stiamo andando

In piena protesta scolastica, l'amico Paolo Barnard (di cui ho scritto in un post di maggio ) ha concesso anche a me la pubblicazione del suo articolo sull'argomento della protesta studentesca (già pubblicato da luogocomune.net), e della qual cosa lo ringrazio sentitamente.
In un periodo di confusione e di mistificazioni , è ben difficile esporre un parere obiettivo su qualunque argomento. Niente ci dice cosa sia giusto o ingiusto, e niente ci puo' aiutare se non il parere illuminante di chi, almeno , ha sempre dato prova di obiettività nel riferire e parlare di avvenimenti.
E' indubbio che suonare una campana che appare stonata rispetto il coro unanime che oggigiorno si ascolta , porta ad esser visti come non allineanti.
Ma noi vogliamo sempre capire un problema piuttosto che correre a seguire cortei e processioni che non sempre hanno obiettivi chiari.
Grazie ancora a Paolo Barnard.

No così non va cari studenti

di Paolo Barnard

No, così non va cari studenti, cari insegnanti, cari attivisti. L’opposizione e l’indignazione sono fallate quando sono selettive, quando cioè si animano contro l’uno ma non contro l’altro. Poi: nulla di buono potrà mai scaturire se è solo un’ossessione per l’Odioso Designato (Silvio Berlusconi) che vi ha infiammati fino a questo livello. Infine: la protesta è ancor più vana quando sbaglia clamorosamente il target.

Sarò subito chiaro. Le masse di voi giovani che oggi sconquassano istituti e atenei per protestare contro l’assalto all’istruzione dell’attuale ministro, rimasero inerti quando quell’assalto veniva pianificato dal governo Prodi, con colpi di scure assai più profondi di quelli oggi in gioco. Dov’eravate ragazzi? E i vostri docenti? Eppure, leggete qui di seguito:

L'incontro di ieri mattina tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e i sindacati della scuola è stato il detonatore che ha fatto esplodere l'inquietudine sotterranea che da settimane attraversava l'intero versante sindacale di fronte all'incognita della Finanziaria (2007, nda). Il confronto si è arroventato di colpo quando Enrico Panini, leader della FlcCgil, ha estratto dalla sua cartellina un foglio contenente le misure che la prossima Finanziaria dedica alla scuola. Sotto accusa tre articoli: 17, 18 e 19. Il primo stabilisce che, dal 2007/08 al 2012/13, sarà innalzato progressivamente fino a 12 il rapporto tra alunni e docente…



...un giro di vite che alla fine porterebbe alla riduzione di quasi 100mila posti per gli insegnanti. Inoltre, stretta sui posti di sostegno e sul personale Ata… provvedimenti che potrebbero costare la cattedra a circa 10mila docenti. E altrettanti potrebbero essere cancellati dalla paventata abolizione della deroga nella formazione delle classi nelle quali sono presenti alunni con handicap. «Più che una proposta dilegge Finanziaria siamo di fronte a un chiaro esempio di come si può far impallidire anche un concetto come quello di macelleria sociale», ha attaccato Panini.

Così scriveva il Sole 24 Ore il 27 settembre del 2006. E notate: l’articolo parla di “inquietudine sotterranea che da settimane attraversava l'intero versante sindacale”, dunque il tempo per sollevarsi c'era. Si parlava di ben oltre 100.000 cattedre a rischio, ben più delle odierne 87 mila della Gelmini. Perché in quelle settimane non vi mobilitaste? Perché nessun allarme e nessuna occupazione per oltre un anno? Vero, nell'autunno del 2007 scendeste in piazza, ma le agitazioni di allora furono minuscole rispetto a quanto state facendo oggi, e soprattutto si accesero nella maggioranza di voi quando l'allora ministro Fioroni minacciò i vostri interessi di parte (obbligo dei debiti , maturità ecc.) e non prima quando, ribadisco, in gioco c'erano i medesimi tagli che oggi sembrano così scandalizzarvi. Perché? Vero anche che la minaccia dei colpi di scure del buon Prodi rientrò, ma poi… leggete qui:

Giungono a maturazione i frutti avvelenati di una Finanziaria (2007 nda) che ci avevano detto avrebbe fatto piangere i ricchi e finalmente rilanciato l'impegno dello Stato a sostegno della scuola. La situazione economica e strutturale della scuola pubblica diviene ogni giorno più drammatica. I tagli alla superiore sono i più evidenti e vistosi, resi ancor più gravi dall'aumento delle iscrizioni a livello nazionale… Il crollo dei finanziamenti sta minacciando il Tempo Pieno e prolungato, sta impedendo di pagare e fare le supplenze quasi ovunque, con decine di migliaia di classi che ogni giorno restano senza insegnanti. Molte scuole non hanno più i soldi neanche per le spese più elementari, gesso o carta igienica… I professionali stanno per essere massacrati, si annunciano riduzioni vistose dell'orario settimanale… Dopo un ridicolo balletto con i sindacati ‘amici’, il governo ha ribadito che nel 2007 non darà un euro per il rinnovo del contratto di docenti ed Ata, deprimendo ancor più una categoria al limite del tracollo… E dire che basterebbe che il governo rinunciasse a costruire gli F35 (i caccia, nda) destinando all'istruzione almeno la metà di quei soldi.

