lunedì 26 maggio 2008

L'ascesa inarrestabile o quasi

Già abbiamo detto in altri post dei motivi e dei perchè di questa corsa in salita del prezzo del greggio. La stranezza è che tutti accettino con una sorta di rassegnazione questo stato di cose.
Come dire.... notiamo i caduti sul campo , oramai a centinaia, migliaia, ma cosa possiamo fare? protestare contro la guerra non mi và proprio.

Pare proprio che sia così, una guerra in corso , migliaia di caduti sui campi di battaglia, ma pare che questa guerra non dia adito a movimenti di indignazione. Nessuna protesta, nessun segno di ribbellione, niente di niente.
Forse siamo troppo presi nella vicenda della "monnezza Napoletana" o dal "decreto sicurezza", ma se cio' è vero per il popolo italiano , quali sono i motivi dell'assoluta assenza di movimento di protesta nelle altre nazioni?
E' pur vero che altrove il greggio vien pagato leggermente meno che in Italia...ma appunto "leggermente".
Come dire : "madonna che silenzio c'è stasera!"
In effetti qualcosa di strano c'è, ma questa sensazione è eterea , appena accennata, e se si prova ad approfondire ci si ritrova in un mare magnum di citazioni e discorsi di congiuntura economica.
Percepiamo l'assoluta anomalia di quanto stà succedendo, ma non abbiamo strumenti idonei di valutazione e quindi rimaniamo inebetiti di fronte all'inevitabile.
Ebbene per cercare di fa luce un buon articolo è quello di Maurizio Blondet :

Goldman Sachs: aggiotaggio sul petrolio

Buona lettura!

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