Così si esprimevano nel maggio del 2007 i Cobas Scuola. E allora.

No, così non va cari ragazzi. Lo slancio civico, la difesa dei diritti, sarebbero in voi una manifestazione straordinaria se non fosse che ancora una volta l’evidenza mi costringe a concludere che ciò che anima questo vostro insolito livello di indignazione è la deleteria febbre contro l’Odioso Designato, e non la sostanza dell'ingiustizie. Ancora una volta. Come ai tempi del desolante spettacolo delpacifismo’ italiano di cinque anni fa. Ricordiamo tutti quell’epocale 15 febbraio del 2003, quando una massa di quasi tre milioni di italiani marciò su Roma per protestare contro l’intervento italiano in Iraq e in Afghanistan. In Iraq l’Italia è rimasta per nove mesi del governo di centrosinistra, in Afghanistan ancora siamo. Ma dei tre milioni di ‘pacifisti’ del 2003, quanti scesero in piazza nei mesi del mandato Prodi dall'aprile del 2006? Lungo cioè la terrificante strage di civili che le cosiddette coalizioni hanno perpetrato in quei due Paesi e che oggi arriva a una stima di oltre un milione e seicentomila morti? Poche centinaia si agitarono nelle piazze, di cui neppure uno dopo l’annuncio lanciato da Luciano Bertozzi su Nigrizia che ci rivelava come il buon Prodi avesse previsto nella finanziaria 2008 qualcosa come… 23 miliardi di euro in spese militari, armando poi Paesi come la Turchia o Israele, vere e proprie bestie nere dei Diritti Umani. Perché allora, col centrosinistra a palazzo Chigi, neppure una frazione dell’indignazione febbrile che oggi vi percuote fece capolino nelle strade? Mi dite perché?

Infine. Dove state andando a sbattere? Contro chi? Ha senso indignarsi con il pescecane che ha azzannato la rete del pescatore? Mi spiego, è semplice. Le destre politiche di tutto il mondo sono cromosomicamente programmate dai loro padroni per fare una e solo una cosa: distruggere il bene comune e il senso di collettività, per sempre, e imporre il privato individuale ovunque. Sono nate per fare questo. Punto. Esattamente come gli squali sono nati per azzannare. Significa demolire scuola pubblica, sanità pubblica, servizi pubblici. Possiamo certamente inorridire, ma che senso ha indignarsi con chi sta facendo il suo dovere? L’indignazione se la meritano coloro il cui compito era di impedire che la destra facesse il suo dovere: e cioè la sinistra, la miserevole inesistente patetica sinistra. Quella cosa che oggi sta appiattita sotto lo stuoino della destra pur continuando a biascicare retoriche di sinistra. Le leggi dell’Odioso Designato si disfano in poche settimane se c'è il consenso politico (cioè popolare). Il problema è che quel consenso non c'è, o meglio, la sinistra non ha saputo crearlo, non ne è stata capace, anzi: non ha voluto. Questo è il problema. Invece di perdere tempo a odiare Berlusconi e il suo clan, perché non vi chiedete le ragioni per cui le sinistre sono finite a brandelli, svendute alle destre, protettrici del piduista Silvio, privatizzatrici, precarizzatrici, traditrici del nostro bene comune?

Indignatevi con loro ragazzi, strattonatele, prendetele a schiaffi, fate i sit-in e le lezioni in strada di fronte alla CGIL, alle sedi del PD, sotto casa di Romano Prodi. Questo ha senso. La destra fa il suo dovere. E' la sinistra che non l'ha fatto.

Paolo Barnard

giovedì 23 ottobre 2008

L'altra medicina


Febbre

In genere esser ammalati non è mai una cosa bella, alle prese con dolori e malesseri generali ci si sente imbambolati e come straniti.
Mai bello esser costretti a letto, sotto le coperte e nonostante questo sentirsi spossati.
Ma, al solito c'è sempre un ma , e per fortuna questa volta positvo.
In questo periodo di confusione assoluta , di allarmismo, di sperequazione sociale, di dibattiti ed enunciazioni e anche di proclami . In questo periodo di prese di posizione ufficiali o meno , di grandi intenti e di grande masse in movimento e non solo di denaro , in questo periodo di annunci e notizie sempre piu' depressive, in questo periodo in cui ogni cosa sembra , ed ha in effetti, un secondo fine; e di piu' , in questi anni in cui il lavoro ottenebra le menti, in cui obiettivi e impegni han preso un posto di valore nel nostro cuore, in cui fretta e irascibilità son divenuti comportamenti normali, anzi auspicabili, perchè misurano il valore della persona, mi sia consentito dire : meno male che son malato.
Vi assicuro che pur alle prese con naso tappato, difficoltà di respiro e testa nel pallone, si vive molto ma molto meglio lontano da tutto ciò.
Vi assicuro che si respira un aria benefica lontano da ogni media , TV, radio, giornali e anche internet. E' un ritorno alla vita .
Strano ma vero ammalarsi , per poter apprezzare ancora cio' che è .
E' un brutto segnale , in ogni caso , se siam costretti a sperare nella malattia per poter sentirci liberi e respirare aria pura, allora siamo ridotti veramente molto male.

giovedì 16 ottobre 2008

L'impossibile vita


Colloquio impossibile

-ciao-

-che fai?-

-siamo qui sempre come tutti i giorni-

-ma qui dove? -

-Dove? - mi guarda stranito - in che senso ? ovunque direi -

-si ma io attorno non vedo niente -

-mah...non so -

-bhe è per avere una sensazione che qui c'è vita -

-ahhh intendi vita , o quella che tu intendi esistenza....ahhh no mi dispiace qui non c'è niente di tutto questo -

-ma e come fate ? -

-fate cosa ? -

-uhmmm...bhe....vivere, insomma crescere, sentirsi vivi -

-crescere? ahhhh tu intendi crescere solo se hai intorno qualcosa, tipo costruzioni, strade,palazzi macchine, gente, folla -

-no...ma come si puo vivere senza niente ? -

-vivendo cosa se no ? forse c'è qualche altra maniera ? per passare questa vita ? -

-no scusa , non capisco, come passi le tue ore, le tue giornate, le tue notti ? -

-io no non passo ore giornate, sono loro che passano , io sono qui ; sono loro, queste cose, che passano -

-scusa ma non capisco proprio mi prendi forse in giro ? -

-dovrei ? non ho questo obiettivo, anzi a dir la verità, non ho obiettivi -

-ma dai non si puo vivere senza obiettivi .... -

-dici ? e tu che obiettivi hai nella tua vita ? con intorno i tuoi palazzi costruzioni ect...-

-...ho obiettivo di esser qualcuno, provvedere alla mia famiglia , realizzarmi, sentirmi qualcuno, sentirmi utile, crescere dei figli.... -

-ahhh quindi hai una vita con uno o piu obiettivi se capisco bene -

-si appunto questo volevo dire vivere per un fine -

- in verità , tu vivi la fine non per un fine -

-che vuoi dire ? -

-dico che vivi la fine, dici di avere degli obiettivi che ti rendono vivo , ma in realtà essi sono vuoti come la tua anima , hai bisogno di avere intorno meccanismi per sentirti preso , queste son solo cose vuote -

-uhmm sei enigmatico -

- tu ti riempi bocca di parole e concetti senza comprendere che gli oggetti a cosa mai possono servirti, oltre a tutto ciò che sei ? -

-Una macchina serve , e tanti meccanismi aiutano, ad avere una vita migliore -

-E cosa te ne fai ? credi che siano necessarie tutte queste o sono solo condizionamenti entro cui ti sei racchiuso ? -

-no no ti sbagli io sono ben vivo -

-dici ? e cosa ti permettono di fare queste macchine che io non possa fare ? -

-bhe la cosa più semplice ad esempio spostarsi -

-e pensi che io non possa farlo ? -

-ma al massimo tu ti potrai spostare di poche centinaia di metri, io intendo invece viaggiare conoscere il mondo -

-Se mi guardo intorno, conosco alla stessa maniera il tuo mondo senza muovermi di un metro, e probabilmente lo conosco anche meglio di te -

-ma no al massimo vedi sempre questo panorama -

-vedi come sei ottenebrato dai tuoi modi di pensare e concepire il mondo ? fai un esperimento, guarda questo scenario ora chiudi gli occhi qualche secondo , riaprili guarda nuovamente , vedi sempre la stessa cosa ? gli stessi colori, lo stesso vento? Oppure vedi e senti cose diverse ogni volta che chiudi e apri gli occhi ? -

-ma...-

-niente ma , tu provaci credici poi mi dirai cosa pensi della vita, osserva dentro di te cosa ti suggerisce questo colore, cosa ti stimola in momenti diversi la stessa scena , e poi mi dirai -

detto cio' tacque.

lunedì 13 ottobre 2008

L'America

"Bush un grandissimo presidente"


Il Presidente del consiglio in visita a Washington si è espresso in termini lusinghieri verso il Presidente degli Stati Uniti d'America con frasi tipo:
Un leader che "la storia definirà un grande, grandissimo presidente".

Accidenti in questi 8 anni mi son perso qualcosa oppure ho visto un altro film, non essendomi accorto sul serio che ci siam trovati di fronte un grandissimo.
Forse sul serio sono stato distratto, oppure sono stato sotto effetto di allucinogeni, e pure dei piu' potenti.
Di grande io ho visto, solo per citare due esempi, in questi anni , l'attentato alle Torri gemelle e l'attuale crack del sistema finanziario iniziato e causato e diretto dalla finanza americana.
Del primo non si sanno ancora i perchè e i modi, del secondo non si conosco le cause profonde e gli effetti. Una lunga sequenza di perchè di questa amministrazione.
E' evidente che ho visto e vedo tutt'altri film rispetto al nostro Presidente del Consiglio. Credo sia anche logico dato che, non è che possa permettermi molto, di frequentare le sale cinematografiche.
E in piu' scorrendo gli articoli notiamo enunciati tipo :
"I nostri due Paesi - ha aggiunto il Presidente del Consiglio - hanno affrontato insieme avversità e sfide che il tempo ci ha imposto"
E finalmente, in questa affermazione, ho trovato la risposta ai tanti perchè siam combinati così!!!!

domenica 12 ottobre 2008

La bicicletta


Un giorno qualunque

In questo periodo di crisi eclatante, e di incertezze per il futuro, torna spesso alla mente il ricordo del passato.
Un giorno qualunque , quasi per caso, accade qualcosa che sul serio mi riporta nel passato.
Inaspettatamente, una gentile anima amica (persona splendida) mi regala quella che è una bicicletta.
Una bicicletta dal sapore antico, tutta di metallo, nessun artifizio tecnologico moderno, qualcosa che sa di antico e semplice, in altre parole che sa di vero. La mia gentile amica non puo' sapere che sulle bici ho passato la mia infanzia , in uno sperduto paesino del sud, in un tempo dove non c'erano iPod , o anche solo la TV. C'erano però le biciclette.
Ho passato la mia infanzia pedalando appresso al mitico e inossidabile zio Pietro, che della bicicletta aveva una ragione di vita. Un tipo duro lo zio Pietro, una sorta d'uomo inossidabile, con gambe d'acciaio. Tutta la sua famiglia era dotata di bici (quelle di una volta appunto) , e io arrancavo appresso a loro pedalando alla forsennata. Chilometri percorsi su strade appena asfaltate e su sentieri di campagna, chilometri dopo chilometri dei quali però , stranamente, ricordo solo le risate e le grida con i cugini. Altri tempi , altre bici , altre speranze di vita.
Occorre riconoscerlo, erano le bici diverse, ma eravamo anche noi tutti diversi. Alla presenza di quegli uomini burberi e niente affatto accomodanti, noi ragazzi eravamo però pieni di entusiasmo.
Ora abbiamo uomini molto piu' accondiscendenti, ma i ragazzi di oggi sono solo fantasmi spenti.
Biciclette rigorosamente tutte nere, pesantissime, inossidabili, e spesso capitava anche di dare uno strappo ad un passeggero seduto sulla canna centrale.
Nascevano così i primi amori , gli SMS erano al di là da venire, e i dischi (i primi rari 45 giri) si alscoltavano al mangiadischi portatile.
Quelle biciclette mi son rimaste dentro , a dir la verità.
Quando ho visto questa meraviglia , ho ritrovato un pezzo del passato, del vissuto e del cuore che ha battutto tanti e tanti anni fa.E quella bicicletta di nero ferro ha fatto battere all'impazzata ancora il mio cuore, ritrovando il mio io infantile.
Non è forse tutto questo amore per la vita ?

giovedì 9 ottobre 2008

Lascio parlare il mio sito


Speranza


http://www.garimar.eu/files/aria.html


P.S: purtroppo per ora l'aria non cambia:

Da: CNN Breaking News
A: textbreakingnews@ema3lsv06.turner.com
Inviato: Giovedì 9 ottobre 2008, 22:55:57
Oggetto: CNN Breaking News

-- The Dow Jones industrial average lost 679 points, after hitting its lowest point since May 27, 2003 during the session.

Wall Street a picco: -7,3% (repubblica.it)


martedì 7 ottobre 2008

Il senso della vita : interpretazione della realtà















Il senso della vita


La serie di post da me intrapresa "interpretazione della realtà" porta verso un unica direzione.
Nei tempi attuali per mantenerci alla stretta cronaca, siamo ben pieni di considerazioni econonico/finanziarie , sollecitati su piu' fronti a considerazioni tragiche.
In effetti , il nostro senso della vita non puo' ridursi a questo, per quanto grave possa essere una situazione, qualunque essa sia. Ci rendiamo conto, in buona sostanza che, come sempre, siamo indotti a pensare e considerare piu' per pensiero altrui che per nostre convinzioni. Sopratutto ci rendiamo conto che in questa vicenda grave, al solito, non tutto è noto e non tutto è chiaro alla luce del sole; alcuni saranno favoriti, altri (i piu') caricati di gravosi debiti, pochissimi beati in Paradiso. Anche in questa vicenda globale ci vediamo ridotti a meri spettatori passivi .
Allora vien voglia di cambiare pagina, cambiare discorso , cambiare scenario, il nostro pensiero latente : si fottino tutti , e vadano a quel paese i soloni e i potentati che ancora una volta vogliono salvare il proprio sedere a scapito della moltitudine.
Lasciamo questa realtà, ma poi è realtà ? e ritorniamo alle domande di sempre : è la vita che ho voluto , o quella che mi han lasciato vivere?
Siamo sempre al punto cruciale di tutte le questioni , il centro dell'uomo come essere in rapporto a ciò che lo circonda. Ma ciò che lo circonda non è quello che vogliono farci credere , tutt'altro. Quello che guardiamo non è sul serio quello che "vediamo" , ma solo quello che ci dicono che dobbiamo vedere.
Possiamo scuoterci, possiamo levare con un colpo di mano questa polvere di apatia che annebbia le nostre menti e di più, il nostro cuore.
In fondo cosa vediamo , quando troveremo quell'attimo di pace e cominciamo a riflettere sul serio ?
Vediamo forse questo cielo , questa terra, questo mare, questi nostri figli che crescono , questi nostri anni che passano ?
O piuttosto siamo solo presi dal vedere il lavoro , l'impegno, il cercare di salire nella scala societaria, il guadagnarsi il tozzo di pane, il portare a casa anche questa sera la cena ?
Si dirà che la questione della cena non è irrilevante per il 90 % di noi, ed è vero.
Ma in ogni caso alla fine cosa potremo dire ? abbiamo davvero visto questo cielo sotto cui abbiam vissuti i nostri anni ? lo abbiamo visto sul serio , o lo abbiamo dato per scontato come il soprammobile di casa abbandonato e impolverato ?
Cosa ci mancherà alla fine, la nostra lucidissima scrivania, o il colore del cielo che non abbiamo mai guardato ?
Credo che la risposta sia scontata per tutti noi.
Dovremmo solo avere il coraggio di voltare il viso da un altra parte e guardare una buona volta davvero questo cielo e sentirci sul serio uomini.

lunedì 6 ottobre 2008

Niente paura















Paura

(http://www.garimar.eu/files/paura.html)

Niente paura , una bellissima canzone di Ligabue, potrebbe essere la colonna sonora dei grafici economici di questi giorni.
Niente paura ci vien caldamente consigliato da ogni dove, e nonostante questo, ogni giorno il buco pare piu' profondo e spaventoso.
Ora inutile pontificare sulle cause e sui modi di questa miseranda vita umana. Anche la chiesa oggi ci conforta con l'assioma "i soldi non sono niente". Certamente , lo abbiamo ribadito numerose volte, in questo mondo virtuale, la sparizione di una finanza virtuale ci dovrebbe lasciare tranquilli. Ma vallo a spiegare a chi invece avanza crediti che non sono virtuali , tutt'altro che virtuali, e che sono ragione di vita?
Niente paura , anzi , tranquilli , ci sono stati solo alcuni "errori" , ma niente di preoccupante o di irrecuperabile. Del resto quando uno stimatissimo manager finanziario tra i piu' quotati afferma :
"So che lo scenario esterno era già negativo prima. Chiaramente abbiamo sottovalutato le condizioni del mercato. Abbiamo fatto degli errori di valutazione, questo ci è assolutamente chiaro" (l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo) , ci sentiamo sicuramente molto piu' tranquilli, è solo un errore di valutazione.
E allora davvero non ci rimane che canticchiare "Niente paura".

P.S:
Lunedì 6 ottobre 2008, 22:37:58
Oggetto: CNN Breaking News

-- The Dow closes below 10,000 for the first time in nearly four years after a roller-coaster day, according to an early tally.

giovedì 2 ottobre 2008

Panico ufficializzato


www.lavoce.info

LA CRISI FINANZIARIA EUROPEA: UN INVITO AD AGIRE

01.10.2008

Pubblichiamo, insieme con altri siti internazionali consorziati con noi, un appello alle autorità politiche dei paesi europei e della UE perchè fronteggino la crisi finanziaria che sta contagiando pericolosamente il continente con misure tempestive, adeguate e trasparenti. Sono promotori di questo appello alcuni economisti europei che invitano tutti i colleghi economisti che lo condividono ad aderirvi inviando una e-mail all'indirizzo appelloeconomisti@lavoce.info dichiarando la volontà di sottoscriverlo e indicando la propria affiliazione professionale.

LA CRISI BANCARIA IN EUROPA: UN APPELLO ALL'AZIONE

L'Europa è nel mezzo di una crisi senza precedenti. Tutti gli europei sanno che cosa accadde quando nei bui anni Trenta i mercati finanziari smisero di funzionare. Non è esagerato dire che potrebbe accadere di nuovo se i governi non intervengono. Non stiamo dicendo che accadrà, ma è fondamentale sapere qual è la posta in gioco.
Si dissolve la fiducia nei mercati e c'è il rischio che la paura si diffonda ancora di più. Le turbolenze nei mercati finanziari devono essere fermate perché causano gravissimi danni all'economia reale. Sono a rischio i risparmi di centinaia di milioni di europei. Se la turbolenza darà luogo a una paralisi del mercato del credito, un gran numero di posti di lavoro e di imprese verrà distrutto. Un ulteriore indebolimento dell'economia reale metterebbe a rischio un numero ancora maggiore di prestiti e si creerebbe un circolo vizioso di caduta dei prezzi delle attività, deterioramento della capacità di ripagare i debiti e diminuzione dei flussi di credito.
Gli interventi dei politici statunitensi sono positivi, ma non sono sufficienti. Anche all'Europa si richiede un'azione politica decisa.

ESTERNALITA' POLITICHE: LE AZIONI A LIVELLO EUROPEO PER INTEGRARE GLI INTERVENTI DEI SINGOLI STATI

Le autorità degli Stati Uniti hanno imparato la scorsa settimana che salvare una banca alla volta non serve: una crisi di sistema richiede una risposta di sistema.
In Europa, il salvataggio di una banca per volta significa uno sforzo di salvataggio intrapreso da un singolo paese, nonostante gli importanti effetti che questo ha sugli stati vicini, oppure un coordinamento improvvisato all'ultimo minuto con un accordo sulla distribuzione dei costi. Fino a oggi risposte nazionali e sforzi cooperativi ad hoc sono stati utili. Tuttavia, l'interdipendenza tra le banche europee è troppo profonda e diffusa perché la risposta nazionale o il coordinamento caso per caso possano essere sufficienti. Ogni intervento di un singolo Stato e ogni intervento cooperativo tra un ristretto numero di nazioni può avere effetti imprevedibili sugli altri paesi europei. È fondamentale che le autorità nazionali si incontrino e coordinino le loro risposte, delineando soluzioni valide per tutta l'Europa se necessario.
Ora, mentre la situazione appare ancora gestibile, è il momento di agire. Gli avvenimenti della scorsa settimana negli Stati Uniti dimostrano che le crisi finanziarie non si sviluppano in modo regolare e prevedibile. Un fatto inaspettato può innescare fallimenti a catena e un panico che diventa sempre più difficile controllare.

SOLUZIONI

Molte soluzioni possono comporre una risposta adeguata. Negli Stati Uniti, in questo momento la crisi si affronta riportando liquidità nei mercati monetari e del credito e creando le condizioni per una ripresa delle assicurazioni sui mutui primari e su altre attività illiquide ma sufficientemente omogenee e trasparenti. In Europa il problema principale è l'elevata leva finanziaria delle grandi banche che operano a livello internazionale. Per questo, il contributo dell'Europa deve incentrarsi sulla ricapitalizzazione del settore bancario, attraverso l'iniezione di fondi pubblici o attraverso la conversione obbligatoria del debito in capitale azionario. Deve essere fatto a livello europeo (per esempio, attraverso la Banca europea per gli investimenti). L'approccio attuale, con il salvataggio di un istituto dopo l'altro utilizzando fondi nazionali, porterà solo a una balcanizzazione del settore bancario europeo. Per prevenire in futuro crisi di questa natura, è necessaria anche una regolamentazione a livello europeo dei mercati finanziari e delle istituzioni bancarie europee.
Il problema non è la mancanza di idee su come risolvere la crisi. Il problema è la mancanza di volontà politica.
Se i capi di Stato e di governo europei non si riuniscono subito per affrontare in modo deciso la crisi prima che sfugga al controllo, finiranno per trovarsi ad azzuffarsi su quel poco che rimarrà dopo il disastro.

Testo inglese disponisbile su www.voxeu.com

Alberto Alesina, Harvard University
Richard Baldwin, Graduate Institute, Geneva
Tito Boeri, Università Bocconi, Milano
Willem Buiter, London School of Economics

Francesco Giavazzi, Università Bocconi, Milano
Daniel Gros, Centre for European Policy Studies

Stefano Micossi, Assonime
Guido Tabellini, Università Bocconi
, Milano
Charles Wyplosz, Graduate Institute, Geneva

Klaus F. Zimmermann
, Bonn University

Sottoscrivono:

Marco Arnone, Università Cattolica, Milano
Guido Ascari, Università di Pavia
Giorgio Barba Navaretti , Università Statale, Milano
Peter Birch Sorensen, University of Copenhagen
Andrea Boitani, Università Cattolica, Milano
Guido Bolliger, Olympia Capital Management
Sergio Briguglio, ENEA
Riccardo Cesari, Università di Bologna
Daniele Checchi, Università Statale, Milano
Gurdgiev Constantin, Trinity College, Dublin (Adjunct) & NCB Stockbrokers
Tony Curzon Price, openDemocracy.net
Jean-Pierre Danthine, University of Lausanne and Swiss Finance Institute
Francesco Daveri, Università di Parma
Giuseppe De Arcangelis Sapienza Università di Roma
Paul De Grauwe, Katholieke Universiteit Leuven
Daniela Del Boca, Università di Torino

Jacques Delpa, Conseil d'Analyse Economique, Paris
Mathias Dewatripont, ecares, universite libre de bruxelles and cepr
Marco Di Marco, Italian National Statistical Institute
Gregory Duncan, University of California-Berkeley
Federico Eisler, Merrill Lynch
Michael Emerson, CEPS
Stefano Fassina, già Economist, Internatinal Monetary Fund
Carlo Favero, Università Bocconi, Milano
Francesco Ferrante, Università di Cassino
Riccardo Fiorentini, Università di Verona
Harry Flam, IIES, Stockholm University
Elsa Fornero, Università di Torino
Marzio Galeotti, Università Statale, Milano
Gillian Garcia, IMF, retired
Reijer Groenveld, Abn Amro
Gregorio Impavido, IMF
Patrick Honohan, Trinity College Dublin
Tullio Jappelli, Università Federico II, Napoli
Olivier Jeanne, Johns Hopkins University
Philip Lane, Trinity College Dublin and CEPR
Marco Leonardi, Università Statale, Milano
Riku Leppanen, European Commission
Félix López, EOI Business School, Madrid
Philippe Martin, Paris School of Economics
Jacques Melitz, Heriot-Watt University
Tommaso Monacelli, Università Bocconi, Milano
Aldo Montesano, Università Bocconi, Milano
Tommaso Nannicini, Università Bocconi, Milano
Luca Nunziata, Università di Padova
Marco Pagano, Università di Salerno
Fausto Panunzi, Università Bocconi, Milano
Eugenio Peluso, Università di Verona
Avinash Persaud, Intelligence Capital Limited
Ilaria Piemonte, UBI Pramerica SGR
Michele Polo, Università Bocconi
Giorgio Ragazzi Università di Bergamo
Fabio Ranchetti, Università di Pisa
Gianpaolo Rossini, Università di Bologna
Wolfgang Scherf, Justus-Liebig-Universität Gießen
Enrico Santarelli, Università di Bologna
Alessandro Sciamarelli, European Mortgage Federation
Tapen Sinha, ITAM, Mexico and University of Nottingham, UK
Marko Skreb, Former Croatian National Bank Governor
Cedric Tille, Graduate Institute for International and Development Studies
Gianni Toniolo, Duke University e LUISS, Roma
Harry van Dalen, Tilburg University
Francesco Vella, Università di Bologna
Guglielmo Weber, Universitàdi Padova

Stephen Yeo, CEPR


mercoledì 1 ottobre 2008

Ok panico!



L'aereo piu' pazzo del mondo


La scena piu' esilarante del film era il cartello luminoso che lampeggiava con la scritta "Don't Panic" per poi trasformarsi repentinamente in "Ok Panic"!!!
Allo stesso modo stiamo assistendo a tante comunicazioni di tranquillità, di stabilità del sistema finanziario italiano, che non sarebbe intaccato dalla tempesta americana. La cautela tutta italiana negli investimenti finanziari ci stà salvando, l'Italia ha una larga estensione di aziende manufatturiere, ci si dice, per cui la nostra economia è solida.
Tranquilli no panico!
Si elargiscono comunicati quali quello del Presidente del Consiglio "Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini perdano neanche un euro dei loro depositi", come anche sul sito del Ministero del Tesoro :
"Pronti a garantire la stabilità del sistema bancario ed a difendere i risparmiatori".

Poi , invece scopriamo che c'è qualche cosa che intacca i due piu' grandi gruppi italiani Unicredit e Gruppo Intesa con una serie di notizie apparse e riassunte nel seguito :

Dal sito di UNICREDIT Group
1 Ottobre 2008- h 08:46

Con riferimento alla richiesta di Consob (n. RM 8090400, 30 settembre 2008), UniCredit annuncia che il 23 settembre scorso il Consiglio di Amministrazione ha approvato un progetto per conferire una parte del proprio portafoglio immobiliare in un fondo chiuso immobiliare. È previsto che tale transazione, che dovrebbe completarsi entro il 2008, generi più di 15 punti base (0,15%) di Core Tier 1.

Inoltre, nell’ambito del programma di ottimizzazione/riduzione dei Risk Weighted Assets (RWA), UniCredit ha completato, nel mese di settembre, una serie di transazioni che genereranno fino a 12 punti base (0,12%) di Core Tier 1.

Queste iniziative sono in linea con l’obiettivo di rafforzare i coefficienti di patrimonializzazione del Gruppo per raggiungere l’obiettivo del 6,2% in termini di Core Tier 1 (Basilea II) entro la fine dell’anno.

Infine, con riferimento ai recenti articoli di stampa riguardanti il progetto di creazione di una partnership commerciale con una banca d’affari internazionale avente come oggetto performing assets, UniCredit informa che tale partnership, dopo aver formato oggetto di approfondita analisi, al momento non è più in considerazione.

17 Settembre 2008- h 16:00

L’esposizione netta del Gruppo UniCredit al Gruppo Lehman Brothers è dettagliata come segue:

  • linee di credito utilizzate per circa 12 milioni di Euro.
  • obbligazioni nette di circa 120 milioni di Euro.
  • rischi di sostituzione per un valore netto a mark-to-market di circa 26 milioni di Euro.

Unicredit in volo, voci di opa Santander (dal Messaggero)

ROMA (1 ottobre) - Unicredit in volo a Piazza Affari. La banca milanese, colpita da una ondata di vendite martedì (il titolo ha perso il 12%), è salita sulle voci circolate oggi nelle sale operative che indicavano lo spagnolo Banco Santander, appoggiato da Intesa Sanpaolo, interessato al gruppo di Piazza Cordusio.

Il titolo della banca guidata da Alessandro Profumo, sospeso in avvio di contrattazioni per eccesso di ribasso dopo due sedute di passione che hanno spinto le quotazioni sui minimi di 11 anni e bruciato circa 10 miliardi di capitalizzazione, hanno poi rialzato la testa nel corso della seduta e chiuso con un rialzo del 11% a 2,89 euro. Forti gli scambi: è passato di mano quasi il 3% del capitale. Dai massimi dell'anno, toccati a febbraio, il ribasso delle azioni è comunque ancora del 45% circa.


COMUNICATO STAMPA dal sito Intesa San Paolo
INTESA SANPAOLO: ESPOSIZIONE NEI CONFRONTI DI LEHMAN
BROTHERS
Torino, Milano, 16 settembre 2008 – L’esposizione del Gruppo Intesa Sanpaolo nei confronti del
Gruppo Lehman Brothers è la seguente:
- crediti per cassa per circa 51 milioni di euro, crediti di firma per circa 3 milioni di euro e titoli
obbligazionari per un nominale di circa 166 milioni di euro;
- rischi di sostituzione per un valore netto a mark-to-market di circa 40 milioni di euro.


Borse, affondano Unicredit e Intesa (Stampa.it)

MILANO
Banche italiane nel mirino delle vendite. A Milano i titoli dei due maggiori istituti del Paese, Unicredit e Intesa, sono rimasti sospesi alcune ore per eccesso di scostamento al ribasso rispetto al prezzo d’apertura, mentre altri titoli, come Banco Popolare e Ubi Banca marcano, consistenti ribassi. Il tutto in un contesto dei mercati europei che vede invece rimbalzare il settore del credito.



Ok panico!!!!

P.S.: si fa un gran parlare di protezione dei piccoli risparmiatori , del popolo italiano che è sempre stato propenso al risparmio, ma che degli stessi risparmi è stato defraudato ,... Parmalat, Cirio, Bond Argentini,My Way...Derivati...ci si dovrebbe ricordare di cio' che solo nel passato recente è venuto a galla.

P.P.S.: oggi gli esperti ci spiegano come mai è scoppiato il gioco della finanza facile, della finanza mirata al mero guadagno speculativo, ci spiegano come questa catena di S. Antonio sia stata possibile per mancanza di controlli. Son gli stessi esperti che in tutti questi anni han decantato le qualità di questo metodo , e della inventiva degli operatori di borsa e di come questa new econmy dovesse esser la luce per tutti i popoli liberi. Deridendo quanti invece si comportavano da timorosi e scettici di fronte a tante luci e vetrine scintillanti.

P.P.P.S: oggi ci invitano ad essere solidali con tutti quei personaggi che scatolone in mano , percorrono le strade ad una affannosa ricerca di cio' che non è più, ci spiegano di come questi lavoratori nel giro di un ora han perso tutto , dimenticando però di sottolineare che gli stessi personaggi sono stati per anni ingranaggi di un perverso gioco che ha permesso ai potentati e via via nella scala gerarchica fino all'ultimo gradino, lauti guadagni e compensi che un misero mortale non ragiunge neanche sommando gli stipendi della sua intera vita. Oggi vengono accumunati i destini di onesti cittadini con quelli di operatori e dirigenti di dubbia onestà ed etica, invitandoci a condividerne la sorte e offrire una via di salvezza sulle spalle di coloro che sono piu' deboli economicamente.